lunedì 5 marzo 2012

"Caro Sud me ne vado per farti pentire"di Lino Patruno


CARO SUD ME NE VADO PER FARTI PENTIRE


di Lino Patruno

E’ vero che gli esseri umani non hanno radici: le radici le hanno le piante. Gli esseri umani hanno piedi, e i piedi sono fatti per andare. Quindi, che i giovani del Sud vadano via, non è uno scandalo. Qualcuno disse che hanno «piedi leggeri», volano. Non è uno scandalo specie se l’alternativa alla fuga è lo spreco dei talenti. Allora sarebbe più onesto invogliarli ad andar via che farli marcire.

Un recente libro (di Piercamillo Falasca, Rubbettino editore) li ha definiti «Terroni 2.0», cioè terroni tecnologici. I quali sarebbero capaci (di cambiare il Sud vivendo altrove. Adottando il linguaggio tecnologico si potrebbe dire «in remoto».

Come, cambiare il Sud vivendo altrove? Sì, tanto per cominciare, dicono, sbattendo in faccia al Sud i suoi vizi antichi.

Caro Sud, invece di stare tutta una vita in attesa del tuo «posto», invece di aspettare che qualcuno mi conceda come «favore» ciò che mi spetta di diritto, invece di dover chiedere il «permesso» per fare qualsiasi cosa, invece di dover pagare un prezzo continuo alla piccola e grande illegalità, ti dico ciao e me ne vado. Così ti aiuto anche se non te ne accorgi. Ti aiuto a essere diverso.

MONITO - Poi, caro Sud, ti aiuto con una nuova forma di «rimessa», quella che un tempo gli emigranti mandavano a casa (ma adesso è da casa che la mandano ai figli emigrati). Ti mando da lontano il monito (e il tuo rimorso) che se continui a premiare non il merito ma la raccomandazione, non la bravura ma l’amicizia, non l’indipendenza ma l’appartenenza, prima o poi ti resteranno solo i vecchi e i bambini (e neanche, visto che non ne fai più perché diventano, e si capisce, un peso).

Sarà una forma di arroganza, o una forma di sopravvivenza, si vedrà. Essi parlano di «resistenza culturale», di dichiarazione di indipendenza, di libero governo in esilio. Si definiscono rivoluzionari non disertori. Perché non è vero che se ne vanno sbattendo la porta, che appena un po’ più in là si faranno un altro accento, tornando solo per matrimoni e funerali. Se ne vanno, assicurano (o assicura l’autore del libro) con l’impegno di lavorare alla loro terra da lontano, di partecipare alla vita pubblica a distanza. Esempio: due salentini che insegnano alla Bocconi e che hanno calcolato il beneficio che la mitica «Notte della taranta» porta al territorio (molto). Anzi uno dei due la taranta la suona con altri conterroni in un gruppo al Nord.

Sarebbero alla lontana quelli che Marcello Veneziani ha definito «terroni globali», che ti trovi in tutte le parti del mondo, ma che per loro significa più esattamente capaci di andare per tutte le vie del mondo. Aiutati, in questo, da Internet, da Skype, da Ryanair, cioè da tutti quei mezzi «low cost», a basso costo, che le vie del mondo le stanno accorciando. Anzi che, grazie anche ai mascalzoni della finanza planetaria, stanno imponendo un nuovo benvenuto stile di vita al mondo.

Certo, oggi Internet ti consente di essere «in nessun posto» e «in ogni posto», un lavoro su Internet lo puoi fare da Spinazzola o da Caracas, non importa. Quindi questi nuovi terroni potrebbero lavorare per il Sud anche standogli accuratamente alla larga. A parte che ciascuno è padrone del suo destino. E se il Sud, mettiamo, perde un giovane medico che se ne va (come perde ingegneri, architetti, economisti, scienziati), quel giovane medico prestissimo potrà operare un paziente del Sud con un robot a distanza. Sarà gelido e spettrale, ma sarà.

Non ci sono dubbi che questi terroni siano un po’ didattici nei confronti di chi, avviene, vuole andarsene e non può. E non ci sono dubbi che il loro sia un modo individuale di voler risolvere un problema collettivo, cambiare appunto il Sud «parastatale» che lasciano. Non per niente sprizzano concezioni liberali a cento miglia, penso a me così pensando a tutti. Col grosso sospetto più di egoismo che di filantropia.

Dovrebbero fare quello che lo stesso Veneziani si augura, una nuova discesa dei Mille al Sud. Ma non quelli di Garibaldi bensì Mille giovani meridionali di talento che se ne sono andati e che appunto tornano a trasmettere più un’aria di mondo che un mondo di arie. Diversamente anche dall’ex ministro Brunetta che i nuovi Mille al Sud li vede come grandi dirigenti di importazione che mettano un po’ di cose a posto.

MENTALITA' - Lavori in corso, come si vede. Chissà che non si possano fare, diciamo, via Facebook le battaglie non solo per far cambiare mentalità al Sud ma anche per fare cambiare mentalità nei confronti del Sud. La battaglia, chessò, per un treno eliminato o per un’autostrada in costruzione da cinquant’anni. E chissà che non si possano avere sindaci o amministratori qualsiasi, la famosa classe dirigente, che decide da lontano via messaggini telefonici. È la classe dirigente che soprattutto manca. Ma è quella, ahinoi, che ha bisogno dell’appello ogni mattina, ed è quella che non si può formare per corrispondenza. O no, terroni 2.0?



Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

domenica 4 marzo 2012

Gli investimenti da fare al Nord nonostante i NO TAV e tanti altri dubbi sull'utilità e sul ritorno economico della Torino-Lione......

I No Tav tornano a manifestare pacificamente in Val SusaDavvero paradossale la situazione in Italia sul fronte dei trasporti con il movimento dei NO TAV che negli ultimi giorni è al centro delle polemiche e le sue manifestazioni aprono sempre tutti i TG, a dimostrazione che anche il governo Monti continua sulla scia del governo Berlusconi e Bossi, il peggior governo anti-meridionale dai tempi del Regno sabaudo, nelle scelte "nord-centriche", perfino a costo di andare contro la volontà della maggioranza della popolazione della Val di Susa, quest'opera s'ha da fare, ce lo chiede l'Europa ed è "strategica".
Non e' chiaro quanto costi la tratta italiana della Torino-Lione, si passa da stime di 8 a più di 16 Miliardi di Euro..e questo già qualche piccolo sospetto su possibili infiltrazioni lo fa nascere...l'unica cosa chiara è che ci costerà più del quadruplo di quanto costa al km ai francesi o agli spagnoli, come già dimostrato per le tratte della TAV già realizzate nel belpaese ed udite udite... la tratta più cara, dopo la Bologna-Firenze che è quasi tutta in galleria, non è la Roma-Napoli ma è la Novara-Milano che costa al km circa 8 volte una tratta francese! Alla faccia del Sud sprecone...

Quindi mentre la TAV si ferma a Salerno, considerando una parte di campani, i calabresi, i lucani ed i siciliani evidentemente "poco strategici", in Val di Susa molta gente si chiede perché si insiste con questo progetto visto che il traffico merci sulla linea già esistente è in calo e molti professori universitari, specialisti di Economia dei Trasporti, sostengono che l'opera sia un suicidio economico. A proposito poi di "corridoi europei" e di valore "strategico", non si capisce perché nelle priorità di governo non si parta dal Sud che soffre un deficit di infrastrutture storico e perché il "corridoio Lisbona-Kiev" è più strategico di quello "Palermo-Berlino".

Nello scenario assurdo di questi giorni con un PD che, oramai completamente sottomesso al governo Monti, balbetta ed è in evidente imbarazzo, cerca di difendere l'indifendibile, forse anche per il solito intreccio con le lobbies cooperative, un solo politico si è permesso di dubitare sull'utilità di risparmiare mezz'ora per andare a Lione da Torino piuttosto che collegare in modo decente Napoli a Bari o Taranto a Reggio Calabria...e' stato De Magistris ieri alla trasmissione "In onda" su La7.

Di progetti e di priorità per le infrastrutture al Sud l'Europa ne ha indicati e noi del Partito del Sud ne stiamo discutendo, quello che non vogliamo è che le priorità del Sud, come al solito, siano meno importanti ...con il solito copione già descritto da Pino Aprile sulle opere pubbliche al Sud, che se proprio si faranno e non saranno solo annunci, si faranno dopo, un po' meno e un po' peggio che nel resto del paese.  E' lo stesso triste film che abbiamo già visto per le autostrade e noi del Partito del Sud, nato per legittima difesa, abbiamo il dovere di provare a cambiare sia il copione che gli attori.


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud





sabato 3 marzo 2012

La proiezione di "Cento passi per la libertà" del 2/03 - un resoconto di Marco Rossano

Ricevo e posto quest'altra testimonianza sulla bella serata del 2/03 presso la sede napoletana di Via Pozzuoli 86. Non possiamo che ringraziare l'autore Marco Rossano, sia per la proiezione del suo documentario sia per le belle parole alla fine sul nostro movimento che vuole crescere come gruppo di persone che lavorano e s'impegnano per un obiettivo comune... 

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"Sono appena tornato dalla proiezione organizzata dal Partito del Sud presso la sede di via di Pozzuoli 86 a Napoli. È stata una bella serata... 
... La sede si trova sulla strada che da Napoli porta a Pozzuoli a due passi dal mare e da uno splendido panorama che va da Nisida fino a Capo Miseno. Nell'aria si sentiva odore di mare. Siamo entrati e abbiamo aspettato che arrivassero gli altri invitati. La sede è accogliente, non particolarmente grande, ma nemmeno piccola. C'è un ingresso con alcuni divanetti e la sala con diversi tavolini. In fondo lo schermo. Intorno alle 18.00 è arrivato Tony (Tony Quattrone, uno dei componenti del direttivo campano del PdSUD ed anche autore della foto) e abbiamo sistemato lo schermo e l'audio in attesa di iniziare la proiezione. Intorno alle 19.00 abbiamo spento le luci e dato il via al documentario...
Al termine della proiezione abbiamo parlato del documentario e soprattutto della mia esperienza con le presentazioni all'estero del filmato. Ho raccontato delle proiezioni di Berlino e di Barcellona e dei riscontri avuti, dall'entusiasmo dei napoletani all'incredulità di altre persone che mai avrebbero immaginato quello che stava accadendo a Napoli. Il discorso è poi passato al meridionalismo e alla sempre maggior consapevolezza di De Magistris sul tema e ai rapporti con Emiliano, il sindaco di Bari. Ci siamo salutati dandoci al più presto appuntamento magari già il 28 aprile a Mantova dove è prevista la proiezione dei "Cento passi per la libertà". 

Al ritorno mi ha dato un passaggio Emiddio de Franciscis e abbiamo fatto una bella chiacchierata. Tra le tante cose interessanti mi ha colpito quello che ha detto sull'affiatamento del gruppo del Partito del Sud: riescono a superare le individualità e a farle confluire per il bene e il miglioramento del gruppo. Secondo me questo è il modo migliore per crescere e per costruire qualcosa che duri nel tempo".

Marco Rossano

La proiezione di Cento passi per la libertà del 2/03 - un resoconto di B. Pappalardo












Ricevo e posto, un racconto dell'amico Bruno Pappalardo sulla serata del 2/03, presso la sede napoletana di Via Pozzuoli,  con la proiezione del documentario di Marco Rossano sulla campagna elettorale di Luigi de Magistris Sindaco di Napoli con immagini riguardanti anche il Partito del Sud...

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Ho rivisto la proiezione. Stavolta era diverso.  
Ho rivisto gli stessi colori e i rumori. Quelli che speravano e ancora oggi credono.
M’attardo annoiato ma, poi, resto ancora scosso dall’arancione sbalordente e,… quella gente che saluta e grida di gioia. Altre hanno la mascella stupita e abbassata.
Le fasi della campagna indicano un crescendo naturale.
Bizzarro il sindaco! Ha uno sguardo contrario, non avevo fatto caso l’ultima volta. E’ come quando s’inverte l’obbiettivo verso se stesso col cellulare. Ti vedi, forse dentro. Mi è parso che egli avesse già dentro tutto come se già sapesse. Ma si, abbiamo già le cose dentro! Allora fingeva lo stupore? Non sarà stato affatto così ma par di scorgere una inconsueta sicurezza. Dentro lui sapeva, me ne accorgo, che tutto sarebbe accaduto. Ha dentro tutte le immagini e le copie delle cose che la sua mente ha visto. I muri fatiscenti che lasciavano scorgere la carne viva del tufo, lungo il tracciato della Sanità, di Secondigliano o sull’arabescata Materdei, i mercati tinti e quella vecchia che gli balzellava davanti come volesse raggiungere i suoi occhi lontani.
Lo sguardo tradisce la visione di un pantheon zeppo di idoli come le sue idee. Quella dei basoli calpestati, e le mani strette e pure di Vecchioni, sicuro, già sapeva.
Alla Rotonda Diaz, dove portammo sei bandiere nostre, lo vidi, prima che salisse sul palco per imbaldanzirci con le sue braccia lunghe come le gambe, con un foglio; l’appollottolò ma poi lo riaprì con le dita lunghe e di ferro cercando di stenderlo. Salì, fermandosi prima di comparire sul palco; non aveva più il foglio. Guardava il mare di fronte. A cosa pensava? Alla collera di quella distesa nera che qualcuno prima di lui, sullo stesso palco aveva ammalorato o forse la gioia degli astanti che quel mare ne simulavano l’onda, la profondità?
di Bruno Pappalardo, SUDVOX – Partito del Sud sez. "Guido Dorso di Napoli




Il VideoTG di Canale 21 parla del Convegno di Pozzuoli sul Rione Terra del 1 marzo organizzato dal Partito del Sud -- dal minuto 11:50


Dal VG di Canale 21 del 2 marzo, dal minuto 11.50


http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=r2-QG1-UATk

Il Rione Terra di Pozzuoli, evacuato il 2 marzo 1970, è oggi un cantiere, un lavoro in corso, la cui utilizzazione finale rimane ancora sconosciuta.