lunedì 11 aprile 2011

De Magistris e Partito del Sud su "Il Mattino" del 10 aprile 2011



Attivissimo e più che mai sul pezzo. Luigi De Magistris - candidato sindaco dell’IdV, della Confederazione delle Sinistra e del Partito del Sud - ieri ha trascorso un sabato fra la gente. Mattinata dedicata a chi è andato in piazza per il lavoro: «L’articolo 1 della Costituzione - dice - ribadisce che siamo una Repubblica fondata sul lavoro. Noi non promettiamo niente, noi ci mettiamo il cuore e lavoriamo perché tutti possano lavorare. La precarietà è un male enorme e va estirpata». Così De Magistris ha arringato i partecipanti alla manifestazione «Il nostro tempo è adesso contro il precariato». Sul tema della legalità De Magistris ha ribadito «a noi non serve l’assessorato alla legalità, io sono la legalità e non ho bisogno che qualcuno me lo ricordi». Stoccatina agli avversari e a chi amministra ancora la città: «Sogno una Napoli pulita, vivibile, verde. Per questo è necessario voltare pagina rispetto alla politica del passato e dare un segnale forte di discontinuità». Il dipietrista questa volta parla al Vomero in una sede della Confedewrazione delle sinistre dove illustra parte del programma: «Sul trasporto pubblico le decisioni prese dalla giunta Iervolino negli ultimi mesi sono state scandalose. Se si pensa per esempio alle funicolari è necessario aumentare le corse, quelle serali e quelle del fine settimana, e abbassare i costi dei biglietti». «È inoltre impensabile - conclude - che la Villa Floridiana, che è l’unico polmone verde del Vomero, versi in un tale stato di degrado. Dobbiamo fare in modo che si metta in moto una rivoluzione pacifica che sia morale, culturale e sociale. Credo che Napoli sia pronta a raccogliere questa sfida». lu.ro.

Fonte: "Il Mattino" del 10 aprile 2011 pag. 46

venerdì 8 aprile 2011

PER UN PIANO ALTERNATIVO DEI RIFIUTI

Ricevo e posto questo comunicato dagli amici dell'Associazione Oceanus con l'invito ad una manifestazione civica per il 9/04 a Piazza Dante a Napoli...condivido l'approccio di una riscossa civile per chiedere un piano alternativo e l'indignazione per il continuo fallimento della solita ricetta di "discariche ed inceneritori" che ci propinano Regione, Provincia e Comune...e sono quasi 20 anni...

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CITTADINI CAMPANI PER UN PIANO ALTERNATIVO DEI RIFIUTI

SABATO 9 APRILE alle ore 10:00 parte da Piazza Dante a Napoli, la
manifestazione UNITARIA ed apartitica per l’attuazione del Piano Alternativo
dei Rifiuti in CAMPANIA.

I Cittadini Campani, dopo 17 anni di inutile attesa, presentano alla città
ed alla regione un piano concreto che punta al RICICLO TOTALE della materia.

Finalmente, al centro del processo di gestione dei rifiuti ci sono i
cittadini, attori principali della "Raccolta Differenziata Porta a Porta",
destinatari delle nuove opportunità di LAVORO, favoriti nella creazione di
nuove IMPRESE per l’ampliamento della ricca filiera del recupero dei
materiali. Un piano che aderisce in pieno alle istanze della comunità
scientifica internazionale, nel rispetto delle direttive della Comunità
Europea.

Intanto, sommersi dalla spazzatura della “nuova”, prevedibile, crisi, i
Cittadini di tutta la regione, guardano con sdegno all’assenza totale di
Comune, Provincia e Regione, sicché alla nostra valida proposta segue, forte
e chiara, la protesa.

Nei 4 mesi che ci separano dalla precedente manifestazione di sabato 18
dicembre, con poca spesa, si sarebbero potuti realizzare:

· un numero adeguato di ”Impianti di Compostaggio” per la conversione
dell’umido.

· i primi centri di ”Trattamento Meccanico Manuale” per l’indifferenziato
secco.

I vantaggi per la comunità, dalla riduzione della quantità sul totale dei
rifiuti, al risparmio sui costi di invio dell’umido fuori regione, sarebbero
oggi evidenti.

Le istituzioni, invece, cadono nel ridicolo annunciando soluzioni pigre e
già sentite e, al punto in cui siamo, offensive, per:

· tempo: altri 3 interminabili anni d’incertezza e, cioè, di munnezza
per le strade.

· denaro pubblico: addirittura 500 milioni di € ad inceneritore per
un numero totale di 4, un’opera sovradimensionata, basata su di una
tecnologia inquinante e superata.

· salute pubblica: ancora decine di maleodoranti discariche che, con l’attuale
traffico di rifiuti tossici-industriali, ammaleranno ulteriormente terre ed
abitanti.

Un sacrificio insostenibile che i Cittadini Campani respingono totalmente al
mittente.

Per questi motivi, sabato mattina, i CITTADINI di questa regione torneranno
a manifestare perché prevalga il BUONSENSO e si affermi il “Piano
Alternativo dei Rifiuti” e facendo nuova richiesta formale d’incontro con le
istituzioni, nelle sedi più opportune: i Consigli Monotematici sui Rifiuti,
regionale, provinciale e comunale, aperti alla cittadinanza ed al confronto
pubblico

Lontani da logiche partitiche e a difesa del principio che i servizi
pubblici debbano funzionare a prescindere dal colore politico delle
amministrazioni, sono ESCLUSI dal corteo tutti i partiti politici ed i loro
candidati sindaci.

mercoledì 6 aprile 2011

ENERGIA SOLARE AL SUD ....di P. Tronca


Ricevo e posto con piacere questa nota che mi arriva da un amico del Partito del Sud, che mi scrive dalla bella terra abruzzese, con la quale vengono spiegati alcuni aspetti dell'energia solare fotovoltaica e di come possa rappresentare un'opportunità per il riscatto del Sud...


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PREMESSA

Sono convinto che l’attuale dibattito sul fotovoltaico a terra in zona agricola sia condizionato, fra l’altro, dalla poca conoscenza sia di come esso possa essere realizzato, sia dell’uso che si farà del terreno per 20 anni, sia della sua reversibilità, sia della possibilità di trovare eventuali margini di mitigabilità dell’impatto sul paesaggio (che in determinate aree devono essere nulli), solo superati i quali ne va impedita la realizzazione. Per questo motivo mi permetto di fare circolare questa mia sintetica nota come modesto contributo all’argomento, sperando che anche altri colgano il danno di una discussione priva di conoscenza di come e perché possa essere costruito in modo sostenibile un impianto fotovoltaico a terra in zona agricola.
In fondo alla nota ho inserito alcune considerazioni sulla potenzialità del fotovoltaico a terra, che vanno enunciate, anche solo teoricamente, per sfatare il luogo comune della inadeguatezza quantitativa della sua possibilità di contribuire al fabbisogno energetico nazionale.


L’IMPATTO QUANTITATIVO DEL FOTOVOLTAICO A TERRA RISPETTO ALLE AREE AGRICOLE

- L’incidenza del fotovoltaico a terra rispetto alla superficie totale delle aree agricole italiane non ha impatto devastante, come invece in questo periodo si cerca di far credere: infatti, anche se tutti gli 8 GW che saranno probabilmente raggiunti in Italia entro metà 2011 fossero stati realizzati in zona agricola, essi avrebbero occupato circa 6.000 ettari, a fronte di 13,2 milioni di ettari agricoli (6.000 ettari = pari allo 0,045%).
- Realizzare impianti a terra in zona agricola è invece indispensabile, perché solo tramite la loro realizzazione sarà possibile onorare gli impegni energetici internazionali sottoscritti dal nostro Paese.
- La destinazione d’uso del terreno su cui viene installato l’impianto fotovoltaico non determina sottrazione di superficie agricola, perché agricola rimane la sua destinazione con una progettazione sostenibile e corretta.


L’IMPIANTO FOTOVOLTAICO A TERRA SOSTENIBILE

L’aspetto costruttivo

- I pannelli, di dimensioni medie di poco meno di 1 metro per 1, 60, sono disposti in file fissate su correnti metallici ancorati ogni 2 metri circa a pali metallici infissi in terra a secco, in profilato NP100 non trattato, che, con l’ossidazione degli agenti atmosferici, assumeranno presto una coloritura simile a quella del terreno; la distanza fra le file di pali infissi a terra è mediamente di 5,20 metri. Le modalità costruttive sopra descritte garantiscono la totale reversibilità di tutti i componenti dell’impianto.


L’uso agricolo del suolo e l’interferenza con esso


- I terreni degli impianti saranno governati a pascolo in regime sodivo (magari prevedendo di fare semine di leguminose da foraggio con sarchiature leggere) e i fenomeni di ombreggiamento saranno nella maggior parte dei casi non totali – ovvero la gran parte delle superfici saranno ombreggiate parzialmente consentendo comunque la crescita di un soprassuolo prativo. Il prato sarà quindi governato con pascolo ovino che consentirà la concimazione delle superfici e l’arricchimento della componente ad humus dei suoli.
- La permeabilità del suolo interessato dall’impianto avrà caratteristiche analoghe a quelle originarie, con la differenza che esse saranno mantenute in regime sodivo piuttosto che in regime arativo. Ad oggi sono numerose le evidenze scientifiche e tecniche che indicano il continuo ricorso ad arature come una sorgente di erosione, riduzione e danneggiamento della qualità dei suoli. Il regime arativo produce alterazioni delle linee di ruscellamento, perdita di materiali verso valle, riduzione della profondità dei suoli, perdita di fertilità.
- Il fatto che superfici agricole siano sottratte al regime arativo e quindi governate a pascolo ovino, è di per sé una rotazione di lungo periodo che non fa che riproporre una pratica antica, estesa sui molti anni (20 anni) piuttosto che con cicli di rotazione ridotti (5 anni). E’ bene sottolineare che il quasi abbandono delle tecniche di rotazione (cereali, leguminose da foraggio e pascolo) è un acquisto recente delle tecnologie applicate all’agricoltura moderna e meccanizzata.
- Il paesaggio agricolo attuale è determinato dalla disponibilità di concimi di sintesi, di biocidi ad elevata efficacia utilizzati per diserbi ed altre pratiche di lotta chimica agli organismi concorrenti/commensali/parassiti, di macchinari di elevata potenza alimentati con idrocarburi fossili. Tutte queste pratiche stanno danneggiando ed hanno già danneggiato – drammaticamente – la qualità dei suoli ed i processi pedogenetici che potevano attuarsi nei suoli governati con le tecniche precedenti alla “rivoluzione verde”.
- i terreni in regime arativo, provocano anche loro un effetto albedo di riscaldamento; gli effetti di riscaldamento vanno valutati considerando che tra i pannelli c’è erba e che i suoli non vengono arati: questo è positivo rispetto ad effetti di riscaldamento locale; i suoli in regime arativo hanno un effetto climatico negativo, determinano sbalzi di temperature maggiori.
- l’ombra in se non determina la cessazione dei processi pedogenetici. I suoli migliori sono quelli di foresta che si sviluppano in ombra. I suoli migliori d’Italia si sono sviluppati all’ombra di alberi ed oggi li stiamo distruggendo con le tecniche di una agricoltura meccanizzata petrolio-dipendente.
- i processi pedogenetici non si interrompono neanche sotto un viadotto; sotto i pannelli ci potranno essere strisce di vegetazione ridotta o assente al centro dell’ombra di alcuni pannelli, ma, se l’acqua arriva sotto i pannelli, le piante si sviluppano anche in assenza di irraggiamento diretto – vanno sperimentati mmiscugli erbacei diversi per ottenere la piena copertura – questa attività di monitoraggio “attivo” sarà praticata.
- le superfici potranno essere mantenute a leguminose da foraggio, “aggiornando” periodicamente gli impianti (ogni 3-5 anni) con risemine su sarchiature leggere e superfciali e quindi potranno pascolarci sopra le pecore – necessario prevedere un sistema “chiudende” – per consentire lavorazioni e risemine, e zone di pascoli differenziate. Le siepi, che si prevede di mantenere e implementare, suddividono le aree interne all’impianto in settori, magari corrispondenti alle chiudende per il governo delle greggi.


Zone di rispetto venatorio – rifugio e ripopolamento di selvaggina


- E’ possibile un molteplice utilizzo dell’area dell’impianto. Con la collaborazione degli abitanti e con le associazioni venatorie locali, possono essere create delle “zone di rispetto venatorio”.
- All’interno dell’impianto sono previste aree dotate di piccoli recinti di “ambientamento o d'involo”, siti di foraggiamento e abbeveratoi, fondamentali strumenti per il sostentamento e la riproduzione nei periodi climatici avversi e per favorire la reintroduzione in ambiti agricoli delle specie di interesse venatorio sempre più rare.
- Grazie a questa nuova modalità di immissione può essere realizzato un rilascio di selvaggina più graduale con recinto di immissione, garantendo la presenza di specie faunistiche continuativa e prolungata intorno ai confini delle Zone di Rispetto Venatorio.


Il rapporto dell’impianto fotovoltaico a terra con il paesaggio

- Presupposto di base per la realizzazione del fotovoltaico a terra è che vengano individuate le aree di valore paesaggistico, culturale, storico e di particolare pregio agricolo su cui non deve essere possibile realizzarlo; nelle aree agricole non inibite alla installazione va poi consentita una analisi che permetta di individuare l’eventuale esistenza di un equilibrio fra la conservazione delle valenze paesaggistiche e il grado della loro detrazione generata dalla introduzione dell’impianto fotovoltaico.
- Nell’area su cui intervenire va fatta una valutazione diacronica del paesaggio, sul quale può avere inciso, negli ultimi 60-70 anni, un parziale fenomeno di abbandono delle aree più marginali e di modifica delle colture: è un paesaggio in movimento, nel quale il "passaggio" del fotovoltaico è solo un breve momento, in un territorio che subisce continue modifiche, non temporanee come quella appunto del fotovoltaico, ma permanenti.
- Il paesaggio del XV-XVI secolo non era quello del XVIII secolo, a sua volta differente da quello del XIX - metà XX secolo, diverso anche da quello di oggi. Nella tutela e nel restauro del paesaggio va certamente approfondito il tema della scelta del periodo di riferimento che nei vari casi è giusto tutelare o restaurare; in assenza di tale dibattito e delle scelte ad esso conseguenti, è possibile solo salvaguardare il paesaggio esistente garantendone comunque la conservazione.
- La realizzazione di un impianto fotovoltaico con i giusti criteri di sostenibilità e reversibilità, garantisce con certezza che l’area su cui esso sarà realizzato verrà restituita dopo 20 anni uguale a come essa era prima. Altrettanta certezza non esiste per le altre aree.
- L’impianto fotovoltaico sarà un detrattore paesaggistico a tempo determinato, di 20 anni; con il sistema costruttivo adottato e gli interventi previsti sull’area per 20 anni, l’area verrà restituita completamente integra e perfettamente conservata, con un paesaggio non modificato e mantenuto integro.
- L’impianto fotovoltaico sarà costituito da file di pannelli a tratti interrotte da siepi o da piccole aree libere, che determineranno un segno visivo estraneo al contesto paesaggistico per colori e sagome, ma che può essere non in contrasto con esso rispetto alla configurazione fisica e orografica, sia per effetto di una disposizione adeguata alla tessitura territoriale e ai segni di paesaggio lineari e puntuali, sia per effetto di mitigazioni integrate a questi segni, alle preesistenze o sopravvivenze e di ripristino di esse.


LE POTENZIALITA’ DEL FOTOVOLTAICO A TERRA IN ITALIA E GLI EQUILIBRI FRA REGIONI SETTENTRIONALI E REGIONI MERIDIONALI

- Sposando la tesi di Rifkin, gli obiettivi di ridurre i gas climalteranti e di decentrare e distribuire il più possibile sul territorio la produzione di energia elettrica, possono essere raggiunti solo attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il potenziamento capillare della rete elettrica.
- A complemento della possibilità di costruire impianti a terra in modo sostenibile, è necessario dare informazione, anche solo teorica (al di là del dibattito sugli impatti, mancherebbero ora le reti necessarie), sulla potenzialità del fotovoltaico a terra nel nostro Paese, per sfatare il diffusissimo luogo comune della sua impossibilità di contribuire al fabbisogno energetico nazionale.
- Un esempio chiaro è quello delle regioni del sud, dove la radiazione solare è più alta che in quelle del nord: un impianto fotovoltaico a Catanzaro produce circa l’11% in più che a Brescia.
- Le aree incolte e abbandonate delle regioni del centro-sud hanno una superficie di circa 20.000 kmq: su di esse potrebbero teoricamente essere installati circa 800.000 MWp di fotovoltaico, in grado di produrre quasi il quadruplo (262 Mtep) del fabbisogno energetico nazionale 2009 (circa 70 Mtep), che potrebbe essere soddisfatto utilizzando meno del 20% di esse (152.000 MWp su 3.800 kmq = 400.000 ha). Questi dati sono utili ad evidenziare la dimensione del potenziale energetico delle regioni meridionali, che, se fosse utilizzato anche solo in parte, non solo darebbe un contributo importante alla bilancia energetica nazionale, ma determinerebbe un cambiamento negli attuali equilibri economici fra regioni del nord e regioni del sud, soprattutto se si applicassero meccanismi di federalismo fiscale tali da trattenere a favore delle istituzioni locali una parte cospicua delle tasse pagate dai produttori sulla vendita dell’energia.

Ing. Pietro Tronca

Goriano Valli (AQ), 30.03.2011

lunedì 4 aprile 2011

COMUNICATO: NUOVO ORGANIGRAMMA PARTITO DEL SUD IN SICILIA


Si comunica il nuovo Organigramma del Partito del Sud in Sicilia, dopo le riunioni a Palermo del 17/02 e del 29/03. Le nuove realtà territoriali si aggiungono alla sezione di Marsala (TP), il cui organigramma è stato già diffuso in un precedente comunicato.


LIVELLO REGIONALE

- Coord. Regionale Sicilia: Alfonso Sciangula

- Segreteria regionale: Giuseppina Adamo (vice-coord. ), Luigi Gerbino



Capi Dipartimento e sezioni

- Capo Dipartimento agricoltura: Ivana Calabrese

- Dipartimento Pesca: Giuseppina Adamo

- Capo Dipartimento territorio: Giuseppe Licata

- Coordinamento femminile: Maria Citarrella


LIVELLO PROVINCIALE

1- PALERMO:

Coord. Provinciale Palermo: Giovanni Maniscalco.
Vice-Coordinatore: Francesca Amato.


Direzione provinciale:

- Alfonso Sciangula (avvocato e scrittore, ex membro della segreteria regionale dell’IDV);

- Luigi Gerbino (ex consigliere comunale di Palermo, funzionario bancario, dirigente sindacale);

- Michele D’Amico ( Segretario regionale dei COBAS dei Beni Culturali);

- Nico Mastrolembo (dirigente regionale, presidente del Comitato direttivo provinciale della FP-CGIL);

- Giovanni Maniscalco (funzionario della Prefettura di Palermo, exsegretario provinciale della FP-CGIL);

- Salvatore Lauricella (dottore dentista, ex fondatore di Noi Siciliani nell’agrigentino);

- Pietro Altamore (funzionario comunale, esperto di beni culturali, fondatore e referente del PdSUD a Giuliana);

- Francesca Amato (folksinger, scrittrice, fondatrice e referente del PdSUD a Santo Stefano di Camastra e a Gangi);

- Giuseppe Compagno (dottore chirurgo, dirigente della Cisl medici);

- Renzo Martinelli (funzionario in pensione della Guardia di finanza, dirigente storico nazionale dell’associazione sindacale della Guardia di finanza);

- Franco Calderone (imprenditore agricolo, coordinatore della rete dei frantoi siciliani, promotore dei movimenti autonomi degli agricoltori siciliani).



2-AGRIGENTO

- Coord. San Giovanni Gemini: Franco Goretti

- Altri Referenti: Salvatore Lauricella



3-CALTANISSETTA

- Coord. Provinciale Caltanissetta: Claudio Giugno
- Segreteria: Salvatore Ballaera, Paterna Salvatore, Giuseppe Licata, Guido Sorge



4-RAGUSA

- Referente Vittoria: Ciccio Aiello




Nota fondativa PdSUD Sicilia - Comunicato N° 21 Pres. Nazionale Beppe De Santis



Beppe De Santis

Presidente Nazionale Partito del Sud

Palermo, 29 marzo 2011




N.B. Con riferimento a quanto erroneamente riportato su questo post riguardo alla presenza di Massimo Merighi nell'organico del Partito del Sud, si segnala che tale presenza è stata da noi riportata per errore.
Ci viene ufficialmente comunicato che il Partito aveva a suo tempo chiesto a Merighi di ricoprire simbolicamente un ruolo di rappresentanza, ma lo stesso Merighi aveva
fin da subito declinato l'offerta.
La segreteria romana del PdSUD e chi gestisce questo blog, non era a conoscenza di questa sua decisione e pertanto ci scusiamo con Massimo Merighi per il disguido.

venerdì 1 aprile 2011

Roma - Venerdì 1 Aprile 2011: Nord e Sud nel difficile processo per la realizzazione dell’Unità Nazionale Italiana, dibattito con Gigi Di Fiore




Nel centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia,

La Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo, La Fondazione Europea Dragan, L’Associazione Mazziniana Italiana – Sezione di Roma

Invitano la S.V. al convegno:

Nord e Sud nel difficile processo per la realizzazione dell’Unità Nazionale Italiana

Venerdì 1 Aprile 2011, ore 16.30 – 19.00

presso la Fondazione Europea Dragan - Foro Traiano 1/A – Roma

Saluti:

Alfredo Arpaia, Presidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo

Guido Ravasi, Segretario generale della Fondazione Europea Dragan

Introduce:

Massimo Scioscioli – Presidente dell’Associazione Mazziniana Italiana

Relatori:

Mario del Vecchio, Presidente emerito Consiglio Regionale della Campania

Mario Menghini, Avvocato

Gigi Di Fiore, Scrittore e Capo redattore del “Mattino” di Napoli

Ernesto Mazzetti, Ordinario di Geografia politica ed economica – Università “Federico II” Napoli

Francesco Perfetti, Ordinario di Storia contemporanea – LUISS “Guido Carli” Roma

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