venerdì 30 novembre 2012

Pino Aprile commenta: Unione Mediterranea comincia bene....


Riporto da Facebook la bella dichiarazione di Pino Aprile...


UNIONE MEDITERRANEA comincia bene, scegliendo tre persone di grande valore:

ANTONIO CIANO
presidente
MARCO ESPOSITO
coordinatore
LINO PATRUNO
portavoce.



Li conosco, li stimo, sono amici da tempo. Li accomuna l'onestà.
Antonio è un precursore che ha, intatta, la passione dell'ultimo arrivato, un'energia che riesca a trasmettere a tutti;
Marco farà bene, come coordinatore, per il rigore con cui osserva e fa osservare le regole condivise e il carattere aperto, disponibile ad accogliere, discutere, ogni obiezione;
Lino... beh, eravamo ragazzini, ventenni, quando cominciammo a lavorare insieme e ci siamo riscoperti sugli stessi temi, a scrivere gli “stessi” libri. Sempre informato, grande polemista, non settario, mai. 
Confrontate queste facce e queste biografie, con quelle dei rappresentanti di altri movimenti o partiti (non parlo solo della Lega). Il Sud parte in vantaggio!
Auguri. E fate bene, come ci si aspetta da voi.

Il dramma di Taranto e le scelte sbagliate del Sud e della sinistra

Il dramma dell'ILVA di Taranto e del bivio tragico al quale siamo arrivati della scelta tra lavoro e salute, nonostante molte dichiarazioni di circostanza che si sentono dal governo e anche dalla sinistra come necessità di coniugare entrambe, è un chiaro segnale che le scelte strategiche di questo paese, anche e soprattutto al Sud, sono state errate e mi sembra strano che qualcuno ancora non abbia posto il problema in questi termini.

Massimo rispetto per i lavoratori dell'ILVA e per la loro dignitosa lotta per il posto di lavoro, ma qualcuno deve dire che il futuro del Sud non può essere queste mostruosità, questi mega-impianti che saranno destinati a sparire non solo dall'Italia ma dall'intera Europa.

E' un po' lo stesso errore che si fece con Bagnoli negli anni '60-'70, un errore fatale per lo sviluppo della zona flegrea che la sinistra difese ostinatamente all'epoca contro tutto e tutti non solo per salvaguardare (giustamente) il posto di lavoro degli operai ma anche per salvaguardare un suo bacino elettorale. Alla fine poi Bagnoli chiuse. Oggi si dice che ILVA guadagna...ma per quanto tempo? A quali costi per il territorio?
Gli ultimi padroni dell'ILVA, la famiglia Riva, sono i classici imprenditori settentrionali che privatizzano i profitti e rendono pubbliche le perdite, la loro storia è un pò un classico dell'imprenditoria padana, simile a quella dei "capitani coraggiosi" come Colaninno e Gnutti, "cavalieri" alla Berlusconi...sempre pronti ad approfittare dei favori della politica, spacciandosi anche per "patrioti" come nella vergognosa vicenda della cordata per Alitalia dove ci sono tutti insieme.appassionatamente, infatti i Gavio e i Benetton oltre alla famiglia Riva sono i soci principali di CAI che detiene il 75% delle azioni di Alitalia per un po' e poi li venderà ad AirFrance, un vero capolavoro di business criminale pianificato dal governo Berlusconi.
Per non parlare della solita assenza della stessa politica, nazionale e locale...ma se i Riva finanziano destra e sinistra e se il governo Monti si appresta a varare una legge salva-ILVA che renderà Taranto sito di "interesse strategico" cioè zona franca (dalle leggi di tutela ambientale) come Acerra e altre discariche del Sud, il quadro criminale è completo.
Visto che siamo in tema di slogan...io sono con i magistrati di Taranto senza se e sena ma, questo non significa non essere solidali coi lavoratori e sarei per applicare pene severissime alla proprietà ILVA come ha provocatoriamente detto Pino Aprile pochi giorni fa. 

Se pensiamo ad un arco temporale medio-lungo poi, non credo che l'industria pesante abbia possibilità di sopravvivenza non solo a Taranto ma in tutto il Sud, in Italia e oserei dire nell'intera Europa. Non voglio dire che dobbiamo pensare a smantellare subito le (poche) industrie rimaste ma bisogna iniziare a pensare ad un grande processo di riconversione, un processo che traghetti il paese in un'era post-industriale dove conteranno più le idee che le merci. E se questo non si capisce in Italia, e non mi pare che si stia capendo, anche ascoltando le frasi fatte su Taranto dei Bersani e dei Renzi e perfino di Vendola che tra i pretendenti alle primarie del centro-sinistra mi sembrava di gran lunga il migliore, dobbiamo essere noi meridionalisti a pensarlo per il Sud. Un pensiero autonomo che dovrà decidere autonomamente il destino ed il futuro della nostra terra, mai più ILVA e mai più Sulcis che inquinano e sono a serio rischio competitivo con analoghi impianti in Oriente, tra l'altro pagando le tasse non dove inquinano ma dove hanno la loro sede legale che è quasi sempre al Centro-Nord, sempre più centri di ricerca e fabbriche di idee.



Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

giovedì 29 novembre 2012

ELETTI PRESIDENTE, COORDINATORE E PORTAVOCE DI UNIONE MEDITERRANEA



Ricevo e posto con condivisione il risultato della votazione del Presidente, del Coordinatore politico e del Portavoce di Unione Mediterranea...con i nostri migliori auguri a questo terzetto di meridionalisti doc ed ovviamente in particolare per il nostro amato Presidente onorario Antonio Ciano!
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Dal gruppo dei "44"  sono stati eletti tramite votazione web Presidente, Coordinatore politico e Portavoce di Unione Mediterranea.

La scelta è ricaduta su:

Presidente - Antonio Ciano

Coordinatore - Marco Esposito

Portavoce - Lino Patruno

Inutile rimarcare il compiacimento del nostro Partito per l'elezione dei tre illustri personaggi che sicuramente con la loro storia personale e non solo daranno ulteriore lustro alla neonata aggregazione

In particolare esprimiamo la grande soddisfazione del Partito del Sud per l'elezione del nostro amato Presidente onorario, membro del CDN e fondatore del Partito, Antonio Ciano; scelta che ancora saldamente Unione Mediterranea alla figura di alcuni grandi meridionalisti del recente passato con cui Antonio Ciano ha validamente e con sacrificio collaborato nell'aprire quella strada che ora Unione Mediterranea si accinge a percorrere.



Un breve profilo dei tre eletti:

ANTONIO CIANO




Storico, ricercatore e politico meridionalista, è nato a Gaeta il 26-01-1947 dove vive e lavora. Si diploma all'Istituto Nautico Giovanni Caboto della sua città a pieni voti. Naviga da Ufficiale sulle navi della Marina Mercantile per dieci anni.
 Si iscrive al PCI e negli anni '80 diventa presidente della Confesercenti di Gaeta ed entra a far parte del Suti nazionale. Ma la sua passione è la “storia negata” e comincia a scrivere....Nel 1985 pubblica "Per il Sangue di Tata"; nel 1986 "I Savoia e il massacro del Sud" un vero best seller che vende oltre 150 mila copie e che forma centinaia di nuovi meridionalisti, un libro “cult” che è poi servito a rilanciare la “Questione Meridionale” tra gli intellettuali. Nel 1998 pubblica con altri autori (Lucio Barone, Antonio Pagano e Alessandro Romano) "Briganti e Partigiani"; nel 2006 "Le stragi e gli eccidi dei Savoia".
 Nel 2001 fonda a Gaeta a livello locale il Partito del Sud e nel 2007 con due liste civiche meridionaliste espugna la fortezza assediata dai partiti “risorgimentalisti”, manda destra e sinistra all'opposizione diventando Assessore al Demanio e riuscendo a riportare alla città alcuni dei beni demaniali che i piemontesi hanno trafugato e accorpato ai beni dello stato.
Nel 2007, sempre a Gaeta, è il promotore della nascita a livello nazionale del Partito del Sud, di cui fin dall’inizio è il leader ed il Presidente nazionale del movimento che nel 2008 partecipa alle elezioni politiche nazionali e dal 2009 ai giorni nostri ad altre competizioni elettorali amministrative, regionali, provinciali e comunali. Partecipa alla riorganizzazione del movimento del 2010 e, caso più unico che raro nel mondo del meridionalismo, al congresso di Napoli del 25 settembre 2010 decide di dimettersi da segretario politico del movimento. Dal 25 settembre 2010 nel Partito del Sud è il Presidente Onorario e membro del Consiglio Direttivo Nazionale.


MARCO ESPOSITO




Da Wikipedia:  Diventa professionista nel 1993 a Milano, premiato dall'Ordine dei giornalisti del capoluogo lombardo per la migliore prova d'esame di quell'anno.
Dopo tre anni di lavoro come redattore economico a Milano Finanza, passa a La Voce, il giornale di Indro Montanelli. In seguito alla chiusura nell'aprile 1995 del quotidiano montanelliano, Esposito si trasferisce a Roma dove inizia un'attività di free lance, fino all'assunzione al quotidiano la Repubblica.
Nel 2000 il direttore de Il Mattino Paolo Gambescia lo chiama a Napoli per guidare la redazione economia del quotidiano partenopeo.
Nel 2002 il governo degli USA seleziona Esposito tra le persone italiane ad alto potenziale e lo invita negli Stati Uniti per un progetto individuale di interscambio culturale durato tre settimane.
Nel 2003 esce per la Laterza il saggio "Chi paga la devolution?". Nel 2011 pubblica con Gianni Pittella il saggio "Federalismo Avvelenato".
Nel 2008 Esposito riceve il premio giornalistico Sele d'Oro per gli articoli sul federalismo fiscale, una campagna che ha frenato l'approvazione del disegno di legge della Lombardia come modello nazionale, nonostante tale modello fosse esplicitamente richiamato nel programma elettorale della coalizione di centrodestra, vincitrice nelle elezioni politiche del 2008.
Nel dicembre 2009 Marco Esposito sospende l'attività giornalistica per un periodo di aspettativa ed è nominato da Antonio Di Pietro responsabile della sezione dipartimentale Politiche per il Mezzogiorno di Italia dei Valori. Esposito elabora cinque emendamenti per la finanziaria regionale 2010 della Campania - su nucleare, acqua pubblica, rc auto, bonus occupazione e bollette sociali - tutti approvati il 31 dicembre 2009. Contro la legge che sancisce il no al nucleare, il Pdl locale il 3 gennaio 2010 annuncia il ricorso alla Consulta. Nel giugno 2011 entra nella giunta De Magistris al Comune di Napoli come assessore alle attività produttive.


LINO PATRUNO




- Laureato in Economia con indirizzo sociologico - Giornalista professionista dal 16/05/1973
 - Nella di Bari dal 1966 al 2008 - Direttore responsabile della dal 1995 al 2008 
 - Coordinatore e direttore per un decennio della testata giornalistica - Per un decennio, collaboratore dell'Ufficio stampa della Fiera del Levante 
 - Dal 2008 editorialista, titolare di una rubrica, autore di critiche cinematografiche, recensore di saggi, autore di articoli vari  - Collaborazioni a giornali e periodici di diffusione nazionale 
 - Ha partecipato a programmi televisivi e radiofonici locali e nazionali (fra cui Raitre, ) - 1991 - 2000 docente di comunicazione pubblica al Diploma universitario di marketing e comunicazione d'impresa alla facoltà di Economia dell'Università di Bari - 2000 - 2006 docente di Economia e tecnica della pubblicità al Corso di laurea di Marketing e comunicazione d'impresa della facoltà di Economia dell'Università di Bari 
 - 2003 - 2006 docente al master di Beni culturali e comunicazione all'Università di Foggia - 2007 - 2010 docente di Scrittura giornalistica al Master di giornalismo Università di Bari e Ordine dei giornalisti di Puglia, scuola della quale è direttore dal 2011 - 2007 - 2009 Direttore del Master di per il centro di formazione di Bari - Docente di comunicazione in vari corsi di formazione professionale 
 - Vincitore di decine di premi giornalistici fra cui il premio speciale St Vincent per la campagna svolta sulla , il premio Fondazione di S. Domenico sulla civiltà rupestre, il premio , il premio Campione dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia, il premio Bari – Franco Sorrentino, il premio Lottomatica, il Premio "Progresso e Cultura 2011" della Provincia di Bari - Autore di centinaia di saggi, interventi in seminari e convegni, relazioni sul giornalismo e sui problemi del Sud (cultura, economia, società )  
- Autore di una quindicina di libri su politica economica, Sud, Puglia e Basilicata (storia, cultura, arte, folclore) pubblicati da Giorgio Mondadori, Adda, Capone, Manni, Rubbettino. Gli ultimi (Manni ed., 2008), (Rubbettino, 2011),(Rubbettino, 2012). - Sportivo dilettante, ha fra l'altro corso due maratone di New York ed è cintura marrone di karate

mercoledì 28 novembre 2012

Unione Mediterranea - Coordinamento Provvisorio (elenco definitivo)



Ricevo da Marco Esposito e posto l'elenco completo dei 44 del Comitato Politico Provvisorio, che Marco ha definito affettuosamente "i 44 matti", dell'aggregazione "Unione Mediterranea" nata a Napoli sabato scorso...

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===== I 44 MATTI =====

Elenco del Coordinamento provvisorio

Coordinatori eletti dall'assemblea: 22 componenti

Marco Esposito............. 112
Lino Patruno................... 86
Liliana De Nardo............. 72
Barbara Giardiello........... 47
Marianna Pozzulo.......... 23
Giovanni Maniscalco....... 23
Luigi Evangelista............. 22
Armando Melodia........... 22
Francesco Menna............ 21
Nicola Christian Rinaldi... 20
Giuseppe Mazza............. 17
Maurizio D'Angelo.......... 16
Antonio Corbo ............... 14
Paola Selvaggio .............. 11
Alida Competiello............. 9
Francesco Labruna............ 9
Rosario Terracciano.......... 9
Anna Francesca Gallo........ 8
Rosario Giorgio Ruotolo.... 8
Michele Bisceglie............... 7
Enrico Inferrera................. 7
Salvatore Varchetta........... 7

Coordinatori indicati dai gruppi aderenti: 22 componenti

Partito del Sud: 8 componenti

Andrea Balia
Antonio Ciano
Natale Cuccurese
Giovanni Cutolo
Emiddio de Franciscis
Rosanna Gadaleta
Enzo Riccio
Giuseppe Spadafora


Riprendiamoci Caserta: 3 componenti

Antonio De Falco
Carmine Iodice
Massimo Martucci


Insieme per la Rinascita: 3 componenti

Flavia Sorrentino 
Stefano Lo Passo
Luca Pepe


Per il Sud: 2 componenti

Giovanni De Crescenzo
Cesare Stranges


Rubriche Meridionali: 1 componente

Bruno Pappalardo


Vanto: 1 componente

Angelo Forgione 


Due Sicilie Sviluppo: 1 componente

Michele Dell'Edera


Parlamento Due Sicilie: 1 componente

Vincenzo Gulì


Il Comitato provvisorio resterà in carica fino al primo congresso di Unione Mediterranea.

Sono in corso le votazioni per il presidente, il portavoce e il coordinatore. Si chiuderanno alle 12 di giovedì 29.

Pino Aprile: ecco la mia soluzione (provocatoria) per l'Ilva di Taranto






Pino Aprile, giornalista autore del best seller "Terroni", nominato a furor di popolo voce ed anima dei "mai più terroni", così dal suo profilo Facebook si esprime a proposito di una soluzione temporanea per l'Ilva di Taranto
Far trasferire tutti i “responsabili” (dal ministro Clini ai proprietari dell'Ilva, ai dirigenti, ai politici coinvolti, ai sindacalisti), nella palazzina delle case popolari in cui sono cresciuto io, a Taranto, rione Tamburi: basta attraversare la strada, per essere nello stabilimento siderurgico. Mia madre ha raccolto chili e chili di carbone in polvere, in casa.
Naturalmente, i “responsabili” (in ogni senso...), dovranno risiedere lì finché non avranno trovato una soluzione decente. Dovranno andarci a vivere con mogli, figli, nipoti, con le loro allergie, e nonno asmatico. Con i bambini che non possono giocare (lo vieta un'ordinanza comunale) nei giardini, per strada, causa abnorme tasso di diossina; dovranno mangiare la verdura comprata al mercato rionale, con il dubbio che venga da orti prossimi alla madre di tutti i veleni; dovranno mangiare formaggi e animali che possono aver pascolato lì intorno (centinaia vennero abbattuti, perché avevano carne intossicata).
E, una volta raggiunto l'accordo, dovranno continuare a risiedervi, per dimostrare che non è una presa in giro, ma davvero i veleni sono rimossi e il quartiere, la città, sono a norma, vivibili; per esseri umani, diciamo.
E poi vediamo se il signor (si fa per dire...) Fabio Riva, riterrà ancora “una minchiata” qualche cancro in più se, malauguratamente, dovesse toccare a lui e ai suoi.