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venerdì 19 luglio 2013

Angelina Romano, vittima dell’esercito Piemontese, avrà dedicata una strada a Longobardi (CS) grazie all’impegno del Partito del Sud




Dopo i risultati ottenuti a Napoli rispetto a una toponomastica che riveda e riscopra uomini e donne del sud che sono stati vittime e protagonisti della guerra di occupazione che ha portato all’unificazione del territorio italiano, come appunto la intitolazione di una strada di Napoli ai Martiri di Pietrarsa, ecco che il Partito del Sud ottiene un ulteriore risultato importante e concreto con la dedicazione di una strada del Comune di Longobardi ad Angelina Romano e di una piazza che prenderà il nome di “Largo Briganti”.

La riscoperta della storia, la dedicazione di strade e piazze agli eroi del sud che diedero la vita per la propria terra contro l’invasione piemontese e le ingiustizie sociali che ne derivarono è uno degli impegni politici che il Partito del Sud sta portando concretamente a termine, insieme all’ impegno per una politica solidale e progressista che risponda ai reali bisogni della popolazione, primo fra tutti il lavoro, coniugando quindi lo sviluppo dei territori con l’impegno sociale e culturale grazie alla storia millenaria che permea le nostre meravigliose terre; per far questo è fondamentale anche la riscoperta delle nostre radici storiche, per ritrovare un orgoglio e una dignità di popolo spesso sopiti sotto cumuli di menzogne.

Longobardi, in provincia di Cosenza, l’iniziativa è partita dal Consigliere Comunale del Partito del Sud Franco Gaudio che ha proposto la dedicazione di una strada ad Angelina Romano, bambina di otto anni fucilata dai bersaglieri piemontesi a Castellammare del Golfo senza alcun motivo. La storia di questa piccola vittima di una guerra di invasione assurda, è stata scoperta grazie alla ricerca storica di Antonio Ciano fondatore del Partito del Sud.

Oltre alla strada dedicata ad Angelina Romano, il Comune di Longobardi e la sua Amministrazione Comunale, hanno deciso di dedicare una piazza del centro abitato ai "Briganti" che combatterono per la propria terra contro chi era venuto per prendere e per nulla lasciare a queste terre.

Le cerimonie di dedicazione si terranno il prossimo 3 agosto a Longobardi in provincia di Cosenza.

giovedì 13 giugno 2013

Toponomastica/Napoli : 2 obiettivi centrati!

Ricevo e posto questa bellissima notizia dell'iniziativa della Commissione Toponomastica di Napoli...finalmente il meridionalismo dei fatti del Partito del Sud e non quello degli annunci e della protesta sterile!!! Grazie Napoli, grazie sindaco, grazie Andrea, grazie Partito del Sud!!!



Napoli, 13 Giugno 2013

Ieri, 12 Giugno 2013, nella Sala Giunta del Comune di Napoli a Palazzo S. Giacomo ha preso il varo la Commissione Toponomastica per la città di Napoli.
Presieduta dal sindaco Luigi de Magistris, coadiuvato dal suo Capo Gabinetto Politico Alessio Postiglione con i componenti nominati, tra cui Andrea Balìa (delega diretta del sindaco). Sono state individuate 3 linee guida :

1)  identitaria di Napoli e il Sud, per la verità sulla memoria storica della città e del Sud;
     2) di ricordo e omaggio ad eroi, partigiani, difensori di Napoli e per Napoli, attori e/o vittime di guerre ed eventi causa la ferocia nazi/fascista;
      3) di riequilibrio di una Toponomastica al femminile, che vede in Italia la percentuale riguardante le donne al solo 3%;

Sono state esaminate, in via prioritaria, come ordine del giorno, stabilito dal sindaco, 10 tra le circa 50 richieste pervenute, tra cui 2 particolarmente significative proposte dal PARTITO DEL SUD ed approvate :

      1)  cancellazione della vergognosa intitolazione a LIBORIO ROMANO d’una strada in zona Piazza  Mercato   a Napoli;

        2)  intitolazione d’una piazza, spazio, o strada da individuare ai MARTIRI DI PIETRARSA;

Il sindaco ha illustrato e sostenuto le motivazioni, supportato dalle ulteriori spiegazioni di Alessio Postiglione, Andrea Balia e del dott.Caratozzolo.

L’ufficio tecnico del Comune provvederà ad uno studio d’individuazione di spazi adeguati e disponibili, che, condivisi dalla commissione, determineranno la stesura e attuazione delle relative delibere.

FATTI !  NON CHIACCHIERE!

IPARTITO DEL SUD, a fronte d’un lungo percorso e impegno politico, da alcuni osteggiato, consegue un concreto risultato per il meridionalismo e la verità storica del Sud!

Grande soddisfazione di Andrea Balìa e del PARTITO DEL SUD, per la qualità e l’indirizzo identitario e di tesi meridionaliste del partito, sostenuto, motivato e concretizzato da Luigi de Magistris.

La commissione riprenderà i suoi lavori il 24 Luglio 2013 alle ore 17,00.




mercoledì 26 settembre 2012

Vicenza firma la pace. Centocinquant’anni dopo, il nome di Pontelandolfo verrà issato sulla targa di una strada a Borgo Berga, davanti al nuovo tribunale



Ricevo e posto questa bella notizia, bella nello spirito meridionalista identitario e pacifico del PdSUD, ringraziando per la segnalazione il nostro Coord. provinciale di Vicenza Filippo Romeo:
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Una via nell’area del nuovo tribunale sarà intitolata al Comune beneventano di Pontelandolfo.

Si chiude una delle più tragiche pagine dell’Unità con l’eccidio di 440 persone:guidava i bersaglieri il vicentino Pier Eleonoro Negri, che passò per eroe,

"Ho chiesto che venga scelto un largo vicino al nuovo tribunale a Borgo Berga"
ACHILLE VARIATI SINDACO DI VICENZA"

 di Gian Marco Mancassola

 Vicenza firma la pace.

Centocinquant’anni dopo, il nome di Pontelandolfo verrà issato sulla targa di una strada a Borgo Berga, davanti al nuovo tribunale.

Un risarcimento postumo per l’oblio e le omissioni che inflitte dal Risorgimento ai giorni nostri al Comune beneventano, duemila anime tra le gobbe dell’Apennino campano. Il sindaco Achille Variati l’aveva promesso un anno fa, quando prese parte alla cerimonia di riconciliazione celebrata da Giuliano Amato, all’epoca presidente del Comitato dei garanti per i 150 anni dell’Unità.

Portando a Pontelandolfo un messaggio del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, Amato e Variati chiesero per la prima volta scusa a nome dell’Italia e di Vicenza, grande e piccola patria del colonnello Pier Eleonoro Negri, protagonista di una delle pagine più tragiche del Risorgimento, alla guida dei bersaglieri autori di una brutale rappresaglia tra la popolazione.

L’ECCIDIO. Il sangue versato quel 14 agosto 1861 è narrato in una canzone degli Stormy Six, rock band italiana che nel 1972 diedero alle stampe “L’Unità”, concept album che rilegge il processo di unificazione. «Arrivano all'alba i bersaglieri-cantano in “Pontelandolfo” - e le case sono tutte incendiate, le dispense saccheggiate, le donne violentate, le porte della chiesa strappate, bruciate».

Quel giorno, per vendicare l’uccisione di un ufficiale, 40 soldati e 4 carabinieri ordita da un manipolo di briganti, il generale del neonato regno d’Italia Enrico Cialdini ordinò una rappresaglia affidata al colonnello Pier Eleonoro Negri, rampollo di una famiglia patrizia vicentina. Negri si pose alla guida di cinquecento bersaglieri, che misero a ferro e fuoco il paese.
Fu un massacro. Le vittime furono 440 (o di più non esistendo fonti scritte certe in quanto gli archivi furono bruciati n.d.r.), dimenticate dalle pagine della storia di una nazione in fasce. «Pontelandolfo la campana suona per te - il ritornello degli Stormy Six- per tutta la tua gente, per i vivi e gli ammazzati, per le donne ed i soldati, per l'Italia e per il re».

LE SCUSE. A lungo amministratori e comitati beneventani si sono battuti per ottenere una corretta collocazione nella storiografia, dopo aver vestito gli scomodi panni del “paese dei briganti”. A Vicenza sono stati spesso rimproverati i simboli dedicati al colonnello Negri, medaglia d’oro al valor militare, a cui è dedicata una via nel quartiere dei Ferrovieri, una scuola elementare a Campedello e una lapide alle spalle della Procura. In città ha sostenuto con passione le tesi campane Luciano Disconzi, insegnante vicentino sposato con una beneventana. Il 14 agosto 2011, nel pieno delle celebrazioni collegate al centocinquantenario, lo Stato e Vicenza porsero per la prima volta le scuse a Pontelandolfo, in una commovente cerimonia della riconciliazione. Da quel palcoil sindaco Variati annunciò l’intenzione di intitolare una via a quel piccolo centro arroccato intorno a un’antica torre a una manciata di chilometri da Benevento.  

LA DECISIONE. Dello storico battesimo si è discusso ieri mattina in giunta. Alla pratica sta lavorando la commissione toponomastica presieduta dal vice sindaco Alessandra Moretti. Una prima ipotesi, che prospettava l’intitolazione nella zona di Polegge, è stata scartata da Variati, che preferisce che l’omaggio vada in scena in una zona come Borgo Berga, dove sta nascendo un imponente quartiere intorno al nuovo palazzo di giustizia.«Abbiamo individuato uno slargo all’ex Cotorossi-conferma Variati- ora la proposta sarà esaminata dalla commissione. È un gesto dall’alto valore simbolico, che chiude una volta per tutte questa vicenda. Lo avevo promesso un anno fa e credo che anche a Pontelandolfo nascerà una via intitolata a Vicenza». Più che di risarcimento, Variati preferisce parlare di mano tesa a una comunità vittima: «È una città martire del Risorgimento. Per molti anni ha subito un’enorme ingiustizia, spesso associata ai briganti. Un anno fa ci furono le scuse ufficiali, oggi si completa quel percorso di riconciliazione».