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mercoledì 7 agosto 2013

SOFIA LOREN, SILVIO BERLUSCONI E IL RISORGIMENTO di A. Ciano




Di Antonio Ciano

E' il 1982 quando Sofia Loren viene arrestata e rinchiusa nel carcere femminile di Caserta, per evasione fiscale. L’arresto avviene appena atterra all’aeroporto di Roma.
La vicenda però risale a diversi anni prima: nel 1973 le era stata accertata un'evasione fiscale su un imponibile di 112 milioni, e quattro anni dopo Loren veniva condannata ad un mese di reclusione.
L’attrice nel frattempo si era però trasferita in Svizzera con la famiglia, e poi in America.
Alla fine Loren decide di tornare in Italia e scontare la pena che l’attendeva.
Sofia Loren, allora bellissima e famosa in tutto il mondo, migliore attrice italiana, napoletana, scontò la pena.
Non chiamò il popolo a sostenere le ingiustizie dei tribunali italiani. Sarebbe accorso sotto il carcere in massa.

Oggi, un delinquente milanese, evasore fiscale per milioni di euro, piagnucola.
Ma come, il capo dell'opposizione, ossia il capo degli evasori fiscali in galera????

In America gli avrebbero comminato mille anni di carcere, proprio perchè politico.
I politici devono dare l'esempio.
In America non hanno pietà per gli evasori.

Un politico si sarebbe dimesso al solo comparire sulla stampa e sarebbe andato nei tribunali a difendersi, o se senatore di sarebbe dimesso.

In Italia, in questi giorni si sta riscrivendo la storia del Risorgimento piemontese.
Dopo 152 anni, un Tribunale italiano, la Seconda Sezione Penale della Cassazione, Presidente Antonio Esposito, campano di Sarno, ha condannato per la prima volta, un Liberal massone, Silvio Berlusconi, per evasione fiscale.
In America, avrebbe avuto un effetto dirompente verso i cittadini onesti che pagano le tasse e lo avrebbero espulso dalla società civile per sempre.

In questi giorni è accaduto un altro evento eccezionale.
A Longobardi, un paese in provincia di Cosenza, su indicazione di Franco Gaudio, consigliere comunale del Partito del Sud, la Giunta comunale e l'intero consiglio hanno votato all'unanimità di intitolare una piazza ai patrioti calabresi chiamati Briganti dai piemontesi invasori e criminali di guerra e di intitolare una strada ad Angela Romano, ragazza di otto anni e due mesi, fucilata dai bersaglieri del Generale Quintini il 3 di gennaio del 1862.

Noi siamo per la legalità e per la verità storica.

Nel 1860 e dintorni, i tribunali piemontesi e savoiardi, i bersaglieri e l'esercito italiano, hanno massacrato il Sud mietendo oltre un milione di morti e facendo emigrare in 83 anni di regno , circa 25 milioni di italiani.

Questa Repubblica, se vuole lunga vita, deve cancellare tutte le leggi approvate nel periodo monarchico savoiardo. Cancellare tutte le strade e piazze dei nostri massacratori e rimborsare i danni di guerra ai paesi eccidiati durante la monarchia sabauda.

giovedì 14 marzo 2013

NON CI PUO' ESSERE UNITA' SE NON C'E' UGUAGLIANZA - IL 17 MARZO C'E' POCO DA FESTEGGIARE





Non ci può essere unità se non c’è uguaglianza.
 Il 17 Marzo c’è poco da festeggiare

Ci accingiamo a festeggiare il 17 marzo l’Unità d’Italia e ancora una volta, purtroppo, il rischio (molto concreto) è che la retorica prenda il sopravvento sulla sostanza.

L’Unità d’Italia acquista valore se gli italiani sono messi in condizioni di unità davanti alle sfide del futuro e del presente.

Non ci può essere unità se non c’è uguaglianza. E’ per questo motivo che il Partito del Sud invita istituzioni e cittadini a riflettere su quanto della sbandierata unità oggi è stato attuato a 152 anni dalla proclamazione (in francese) del Regno d’Italia.

Quello che oggi sappiamo è:
       Che la storia che viene raccontata e fatta studiare nelle scuole non è ciò che è veramente accaduto 152 anni fa.
       Che il Sud non era così arretrato così come lo si è voluto dipingere
       Che l’emigrazione dalle nostre terre  è iniziata dopo 1861
       Che la chiusura delle fabbriche, fiore all’occhiello del sud, si sono avute dopo l’Unità d’Italia
       Che il Brigantaggio non è stato un evento di delinquenza comune, ma è stato anche, e soprattutto, rivolta ai soprusi degli occupanti e dei signori subito passati con i vincitori.
       Che al Sud, ancora oggi, non ci sono ferrovie degne di questo nome
       Che al Sud, non ci sono investimenti infrastrutturali degni di questo nome
       Che al Sud, gli interessi bancari sono più elevati che al nord
       Che al Sud, le assicurazioni costano di più e che non è vero che al sud ci sono più truffe che in altre parti d’Italia (dati ISVAP)
       Che le assicurazioni auto sono obbligatorie e che quindi i cittadini del Sud onesti non possono essere discriminati rispetto a quelli del nord. (articolo 3 della Costituzione)
       Che l’agricoltura e l’agroalimentare sono l’ossatura portante della nostra economia e che invece vengono considerati come un elemento secondario del PIL.
       Che ciò che nei decenni è stato spacciato come intervento straordinario al sud da parte dello stato, si è rivelato in realtà un intervento sostituivo di quanto l’Italia doveva al Sud.
       Che non è vero che il Sud vive alle spalle del Nord.
       Che non è vero che il sistema universitario del Sud sia peggiore di quello del nord pur in presenza di investimenti minori, di forte discriminazione e di un’infima propaganda. 
       Che quasi la totalità degli interventi per favorire le imprese al Sud sono finiti alle imprese del nord che sono venute, hanno intercettato i finanziamenti e poi sono scappate via.
       Che il Sud è visto solo come un grande immenso mercato.
       Che il Sud non deve intraprendere.
       Che al Sud è concesso, per disperazione, di subire solo  il ricatto o lavoro o salute
       Che il Sud è visto, grazie a una connivenza vomitevole tra malavita, politica e imprese senza scrupoli (quasi sempre del nord), come una grande discarica.
       Che sulle scuole del Sud si investe molto meno (quasi nulla) rispetto alle scuole del nord
       Che le risorse del sud, petrolio, energie alternative, risorse varie del suolo e del sottosuolo, sono prelevate al sud per arricchire aziende del nord o del resto d’Europa per lasciare al sud solo l’inquinamento
       Che il Sud non merita una classe politica pronta a cedere tutto per un piatto di lenticchie
       Che tutti gli italiani hanno il diritto, con le preferenze, di votare gli uomini e le donne che li rappresentano.


Allora, se è vero tutto questo, chiediamo quanto meno di festeggiare la verità.

L’Unità si costruisce con i fatti e l’attenzione alle persone, ai cittadini,
non con la retorica.

Buon 17 Marzo !

sabato 20 ottobre 2012

LA REPLICA DI PINO APRILE SU "IL MATTINO": E IO INSISTO....




Ora si parla del forte Fenestrelle, in cui furono deportati i soldati borbonici.
Perché ora? Ne avete letto sui libri di scuola?
Ed i Pontelandolfo e Casalduni saputo niente a scuola?
«Mistificazioni e menzogne accumulate negli anni »che, per il professor Barbero,
«riaffiorano tutte insieme in un libro (il mio Terroni; ma ce n'è per molti: Izzo, Di Fiore, Del Boca, Martucci...) che in futuro verrà letto con incredulità e sgomento».
Può darsi (vale pure per Barbero. Il futuro è «bizzarro», come direbbe lui).
Io,con incredulità e sgomento, ho letto delle stragi per rappresaglia compiute al Sud dall'esercito savoiardo; delle esecuzioni capitali a tappeto (il colonnello Fumel: circa 300,«briganti e non briganti»), bambini inclusi; degli stupri; di fabbri che fra le più grandi d'Italia, chiuse, pure sparando sulle maestranze;
de i saccheggi e elle deportazioni...(Ci fosse una traccia di «incredulità e sgomento» per questo, nelle parole del Barbero: e se i napoletani avessero invaso il Piemonte e deportato sul Gran Sasso i bersaglieri?). E da chi ho saputo tali cose? Non a scuola. Il professor Barbero lascia
gli studi sul medioevo, il suo campo, e si dedica al Risorgimento, per confutare (nulla di male, anzi) affermazioni di «revisionisti». E cos'altro dev'essere la conoscenza, se non revisionista ? Si pensi a quante volte la fisica ha ridisegnato l'universo.
Nuovi documenti obbligano a vederle cose diversamente,correggere dettagli, spiegare fatti poco
comprensibili (ancora si parla di Sud povero, arretrato e oppresso, «liberato» da mille uomini, ignorando l'intervento delle grandi potenze, nonostante i documenti di fonte britannica pubblicati in «Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee», del professor Eugenio Di Rienzo). «Favole», «mistificazioni», «menzogne» quelle sugli orrori di Fenestrelle (pur descritto come un inferno ad alto tasso di mortalità, in un libro che porta la prefazione del professor Barbero) e degli altri campi di concentramento in cui furono ammassati i soldati deportati al Nord,per«rieducarli»e inquadrarli (
volenti o no) nell'esercito del nuovo stato unitario: il generale Fanti chiedeva a Cavour di noleggiare navi all'estero, per imbarcarne 30mila.
Rinchiusi, a Fenestrelle,sulle Alpi, scrisse Civiltà Cattolica «appena coperti da cenci di tela, rifiniti di fame perché tenuti a mezza razione con cattivo pane ed acqua ed una sozza broda ».
Dei1600 prigionieri a Milano, il generale La Marmora riferì a Cavour: «Coperti di rogna e di vermina, moltissimi affetti da mal d’occhi e da mali venerei» (nella più grande città del Nord, non lontano dagli occhi del mondo). E «non arriveranno a 100 quelli che acconsentono a prendere servizio».
Gli altri, «branco di carogne», avrebbero«trovato modo di metterli alla ragione”»
Furono pochi a morire a Fenestrelle, secondo i documenti rinvenuti sinora.
E a opporsi all'annessione del Sud erano, ufficialmente,solo 1500 briganti, ironizzava Massimo D'Azeglio.
Per quasi un secolo e mezzo ci hanno detto che a Pontelandolfo furono uccisi solo alcuni liberali filo savoiardi, da un paese di briganti. Ancora tre anni fa, dei massacri, un noto accademico parlava come «panzane»,«scempiaggini».«Fuori i nomi »delle vittime?Ma se non tenevano nemmeno conto di quanti ne ammazzassero!Ci volle un'inchiesta parlamentare persino per avere un'idea del numero di soldati fucilati per punizione, nella ritirata della prima guerra mondiale. A Pontelandolfo,
ora, la stima dei morti è di centinaia (per Fenestrelle, l'anno scorso si «dimostrò» che erano 4;
quest'anno,siamo a 40).
Bastava un po' di verità. Tutto quel che si fa, per cercarla, non può che far bene a tutti. Per cercarla
(con i limiti e i rischi che ogni ricerca comporta) non per negarla. Senza quei vituperati «revisionisti», di Fenestrelle, Pontelandolfo e altro, non sapremmo ancora niente.
Si dica tutto il male che si vuole su come lo hanno fatto (libera critica), c'è qualcosa di peggio: non
averlo fatto prima e meglio di loro. O per niente.

Fonte: Il Mattino del 18 ottobre 2012

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mercoledì 11 gennaio 2012

Ladispoli, il 14 gennaio un convegno di "controstoria" sull'Unità d'Italia


Il 14 gennaio alle 16, presso l'aula consiliare del comune si terrà un convegno dal titolo "L'altra faccia del risorgimento – Gli sconfitti raccontano la storia". All'iniziativa interverranno il sindaco Crescenzo Paliotta, lo scrittore e giornalista Pino Aprile, gli scrittori Antonio Ciano e Renato Rinaldi e lo storico Edmondo Montali.
A coordinare e moderare l'incontro sarà Caterina Luisa De Caro, docente di Storia. Scopo degli organizzatori del convegno è quello di fare luce sui crimini di guerra compiuti dai Savoia nelle aree del sud della penisola.


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Il Risorgimento raccontato dagli sconfitti


risorgimentoLADISPOLI – Sabato 14 gennaio, alle ore 16 presso l’Aula Consigliare della Città di Ladispoli, si svolgerà il convegno “Gli sconfitti raccontano la Storia – L’altra faccia del Risorgimento” voluto dal Sindaco Crescenzo Paliotta, curato ed organizzato della professoressa Caterina Luisa De Caro. Interverranno noti relatori quali Pino Aprile, Renato Rinaldi, Antonio Ciano ed Edmondo Montali ad esporre i fatti realmente accaduti durante il Risorgimento che la Storia ufficiale ha tuttavia cancellato, “fornendo alle masse – spiega la Prof.ssa De Caro illustrando i contenuti del convegno – una visione idilliaca e pubblicitaria del Nord sceso a liberare il Sud povero e tiranneggiato da un monarca straniero”. Il primo relatore, Pino Aprile è un noto giornalista televisivo, ha lavorato al Tg 1, a Tv 7 ed è stato vicedirettore di Oggi e direttore di Gente. Il suo libro “Terroni” è il libro più venduto di saggistica degli ultimi anni. “In esso – prosegue la Prof.ssa De Caro -non solo ha smantellato i luoghi comuni riguardo il Centro e il Sud Italia perpetuato da anni dai secessionisti del nord ma ha dato voce a moltissimi fatti ed eroi cancellati volutamente dalla storiografia dei vincitori per infangare la memoria dei vinti”.
Altro relatore di notevole fama è Antonio Ciano il cui libro “I Savoia e il massacro del Sud”, edito ormai in più di 150.000 copie, ha avuto il merito di introdurre allo studio della questione meridionale numerosi scrittori tra cui il più famoso Giordano Bruno Guerri da cui ha tratto spunto per il suo “Sangue del Sud”.
“E’ un onore per la nostra città ospitare conferenzieri di così chiara fama – sottolinea la De Caro -considerato il fatto che questi autori sono invitati a relazionare in tutto il mondo. Lo stesso pensiero vale anche per lo storico dell’università di Teramo e della Fondazione ‘Di Vittorio’ professor Edmondo Montali e per il professor Renato Rinaldi, storico e scrittore dei fatti avvenuti a Pontelandolfo nel 1861. Va detto a loro merito che i conferenzieri prestano a titolo gratuito la loro opera al solo fine di diffondere la conoscenza e la verità su tanti fatti sconosciuti ai più”.
“Questo convegno – conclude – nasce necessità di far sapere al maggior numero di persone la storia dell’Unità d’Italia, della sua economia, di quanto finora taciuto dalla storiografia ufficiale sugli eccidi compiuti, durante la cosi detta lotta al brigantaggio, sugli squilibri tra nord e sud su cui si basava la nascente economia del nuovo Regno d’Italia. Tutto al fine di ristabilire una pacificazione tra le varie parti che hanno portato alla nascita di questa giovane nazione che ancor oggi fatica nel trovare i suoi equilibri nel formare un’unità di popolo”.

martedì 25 ottobre 2011

Processo alla storia, "risorgimento" alla sbarra da parte...iniziativa dell' IdV napoletana ed invito a Caldoro...



Un vero e proprio processo alla storia quello inscenato dell’IDV partenopeo che ha fatto sedere sullo scranno degli imputati niente poco di meno che Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Giuseppe Mazzini e Francesco II di Borbone. 
L’unità d’Italia ha ancora troppe ombre per poter unire il Sud ad un Nord che si è arricchito ed ha progredito con il danaro sottratto al Regno delle due Sicilie affamando e costringendo il Meridione ad aprire l’omonima crisi che condusse alle emigrazioni di massa. A questo scopo l’Idv napoletana ha presentato un’interrogazione al governatore Caldoro affinché si attivi per fare in modo che cada il segreto di stato su quelle realtà inconfessabili celate nei fascicoli e dossier redatti durante il Risorgimento e nel periodo di poco antecedente l’Unità Nazionale. 
Per l’occasione è stata presentato l’ultimo libro di Dora Liguri: “Quell’ "amara" Unità d’Italia”.


Fonte: Julie news

sabato 22 ottobre 2011

IL PARTITO DEL SUD SEZIONE DEL MIGLIO D'ORO PRESENTA IL I° CONVEGNO DEL MIGLIO D'ORO




IL PARTITO DEL SUD SEZIONE DEL MIGLIO D'ORO PRESENTA IL I° CONVEGNO DEL MIGLIO D'ORO
ARGOMENTI TRATTATI

PROF. VINCENZO GULI'
-INTRODUZIONE

CARLO CERESA
-LA STORIA NEGATA
I Borbone e i primati del regno
La campagna internazionale contro i Borbone e l'appoggio ai Savoia
L'occupazione di Garibaldi. le baronie, gli usi civici e la camorra
Gaeta, Briganti, Lagher
L'emigrazione di massa - L'esodo biblico

-CONSEGUENZE E QUESTIONE MERIDIONALE
le conseguenze dell'unità
disgregazione sociale
la prima guerra mondiale
il fascismo
la seconda guerra mondiale
il dopoguerra

ARCH. ALDO VELLA
-LE CITTA', LABORATORIO POLITICO PER UN NUOVO MERIDIONALISMO

venerdì 21 ottobre 2011

...e adesso Antonio Ciano diventa un fumetto per raccontare la storia negata...



La rivista "Mamma" presenterà nei prossimi giorni a Lucca Comix un numero speciale dedicato al tema della controstoria.

Fra i fumetti presentati, tutti improntati sul tema del revisionismo e approfondimento storico, ucronia e satira, spicca uno splendido fumetto di Giuseppe Lo Bocchiaro basato sul viaggio di Carlo Gubitosa a Gaeta per incontrare Antonio Ciano.
Dall'incontro è nata una bellissima storia a fumetti dove Antonio Ciano racconta la storia del risorgimento da un diverso punto di vista rispetto alla solita retorica risorgimentale.

Siamo stati autorizzati dalla gentile redazione di "Mamma" a diffondere le prime due pagine della storia a fumetti "Mannaggia a Garibaldi".

Reputiamo importante e condivisibile l'iniziativa della rivista "Mamma" a cui va tutto il nostro plauso per aver avuto l'idea di portare, con indubbia maestria artistica, le tematiche revisioniste all'attenzione di un vasto pubblico soprattutto di area giovanile.

Ricordiamo a tutti che la rivista "Mamma" è acquistabile in abbonamento.




Per ingrandire fare click sull'immagine

martedì 24 maggio 2011

La vergogna di FINCANTIERI...esplode la giusta rabbia degli operai di Castellammare! E il Partito del Sud esprime la sua solidarietà!


Ricevo e posto con condivisione il Comunicato che mi arriva dalla sezione napoletana del PdSUD, a Castellammare giustamente esplode la rivolta degli operai della FINMECCANICA dopo la notizia della chiusura dello stabilimento...e dopo un secolo e mezzo l'opera di distruzione coloniale italian-padana della cantieristica napoletana e' quasi terminata...

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Non sono bastati 150 anni di vergognosa e proditoria opera di declassazione, di commesse scientificamente non concesse dall'unità d'Italia in poi, con un ruolo volutamente subalterno dato alla cantieristica meridionale per mortificare quello che era un vanto industriale per il Sud.
Non è bastato costruire un'operazione che portasse l'Ansaldo e la cantieristica del Nord a primeggiare rispetto ai gloriosi Cantieri di Castellammare.
Il tutto doveva portare ad un epilogo che decretasse la morte di qualcosa che era per puro miracolo resistesse ancora. E chi poteva attuarlo? Quando poteva succedere se non sotto l'egida del governo più antimeridionale dalla nascita della repubblica? Quel governo dove la nefasta presenza d'una forza xenofoba e razzista come la Lega Nord, porta e condiziona lo stesso governo ad accellerare in una politica sempre più nord centrica che intende con pervicace protervia ridurre sempre più il Meridione al solo ruolo di mercato di consumo interno, depauperandolo delle ultime risorse induhttp://www.blogger.com/img/blank.gifstriali.
Il tutto nello sfregio più smaccato della storia industriale d'un territorio e mettendo sul lastrico forze lavoro qualificate togliendo il sostegno a migliaia di famiglie.
Il Partito del Sud è vicino alla sua gente, s'impegna a denunciare con forza quest'ennesimo scandalo ed a sostenere la battaglia dei dipendenti d'una così gloriosa e qualificata struttura!

Partito del Sud - Napoli

lunedì 7 marzo 2011

Pino Aprile alla puntata de L'infedele del 7/03


Gad Lerner stasera parla del risorgimento, periodo mitico per lui e molti altri purtroppo, la novità e' che oltre alle polemiche (strumentali come al solito...) della Lega Nord ci sarà anche una voce meridionalista come Pino Aprile...

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Nuova appuntamento con 7L’Infedele stasera alle 21,10 su La7, come sempre condotto da Gad Lerner. Il tema di questa puntata è dedicato all’Italia e alle celebrazioni del prossimo 17 marzo. Ci sarà anche un’insolita presenza musicale: il coro dell’orchestra “Giuseppe Verdi” di Milano che eseguirà tre inni patriottici. Fra di questi non mancherà il “Va’ pensiero” composto da Verdi con esplicite allusioni irredentistiche e risorgimentali.

La domanda che viene posta è scontata. Come mai si mette in discussione l’unità del nostro paese e perché di conseguenza mettere in discussione la sua storia, lo stesso Risorgimento. Come se questo momento storico fosse solo dipeso da un interesse strategico di potenze straniere come la Francia, la Gran Bretagna e perfino gli Stati Uniti? E perché poi la Lega ha interesse a boicottare il 17 marzo contrapponendovi altri anniversari regionali da festeggiare separatamente? Magari un modo non ideale per arrivare a quel federalismo che in tanti auspicano. Parleranno di tutto questo lo storico Sergio Luzzatto che darà il suo contributo per rispondere a queste domande, partendo dal suo ultimo pamphlet polemico, “Il crocifisso di Stato” (Einaudi), nel quale indica la forzatura simbolica di natura pseudo-religiosa come un pericoloso surrogato della carente identità nazionale.

Fonte: L'Infedele

martedì 14 dicembre 2010

"Terroni" di Pino Aprile all'Università? Ebbene sì...di C. Castellano

Ricevo e posto con condivisione l'articolo dell'amica Costanza Castellano del
Partito del Sud Piemonte sulla recente presentazione a Como de libro di Pino Aprile...

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Così Terroni è arrivato all'Università!
Sembra incredibile quanta strada ha fatto questo libro che ha dopppiato felicemente la boa (incredibile )delle 500.000 copie!
La notizia è recente e siamo ormai abituati alle infaticabili peregrinazioni di Pino Aprile in tutta Italia per presentare la suacreatura ma questa presentazione è una cosa nuova ,importante e rivoluzionaria.
Intanto la figura del professore che lo ha invitato a intervenire.
Paolo Bernardini non è di origini meridionali, comincia la sua storia a Genova, si specializza e ricopre prestigiosi incarichi accademici in Germania, Stati Uniti, Australia. Approda poi a Como, Università dell'Insubria ,titolare della cattedra di Storia Moderna.
Lunedì 6 dicembre introducendo l'autore ha detto ai suoi alunni una frase emozionante e sigificativa:"...parlare del Sud è una vicenda bellissima purtroppo anche tragica".
Evidentemente anche al Nord c'è chi ha l'onestà intellettuale di cantare fuori dal coro della retorica risorgimentale e di fare il suo lavoro di storico con onestà e rigore.
Onestà e rigore che sarebbe legittimo attendersi anche dagli accademici e
professori delle università del Sud...ma non mi sembra (e sarei contenta di essere
smentita che qualcuno di questi abbia invitato Aprile a parlare della sconvolgente
vicenda del Sud nel cosidetto "risorgimento").
Perchè le Università del Sud si ostinano ad ignorare questo libro che si sta avviando a diventare importante per il Sud quanto lo fu in passato per la denuncia della tragedia dei neri in America il celeberrimo "La capanna dello zio Tom" ?
Non solo, le cronache sono piene di sindaci e professori e intellettuali (!!!!) sudisti che omaggiano la "memoria dei nostri aguzzini".
Perchè avviene tutto questo?
Qualcuno lo spiega con la cosidetta "Sindrome di Stoccolma" che vuole le vittime di un sopruso finire alleati e solidali con i violentatori ma non potrebbe essere
anche con molta semplicità che i "maggiorenti meridionali" di oggi siano i
degni nipotini di quella piccolissima minoranza che 150 anni fa ci
consegnò a Savoia e company? Cosa sarà rimasto nella mente e nel cuore dei giovani
universitari comaschi che hanno partecipato a questa straordinaria lezione oggi non possiamo sapere, certo che i primi semi sono stati lanciati ed altri ne verranno, come assicura Gugliemo di Grezia, infaticabile organizzatore di questo ed altri eventi meridionalisti, fondatore e responsabile della Nazionale di calcio del Regno delle Due Sicilie.
Noi intanto salutiamo con profonda soddisfazione il nuovo corso...universitario di Terroni e a Pino Aprile, che si accinge ad andare negli Stati Uniti, invitato dalle associazioni dei calabresi negli States per curare la traduzione in inglese del suo libro, auguriamo di diffondere con il più grande successo tra i nostri fratelli
lontani la sconvolgente verità sui "Terroni".

Costanza Castellano

giovedì 2 dicembre 2010

Presentazione del Partito del Sud a Grosseto il 27/11



Sabato scorso, il 27/11, a Grosseto c'e' stata una presentazione della nuova sezione del Partito del Sud e del libro di Antonella Colonna Vilasi "Il Terrorismo".

Il filo conduttore della serata è stata la "memoria", infatti questo paese non riesce troppo spesso a fare i conti col proprio passato, sia per fatti abbastanza recenti come il terrorismo rosso e nero degli anni '70 e '80, sia per la storia del cosiddetto "risorgimento" che per noi neo-meridionalisti del PdSud e' stato l'origine della "questione meridionale" e di quasi 150 anni di colonizzazione del Sud.

Un ringraziamento al Coord. Regionale Toscana Angelo Modaffari che ha organizzato la serata e ha radunato un bel gruppetto a Grosseto, a Mario Abisso da Rosignano che sarà il nostro referente in Provincia di Livorno ed a Antonella Colonna Villasi che ha dato il suo contributo al dibattito con la presentazione del suo libro.

Possiamo dire con orgoglio che il nostro lavoro paga ed ora anche in Toscana c'e' quindi un gruppo di persone che vuole crescere e che soprattutto crede nel riscatto del Sud ed in una pacifica "rivoluzione meridionale", per cambiare questo paese abbiamo bisogno di tante persone come quelle incontrate sabato scorso a Grosseto.

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
PARTITO DEL SUD