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lunedì 12 maggio 2014

Sabato scorso su Canale 5 e domenica in replica su Rete 4 Antonio Ciano ha per la prima volta, e dal punto di vista politico e non solo storico, portato la questione Sud sui grandi media...



https://www.youtube.com/watch?v=RJNy1RlicWA&feature=share



Antonio Ciano a Canale 5; finalmente un meridionalista che dice in tv le cose che tutti vogliamo sentire, senza tante mediazioni e giri di parole..
Ho chiamato Antonio Ciano per fargli i miei complimenti, e quelli di tutto il Partito del Sud, per la forza e la passione con cui ha posto le problematiche che ci attanagliano da 150 anni nell'intervista trasmessa da Canale 5. Ho parlato a lungo con Antonio, poi ci siamo lasciati, andava di fretta... Doveva andare nei suoi campi anche oggi e come sempre a lavorare la terra...non aggiungo altro se non, grazie Antonio, grazie Partito del Sud.
Natale Cuccurese



mercoledì 7 maggio 2014

Sabato 10 maggio alle ore 9.10 Antonio Ciano a Canale 5 alla trasmissione Super Partes!



L'intervista ad Antonio Ciano andrà in onda sabato 10 maggio su Canale 5 alle ore 9.10 (in replica su Rete4 la domenica mattina tra le 7 e le 9).

Ricordiamo che Antonio Ciano è candidato indipendente del Partito del Sud all'interno della lista Italia dei Valori alle prossime elezioni Europee del 25 maggio, circoscrizione Meridionale (Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata e Calabria).
Ancora una volta il nostro capo brigante in pochi minuti ci parla dell'essenza del meridionalismo, non quello d'accatto e ascaro in combutta con la Lega Nord ma quello vero che prende spunto dalle lezioni di Gramsci, Dorso e Salvemini, dalla storia e l'origine della "questione meridionale" alle necessità di oggi di riprenderci al nostra autonomia e la nostra economica, facendoci sentire anche in Europa dove si decide (e non solo nelle proteste di piazza e sui social network).


Vota Antonio ...vota Antonio ...vota Antonio....vota Antonio Ciano - Italia dei Valori per portare un brigante a Bruxelles!


Enzo Riccio
Vice-Presidente nazionale Partito del Sud

sabato 20 aprile 2013

SU GOLFO E DINTORNI: FORMIA - SPECIALE ELEZIONI - INTERVISTA AD AUGUSTO CICCOLELLA


E’ veramente quasi tutto pronto. Il programma ce l’ha. La lista pure. 


E’ Augusto Ciccolella, “l’anima popolare” di questa campagna elettorale. 
Dopo le due esperienze consiliari, nel 1993 e nel 2008, ha deciso di mettersi completamente in discussione lanciando la sua sfida “ai soliti noti della politica” e capeggiando una lista animata da ‘Diritti e Libertà’ e ‘Partito del Sud’, del quale è stato candidato alle elezioni regionali. 



Gli spazi per incidere ce li aveva, ma evidentemente il Consiglio Comunale gli stava stretto. Perciò “senza aprire il libro dei sogni”, come esordisce, ci presenta le sue priorità da sindaco. In primis un’amministrazione vicina e a portata di tutti: 



“Ho sempre sofferto nel vedere i miei concittadini fare la fila per ottenere un atto di nascita, per colloquiare con un dipendente dell’ufficio tecnico, elemosinare un appuntamento col Sindaco. 
Per questo “la riorganizzazione della macchina amministrativa è fondamentale per una buona e fluida gestione comunale”. Quindi, facendo leva sugli ultimi avvicendamenti amministrativi, introduce un metodo. “Dare continuità elle esperienze amministrative, non cancellando quanto fatto da quella precedente. Conserverò quanto fatto di buono cercando, anzi, di migliorarlo”. 




Poi tornando alla concretezza programmatica. Sulla disabilità? I servizi, le cure, le strutture, tutto deve migliorare per garantire alti standard qualitativi. Affinché la nostra città possa essere davvero la città di tutti. Diventa fondamentale intervenire in modo serio, in ossequio alle normative vigenti sull’abbattimento delle barriere architettoniche”. 
Poi, rimanendo nell’alveo del governo delle piccole cose: “Bisogna anche abbattere i costi dei buoni pasto e del trasporto scolastico, garantendo l’eguaglianza tra le classi sociali, evitando di dare vita a invidie e dualità già dai primi anni di scuola”. 
E ancora “dotare la nostra città di una connessione Wi-Fi gratuita e allestire una sala comunale con disponibilità di postazioni Pc”. 



Salta da un punto all’altro il candidato Ciccolella. Cerca di toccare tutte le priorità elaborate insieme alla sua squadra, della quale si dice orgogliosissimo. 
Viabilità alternativa. “Potrebbe essere il toccasana per snellire il traffico locale”. 
E ancora rifiuti. Vuole caratterizzarsi per innovazione. “Guardo al ‘modello San Giorgio a Cremano’, puntando al conferimento nelle isole ecologiche, garantendo ai cittadini automatiche agevolazioni fiscali, liberando forza lavoro da dedicare all’abbellimento della città”. 
Tornando ancora sulla gestione della macchina amministrativa, e in particolare sul personale del Comune: “Se dovessi essere eletto sindaco non prenderei due vecchietti pensionati a fungere da addetti stampa. Con le somme che percepiscono assumerei 5 stagisti. Li sceglierei tra i ragazzi formiani che abbiano avuto voti di laurea eccellenti, lauree di diverse tipologie, collocandoli in segreteria per diffondere le attività del Comune, per ascoltare i cittadini, per risolverne i problemi, promuovere la nostra città”. 



Ma se è arrivata l’ora di chiudere il libro dei sogni, qualche piccola ambizione se la concede Ciccolella: 
“Formia è totalmente sprovvista di centri attrattivi quali palasport, un teatro di dimensioni dignitose, acquario, parco giochi come Mirabilandia. Se ne potrebbero fare, favorendo gli investimenti dei privati”. Certo, piccole cose rispetto ai grandi problemi patiti dalla città. 
La disoccupazione, disagio sociale. “E l’ora di un serio impegno” promette. Ci dimentichiamo qualcosa? Certo: il turismo. “Ci vuole una progettualità che permetta la presenza di turisti per undici mesi all’anno. 
La soluzione potrebbe provenire dall’ospitalità diffusa”. 



Insomma Augusto Ciccolella è proprio pronto per essere il sindaco dall’anima popolare. 
Lo avranno capito i cittadini?







http://vimeo.com/63248678


venerdì 16 novembre 2012

È il Sud a finanziare il Nord attraverso il risparmio privato



di Patrizia Penna

Uno studio elaborato dal prof. Gioacchino Amato dell’Università degli Studi di Firenze sfata il luogo comune dell’assistenzialismo ai meridionali. La Sicilia non ha nessuna società locale quotata alla Borsa di Milano. Capitali in fuga dalla nostra Isola


PALERMO - Uno studio, di prossima pubblicazione, elaborato dal Professor Gioacchino Amato, docente di Diritto dei Mercati Finanziari presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, sfata il luogo comune secondo cui il Meridione d’Italia sarebbe finanziariamente assistito dall’Italia centrosettentrionale.
In realtà, secondo quanto emerge da questo studio, il Sud Italia finanzierebbe massicciamente, attraverso il risparmio privato, le regioni settentrionali.

Prof. Amato, questa tesi potrebbe liberarci definitivamente da quell’odiosa etichetta di “assistiti” di cui noi siciliani sinceramente ci siamo un po’ stancati. Ce la dimostri in concreto.“Basti pensare al risparmio privato che affluisce quotidianamente sui mercati finanziari. Da siciliano, ho esaminato il caso della Regione Sicilia la quale, pur essendo una regione molto vasta (la sua popolazione equivale a più dell’8% della popolazione nazionale), non ha nessuna società locale quotata presso la Borsa di Milano. Ciò comporta, oltre a un deficit di capitalizzazione delle imprese siciliane, che il risparmio privato che le famiglie siciliane decidono di destinare all’investimento finanziario, affluisce nel capitale delle aziende centro-settentrionali, rafforzandone la struttura patrimoniale e consentendone la crescita sui mercati. In breve, sarebbe il Sud a finanziare il Nord, attraverso il risparmio delle famiglie meridionali, e non viceversa”.

La Sicilia sta vivendo una campagna elettorale molto intensa ed è sotto i riflettori nazionali. Ma a parte i soliti giochi di alleanze, le proposte “vere” e concrete latitano. Cosa dovrebbe fare il futuro presidente della Regione? “Un Regione come la Sicilia, dovrebbe impegnarsi a realizzare una politica industriale volta ad incoraggiare la quotazione in borsa di alcune aziende siciliane pubbliche ma anche private. In tal modo, il risparmio delle famiglie siciliane, che oggi affluisce in maniera consistente nel capitale sociale di aziende del centro nord, sarebbe dirottato nel finanziamento delle imprese siciliane, notoriamente sottocapitalizzate. In tal modo il risparmio dei siciliani rimarrebbe in Sicilia e finanzierebbe le imprese locali anziché quelle settentrionali. A ciò si aggiunga che, la quotazione in Borsa di alcune aziende locali consentirebbe di attrarre anche capitali non locali che altrimenti verrebbero destinati a finanziare la crescita di altre società.

Ciò implicherebbe una svolta culturale da parte dell’investitore siciliano.
“Certo, perché l’investitore siciliano è sempre stato ben lieto di acquistare azioni di società del centro nord mentre tende a non fidarsi di finanziare le società siciliane. A ciò aggiunga che anche se si fidasse non avrebbe materialmente la possibilità di acquistare azioni di società siciliane visto che nessuna di queste è quotate in borsa. Non esistendo quindi un mercato pubblico delle azioni non saprebbe a chi rivolgersi.
Sul piano culturale occorre sfatare il mito secondo cui le società del centro nord Italia sono meglio amministrate di quelle siciliane. Basti vedere come sono crollati gli indici di borsa degli ultimi cinque anni. Tanti investitori siciliani hanno perso un mucchio di soldi comprando azioni del Monte dei Paschi di Siena o di Generali o di tanti altri big dell’industria italiana. Sotto altro punto di vista occorre iniziare ad inculcare nella testa degli investitori siciliani il concetto che se proprio devono assumersi un rischio nell’investimento azionario, tanto vale assumerlo nei confronti di un’azienda siciliana la quale, peraltro, essendo quotata sarebbe soggetta a molti controlli da parte delle autorità pubbliche di vigilanza che tenderanno in parte a ridurre i rischi di cattiva gestione”.

Ma se i soldi sono finiti, come si potrà finanziare il rilancio dell’economia e delle infrastrutture?
“La più grande sfida della classe politica del XXI secolo sarà rappresentata, in un contesto di scarsità e depauperamento delle risorse pubbliche, dal reperimento dei capitali necessari per il finanziamento delle infrastrutture. Detti capitali non potranno che essere privati. Occorrerà pertanto elaborare forme di reperimento di risorse private e la quotazione in borsa delle società che costituiscono il tessuto produttivo dell’economia siciliana sarebbe un primo punto di partenza. La Sicilia dovrebbe ripetere esperienze positive, come quello rappresentato dal Porto Turistico di Licata, in provincia di Agrigento, dove è stata realizzata un’importante infrastruttura di notevole rilevanza pubblicistica senza l’utilizzo di uno solo euro proveniente dalle casse pubbliche. La parte imprenditoriale privata ha messo a disposizione le risorse finanziarie, le idee, la creatività e l’efficienza tipica del settore privato e la parte pubblica ha messo a disposizione l’area demaniale, così consentendo la trasformazione di quella che in passato era una spiaggia derelitta e abbandonata, nella più grande sorpresa turistica di quest’estate 2012 in Sicilia. Attraverso la quotazione in borsa di ambiziosi progetti imprenditoriali pubblici o privati o, tramite la messa a disposizione di progetti imprenditoriali privati di aree demaniali pubbliche, si potranno finanziare le infrastrutture necessarie per il rilancio della Sicilia, come porti, aeroporti, tratte autostradali, tratte ferroviarie, autostrade del mare e via dicendo”.

Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna



venerdì 28 settembre 2012

Intervista: Marco Esposito – Viva Voce TV



Strepitosa intervista a Marco Esposito...con parole chiare e con calma, com'e' nello stile di Marco, si spiega il meridionalismo di oggi e la sua stringente necessità politica. Si discute poi sull'importanza del libro Terroni e la nascita del nuovo giornale del Sud di Pino Aprile, sugli inganni del federalismo fiscale, sulla quasi nulla presenza ed importanza del Sud nello scenario politico italiano sia con Berlusconi-Bossi ed anche con il governo Monti, sui pilastri di antirazzismo, antiviolenza ed antimafia del nuovo movimento meridionalista nato a Bari, infine sulle possibilità finali di autonomia o perfino di indipendenza del Sud....se ne avremo la forza lottando tutti insieme e chiamando a raccolta tanti uomini e donne del Sud che ci daranno la forza per la Rivoluzione meridionale! 
Uomini ordinari fanno cose straordinarie...



http://www.telecosenza.it/wp/?page_id=11756 

martedì 18 settembre 2012

Così Bersani ha tradito il Sud...intervista a Pino Aprile su ItaliaOggi



Riportiamo l'intervista a Pino Aprile su ItaliaOggi dove oltre a dire cose molto condivisibili sull'attuale scenario politico del paese che è davvero deprimente...parla dello sviluppo di un onda meridionalista autentica e cita, nel passaggio evidenziato in giallo, il nostro Partito del Sud ed il nostro capo brigante Antonio Ciano...

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"Ha fatto accordi con la Lega razzista. Non ci rappresenta" 

di Emilio Gioventù

Pino Aprile, meridionale e meridionalista, è autore di due libri tra i più letti al Sud «Terroni» e «Giù al Sud») sulle ragioni, anche storiche della protesta del Mezzogiorno. Ha annunciato che non farà un partito, anche se glielo hanno chiesto in molti, ma un quotidiano, perché, dice, «solo facendo conoscere le proprie ragioni il Sud può decollare». 

Sulla testata ci sta ancora lavorando», ma sulla linea editoriale non ha dubbi: «Non sarà un quotidiano del Sud, ma dal Sud che conterrà anche sentimenti, non solo fatti. Insomma, una cosa diversa in un panorama affollato di quotidiani «quasi tutti settentrionali e anche quelli che non lo sono, sono comunque influenzati dal potere della proprietà». Mentre i quotidiani meridionali «spesso sono influenzati dalle linee di potere che fanno capo al Nord». 

Domanda
Aprile, nel suo libro «Giù al Sud» lei lascia intravedere segnali di cambiamento, embrioni di un possibile riscatto. Ma quali sono i soggetti in grado di guidare questo cambiamento? 

Risposta
Di certo nessuno dei partiti esistenti. Il Pdl è lo zerbino del suo padrone che l'ha fondato con i propri soldi. Il Pd, invece 

D
Invece? 

R
Basta dire che in una intervista alla Padania, dopo avere elogiato il sito politico di Bossi, Bersani dice: non serve che mi spiegate che Bossi non è razzista, lo so. Ecco, Bersani si trova bene con quella gente lì. Dopo quell'intervista ho deciso di non votare mai più a sinistra. Al di là di ciò che pensa Bersani, Bossi lo dice nella sua autobiografia che usa il razzismo antimeridionale per prendere voti. Deposto Bossi, Maroni ha detto esattamente la stessa cosa. Lo slogan del suo partito è: prima il Nord. Questo è puro razzismo dichiarato e conclamato. Che significa prima il Nord? Che forse ci sono cittadini più cittadini degli altri? Bersani va d'accordo con questa gente al punto che invita alla festa del Pd il razzista Roberto Maroni. Come può sperare il Sud di avere una rappresentanza da questa sinistra. 

D
Chi allora? 

R
Nuovi soggetti politici che si stanno già preparando. Alcuni in maniera «paraculesca», cioè soggetti politici che dentro hanno i germi delle vecchie formazioni meridionaliste. Altri sono nuovi e penso ad alcune formazioni siciliane. Intanto, c'è da prendere atto che cresce la voglia di riscatto. Cresce confusamente come tutte le cose quando nascono, con mille fuochi, mille iniziative spesso quasi sempre in conflitto tra di loro però sono sempre più numerose. A questo proposito ricordo sempre come esempio il partito del Sud di Antonio Ciano che vinse le scorse elezioni a Gaeta, unica città in Italia non amministrata da uno dei due poli, ma da una lista civica meridionalista e autonoma. 

D
Ma perché bisogno dar credito a queste nuove forme di meridionalismo? C'è da fidarsi visto che in Italia circola troppo qualunquismo? 

R
Intanto perché gran parte di loro non viene dalla vecchia politica, ma dalla società civile e poi perché ormai è certo che i partiti non sono più credibili quando parlano di meridione. Quelli di destra non ne parliamo, siamo l'unico paese in occidente che ha associato una formazione razzista, la Lega, al governo. La sinistra è colpevole perché non ha contrastato tutto questo o ha fatto finta di contrastare. Vedi gli accordi per il cosiddetto federalismo fiscale, l'ennesima truffa ai danni del Sud per «fottergli« anche gli ultimi spiccioli, visto che le norme del federalismo fiscale comportavano già dal suo avvio lo spostamento di un altro miliardo di euro dalle regioni più povere a quelle più ricche. E tutto ciò è stato concordato con il Pd e con Vasco Errani quando era presidente della conferenza dei presidenti di Regione. Sono più deluso dalla sinistra perché ci credevo.



Fonte: ItaliaOggi 

venerdì 7 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."





da TUSINATINITALY.it - INTERVISTA A Pino Aprile del 6 settembre 2012

Al via il Meeting del Movimento Meridionalista, Pino Aprile:"Io Leader? Deciderò a Bari..."

Intervista con lo scrittore indicato come il possibile leader politico del nuovo Movimento. Sabato ospiti del sindaco Emiliano incontro tra i simpatizzanti di tutta Italia

"I tempi sono maturi per una svolta e questo raduno potrebbe dar
e davvero il 'la' ad un cambiamento", ci spiega così al telefono Pino Aprile ciò che sarà l'incontro di sabato 8 settembre che vedrà a Bari tutti i rappresentanti e i simpatizzanti dei movimenti meridionalisti, che andranno lì con una proposta per il giornalista e scrittore "Vogliono che diventi il loro leader, una sorta di portavoce o figura di riferimento, qualcuno che, insomma, porti avanti le loro idee". 



Pino Aprile dunque capo di una svolta, questa volta politica, che parte dal Sud per allargare all'intera nazione il proprio ambito di competenza. 
"Sicuramente noi meridionalisti del PdSUD - spiegano i creatori dell'iniziativa - insieme ad altri movimenti, gruppi ed associazioni, vogliamo portare una nostra voce meridionalista autonoma nello scenario asfittico della politica italiana fin dalle prossime elezioni politiche nazionali, alcuni ritengono che le battaglie di liberazione non si fanno alle elezioni o altri che siamo ancora in pochi per poter affrontare questa grande sfida…noi non condividiamo ma rispettiamo le idee di tutti, però chiediamo lo stesso rispetto per le nostre idee e per le nostre scelte. Altra cosa importante - continuano - è che noi abbiamo scelto di proporre una leadership a Pino Aprile, ma, ovviamente non pensiamo che lui da solo possa risolvere di colpo tanti problemi della nostra terra e smussare troppe diversità della variegata galassia meridionalista, chi partecipa al progetto deve essere pronto a confrontarsi e non ragionare più con la logica che “se non c’e’ questa cosa non partecipo” oppure “partecipo ma al momento opportuno alzo la voce e me ne vado”.


Idee chiare e progetti definiti, dunque...

Pino Aprile, una sfida corposa quella che le viene proposta. Accetterà?
Non ho ancora deciso. Anzi, ho deciso che deciderò all'ultimo minuto, guarderò le facce di quelle persone, ascolterò cosa hanno da dirmi e pronuncerò un si o un no.


Qual è la maggiore novità proposta da questo movimento?
Innanzitutto sarà un evento di enorme portata che, forse, per la prima volta coinvolgerà tutti i gruppi meridiolisti d'Italia che, ci tengo a precisarlo, non sono solo al Sud. Mi hanno parlato di un pullman che arriverà a Bari da Vicenza...


Vicenza?! Dunque oltre ogni 
 aspettativa e confine geografico...
Assolutamente. L'evento all'inizio doveva svolgersi a Margherita di Savoia ma il sindaco di Bari Michele Emiliano ha voluto che si tenesse nella sua città proprio per dargli un respiro più ampio e 'cittadino'. E' proprio lui, ad oggi, il maggiore sostenitore dell'iniziativa ed è lo stesso che mi ha proposto di essere capo lista dei sindaci, una buona idea che ancora sto valutando.


Come è nata questa iniziativa?
Tutto è nato dal passaparola sui social network. Esiste un gruppo dal titolo 'Pino aprile leader del Nuovo Sud' che conta tantissimi iscritti ed altrettanti post che invocavano il mio ingresso in politica. C'è stato per ora solo un confronto 'mediatico' ma ci sarà tempo, nel 'mondo reale', per discutere il da farsi. In ogni caso le persone che hanno lanciato questo appello sono troppe per essere ignorate


Allora, immaginiamo che accetti: ha già un programma per il suo futuro politico?
Io ho un programma in ogni caso. Se deciderò di non accettare comunque continuerò a fare quel che sto facendo, anzi, ho intenzione di accelerare. A novembre uscirà il mio nuovo libro (top secret il titolo, ndr) che parlerà ancora di Sud e sarà esclusivamente dedicato ai giovani, a quella generazione che non è più Terrona, non si è più meridionali o settentrionali ora si è solo cittadini. Io faccio parte dell'ultima generazione di Terroni.


Magari ci dirà cosa ha deciso martedì quando sarà ospite de 'A Juta a Montevergine' con Bennato. Oltre all'escusiva dello spettacolo ci concederà anche un'anteprima del suo programma politico....
Chissà...per ora dico che voglio sentire ciò che mi propongono a Bari il resto verrà, intanto ci vediamo martedì e...mi prenoto per presentare il mio nuovo libro in Irpinia, le ultime due volte ha portato fortuna.



Fonte: 
 TUSINATINITALY.it

domenica 22 aprile 2012

Unità d'Italia. Fu invasione non annessione! Intervista alla Dottoressa Marando



Ringrazio l'amico Ettore Alfieri per questo video e per averci segnalato quest'interessante servizio dove si parla di verità storica, come fa da anni il Partito del Sud, e si citano espressamente sia Antonio Ciano che il nostro movimento....


http://www.youtube.com/watch?v=XLrLP6KQPQ8&feature=player_embedded#!

"Fu invasione non annessione!". Come scrisse in una mozione depositata al primo parlamento italiano a Torino dal deputato Francesco Proto, duca di Maddaloni, il 20 novembre 1861.
Intervista su Telemia alla dottoressa Ernesta Adele Marando medico e giornalista, che cita la mozione del duca di Maddaloni (che fu presentata ma se ne vietò la lettura e la discussione...) e un nostro link del Partito del Sud...


Ecco il link al blog del Partito del Sud dell'articolo, tratto dal libro di Antonio Ciano, citato in trasmissione :
http://partitodelsud.blogspot.it/2009/02/il-grido-di-dolore-di-francesco-proto.html

Manifestazione a difesa dell'Art. 18 - Roma 20 Aprile 2012 : Il TG di Rai 3 intervista Pino Lipari



20 Aprile 2012 - Servizio di Tg Rai 3 Lazio sulla manifestazione sindacale a Roma in difesa dell'articolo 18.
Nel servizio breve intervista a Giuseppe Lipari presente alla manifestazione in rappresentanza del Partito del Sud.
Il Partito del Sud come sempre manifesta al fianco dei lavoratori, per la difesa dei diritti costituzionali, per la difesa dell'art 18, dei precari, degli esodati, dei pensionati e delle fasce più deboli della popolazione, da sud a nord.

Il Link al Tg 3 Lazio delle 14,00:http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0ce10dfe-ea7d-4e54-8a4...



http://www.youtube.com/watch?v=ftqk97OC1Lo




martedì 27 marzo 2012

ALDO VELLA, SAN GIORGIO E IL SUO RINASCIMENTO



Ricevo e posto questa bella intervista ad Aldo Vella, nella città del grande Massimo Troisi, il PdSUD sostiene chi ha pensato e realizzato già in passato ad un premio Troisi ed ad una piazza Troisi...e quindi non possiamo che dire...Ricomincio da Vella!

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A San Giorgio a Cremano si scaldano i motori per la tornata elettorale di maggio. Tra scissioni e dissidi di centro-destra e centro-sinistra spicca l’immagine pacata e cristallina dell’ex Sindaco della città di Massimo Troisi.

Giovedì scorso s’è tenuta al Club 1946, in Via Cavalli di Bronzo, la conferenza stampa del candidato a sindaco Aldo Vella. È un gradevole pomeriggio di primavera, si attende il candidato nel salottino all’aperto del locale prossimo ai giardini di Villa Vannucchi, nell’attesa, accoccolato al tepore dell’ultimo sole del giorno, attendo. Un po’ mi rincresce la puntualità dell’architetto di Lacedonia che invece non si fa attendere. All’interno del club si apre subito la presentazione del programma, per opera stessa di Aldo Vella, lo affiancano i candidati Francesco Menna e Tommasina La Rocca e il segretario nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa. Senza preamboli precostituiti, l’ex amministratore delinea la sua linea di pensiero. Potendolo sintetizzare: la cultura sopra tutto.

Sì perché per l’attivo Vella, con un intenso curriculum di politico ma anche di scrittore e giornalista, «La cultura è l’asse portante della politica stessa». Nei “sette punti capitali” del suo programma tutto è in funzione della cultura «… che genera gli altri sei …», la trasparenza, la vivibilità, lo sviluppo, la macchina comunale e la Città Vesuviana. Ma tornando alla cultura il candidato meridionalista sostiene: «A San Giorgio, prima e dopo Massimo Troisi, ci sono stati centinaia di operatori culturali che non hanno ritrovato rispondenza nelle loro proposte. Qui si consuma cultura di altri e non si incentiva la produzione culturale autoctona. Incentriamo quindi il nostro progetto culturale, la nostra campagna elettorale su questo tema perché da questo discende tutto il resto. Se vogliamo prendere ad esempio la trasparenza, proprio in questo campo, se non si è convinti di ciò che si dice, non si può convincere gli altri. Se vogliamo prendere poi ad esempio i servizi, non li si possono offrire al cittadino se non si guarda a questo come un essere umano, nello stesso spazio vitale in cui vive chi governa».

Aldo Vella si presenterà alle amministrative del 6-7 maggio con una lista civica, “Ricomincio da Vella” «forse la sola coalizione che non è appoggiata dai partiti tradizionali», appoggiata in primis dal Partito del Sud che «nasce nel momento in cui gli altri hanno la loro decadenza.»
Segue Aldo Vella nella descrizione della sua compagine «Siamo un corpo, adesso elettorale, ma dopo le elezioni sarà un corpo politico e culturale. Con noi ci sono esponenti della società civile non impegnati mai in politica, la cui età media rasenta i trentatré anni (mi escludo per non alzare la media!). C’è da chiedersi allora perché dei giovani vengono da un settantunenne? Qualcuno di questi mi ha risposto: “perché ho bisogno di un riferimento e di una guida.” Non è vero quindi che i giovani vogliono fare per conto loro, vogliono essere autonomi a tutti i costi e si vogliono scrollare di dosso le vecchie generazioni».
«Noi abbiamo invece la colpa di non aver fatto apprendistato per questi giovani, di non aver dato un esempio, anche morale. Abbiamo fatto crescere una generazione di ventenni e di trentenni che si sono impegnati in politica e hanno preso gli stessi vizi dei padri, che siamo noi! Per cui io non riconosco i giovani esponenti degli attuali partiti, non li riconosco come gli elementi giovanili che servono alla politica e al suo rinnovamento. Preferiamo chi è maggiormente disposto ad accettare chi ha memoria come noi e vuole trasmettere questa memoria, questa esperienza, niente di più. Pensate forse che io possa avere una vita politica decennale? Non lo penso affatto, pensavo infatti di aver chiuso! Ma un intellettuale che è abituato a vedere a trecentosessanta gradi, vede anche i mali della politica, vede anche un disfacimento generazionale, vede che non c’è futuro, non c’è ricambio e quello che c’è è la copia esatta dei padri! Così come anche qualche impegno femminile è recuperato sul maschilismo! Tradotto in termini falsamente femminili!».
Devo dire che non sempre ho sentito parole tanto estranee al lessico dell’attuale politica e decido quindi di approfondire l’argomento.

Architetto, stasera ho ascoltato dei concetti che a mio parere sono in controtendenza rispetto agli stilemi politici normalmente in voga, come ad esempio il suo discorso sulla partecipazione giovanile, tanto decantata ma poi poco applicata. Non ho sentito quegli slogan che normalmente circolano in questi contesti, ma essendo abituati a tanta retorica non pensa che quest’atteggiamento possa crearle delle difficoltà per la sua novità?
«Lo slogan è astrazione, quando invece uno si trova davanti a una persona reale e ha un rapporto diretto con questa …»
Come avviene questo contatto diretto con le persone?
«Le domeniche abbiamo dei gazebo nelle varie piazze cittadine e poi nei giorni infrasettimanali ci muoviamo nel nostro camper, noi abbiamo il comitato elettorale mobile, nel camper! E poi io cammino sempre a piedi e devo per forza incontrare le persone!»
Decido poi di fare una domanda più maliziosa. Su ilmediano.it sono state riportate le seguenti dichiarazioni, di un suo antagonista, Renato Carcatella: “Vogliamo mettere in primo piano il Premio Troisi ” e “Piazza Troisi deve diventare un luogo vivo”. Come suonano queste parole alle orecchie di chi ha creato tale premio e cambiato il nome alla piazza?
«Non è difficile creare un nuovo Premio Troisi migliore di questo, così come non è difficile creare una piazza più pulita dell’attuale Piazza Troisi.»
Tutto sommato, menzionando queste idee, in un certo modo, gliene si da’ atto della loro bontà … 
«Non se ne può fare a meno».
Un’ultima cosa. Cos’è mancato per compattare la sinistra?
«Non è in campagna elettorale che si sciolgono nodi tanto ingarbugliati. L’impossibilità di svolgere azione democratica e dibattito all’interno della sinistra, sia quella del PD sia da parte della Federazione delle Sinistre ha fatto sì che ci fosse una trasfusione nella mia lista di piccoli gruppi di scontenti e non sono certo io la causa della crisi dei partiti.»
Era a Renato Carcatella che alludeva a riguardo di una certa baldanza giovanile?
«Là c’è la somma dell’età del padre e del figlio, che è superiore anche alla mia!»

Ciro Teodonno

sabato 24 marzo 2012

"Lombroso è morto ma non il razzismo" intervista a Renato Curcio di Lino Patruno


Dalla Gazzetta del Mezzogiorno, propongo e pubblico quest'interessante intervista di Lino Patruno a Renato Curcio, da notare soprattutto le risposte sul razzismo antimeridionale al Nord, nato con le teorie lombrosiane nell'800 e che continua oggi con le tesi leghiste... 


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Intervista con Renato Curcio di Lino Patruno



Renato Curcio ha oggi 70 anni, vive in un casolare a Carrù (Cuneo), si è risposato, ha una figlia, è direttore editoriale della casa editrice «Sensibili alle foglie» per la quale ha pubblicato il libro "Razzismo e indifferenza" che presenta in questi giorni in Puglia. È tra i fondatori delle Brigate Rosse. Nel libro, così si definisce: «montanaro, valdese, cristiano, comunista, anarchico, cittadino, sessantottino, brigatista, carcerario». Per la sua lotta armata, ha scontato più di 20 anni di carcere.  Alla domanda su cosa sia oggi, risponde: «Uno che fa il suo lavoro cercando di capire cosa succede attorno a lui e dentro di lui». E aggiunge di voler parlare solo di razzismo, cioè del libro.

Ma nel libro parla anche di un mondo del lavoro «sferzato dalla precarietà» che colpisce ciò che si ottenne con le lotte degli anní’60 e’70. Cosa pensa allora della riforma dell’art. 18?
«Penso che si stia mettendo a dura prova una conquista che ritengo essenziale per garantire diritto e dignità del lavoro».
Don Andrea Gallo, nella prefazione, parla di avanzare In Italia di «un lento e strisciante colpo di Stato» e auspica una «democrazia insorgente»: è d’accordo?
«Mah, quella di don Andrea è una metafora. Io mi limito al recupero di alcune mappe culturali che dal 1861 a oggi sono rimaste sotto pelle in Italia».
A proposito di 1861, lei (figlio di una madre di Orsara di Puglia emigrata) parla di una sottomissione del Sud e di un razzismo verso i meridionali che cominciò allora. Continua ancora oggi?
«Certo. È uno schema culturale inventato dagli studiosi alla Lombroso e utilizzato dai Savoia. Disastroso per l’Italia. E che il razzismo verso il Sud persista, lo si vede al Nord grazie alla Lega xenofoba e antimeridionale».
Il Sud ha sempre dovuto emigrare. E ancora oggi 80 mila giovani meridionali vanno via ogni anno.
«Andar via è anche una forma di resistenza e di lotta. Quando non c’è sopravvivenza e si parte, si critica il Paese che costringe a farlo, è uno stigma delle politiche finora adottate nei confronti del Sud».
Ha citato Lombroso. A Torino c’è un museo a lui dedicato che si vorrebbe far chiudere.
«Sì, so bene, una cosa orrenda. Quegli esseri umani i cui teschi sono lì dovrebbero avere una volta per tutte la degna sepoltura che gli spetta».
C’è stato l’attentato di Tolosa. Ritiene che l’antisemitismo sia un pericolo ancora grave in Europa?
«Assolutamente sì. Ovunque si riproducono logiche razzistiche, grazie anche a una crisi che crea insicurezza e paura, sulle quali c’è chi specula e fomenta».
Lei parla di «affare del razzismo». E cita chi si arricchisce sui Cie (Centri identificazione ed  espulsione). Qual è questo affare?
«C’è una industria che ha vari stadi con un vero e proprio interesse affaristico, per dire, nel mantenimento dei Cie. Uno scandalo che andrebbe rivelato.  Anche per questo si trattengono lì persone che non hanno commesso alcun reato e che solo la stupidità e la malvagità tratta da pericolo e non da fonte di cultura e di ricchezza».
Qual è la forma più pericolosa di razzismo oggi?
«E quella che non si vede, è la non reazione di chi fa finta di non esserci, di chi giralo sguardo».
Lei anche per questo parla di odierne «folle fredde» rispetto alle «folle calde» del passato. Come ritiene che si possa tornare alla partecipazione?
«Credo che  bisogna tornare ad aver fiducia nella parola, nella narrazione, raccontare e ascoltare. Essere cittadini che incontrano gli altri cittadini,  rifuggendo dal Web senza territorio né storia, nel quale ognuno va all’appuntamento portando la sua solitudine».
Lei nel libro dice che una delle tecniche del potere è dimenticare per aver mano libera. Si riferisce in Italia anche al terrorismo?
«Sicuramente. Quella stagione è stata una stagione importante per questo Paese. Ma ora è come se nulla fosse, non la si ripercorre per parlarne. Ma non per parlare solo di una parte, ma di ciò che hanno fatto tutti coloro i quali allora c’erano».
Come evitare che si ripeta?
«Bisognerebbe capire cosa avvenne. Ma il silenzio delle istituzioni lo impedisce».
Renato Curcio non si è mai pentito né dissociato.  E però non cessa il sordo dolore di chi dice che,  se nessuno deve toccare Caino,  il carnefice,  nessuno si preoccupa anche di Abele,  la vittima.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 23 marzo 2012