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martedì 18 settembre 2012

Così Bersani ha tradito il Sud...intervista a Pino Aprile su ItaliaOggi



Riportiamo l'intervista a Pino Aprile su ItaliaOggi dove oltre a dire cose molto condivisibili sull'attuale scenario politico del paese che è davvero deprimente...parla dello sviluppo di un onda meridionalista autentica e cita, nel passaggio evidenziato in giallo, il nostro Partito del Sud ed il nostro capo brigante Antonio Ciano...

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"Ha fatto accordi con la Lega razzista. Non ci rappresenta" 

di Emilio Gioventù

Pino Aprile, meridionale e meridionalista, è autore di due libri tra i più letti al Sud «Terroni» e «Giù al Sud») sulle ragioni, anche storiche della protesta del Mezzogiorno. Ha annunciato che non farà un partito, anche se glielo hanno chiesto in molti, ma un quotidiano, perché, dice, «solo facendo conoscere le proprie ragioni il Sud può decollare». 

Sulla testata ci sta ancora lavorando», ma sulla linea editoriale non ha dubbi: «Non sarà un quotidiano del Sud, ma dal Sud che conterrà anche sentimenti, non solo fatti. Insomma, una cosa diversa in un panorama affollato di quotidiani «quasi tutti settentrionali e anche quelli che non lo sono, sono comunque influenzati dal potere della proprietà». Mentre i quotidiani meridionali «spesso sono influenzati dalle linee di potere che fanno capo al Nord». 

Domanda
Aprile, nel suo libro «Giù al Sud» lei lascia intravedere segnali di cambiamento, embrioni di un possibile riscatto. Ma quali sono i soggetti in grado di guidare questo cambiamento? 

Risposta
Di certo nessuno dei partiti esistenti. Il Pdl è lo zerbino del suo padrone che l'ha fondato con i propri soldi. Il Pd, invece 

D
Invece? 

R
Basta dire che in una intervista alla Padania, dopo avere elogiato il sito politico di Bossi, Bersani dice: non serve che mi spiegate che Bossi non è razzista, lo so. Ecco, Bersani si trova bene con quella gente lì. Dopo quell'intervista ho deciso di non votare mai più a sinistra. Al di là di ciò che pensa Bersani, Bossi lo dice nella sua autobiografia che usa il razzismo antimeridionale per prendere voti. Deposto Bossi, Maroni ha detto esattamente la stessa cosa. Lo slogan del suo partito è: prima il Nord. Questo è puro razzismo dichiarato e conclamato. Che significa prima il Nord? Che forse ci sono cittadini più cittadini degli altri? Bersani va d'accordo con questa gente al punto che invita alla festa del Pd il razzista Roberto Maroni. Come può sperare il Sud di avere una rappresentanza da questa sinistra. 

D
Chi allora? 

R
Nuovi soggetti politici che si stanno già preparando. Alcuni in maniera «paraculesca», cioè soggetti politici che dentro hanno i germi delle vecchie formazioni meridionaliste. Altri sono nuovi e penso ad alcune formazioni siciliane. Intanto, c'è da prendere atto che cresce la voglia di riscatto. Cresce confusamente come tutte le cose quando nascono, con mille fuochi, mille iniziative spesso quasi sempre in conflitto tra di loro però sono sempre più numerose. A questo proposito ricordo sempre come esempio il partito del Sud di Antonio Ciano che vinse le scorse elezioni a Gaeta, unica città in Italia non amministrata da uno dei due poli, ma da una lista civica meridionalista e autonoma. 

D
Ma perché bisogno dar credito a queste nuove forme di meridionalismo? C'è da fidarsi visto che in Italia circola troppo qualunquismo? 

R
Intanto perché gran parte di loro non viene dalla vecchia politica, ma dalla società civile e poi perché ormai è certo che i partiti non sono più credibili quando parlano di meridione. Quelli di destra non ne parliamo, siamo l'unico paese in occidente che ha associato una formazione razzista, la Lega, al governo. La sinistra è colpevole perché non ha contrastato tutto questo o ha fatto finta di contrastare. Vedi gli accordi per il cosiddetto federalismo fiscale, l'ennesima truffa ai danni del Sud per «fottergli« anche gli ultimi spiccioli, visto che le norme del federalismo fiscale comportavano già dal suo avvio lo spostamento di un altro miliardo di euro dalle regioni più povere a quelle più ricche. E tutto ciò è stato concordato con il Pd e con Vasco Errani quando era presidente della conferenza dei presidenti di Regione. Sono più deluso dalla sinistra perché ci credevo.



Fonte: ItaliaOggi 

giovedì 27 gennaio 2011

Ricerca ISPO: "Partito del Sud" ha un potenziale del 21% a livello nazionale


Molto interessanti i risultati di questa ricerca effettuata dal prestigioso ISPO di Manheimer e commissionata da "Noi Sud", presentata nei giorni scorsi in conferenza stampa a Montecitorio...forse a "Noi Sud" non piacerà apprendere che il potenziale di un "Partito del Sud" è piu' alto nell'elettorato di sinistra...ed ovviamente fanno finta di non sapere che un vero "Partito del Sud" esiste già da più di 3 anni e non c'era alcun bisogno di nuvoi movimenti ascari come loro e Micciche' che, cavalcando l'onda di consenso neo-meridionalista, continuano a fingere di "liberare il Sud" alleandosi però con i suoi ultimi carnefici (il governo italian-padano di Berlusconi e Bossi)...

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Roma, 25 gen. (TMNews) - Il 21% degli italiani potrebbe votare il 'Partito del Sud' se le elezioni fossero imminenti, percentuale che sale al 38% nelle regioni meridionali. Ma ciò che più conta è che il maggior interesse per il 'Partito del Sud' si registra a sinistra, e che quasi la metà dei potenziali elettori proviene dal popolo degli indecisi e degli astenuti. E' quanto emerge dalla ricerca commissionata dai parlamentari di 'Noi Sud' all'Ispo sulle "Potenzialità di un partito del Sud", presentata oggi dal professore Renato Mannheimer in conferenza stampa a Montecitorio.
Secondo il sondaggio dell'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione un italiano su tre (8% molto, 25% abbastanza) giudica opportuna la formazione di un 'Partito del Sud', ipotesi che nel meridione trova consenso addirittura nel 45% dell'elettorato. E tuttavia, a quanto risulta all'Ispo, il potenziale elettore del 'Partito del Sud' è più tra chi in politica si sente di sinistra (29%), solo dopo viene chi si considera di centro (27%) o di centrodestra (23%). Più 'freddi' coloro che si collocano a destra (21%) e nel centrosinistra (18%). Il nuovo partito, inoltre, suscita interesse soprattutto tra i giovani e nei piccoli Comuni.
E comunque, riferisce ancora la ricerca, il bacino elettorale potenziale è pari al 21%: il 3% degli italiani infatti voterebbe certamente il 'Partito del Sud', mentre il 18% lo prenderebbe abbastanza in considerazione. A livello territoriale, il 38% degli elettori al Sud prenderebbe in considerazione il voto, il 13% nel Nord est e l'11% nel Nord ovest e nel centro Italia. Stando all'Ispo, su 100 elettori che prenderebbero in considerazione il voto per il 'Partito del Sud' quasi la metà (44) proviene dall'area degli astenuti e degli indecisi (rispettivamente, 14 e 30), poi dal Pd (18) e dal Pdl (16), e a distanza da Sel (6) e Fli (6), Udc (3), Lega (1) e Idv (1).
"Questi dati - ha dichiarato Renato Mannheimer - dimostrano come il Partito del Sud abbia grandi potenzialità non solo nel meridione, ma in tutto il Paese".

venerdì 21 gennaio 2011

"La capacità di indignarsi" di A. Balia




Ricevo e posto quest'articolo dell'amico Andrea che, come al solito, trovo totalmente condivisibile...

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L’approccio al meridionalismo, di solito, avviene in età non proprio giovanile, quando spesso s’è maturato l’attraversamento in qualche esperienza politica che ha lasciato l’amaro in bocca ed il senso del nulla, del vuoto intorno. E’ pur vero che, ultimamente e vivaddio, anche diversi giovani s’avvicinano prendendo coscienza dopo una conoscenza avvenuta o per passaparola o per qualche testo capitato fra le mani. Poi diventa un pozzo senza fondo, dove scavi e non smetti di cercare mentre la tua incavolatura cresce giorno dopo giorno.
C’è anche un senso d’amara esaltazione perché riscopri qualcosa che in te s’era sopito, avevano addormentato nello scorrere del tran tran della vita quotidiana. Ed è qualcosa che per l’appunto t’esalta, ti ridà le forze spente, tutto sommato ti ringiovanisce. Cos’è? La capacità d’indignarsi come quando eri preso dai sacri furori degli ideali che avevi conosciuto in gioventù, e comprendi che è ancora possibile praticare la sana pratica di farsi prendere dall’indignazione per qualcosa che è giusto gridare, reclamare, rivendicare, perché si sappia, perché le cose tornino al posto giusto. Allora riscopri che è un sentimento sano, vero che è possibile vivere, che esiste per davvero ed è un diritto dell’uomo.
Ma se esiste non può esser praticato solo per il pur primario obiettivo che accompagna chi diventa meridionalista.
E allora indigniamoci un po’ più spesso, senza paura di dover essere etichettati nei ranghi di qualche presunta appartenenza a storiche ideologie politiche. Ovvero denunciare qualcosa che riteniamo offensivo, dannoso, ingiusto senza che il farlo possa farci apparire troppo di destra o troppo di sinistra.
Come non indignarsi per l’arroganza di un Marchionne che non contratta, non discute, ma impone : prendere o lasciare. Che non dice di non riconoscere la rappresentanza sindacale, il che sarebbe ingiusto ma avrebbe almeno un senso; no, egli riconosce solo chi prende, chi accetta e non riconosce rappresentabile nella sua azienda chi non prende, non accetta. Il dirlo sarà di sinistra? Non lo so e non dovrebbe interessarci : è semplicemente non giusto e deve indignarci. Il nostro Presidente del Consiglio è la quintessenza del gaffeur, del cialtronismo, della truffaldineria, della volgarità gratuita, del diseducativo propinato giorno dopo giorno, e noi cosa facciamo? Diciamo, per non apparire schierati che in fondo tutti i politici fanno male. Vero, verissimo, ma esisterà pure un limite per cui qualcosa ci indigna a tal punto da apparire ciò il peggio del peggio del peggio? D’Alema (e qui stiamo di più nel terreno che ci appartiene) parlando dei festeggiamenti dei 150 anni per l’unità d’Italia, si lamenta in tv, propinandoci il suo eterno sorriso beffardo di chi tutto sa, di nostalgie borboniche nell’aria. E noi protestiamo poco o nulla, per timore di farci leggere troppo di destra? Brunetta martella tutti i dipendenti pubblici ed interviene su malattie, orari di lavoro, licenziabilità. E poi quasi nessuno dice pubblicamente che proprio lui ha raggiunto il 75% di assenteismo in Parlamento Europeo.
L’esempio varrà pure qualcosa in questa vita?
Oppure Marchionne può percepire il secondo stipendio del settore auto al mondo con circa 4.700,00 euro l’anno più quote, azioni, ecc… e può tranquillamente chiedere di ridurre le pause agli operai (di cui molti d’origine e provenienza meridionali) dicendo che darà 3.000 euro lorde l’anno in più se accetteranno tutto. Ma nessuno evidenzia e s’indigna che ciò significa al netto qualcosa come 3 euro al giorno (circa l’equivalente di 12/13 sigarette)!
E l’indignazione dove sta? Non la vediamo, siamo un paese incartato, rassegnato, assonnato, intorpidito.
Parlamentari del IDV passano dall’altra parte. Un errore? Può succedere? E chi dice e s’indigna che nel IDV siamo quasi a 30 che lo hanno fatto in questi anni? Perché scendano i sondaggi di gradimento sul nostro premier cos’altro deve accadere? Deve violentarci la nonna?
Insomma, impariamo ad alzare la nostra voce; se l’alzeremo sarà difficile ci ascoltino, immaginate se non lo facciamo!
Innanzitutto per il nostro Sud, ma comunque sempre e con l’onestà intellettuale che non deve farci accettare vessazioni e iniquità in ogni caso, e da qualsiasi parte provengano.

Andrea Balìa
Partito del Sud - Napoli