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mercoledì 10 febbraio 2016

Il Partito del Sud presente a Gaeta per rispetto ad una città simbolo della nostra identità

Una delegazione del Partito del Sud del Lazio, con il Coordinatore regionale Antonio Rosato. insieme ad Enzo Riccio del Direttivo Nazionale ed ovviamente il "padrone di casa" Antonio Ciano, nostro Presidente Onorario e capo-brigante di Gaeta, era presente sabato scorso 6 febbraio all'evento di Gaeta.
Nel rispetto delle differenze di vedute e soprattutto di strategie, non possiamo non condividere un omaggio commosso alla "fedelissima" città simbolo dell'identità meridionale, simbolo di una tenace "resistenza" all'invasione militare portata dai piemontesi, e l'omaggio ad una grande figura storica come quella di Carlo di Borbone, che è stato ricordato nello scorso settimana da Gaeta e sarà ricordato presto anche a Napoli, nella nostra "Capitale", durante il prossimo maggio dei monumenti, anche grazie ad una giunta sempre più autonoma e meridionalista.

Ovviamente secondo noi non bisogna confondere i simboli con la realtà, cullando illusioni nostalgiche di impossibili ritorni al passato o peggio ancora velleità separatiste basate sul nulla. Anche la grande partecipazione all'evento, il sabato la sala era piena con centinaia di partecipanti, per noi non basta ad illuderci che questo cambi subito le cose per la nostra terra....ma cerchiamo di inaugurare una nuova stagione verso altri movimenti e associazioni che, invece delle polemiche inutili e sterili, sia foriera di unità sulle cose e sulle azioni che ci uniscono, come il rispetto dell'identità e della nostra vera storia, insieme al rispetto delle strategie diverse per raggiungere lo scopo comune di liberazione della nostra terra, liberazione da uno stato coloniale che perdura da più di 150 anni. La nostra strategia del perseguimento della strada culturale e politica, di matrice progressista, è chiara; saremo rispettosi anche di idee e strategie diverse dalle nostre, ovviamente se gli altri saranno rispettosi di noi e delle nostre idee ed iniziative.


Enzo Riccio
Partito del Sud

venerdì 13 giugno 2014

Presentazione domani 14 giugno a Gaeta del libro della D'Amico Editore a cura del PdSUD

Domani a Gaeta all'Hotel Flamingo, Corso Italia 109, al termine della riunione del Direttivo Nazionale del Partito del Sud e quindi verso le ore 19, sarà presentato dal Partito del Sud il nuovo lavoro della D'Amico Editore, "L'Assedio di Gaeta" , scritto in napoletano dallo stesso Vincenzo D'Amico sulla base di uno scritto originale di Charles Garnier, giornalista che descrisse di persona l'assedio e gli ultimi giorni del Regno delle Due Sicilie.

Ecco una bella recensione di questo lavoro su "la nuova Gazzetta di Gaeta":

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Il 15 gennaio del 1866, a Napoli, esce il primo numero del giornale Lu TrovatorePubbecarrà tutto chello che trova. Proprio tutto? Forse! La storia dell'assedio di Gaeta, sì. Verrà pubblicata in napoletano, a puntate, su questo giornale che si potrà leggere tre volte a settimana e sarà tradotta dal francese in napoletano da un misterioso Don Saverio. Chi si cela realmente dietro questo misterioso nome? Il fatto è che, nel 1861, a qualche migliaia di chilometri da Gaeta, nella capitale belga, fu stampato in francese il primo giornale dell'assedio. Bruxelles vede quindi pubblicare quella che potremmo considerare l'editio princeps di Le siége de Gaete, di un tale Charles Garnier. Garnier era un analista politico, ma soprattutto un brillante giornalista che descrisse quel che avvenne a Gaeta intorno al 1861 in una serie di appunti. Presente durante l'assedio, egli riporta i fatti come li ha realmente vissuti.
Il 26 marzo 2014, a Gaeta, la settimana Vivi l'Arte Gaeta accoglie tra le mura del noto Palazzo de VioVincenzo d'Amico con alla mano il nuovo volume nato dalle giudiziose scelte editoriali della D'Amico Editore: L'Assedio di Gaeta. In qualche minuto il pubblico di Vivi l'Arte fa un salto indietro nel tempo e con forte emozione scopre che qualcuno aveva pensato ai posteri. Questo "qualcuno" era Charles Garnier. Le cronache del giornalista francese hanno lasciato riaffiorare in tutti i presenti la personalità del popolo gaetano e dei sovrani del Regno delle Due Sicilie, l'identità di una Nazione, di una città. Una memoria storica. Allora il significato di "post unitario", "unità d'Italia" ha assunto un significato pieno e profondo.
L'assedio di Gaeta, pubblicato dalla D'Amico Editore in napoletano propone assieme al testo di Garnier un'appendice fotografica e documentaria molto ricca, frutto di accurate ricerche. Altamente raccomandato, magari da leggere anche a voce alta ai nostri figli, lasciandoci guidare, il tempo di una lettura, dal filo della D'Amico Editore.

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Credo che bisogna dare spazio a giovani autori ed editori, persone come Vincenzo D'Amico che  propongono la nostra vera storia, con passione continuano le ricerche storiche e soprattutto con coraggio provano a farle diventare idee editoriali ed imprenditoriali, il tutto senza sostituire alle favolette risorgimentali quelle borboniche, ma con amore per la verità e per la nostra terra.

Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud

mercoledì 4 giugno 2014

14 GIUGNO 2014 - GAETA, RIUNIONE CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE PARTITO DEL SUD APERTA A TUTTI GLI ISCRITTI PDSUD



CONVOCAZIONE CDN PDSUD

E' convocato per sabato 14 giugno 2014 alle ore 16,00 c/o l'Hotel Flamingo, Corso Italia 109 - Gaeta (LT) il Consiglio Direttivo Nazionale del Partito del Sud con il seguente Ordine del Giorno

1) Analisi elezioni appena trascorse, approfondimenti, testimonianze
2) Condivisione strategie politico organizzative
3) Organizzazione e sviluppo territoriale
4) Analisi preparatoria prossime elezioni amministrative
5) Obiettivi 2014


La riunione è aperta come sempre alla partecipazione di tutti i tesserati del Partito e terminerà entro le ore 20,00

Si raccomanda la presenza e la puntualità

Il Presidente Nazionale
Natale Cuccurese





info prenotazioni per eventuale pernottamento convenzionato 

Hotel Flamingo*** del ROYAL ALBERGO S.R.L.
Corso Italia, 109 – 04024 GAETA (LT)
Tel. 0771.740438 – fax. 0771.741284






web: 



martedì 7 maggio 2013

Questa sera, in Alta terra di lavoro, il Partito del Sud locale si riunisce per una cena lavorativa



Questa sera, in alta terra di lavoro il Partito del Sud locale si riunisce per una cena lavorativa. L’incontro non è un punto di partenza, ma il proseguimento di un operare per la crescita e lo sviluppo del Partito del Sud nel sud Pontino.

I punti che esaminerà sono:
   
  •     Nuove sezioni da aprire a Gaeta e Formia;
  •         Punto di situazione sulle attività svolte;
  •         Attività e appuntamenti nel sud pontino con il Partito del Sud;
  •      Monitoraggio del territorio. A cosa prestare attenzione. Vecchi e nuovi strumenti;
  •        Visibilità del partito sul territorio;
  •        Elezioni a Formia;
  •    Centrale nucleare, censimento e monitoraggio di associazioni e comitati presenti sul territorio;
  •        Varie ed eventuali.

Si ringrazia Ortensia DE CESARE per il supporto logistico/organizzativo nonché culinario, che renderà la serata lavorativa anche gioiosa e molto meridionale.


Coord. PdSUD Alta Terra di lavoro

giovedì 14 febbraio 2013

"Gaeta 152 anni fa, la fine delle Due Sicilie e le 2 rievocazioni di associazioni e storici" di Gigi Di Fiore




Dal blog di Gigi Di Fiore su Il Mattino online, un bell'articolo su Gaeta e sull'importanza della memoria....

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E' un luogo simbolico per la storia del Mezzogiorno. Ogni anno, a Gaeta, si riuniscono associazioni e cultori di storia, a ricordare che, in quella città (oggi nel Lazio, ma 152 anni nel regno delle Due Sicilie), la storia secolare del Sud autonomo divenne storia d'Italia.

L'assedio di Gaeta, tre mesi con oltre mille morti in divisa e centinaia di civili massacrati dalle bombe. Italiani contro italiani, due eserciti regolari contrapposti: quello piemontese del re Vittorio Emanuele II e quello delle Due Sicilie del re Francesco II cugino del primo. Oltre 55mila granate furono scaricate sulla piazzaforte, che rispose con 35250 colpi. Dodicimila irriducibili in divisa pensarono che il loro giuramento fosse a Francesco II di Borbone e che la loro vera patria fosse quella delle sei regioni peninsulari del sud più la Sicilia. Contro di loro, ad assediarli, trentamila militari dell'esercito ancora sardo-piemontese.

Alle 18,30 del 13 febbraio del 1861, fu firmata la capitolazione. Solo tre ore prima le ultime bombe piemontesi distrussero una batteria di cannoni a Gaeta, la Transilvania, uccidendo centinaia tra militari e civili. Morì anche un giovane alfiere diciassettenne, Carlo Giordano, uno di quegli adolescenti allievi della Nunziatella che abbandonarono la scuola militare di Pizzofalcone a Napoli per correre a difendere la loro patria. 

Storia e storie, quelle che si ricordano nel 22esimo Convegno nazionale a Gaeta, che comincerà domani e finirà domenica. Anche quest'anno, i convegni, in polemica tra loro, sono due. Il secondo si terrà il mese prossimo e conterrà, come sempre, una riflessione sull'attuale condizione del Mezzogiorno. Tante sigle insieme o divise, compresi quei famosi neoborbonici che videro tra i fondatori di 20 anni fa anche Riccardo Pazzaglia. O l'Associazione degli ex allievi della Nunziatella. Ci sarà anche Pino Aprile.

Nostalgie, revanchismo, ansie separatiste? C'è chi lo pensa, ironizzando. Ma la maggioranza dei partecipanti ai convegni annuali è invece a Gaeta, spinta solo dalla voglia di ricordare la storia poco raccontata del Sud e riflettere sull'attuale realtà del Mezzogiorno. Non è una bestemmia, la memoria: a Gettysburg, ogni anni gente in divisa grigia ricorda con gente in divisa blu la carneficina della guerra civile americana. Musei confederati affiancano musei unionisti. L'America fa sempre i conti con la sua storia, quella da esaltare e quella da nascondere, come dimostrano le riletture degli eccidi dei pellerossa o delle stragi in Vietnam.

Da noi, la storia nazionale fa paura ancora, divide. Eppure, si dovrebbe capire che, dalla conoscenza dei differenti percorsi storici delle varie aree del Paese, si possono ritrovare ancora le ragioni per stare insieme. Al nord, al centro e al sud. Non conoscere, ignorare, divide. Su Gaeta e la regina Maria Sofia scrissero Proust, D'Annunzio, Croce, Ferdinando Russo. A Gaeta, ogni anno il 14 febbraio arrivano sempre in tanti per ricordare. E non c'è da meravigliarsi, se nel Sud è ormai aumentata la voglia di conoscere la vera storia dell'unità d'Italia.

venerdì 18 maggio 2012

ELEZIONI COMUNALI 2012 A GAETA: BALLOTTAGGIO lL 20-21 MAGGIO...TUTTI PER RAIMONDI



http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=xtlflHadkB8

Raimondi è uno dei migliori sindaci d'Italia. In cinque anni ha portato il bilancio a pareggio; ha firmato il protocollo Eni, ritorneranno alla giurisdizione cittadina 25 ettari di terreno occupato oggi dai serbatoi inutilizzati dell'Agip, vi nasceranno una cinquantina di aziende produttive e la città dello sport; sono stati approvati dal consiglio comunale l'ampliamento della base nautica di ben 25 mila mq; la nascita del secondo porto turistico della città, il Marina di Gaeta. Si stanno mettendo a posto la Darsena di Montesecco e il Molo di Santa Maria; si sono stabilizzati i canbtieri navali, prima abusivi; si sono stabilizzati 61 precari; sono stati rifatti 84 marciapiedi, ville, villette con arredo urbano... .

venerdì 4 maggio 2012

Elezioni comunali del 6/7 maggio 2012: vota i candidati del Partito del Sud!


PALERMO

ORA PALERMO - LISTA FERRANDELLI: Francesca Amato, Laura Carbone, Barbara Morana




PALERMO PER FERRANDELLI CON VENDOLA: Armando Melodia, Stefano Cannioto





S. GIORGIO A CREMANO (NA)


RICOMINCIO DA VELLA: Carlo Capezzuto, Francesco Menna





GAETA (LT)


LISTA CIVICA RAIMONDI: Antonio Ciano






MOGLIA (MN)


LISTA CIVIA VIVIMOGLIA E BONDANELLO: Tommaso Pelliccia

giovedì 19 aprile 2012

Nato Brigante presente con uno stand alla Yacht Med Festival a Gaeta


Gli amici dell'Associzione Nato Brigante ci segnalano la loro presenza con uno stand al festival in corso a Gaeta ed invitano tutti i meridionalisti ed ovviamente tutti i briganti e brigantesse!


domenica 18 marzo 2012

Gaeta è punto di eccellenza della Regione Lazio per quanto riguarda i beni demaniali



"La Questione demaniale è stata posta in primis dalla giunta Raimondi, la quale ha avuto ieri un incontro bilaterale con il Mibac (Ministero dei Beni Culturali). Antonio Ciano, tramite il Partito del Sud ne ha fatto il suo campo di battaglia, la sua bandiera. Possiamo dire che l'operazione Demanio, in Italia, è stata posta da Ciano. La giunta Raimondi ha già portato a casa la Caserma Sant'Angelo, la casina rossa, la chiesa di San Michele Aacangelo, l'orto botanico borbonico e la palazzina degli ufficiali. il 19 gennaio abbiamo richiesto la Gran Guardia Borbonica, i Bastioni Carlo V, e il Mausolea Lucio Munazio Planco, che è un bene nazionale archeologico e non può essere ceduto ( come il Colosseo); ieri abbiamo richiesto tutti i bastioni del fronte di terra, escliusi quelli della Trinità superiore ed inferiore e quelli miltari e la Polveriera Forte Emilio Savio. La Regione Lazio non ha partecipato all'incontro. Alla Polverini non interessa che Gaeta sia così avanti nella riacquisizione dei beni demaniali, come non interessa la salute della gente e la ferrovia Formia Gaeta alla quale ha sottratto 19 milioni di euro per il completamento della stessa."


Antonio Ciano

Presidente Onorario del Partito del Sud

sabato 10 marzo 2012

Le opere del Prof. Gennaro Pisco in mostra a Gaeta (Hotel Serapo) Sabato 10 Marzo 2012 dalle ore 15,30: "Unità senza Verità. Insorgenze visive"




"BRIGANTI a CAMPO di GIOVE"

Un artista irriverente

Verità storiche forse sgradite, imbarazzanti. Scomode ma ricche di problematiche attuali, soprattutto ora che si celebra il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Le rivela Gennaro Pisco con la parola e con il segno, per la sua capacità di rigoroso e sistematico ricercatore di storia meridionale e di colto artista. La parola scritta va di pari passo con l’immagine, in un rapporto nuziale, affabile. Non è solo la scrittura un inesauribile campo di analisi e di esperienze. Anche il segno si offre come elemento di conoscenza, perché efficace nel delineare descrittivamente, pur con variazioni e sottili incroci di elementi fantastici, i confini di un accadimento, di vicende individuali o collettive. Vicende riguardanti i Borbone che Pisco intende, almeno in parte, “riabilitare”, prendendo le distanze dalla denigratoria propaganda post-risorgimentale e dall’iconografia ufficiale.
Il ricercatore-artista napoletano più che avanzare ipotesi, ama ricostruire fatti realmente accaduti. Diventa irriverente nei confronti della maggior parte della storiografia protocollare, celebrativa, antiborbonica, nel segnalare episodi che si caratterizzano per aspetti umani, eroici, non privi di garbata ironia che sa di giocosa benevolenza.
Il lavoro di “revisione” che lo studioso napoletano conduce da una ventina d’anni tende a ricostruire e a raccontare cose su cui altri hanno taciuto, rivendicando l’autenticità di “pagine” di una storia diversa che, in ogni caso, occorrerebbe giudicare con rispetto. Pagine che si sostanziano, in questa occasione espositiva, soprattutto del segno che, come evidenza strutturale dell’immagine, dà certezza di figurazione, per sostenere una maggiore conoscenza dei fatti. Il segno, che nutre l’acquaforte e acquatinta, ma anche la xilografia, si fa recupero storico, individuando e mantenendo vivo il reale tessuto delle vicende passate, e evidenziando la coscienza di un impegno di ricerca storica, anche corale, che Pisco porta avanti con scrupolosità di attento studioso per un coerente senso di verità.
La lunga consuetudine con il segno, capace di determinare presenze di eccezionale nitidezza, consente all’artista una folgorante corrispondenza tra l’idea e il suo incarnarsi nell’immagine che assume una sua distinta fisionomia nel rappresentare una nuova proposta di civiltà e nell’affermare la cultura della libertà di ricerca che, in questo caso, fa luce su episodi sconosciuti del Risorgimento visti attraverso la “storia dei vinti”.

E al segno, come pratica d’arte mai decaduta a semplice esercizio estetico, viene affidato, per sua natura diretta, il compito di presa immediata sul dato di verità. Una sorta di riconoscimento critico può essere, quindi, attribuito al disegno che è fondamento di tutta l’esperienza estetica ed umana dell’autore. Per formazione e per vocazione. Infatti Gennaro Pisco (Napoli 1945) è docente, da molti anni, di arte della grafica pubblicitaria all’Istituto d’Arte “Adolfo Venturi” di Modena. Fondamentale la lezione di Nicola Gambedotti, dal quale ha appreso presso l’Istituto d’Arte “F. Palazzi” di Napoli la tecnica della xilografia; ma anche l’insegnamento della pittura di Armando De Stefano, docente di pittura all’Accademia di Belle Arti del capoluogo campano. Il suo debutto sulla scena espositiva nel 1986 avviene come xilografo, con la mostra “L’alchimia come rimorso. La scienza tradita” presso il Centro Studi Muratori di Modena. Seguono partecipazioni ad altre rassegne al Castello dei Pio di Carpi che privilegiano la xilografia.
Il disegno, come evidenza immediata di anatomia analitica, sarà sostanza delle 120 caricature che Pisco fa dei suoi colleghi, docenti all’Istituto Venturi, nella mostra “Se la memoria non m’inganna”, nel 2009, presso lo “Spazio Venturi” di Modena. L’attuale esposizione, costituita da incisioni, presso il Centro Museale “Casa Quaranta”, (sec. XIV), al Campo di Giove (L’Aquila) legittima ancora una volta il valore autonomo dell’esperienza disegnativa.
Con la mostra a Campo di Giove l’artista pare interrogare i luoghi, i personaggi ai quali conferisce possibilità narrative in un segno forte nel risultato, nelle luci, nel racconto realista e fantasioso, proprio di un disegnatore puntiglioso, caldo interprete di tematiche imbarazzanti su cui molti hanno preferito e preferiscono tacere. E l’opera punta a restare testimonianza in modo definitivo di un tempo “oscuro” in cui il segno di Pisco riesce ad aprire porte di comunicazione e di illuminazione, per accedere ai segreti più reconditi.
Si delinea un percorso entro varie problematiche storiche che una mostra non può esaurire. Per questo l’artista concepisce il suo lavoro come “work in progress”. Nel senso che alle opere presentate in questa esposizione si aggiungeranno, nel tempo e nelle prossime rassegne, altre incisioni di vigile controllo mentale per una più efficace adesione ad un realtà viva, passata per molti decenni, deliberatamente, sotto silenzio. Anche il linguaggio grafico, come la ricerca “trasgressiva” del cultore di storia, passa attraverso un processo di rottura della sfera convenzionale, rinunciando alla rigidità di rappresentazione e sostenendo un criterio di selezione dell’immagine per un rilevamento dentro una rete ampia di punti di osservazione, di rapporti, di vita pulsante, di nuovi orizzonti. In questo Pisco riconosce la propria vera identità di artista, un’arte come desiderio e speranza di verità.
Michele Fuoco

Lo spettacolo Terroni il 10 marzo a Gaeta!

mercoledì 7 marzo 2012

GAETA 9,10 e 11 MARZO 2012: Dai primati alla recessione. Viaggio nei destini del Sud.





VENERDI’ 9 MARZO ore 15 

Santuario Montagna Spaccata, visita guidata ai luoghi dell’assedio; cena con menù storici nel centro di Gaeta.



SABATO 10 MARZO 

ore 11, Teatro Ariston
“Terroni” spettacolo di Roberto D’Alessandro 

ORE 15.30 presso l’Hotel Serapo,
Mostra del Maestro Gennaro Pisco “Unità senza verità” 

Ore 16.o0 Hotel Serapo
Presentazione spettacolo "Fora Savoia" con Mimmo Cavallo

Ore 16.30 Hotel Serapo
Saluti di Antonio Raimondi (Sindaco di Gaeta),

Enzo Zottola (Camera Commercio Latina),
Franco Ciufo (Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio),
Sevi Scafetta (organizzatore-evento),

Ore 16,30 Convegno.
modera Marina Campanile (Fondazione Vanvitelli)

Con Giuseppe Catenacci (Ass. Ex Allievi Nunziatella) con PINO APRILE (La “restanza e i nuovi giovani), LORENZO DEL BOCA (La mancata unità),GENNARO DE CRESCENZO (Movimento Neoborbonico, Dai primati alle questioni); CLAUDIO ROMANO (Uff. Storico Marina, La Marineria Napoletana);ALDO PACE (Fondazione Banco Napoli, Banco e sviluppo del Sud).
Ore 21
Menù storici e musiche del tempo nel centro antico di Gaeta


DOMENICA 11 MARZO

Ore 10.00
Santuario Santissima Annunziata: Messa Solenne per i caduti dell'assedio 1860/61

Ore 12.00
Montagna Spaccata: Cerimonia lancio della corona in onore ai caduti, rievocazione storica cerimonia alzabandiera.



Alberghi convenzionati:
Serapo (0771 450037); Flamingo (0771 740438); Gajeta (0771 4508237); Mirasole (0771 464194)

mercoledì 29 febbraio 2012

A Gaeta!


Ricevo da Massimo Cuofano e posto con condivisione:

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http://www.youtube.com/watch?v=M74P5KXL31Q&list=UUy7bD0SJID9mIaGfWPDnVwA&index=1&feature=plcp

Quest'anno l'appuntamento a Gaeta è stato spostato ai prossimi 9, 10 e 11 marzo a causa del mal tempo. Quindi, seppure con un mese di ritardo, anche quest'anno ci ritroveremo nella città della nostra identità, nella fedelissima e bellissima Gaeta, simbolo indelebile della resistenza ai soprusi ed alle nefandezze, luogo di orgoglio, riscatto e speranza, città martire e rigorosa custode di un messaggio profondo affidatole dai nostri eroi. In particolare ricordiamo quei giovanissimi soldati della Nunziatella, che vollero morire per la Patria piuttosto che tradire. 
Onore ai Martiri delle Due Sicilie, che ancora ci invitano di recarci a Gaeta! A GAETA!

A Gaeta, il grido unanime
di quel manipolo di giovani,
appena ragazzi, animati
dall'amore alla loro terra,
al loro Re.

A Gaeta, forte nel cuore
l'antico ideale appreso,
più che nell'intelletto
è nel cuore impresso
il motto degli avi:
un solo Dio, uno è il Re!

A Gaeta, e non persero la via
che li portò al porto sicuro,
all'asilo felice dei loro sogni
di bravi soldati.

A Gaeta, dove un Re, Francesco,
lottava per la sua gente ferita,
umiliata e oppressa
dal giogo di uno straniero.

A Gaeta, sogno di una libertà,
dove valeva la pena
anche morire, certi che
oltre l'oblio del tempo,
la loro vita donata sarebbe stata
fiaccola ardente di verità.

A Gaeta, ancora oggi è il grido,
appena un manipolo anche noi,
ma forti e vivi nello stesso Ideale.

A Gaeta, perché quella fiaccola
non si spenga mai, e
possa accendere nell'animo
del nostro popolo, un desiderio forte,
un sogno da tempo represso,
l'ideale che da cuore a cuore
si tramanda e si attua:
il sogno della Libertà! 

Gaeta, 13 febbraio 2010 

Massimo Cuofano

domenica 19 febbraio 2012

Gaeta, 17 febbraio, il sindaco Raimondi ricorda al Presidente Fini l'assedio di Gaeta. Svelare il passato per costruire il futuro.




http://www.youtube.com/watch?v=QFSi2AUecPE&feature=youtu.be

Davanti a una folla strabocchevole, al Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e al Presidente della Provincia Dott. Armando Cusani il Sindaco di Gaeta, Dott. Antonio Raimondi,ha elevato all'Italia tutta una lectio magistralis...ascoltiamolo.

giovedì 19 gennaio 2012

"Il bipolarismo tramonta a Mezzogiorno" di Antonella Scudiero


Un articolo interessante trovato in rete...tra qualche inesattezza spunta il nome del nostro movimento, il Partito del Sud quello "originale"....inoltre nella confusione dei tanti falsi partiti meridionalisti, ci sono anche alcune considerazioni interessanti e la soddisfazione di veder citato un nostro commento sul "Chi siamo" del nostro sito istituzionale, quando si dice che noi "Siamo distanti anni luce dal nuovo meridionalismo e dai tanti Partiti del Sud annunciati a destra e sinistra dai politici di regime, da Miccichè e Lombardo a Scotti fino a Bassolino»...

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Il bipolarismo tramonta a Mezzogiorno

Il boom di partiti per rilanciare il Sud.

di Antonella Scutiero
Articolo completo
Quanti sono i partiti italiani? La risposta non è così semplice, e l'errore è dietro l'angolo. Alla faccia del bipolarismo, pure i principali quotidiani hanno perso il conto: qualcuno dice 31, qualcuno 34. Probabilmente molti di più, ma nessuno lo sa con esattezza. Nemmeno Wikipedia che pure sta provando a stilare una lista.

BOOM NEL MEZZOGIORNO. Il boom è nel Mezzogiorno d’Italia: sarà che la cosiddetta questione meridionale sta a cuore a molti, ma da queste parti ogni scusa è buona per creare una sigla con la parola Sud in mezzo. Di Forza Sud ce ne sono addirittura cinque, con nomi pressochè simili.
Si tratta, in soldoni, quasi di partiti di quartiere, ognuno dei quali, a parte qualche tentativo più strutturato e fortunato, conta una manciata di iscritti e di voti raccolti tra amici e conoscenti sul territorio. Formazioni lontane anni luce dagli apparati della politica tradizionale e dai palazzi, dove non possono nemmeno sognare d’arrivare per carenza di elettori.
DIVISIONI CONVENIENTI. Qualche tentativo di federazione, va detto, c’è stato. Nella speranza che con un fronte unico si ottenessero più risultati, ma tutti sono andati - quasi tutti -  a vuoto. In almeno 10 anni di tentativi il “Partito del Sud” non è mai nato. Il perché è semplice: l’unione fa la forza, ma se ognuno fa da solo si moltiplicano i vantaggi. Per sé, ovviamente.

Il nuovo meridionalismo e la scissione di Miccichè

Un Partito del Sud, comunque, c’è. Anzi, più di uno, troppi, tant’è che quello “originale” si lamenta: «Ci hanno rubato tutto, ora vogliono appropriarsi anche del nostro nome per continuare a ingannare la nostra gente. Non lo permetteremo!».
La sigla, nata a livello nazionale nel dicembre 2007 a Gaeta su iniziativa di Antonio Ciano, si è presentata alle politiche del 2008 e alle amministrative del 2009 e 2010. L’anno scorso il partito s’è riorganizzato sui territori regionali, rivendicando: ««Siamo distanti anni luce dal nuovo meridionalismo e dai tanti Partiti del Sud annunciati a destra e sinistra dai politici di regime, da Miccichè e Lombardo a Scotti fino a Bassolino».

martedì 3 gennaio 2012

ANTONIO CIANO RACCONTA COME HA SCOPERTO L'ASSASSINIO DELLA PICCOLA ANGELINA ROMANO FUCILATA DALLA FECCIA PIEMONTESE!


Fucilata il 3 Gennaio 1862 a 8 anni e 2 mesi !


"......Ebbene, quella ragazzina di otto anni e due mesi, fu fucilata a Castellammare del Golfo, si chiamava Angelina Romano, stava giocando a Crì Crì quando fu presa dai bersaglieri. Aveva fame, era quasi l'una di pomeriggio, e i soldati del regio esercito italiano, comandati dal generale Quintini, le riempirono la pancia di piombo. Il Regio Esercito Italiano, è scritto in latino sul libro dei defunti della chiesa madre di Castellammare: " Romano Angela filia Petri et Joanna Pollina consortis. Etatis sua an.9 circ. Hdie hor.15 circ in C.S.M.E Animam Deo redditit absque sacramentis in villa sic dicta della Falconera quia interfecta fuit at MILITIBUS REGIS ITALIE. Eius corpus sepultum est in campo sancto novo." Questa trascrizione venne fatta a posteriori dal parroco della chiesa madre perchè i piemontesi ordinarono di non far trascrivere i morti per quattro giorni. La gente non doveva sapere ciò che stava accadendo a Castellammare del Golfo. I bersaglieri di Quintini stavano massacrando i contadini repubblicani che protestavano contro i savoia, avanzavano con la bandiera rossa repubblicana (quella di Mazzini) e gridavano " Viva la repubblica" Probabilmente Angelina fu fucilata perchè forse, era parente di qualche renitente alla leva. Ci tengo a dire che quell'esercito non era italiano, era solo savoiardo e piemontese. La ricerca mi è stata possibile grazie alla Signora Linda Cottone che mi ha accompagnato a Castellammare dallo storico locale Francesco Bianco, che ha avuto accesso agli archivi della chiesa madre....."


Fonte: Antonio Ciano


Antonio Ciano, Presidente Onorario del Partito del Sud, nella sua veste di Assessore al Demanio e Presidente della Commissione Toponomastica del Comune di Gaeta, ha fatto intitolare una strada della sua città ad Angelina Romano!

venerdì 21 ottobre 2011

...e adesso Antonio Ciano diventa un fumetto per raccontare la storia negata...



La rivista "Mamma" presenterà nei prossimi giorni a Lucca Comix un numero speciale dedicato al tema della controstoria.

Fra i fumetti presentati, tutti improntati sul tema del revisionismo e approfondimento storico, ucronia e satira, spicca uno splendido fumetto di Giuseppe Lo Bocchiaro basato sul viaggio di Carlo Gubitosa a Gaeta per incontrare Antonio Ciano.
Dall'incontro è nata una bellissima storia a fumetti dove Antonio Ciano racconta la storia del risorgimento da un diverso punto di vista rispetto alla solita retorica risorgimentale.

Siamo stati autorizzati dalla gentile redazione di "Mamma" a diffondere le prime due pagine della storia a fumetti "Mannaggia a Garibaldi".

Reputiamo importante e condivisibile l'iniziativa della rivista "Mamma" a cui va tutto il nostro plauso per aver avuto l'idea di portare, con indubbia maestria artistica, le tematiche revisioniste all'attenzione di un vasto pubblico soprattutto di area giovanile.

Ricordiamo a tutti che la rivista "Mamma" è acquistabile in abbonamento.




Per ingrandire fare click sull'immagine

martedì 5 luglio 2011

Dopo 15 anni dalla prima pubblicazione, torna in tutte le librerie il bestseller di Antonio Ciano " I Savoia e il massacro del Sud"


Sarà presentato a Gaeta il 16 luglio 2011 da Pino Aprile che ne ha curato la prefazione, alla presenza del Sindaco Dott. Antonio Raimondi e dell'Assessore alla Cultura del Comune di Gaeta Dott. Salvatore di Ciaccio, il popolare best seller di Antonio Ciano "I Savoia e il Massacro del Sud", attualmente in ristampa e che sarà distribuito a giorni in tutta Italia dalla casa editrice MAGENES.
L'incontro sarà moderato dal Dott. Erasmo Lombardi. Brani del libro saranno letti da Mino Forcina.

Quindici anni fa questo libro ha venduto più di centomila copie. E' stato il libro che ha dato luogo all'attuale revisionismo storico (anche chi cura questo blog ha iniziato il suo percorso leggendo questo libro anni fa...NDR).
L'Italia è una Repubblica che è nata sulle ceneri di casa Savoia e ci fanno festeggiare la Monarchia il 17 marzo....questo ci fa capire come la diffusione del libro di Antonio Ciano sia condizione essenziale per il riscatto del Sud ed il risveglio delle nuove generazioni.


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Il Piemonte servo dei voleri della massoneria, indirizza da sempre la politica italiana.

Nel 1861 il Piemonte faceva capo alla gran Massoneria di Mister Albert Pike ed oggi alla Trilateral Commission.

Il 12 marzo 1849 sul "Globe", quotidiano inglese, portavoce dell'alto iniziato Palmerston, ministro della regina Vittoria, apparve un articolo che era praticamente un vero libro profetico e possiamo dire, senza enfasi, che era stato preparato segretamente nel Sacro Tempio della massoneria londinese:

"...E' da ritenere che gli accadimenti dell'anno scorso non siano stati che la prima scena di un dramma fecondo di risultati piu' vasti e piu' pacifici. L'edificio innalzato dal Congresso d Vienna era così arbitrario e artificioso che ciascun uomo di stato liberale vedeva chiaramente che non avrebbe sopportato il primo urto dell'Europa. L'intero sistema stabilito dal Congresso di Vienna stava dissolvendosi e Lord Palmerston ha agito saggiamente allorchè ha rifiutato il proprio concorso a opporre una diga all'onda dilagante. Il piano che egli ha concepito è quello di una nuova configurazione dell'Europa attraverso la costituzione di un forte regno tedesco che possa costituire un muro di separazione fra Francia e Russia, la creazione di un regno polacco-magiaro destinato a completare l'opera contro il gigante del nord, infine un reame d'Italia superiore guidato dalla casa Savoia. Si è spesso rimproverato a Palmerston di avere trascurato l'alleanza con l'Austria, ma qui gli accusatori devono ancora rendergli giustizia. L'alleanza dell'Inghilterra e dell'Austria non si è mai fondata su una comunanza di princìpi: essa esiste semplicemente in quanto l'Austria era la principale rappresentante e come l'incarnazione della nazione tedesca.

Dopo la pace di Westfalia fino a quella di Aix-Le Chapelle (1648, 1748) l'Austria s'è trovata ad essere il centro della nazione tedesca. Ma allorchè la spada di Federico fece dilatare i confini del suo reame prima limitati all'elettorato del Brandeburgo, allorchè i veri tedeschi riconobbero in questo guerriero il reale rappresentante della loro forza e della loro nazionalità, la Prussia divenne l'alleata naturale dell'Inghilterra sul continente. Ciò che l'Austria fin dall'inizio del secolo scorso, ciò che la Prussia divenne piu' tardi, la Germania può esserlo ugualmente che la capitale sia a Berlino o Francoforte..."

Il disegno era chiaro, doveva essere attuata la profezia di Comenius espressa in "Lux in Tenebris" secondo la quale sarebbe dovuta sorgere dalle tenebre come fonte di luce una Super -chiesa che integrasse ogni religione attraverso i Concistori nazionali, le Chiese Nazionali, onde giungere in nome di un umanesimo unitivo ed a carattere filantropico e tollerante, a proclamare l'uguaglianza e la pari dignità di tutte le religioni.

Questo progetto si scontrava con un ostacolo formidabile: la chiesa cattolica con la sua gerarchia, la casa Asburgo d'Austria, cattolicissima, la Santa Russia degli zar ed il Regno delle Due Sicilie, primo stato al mondo, quest'ultimo che aveva saputo integrare il dogma cattolico con il verbo del Vangelo tradotto in pratica da leggi che non disdegnavano le novità della rivoluzione francese o quelle comuniste del Campanella e di Marx.

La Santa Russia, l'Impero Asburgico e il Regno delle Due Sicilie dovevano lasciare il posto al nuovo ordine massonico, ma il popolino queste cose non le sapeva, nè le conosce oggi, in quanto la storia ufficiale viene scritta dai vincitori ed è sempre artefatta.

Questo nuovo ordine doveva portare sconvolgimenti politici e morali di inaudita violenza.

In Italia il compito di capovolgere detto ordine, come abbiamo visto nell'articolo del "Globe", fu assegnato al Piemonte e a casa Savoia, votata alla Gran Consorteria. Gli altri sovrani infatti erano tutti devotissimi alla Chiesa di Roma. Lo stato piu' retrivo d'Italia avrebbe dovuto dar luce allo stivale! Al suo servizio la massoneria londinese mise uomini, denaro e mezzi; soprattutto denaro e oro. I massoni sapevano che ad unità compiuta sarebbero stati "elargiti" per secoli.

Casa Savoia doveva eseguire spietatamente gli ordini di Londra dopo decenni di preparazione al liberismo.

Londra mandò Lord Gladstone a Napoli e Lord Mintho ed altri emissari nelle varie province italiane a preparare la "rivoluzione liberale" agli ordini di Giuseppe Mazzini, capo della Carboneria Italiana, il cui scopo finale, secondo il suo fondatore genovese Antonio Maghella, era "...quello di Voltaire e della rivoluzione francese: il completo annientamento del cattolicesimo ed infine del cristianesimo".

Questo signore nel 1809 era prefetto e ministro della polizia del Regno di Napoli ed ebbe modo di iniziare alla setta migliaia di persone e di infilarle in posti chiave.

La Carboneria era organizzata in "vendite". Il vertice era chiamato "alta vendita" ed era composto da 40 membri ed operava in stretto contatto coi "supremi consigli" di 33 gr. del "rito scozzese". Mazzini era un esponente di punta dell'ala oltranzista. Nel 1847, durante un convegno internazionale della massoneria a Strasburgo, venne approntato un piano di confederazione europea allargata ai popoli germanici, latini e slavi da conseguire attraverso una serie di rivoluzioni ben orchestrate.

Il Primo Ministro inglese Palmerston sparge per tutta l'Europa emissari per la sollevazione; Lord Mintho visita Torino, Roma e Napoli.

Nel 1848 le rivoluzioni scoppiano in ordinata sequenza:

il 22 febbraio a parigi, il 13 marzo a Vienna, il 17 marzo a Berlino e a venezia, il 18 marzo a Milano, il 30 marzo a Napoli, in Toscana, a Roma, a Praga ed in Croazia, lasciando esenti i soli paesi laicisti.


Brano tratto da " I Savoia e il Massacro del Sud" di A.Ciano