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mercoledì 12 febbraio 2014

Bari 15 febbraio il Partito del Sud, insieme ai Sindaci Emiliano e De Magistris, presenta il libro bianco: “Con il Sud si Riparte! - Idee, progetti, programmi, per il rilancio del Paese”.


A rimarcare dell'importanza del nostro convegno di Bari del 15 febbraio 2014 siamo ad annunciare, con orgoglio e con soddisfazione, che al Convegno, insieme a noi del Partito del Sud, al Sindaco di Bari Michele Emiliano ed altri graditi relatori, sarà presente anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris .

Il Partito del Sud è orgoglioso di essere artefice e motore dell'evento insieme con i due Sindaci più rappresentativi del Sud e tra i più significativi d’Italia nell’area progressista.

Il convegno sarà preceduto da Conferenza Stampa .






ll prossimo 15 febbraio a Bari, a Palazzo di Città nella sala consiliare, alle ore 17,00 il Partito del Sud presenta il libro bianco:

Con il Sud si Riparte! - Idee, progetti, programmi, per il rilancio del Paese”.

Al dibattito parteciperanno:

Michele Emiliano Sindaco del Comune di Bari;
Luigi de Magistris Sindaco del Comune di Napoli;
Natale Cuccurese Presidente nazionale Partito del Sud;
Michele Dell'Edera Presidente dell’associazione di valorizzazione del territorio e delle peculiarità del mezzogiorno Sud Project Camp.
Rossella Macchiarola Responsabile regionale donne dell’Italia dei Valori
Valeria Romanelli Assessore all’Ambiente e alle Politiche Giovanili delComune di Novi Velia (SA);
Antonio Russo, Consigliere di Presidenza nazionale delle ACLI con delega alla Coesione territoriale ;

Moderatore sarà Giovanni Cutolo, presidente della Fondazione A.D.I. collezione Compasso D’Oro.

Con la presentazione di questo libro bianco si punta a stimolare l’impegno di uomini, donne, cittadini, giovani, associazioni, mondo del lavoro e di tutti coloro hanno a cuore questa terra a dare le gambe a un progetto che veda il Sud motore di questo nostro Paese.
Per decenni e fino ai giorni nostri, si sono sempre pensate politiche per il Sud emai politiche da Sud, c’è sempre stato qualcun altro a indicare la ricetta e mai un progetto ideato, promosso e realizzato da Sud. Il Sud è sempre stato visto come incapace di pensare e di progettarsi, si è sempre pensato che avesse bisogno di qualcuno che creasse meccanismi utili a “sfamarlo”, ma mai si è pensato di lavorare per metterlo nelle condizioni di equipararsi e competere con il resto del Paese.

E il Sud in tutto questo si è adagiato, si è quasi convinto di non essere, per DNA,in grado di competere con il Paese e in Europa.

La storia, la cultura, le economie, le enormi ricchezze di diverso genere di cui il sud dispone fanno pensare che non sia così.

E’ anzi da qui, dal cuore del Mediterraneo che si riparte.

mercoledì 5 febbraio 2014

Rende 7 Febbraio - "Ricostruiamo la politica", convegno organizzato da IDV e sarà presente il Partito del Sud


Il convegno si terrà a Rende (CS) il prossimo 7 Febbraio, è organizzato da IDV, tra i relatori anche il nostro Coordinatore Regionale Calabrese del PdSUD Giuseppe Spadafora.

Ecco la locandina del convegno:


mercoledì 18 dicembre 2013

Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord. Ed è ora di riscattarci! (articolo su "Tirreno News")



La questione meridionale è ancora una “questione”? Eccome se lo è! E per fortuna riarde il dibattito sulla “questione meridionale” al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013.


Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.



Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori per le province di CZ e di CS.



Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.



Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all’imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini.



Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.



Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, “in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare”; “lo stesso trattamento si otterrebbe”, così come sperimentato da Mannarino, “in qualunque banca anche senza l’intervento regionale”.



Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini.



L’attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.



Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre.



Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come!



Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.



Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell’art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.



Anche il Sud ha diritto all’alta velocità ferroviaria, alla salute, all’istruzione, alla ricerca, alla produzione.



Forte è l’appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l’acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali



Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.



Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.




Franco Gallo (Coordinatore Prov. CZ del partito del Sud)





Noi dobbiamo deciderci




Ecco,



io e te, Meridione,



dobbiamo parlarci una volta,



ragionare davvero con calma,



da soli,



senza raccontarci fantasie



sulle nostre contrade.



Noi dobbiamo deciderci



con questo cuore troppo cantastorie.



Franco Costabile



Fonte: Tirreno news

lunedì 9 dicembre 2013

Il Convegno del PdelSUD di sabato 14 dicembre 2013 a Lamezia Terme sui giornali calabresi


SULLA GAZZETTA DEL SUD IL CONVEGNO DEL 14 DICEMBRE 2013 



per leggere fare click sull'immagine


Piano piano mettiamo tasselli su tutto il territorio nazionale, la nuova Sezione del Partito del Sud "Michelina De Cesare" di Lamezia Terme già attivissima sul territorio. 




https://www.youtube.com/watch?v=Qw4K50SmYDQ


 

martedì 22 ottobre 2013

MARINA DI FUSCALDO (CS) - PARK HOTEL - 26 OTTOBRE 2013 ORE 11,00: "SACCO DEL SUD"




MARINA DI FUSCALDO  - PARK HOTEL - 26 OTTOBRE 2013 ORE 11,00: "SACCO DEL SUD"

RELATORI:
FRANCESCA GALLELLO :RADICI
EMILIO COZZA: IMPORTANZA DELLE INFRASTRUTTURE
ANDREA SIGNORELLI: PROGETTI E FONDI EUROPEI
GIUSEPPE SPADAFORA : COORD. REGIONALE PARTITO DEL SUD

MODERA
FRANCESCO STRATICO': GIORNALISTA

mercoledì 16 ottobre 2013

FEDERALISMO O COLONIALISMO: Tavola Rotonda 19/10/13 Ore 18:00 - Teatro Comunale Longobardi (CS)



Sabato 19 ottobre a Longobardi (CS), al Teatro Comunale alle ore 18, si terrà un convegno dal titolo "L'economia del Sud Italia. Federalismo o Colonialismo?" 

Tavola Rotonda Pubblica sul tema: "L'Economia del Sud Italia. Federalismo o Colonialismo?"

Ne parliamo con:
Giacinto Mannarino, Sindaco di Longobardi;
Francesco Iacucci, Sindaco di Aiello Calabro;
Orlandino Greco, Presidente Consiglio Provinciale Cosenza;
Natale Cuccurese, Presidente Nazionale Partito del Sud;
Onorevole Fanco Laratta.
Relatore e Moderatore d'eccezione: GIGI DI FIORE giornalista e scrittore autore del bestseller "Controstoria dell'Unità d'Italia"

Evento organizzato dal Partito del Sud, Coordinamento Provincia Cosenza e da Comune di Longobardi. Patrocinio del comune di Longobardi e della Provincia di Cosenza


VIDEOPROMO



https://www.youtube.com/watch?v=Eo9loqqNN-w&feature=youtu.be





mercoledì 9 ottobre 2013

Convegno per le bonifiche e contro tutte le mafie a Formia il 12 ottobre



Ricevo e posto la locandina di un convegno che si terrà a Formia il prossimo 12 ottobre alle 9.30, parteciperanno per il Partito del Sud Antonio Ciano, Presidente Onorario del nostro movimento, e Ortensia De Cesare. Come sempre il Partito del Sud è in prima fila quando si tratta di difendere il nostro territorio con le migliori forze progressiste, per avviare bonifiche ambientali e politiche, distruggendo il nefasto connubio tra mafie e mala politica.
Invitiamo tutti gli iscritti e simpatizzanti nella zona dell'Alta Terra di Lavoro!




martedì 1 ottobre 2013

Tutti a Napoli il 4 ottobre!


Il Partito del Sud invita tutti gli iscritti ed i simpatizzanti, e tutti i meridionalisti, all'evento organizzato dal Partito del Sud che si terrà a Napoli il 4 ottobre 2013 alle ore 16.30, con l'intervento del sindaco Luigi De Magistris e dello storico e giornalista Gigi Di Fiore, presso il PAN a Via dei Mille 60, il Palazzo delle Arti Napoli, museo nel settecentesco e bellissimo Palazzo Roccella nel cuore della città.
Si discuterà di Mezzogiorno tra crisi e opportunità di sviluppo, tra storia e futuro....un'occasione da non perdere per gli oratori prestigiosi e per l'opportunità di delineare scenari e progetti concreti per il futuro oltre la protesta.
Ecco un paio di foto esposte al PAN per comunicare l'evento.





martedì 6 agosto 2013

Platania (CZ): Grande successo del Convegno storico del 4 agosto con Antonio Ciano





Ha avuto un bel successo il Sud Verity Day organizzato a Platania (CZ) la sera di domenica 4 agosto 2013 dalla locale Proloco in collaborazione col Partito del Sud Provinciale di Catanzaro. 

Il tema trattato fa tremare le vene e i polsi: I falsi miti del Risorgimento – L’unità d’Italia raccontata da Sud. 

Antonio Ciano (Presidente Onorario PdelSUd), ospite d’onore della serata, con la sua travolgente simpatia ha accompagnato lungo i misfatti del Risorgimento il pubblico numeroso e attento. 

Letteralmente a ruba è andato il bestseller di Antonio Ciano “I Savoia e il massacro del Sud”, segno evidente di quanto questi temi siano sentiti dalla gente del Sud. 

La serata è stata introdotta da Paolo Nicolazzo, Presidente della Proloco di Platania. C’è stato il cordiale saluto del Sindaco Michele Rizzo e la breve presentazione di Antonio Ciano da parte di Franco Gallo che lo ha ringraziato per l’impegno di ricerca storica definendolo “eroe del meridionalismo militante” . 

Poi, con un pubblico attentissimo e interessato, il racconto intenso di Antonio Ciano che ha percorso non senza commozione i vari momenti del risorgimento dallo sbarco garibaldino alle fucilazioni di massa, anche di vecchi, donne e bambini, agli stupri di centinaia di ragazze inermi, alla distruzione di interi paesi dati alle fiamme con gli abitanti nelle case come, appunto, si verificò a Pontelandolfo. 
E ancora sulla città di Gaeta dilaniata da 160.000 bombe e sui generali piemontesi che massacravano allegramente le popolazioni civili del sud salvo poi a darsela a gambe in più occasioni davanti alle truppe austriache. Tipico comportamento dei vili. 

Ha concluso la serata il Presidente Nazionale del PdelSud Natale Cuccurese che ha tracciato brevemente il concetto del desiderio dei meridionalisti di vedere applicata la Costituzione in ogni sua parte in riferimento ai servizi minimi dovuti ai cittadini del Sud discriminati in più settori quali la salute, i trasporti, l’istruzione. 
Questi temi, ricorda Cuccurese, non hanno matrice di destra o sinistra ma dovrebbero costituire la base culturale-politica che porti il popolo meridionale a riscoprire la propria identità e i propri diritti. 

La serata si è conclusa con un incontro conviviale presso il locale "A Giurranda" di Platania che ringraziamo, dove si son potute gustare deliziose pietanze di cucina tipica locale che consigliamo vivamente di assaggiare. 

Un grazie particolare al Sindaco di Platania Michele Rizzo ed alla Proloco Platania nella persona del suo presidente Paolo Nicolazzo. Grazie a tutti gli amici di Platania, tra cui il dott. Franco Cappello, che si sono prodigati per l'evento ponendo in essere un allestimento tecnicamente perfetto e molto gradevole e accogliente. 

Decisamente squisita l’ospitalità. Presenti all'incontro anche il responsabile della regione Puglia Michele Dell'Edera, il coordinatore della prov. di Cosenza Franco Gaudio ed il responsabile della regione Calabria Giuseppe Spadafora, reduce dai recentissimi successi del Sud Project Camp di Longobardi da lui magistralmente organizzato. 

Grazie a tutti, alla città di Platania, al numeroso pubblico che ci ha onorato della sua presenza. 


Franco Gallo (Coord. PdelSUd prov. Catanzaro)

giovedì 1 agosto 2013

IL PDSUD ORGANIZZA DUE GIORNATE MERIDIONALISTE IN CALABRIA, IL 3 E 4 AGOSTO: IL SUD TRA STORIA, CULTURA, PROPOSTE ED ECONOMIA



Il Partito del Sud sez. Calabria, con l'appoggio del Consiglio Direttivo Nazionale del movimento, ha organizzato due giornate meridionaliste in Calabria, una sintesi della nostra proposta politica che coniuga la conoscenza storica della "questione meridionale" con proposte concrete per oggi e domani per il riscatto economico, culturale e sociale della nostra terra.

In particolare il 3 agosto a Longobardi (CS) si terrà una puntata del progetto di Sud Project Camp (SPC), che è un nuovo format, un nuovo modo di incontrarsi, un vero e proprio laboratorio aperto che partirà in tutte le regioni meridionali, dedicato alla scoperta e valorizzazione del Mezzogiorno d’Italia, della sua vera storia, dei suoi prodotti, delle sue eccellenze, del suo futuro.
L’evento è un vero e proprio festival delle peculiarità del Sud Italia che coniuga informazione e momenti di cultura attraverso iniziative sociali e culturali, convegni e seminari, con svago e divertimento rappresentati dall’esibizione di artisti locali, dalla degustazione di prodotti tipici in un clima di musica e festa, fino alla presenza di stand gastronomici e non solo.
L’evento si pregia del Patrocinio del Comune di Longobardi e della BCC Banca Bruzia nonché della presenza di importanti aziende operanti nel territorio calabrese.
Con la partecipazione di l’Artista Enzo Ruffolo, noto cantastorie della tradizione meridionale,  cantine “Ferrocinto” e “azienda agricola CampoVerde, il Consorzio del Maialino nero di Calabria, i noti marchi di beverage  “Redrink” e “Bergotto” e molti altri ancora. 
Il giorno successivo, il 4 agosto il Partito del Sud inviata tutti a Platanzia (CZ) alle ore 21, presso la Villa Comunale dove ci sarà il convegno "I Falsi miti del Risorgimento" organizzato dal Prof. Franco Gallo, Coord. per la Provincia di Catanzaro del PdSUD, con ospite Antonio Ciano, Presidente Onorario e fondatore del Partito del Sud, autore del best seller "I Savoia ed il massacro del Sud", e che è stato recentemente premiato dall'Associazione Radici per il suo impegno meridionalista. 
Si invitano tutti gli iscritti ed i simpatizzanti, oltre a tutti i meridionalisti, invitiamo inoltre chiunque voglia combattere per la nostra amata terra e difendere la sua aspirazione all'equità e allo sviluppo sostenibile, non solo dietro un monitor ed una tastiera da PC.


Partito del SUD Calabria 

giovedì 18 luglio 2013

Partigiani meridionali in Piemonte. Un’indagine che brucia un pregiudizio…

Di Chiara Fera

Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte
Per rispondere a questa domanda e gettare alle ortiche un insulso luogo comune secondo cui i meridionali sarebbero stati a guardare, il Consiglio regionale del Piemonte, auspice il suo vicepresidente Roberto Placido, di concerto con Claudio Dellavalle, presidente dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della Società contemporanea “Giorgio Agosti”, ha dato alle stampe un volume prezioso.
Titolo dell’accurata ricerca, realizzata con il contributo di tutti gli Istituti della Resistenza del Piemonte e con l’obiettivo di  promuovere un’indagine  sull’apporto di quei giovani e meno giovani dell’Italia del Sud che fecero parte, con ruoli e responsabilità diverse del movimento di Liberazione: “Il contributo del Sud alla lotta di Liberazione in Piemonte 1943-1945”.
Per fare il punto sulla documentata ricerca che nel Nord indica seimila partigiani meridionali (di cui mille calabresi) ed illustrata a in un  convegno  su “Resistenza e meridionali” svoltosi a Torino, ma anche per tentare di chiarire meglio una delle questioni laterali (l’apporto dei meridionali alla Resistenza) ma cruciale per il processo unitario del Paese  che ormai, nonostante quale voce stonata, è più che consolidato, abbiamo interpellato il  vicepresidente del Consiglio regionale  Roberto Placido.
Sul ruolo del meridionali nella Resistenza non mancano pubblicazioni anche significative, né sono  mancati i riferimenti a personaggi di primo rilievo sia per l’attività politica, sia per l’attività militare. In che cosa la ricerca in questione può essere considerata originale?
La ricerca intende affrontare la partecipazione e il ruolo avuto da migliaia di giovani meridionali nella resistenza nella nostra regione non come un contributo aggiuntivo,  ma come un elemento costitutivo della lotta di liberazione. Quindi, come un dato che costringe a ripensare l’insieme del movimento e il suo significato generale,  nazionale. La Resistenza è stata sempre vista come fenomeno circoscritto al Centro-Nord del Paese. Le generazioni di origine meridionale che negli anni, in Piemonte e nelle altre regioni, hanno partecipato alle manifestazioni celebrative sono sempre state mosse da motivazioni politico-idelogiche  più che da un sentimento dovuto alla partecipazione attiva alla lotta di Liberazione. Oggi, questa ricerca ed il convegno organizzato a Torino , riconducono a un orizzonte di insieme, integrando lo sguardo da Sud con quello da Nord, così che l’approfondimento delle conoscenze possa portare ad una giusta valorizzazione di quell’esperienza. D’ ora in avanti, anche i discendenti di chi ha partecipato a quella straordinaria esperienza, potranno sapere, con orgoglio, di essere stati protagonisti della costruzione della democrazia italiana. Di qui la necessità non solo di un rapporto integrato tra i ricercatori, ma in primo luogo delle istituzioni, nazionali e locali, per creare le condizioni per poter procedere in modo unitario. Il convegno tenutosi a Torino il 16 giugno scorso, in cui erano presenti oltre alla Regione Piemonte, le sei Regioni meridionali e la vice Presidente del Senato, senatrice  Fedeli, hanno rappresentato bene questa esigenza unitaria. Lo straordinario successo del convegno, successo di pubblico e di presenze istituzionali,  fa ben sperare  sulla possibilità di realizzare la ricerca, attivando sia gli Istituti storici della resistenza, sia associazioni e singoli ricercatori interessati su obiettivi comuni
Può citare eventi specifici o nomi di meridionali che, partecipando alla Resistenza in Piemonte, hanno pagato prezzi elevati per quelle scelte e verso i quali la sua regione ma direi il Paese hanno  un enorme debito di riconoscenza?
Non c’è che l’imbarazzo della scelta, perché nelle formazioni piemontesi entrarono molti giovani meridionali, di diversa estrazione sociale, di diversa formazione: in altre parole una parte significativa della migliore gioventù meridionale. In appendice al volume, che  si è voluto preparare per dare risalto e concretezza alla proposta di ricerca e che è stato presentato al convegno del 16 giugno, sono riportati centinaia, migliaia di nomi di partigiani meridionali. Rispetto ai dati di cui oggi si disponiamo, ad esempio sono circa un migliaio i partigiani di origine calabrese.  Per altro nella prima parte del volume sono riportati alcuni storie e profili di singoli combattenti  per far cogliere, a puro titolo di esempio, le molte articolazioni con cui quella presenza si è manifestata. Il profilo della singola persona, del singolo partigiano va assolutamente riconosciuto e valorizzato. Però è anche vero che quando si supera una certa soglia quantitativa i comportamenti individuali producono effetti collettivi complessi, che richiedono per essere compresi di essere collocati nelle vicende degli anni 1943-45.
Com’è avvenuta l’aggregazione dei meridionali nel movimento di liberazione piemontese? Quali sono state le ragioni e le dinamiche fondamentali?
Si possono riconoscere due percorsi: il primo è costituito da quei meridionali che vengono sorpresi dall’8 settembre mentre stanno svolgendo il servizio militare in Piemonte. Se riescono a sfuggire ai tentativi di cattura da parte dei tedeschi, hanno due scelte: nascondersi o aggregarsi alle formazioni partigiane che si vanno costituendo. Un secondo percorso riguarda i meridionali che sono già in Piemonte, o perché immigrati negli anni precedenti o perché nati in Piemonte da famiglie di meridionali immigrate a partire dagli anni del primo dopoguerra. Malgrado gli ostacoli frapposti dal regime fascista, i flussi immigratori non si fermarono e portarono, soprattutto nei centri industriali, soprattutto a Torino, quote consistenti di immigrati da Sud, un’anticipazione del massiccio esodo che si produrrà negli anni Cinquanta. L’aggregazione fra meridionali segue percorsi diversi: può derivare dal fatto di essere militari nella stesso reparto o nella stessa caserma, o di essere relativamente vicini alle basi delle formazioni partigiane. La scelta può essere immediata oppure essere il risultato di una valutazione più meditata e quindi dilazionata di qualche mese. A volte dipende molto dall’ esigenza di mantenere un rapporto tra “paesani”,  come espressione di una solidarietà regionale che l’uso del dialetto rendeva immediatamente evidente.
Nella ricerca sono inserite mirabilmente due storie esemplari di partigiani meridionali, quella di Nunziato di Francesco che  nasce a Linguaglossa (Catania)  e di Michele Ficco di  Cerignola (Foggia)…Vuole ricordare qualche storia tra i  mille calabresi che hanno combattuto fascisti e nazisti?
Tra i calabresi a puro titolo esemplificativo si possono ricordare i fratelli Nicoletta, originari di Crotone, che ebbero un ruolo notevole fin dalle prime battute nell’organizzazione del movimento partigiano nelle valli a ovest di Torino, in un’area che conobbe scontri durissimi e continuamente rinnovati tra tedeschi e fascisti e formazioni partigiane di diversa ispirazione. Giulio Nicoletta interpretò in questo contesto un ruolo originale di comandante-mediatore riconosciuto da tutte le  formazioni presenti in quelle valli. Oppure,  si può citare il nucleo di ufficiali di origine calabrese che divennero una parte importante delle strutture di comando delle formazioni garibaldine nel Biellese orientale o le decine di giovani calabresi, che caddero in quei mesi e per i quali la ricerca dovrebbe aiutarci a rinnovare ricordo e gratitudine.
 Si può asserire, senza nulla togliere a nessuno, che probabilmente i meridionali che hanno aderito alle lotte partigiane in Piemonte ma in generale nel Nord del Paese, correvano rischi anche più grossi?
Certamente i giovani di origine meridionale che operarono nelle fila della resistenza piemontese si trovavano obiettivamente in una condizione di maggiore difficoltà rispetto ai loro coetanei piemontesi,  perché la loro condizione di sbandati non era compensata da nessun retroterra ( familiare, di comunità) su cui contare per sfuggire alla minaccia della cattura, della deportazione o dell’uccisione. Erano cioè più esposti al rischio. Nei contesti rurali, questo rischio poteva essere contenuto da atteggiamenti diffusi nella popolazione di protezione nei confronti di giovani che il più delle volte condividevano con i locali una comune cultura contadina.
La presenza di tantissimi meridionali in Piemonte nel triangolo industriale, molti dei quali sono stati partigiani,   non ritiene sia dovuta anche ai flussi migratori provocati subito dopo l’Unità  dal modello squilibrato di sviluppo che è stato imposto all’Italia: il Mezzogiorno come bacino di  forza lavoro da utilizzare per l’industrializzazione del Nord?
Come si è accennato prima,  l’approfondimento di quella componente meridionale della resistenza, che deriva dai flussi migratori degli anni Venti e Trenta, è certamente un obiettivo della ricerca, che non sarà facile cogliere fino in fondo per la difficoltà di disporre di una adeguata documentazione. Tuttavia,  è un percorso da tentare per due ragioni principali: la prima deriva dal fatto che abbiamo esempi particolarmente significativi della rilevanza del problema ( vedi ad esempio la figura di Dante Di Nanni); la seconda che questa dimensione ci apre un territorio poco frequentato che riguarda la partecipazione alla lotta di resistenza nelle realtà urbane, in cui lo scontro ha un tasso di pericolosità spesso più elevato rispetto alle formazioni che operano nelle valli e comunque in un ambiente contadino. Questo tipo di partecipazione alla lotta,  richiede motivazioni politiche più definite, soprattutto in rapporto ai movimenti di lotta che si manifestano nelle fabbriche in parallelo con la lotta armata delle formazioni partigiane.
Quando diciamo che sono stati  tantissimi i  meridionali tra i partigiani in Piemonte, possiamo andare oltre e fornire  qualche numero  preciso, magari spiegando come si è giunti alla determinazione del dato? 
I numeri che sono stati forniti derivano da un grosso lavoro compiuto in occasione delle celebrazioni del cinquantesimo della Liberazione dagli Istituti piemontesi. Venne allora costruito un data base che ha reso disponibili i dati su ogni singolo partigiano che aveva richiesto dopo la fine della guerra il riconoscimento dell’attività svolta. I dati sui partigiani meridionali derivano da   questo data base, che è una fonte preziosa, ma che richiede oggi alcuni interventi di affinamento e completamento.
Si può anche individuare, grosso modo, l’orientamento politico dei meridionali che aderirono al movimento di liberazione ?
Salvo qualche caso si può avere solo un’indicazione indiretta sull’orientamento politico delle formazioni di cui i partigiani meridionali fecero parte. Va tenuto presente che si tratta di un indicatore di massima, perché non c’è un rapporto diretto tra il colore della formazione e la scelta politica dei partigiani che in essa militano. Sulla fedeltà politica prevale quella di appartenenza e, quindi,  di rapporto personale con il comandante o con i compagni. La banda partigiana, rispetto ad una formazione militare tradizionale, ha un tasso elevato di autonomia che dipende dal rapporto tra i comandanti e i singoli partigiani. Inoltre, gran parte dei partigiani sanno poco o nulla di politica; salvo il caso di una minoranza che viene dall’antifascismo storico, la prima maturazione politica per molti di loro avviene nel corso di quell’esperienza eccezionale che fu la lotta di liberazione. Da questo punto di vista, diventa interessante riuscire a seguire le vicende dei partigiani nel dopo liberazione, per cercare di capire come quell’esperienza poté incidere sugli orientamenti successivi e sulle loro scelte di cittadini.
Per lo più sono stati gregari o si individuano tra  meridionali personalità di spicco? 
Questa è una domanda da verificare con la ricerca. Per ora,  possiamo dire che furono di origine meridionale comandanti tra i più prestigiosi e amati del movimento partigiano piemontese. Possiamo citare Pompeo Colajanni o il già ricordato Giulio Nicoletta. Così come tra i cosiddetti gregari possiamo citare figure splendide di protagonisti che seppero dare un’impronta precisa al loro impegno fino alla prova estrema. La ricerca su questo piano ci potrà riservare interessanti sorprese e forse a scoprire una forte omogeneità di comportamenti tra partigiani che pure provenivano da contesti lontanissimi.




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domenica 5 maggio 2013

Grande successo di pubblico al Convegno a Scauri (LT) "Sud ribelle all' Italia savoiarda" di A. Rosato


Di Antonio Rosato


Grande interesse ha suscitato il convegno storico-filosofico su quello che fu il Risorgimento rivisto e attualizzato tramite i tanti documenti e ricerche storiche fatte dagli studiosi e dal Prof Domenico OFFI e Antonio CIANO in particolare. Presenti all’evento persone venute anche da fuori provincia e regione oltre ai media locali che hanno ripreso l’interessante serata culturale. Personaggi come la scrittrice ed ex modella Emanuela ROCCA arrivata appositamente da Fara Sabina (RIETI) per l’occasione hanno dato il giusto lustro alla serata.

Commovente l’inizio, quando la moderatrice della serata, Ortensia DE CESARE, ha presentato l’attrice e regista teatrale Patrizia STEFANELLI la quale prende uno stralcio commovente del libro “ I Savoia e il massacro del SUD” e ne legge una sua parte. Stralcio riguardante il ritorno a Gaeta di Martumè e della sua promessa sposa Rosina , che catturati sull’altare in attesa del tanto aspettato si, furono catturati dai piemontesi e fucilati alle 4.30 del mattino senza processo e senza spiegazioni sullo spiazzo di Monte Secco. Struggente l’interpretazione che fa calare un velo di commozione su tutta la sala.

A seguire, la DE CESARE, presenta i conferenzieri il Prof. Domenico OFFI e l’autore del libro appena citato Antonio CIANO.

Il Prof. OFFI cattura l’attenzione dei presenti con un’analisi filosofica sullo sbarco dei mille evidenziando delle lacune su quanto la storia ufficiale ci dice dal 1861 tramite i libri di testo scolastici che andrebbero sicuramente rivisitati se non riscritti nella loro interezza.

A seguire poi CIANO che spazia da novità recentemente scoperte e vere e proprie chicche che saranno rese pubbliche per chi non era presente nella prossima trilogia storica che uscirà entro l’anno.

L’intero evento è stato comunque ripreso e verrà trasmesso da TeleGolfo nel nuovo talk culturale che andrà in onda prossimamente sul digitale terrestre al canale 629 “TERRA AURUNCA”.


Foto: 30 aprile Minturno -Scauri Convegno storico culturale Regno delle due Sicilie. Con il Cap. Antonio Ciano, il Prof. Domenico Offi, Ortensia De Cesare. Patrizia Stefanelli legge: "Martummè commè bellu lu mare" brano tratto dal libro di Antonio Ciano: "I Savoia e il massacro del sud" che ad oggi ha venduto oltre 200.000 copie

martedì 30 aprile 2013

Scauri (LT) 30 Aprile 2013: Convegno con il Dr. Domenico Offi e il Cap. Antonio Ciano: SUD RIBELLE ALLA MONARCHIA SAVOIARDA



https://www.youtube.com/watch?v=FrzTy_4ewtM&feature=youtu.be 




Di Antonio Rosato

Dopo il successo romano senza precedenti, dove sono state messe le fondamenta reali e data una direzione di marcia inequivocabile al nostro caro e amato Partito del SUD, i primi risultati sul campo sono tangibili già da oggi su alcuni media che timidamente iniziano a prestare attenzioni verso il Partito e quello che fa sul territorio. 

Questa mattina, su  Latina OGGI, si parla del Convegno organizzato dall’operoso gruppo dell’Alta Terra di Lavoro il quale vedrà il raccolto di quanto seminato nell’organizzare l’evento del 30 aprile a Scauri in provincia di Latina con inizio alle ore 19.30. 

Evento che incuriosisce evidentemente, poiché sono previste tv locali e carta stampata come Latina Oggi e Telegolfo, che già ne ha dato notizia nei sui TG, e che trasmetterà l’evento per intero nei prossimi mesi oltre che stralci nei notiziari. 

Ma altre testate giornalistiche sia televisive che di cartacee  sono attese per prestare attenzione a ciò che i relatori Prof. Domenico OFFI e il nostro Presidente Onorario Antonio CIANO hanno da dire sulla questione meridionale, sulle ragioni storiche e fatti di cronaca anche inediti, che hanno portato a quella metastasi violenta che ha lasciato sul campo miseria industriale, economica, infrastrutturale e culturale con una politica antimeridionale che tutt’ora persevera e infierisce strizzando quello straccio asciutto da 152 anni, sapendo che comunque qualche goccia può ancora venire fuori se spremuto bene. 

I nostri militanti sul posto si riservano di fare una rassegna completa della serata e di cosa diranno o scriveranno i media sull’evento e sul Partito del SUD.