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lunedì 21 ottobre 2013

Il Sud non è un “peso” ma una ”occasione” per il futuro dell'Italia e dell’Europa (da "Tirreno news")


Un interessante articolo che evidenzia il ruolo sempre più importante del Partito del Sud in terra calabrese, non solo sul fronte della protesta ma anche e soprattutto sul versante della proposta meridionalista....

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E’ questo il senso profondo dell’incontro svoltosi sabato 19 ottobre in Longobardi, la cittadina del Tirreno cosentino che sembra diventato il fulcro della leva per aprire cervello e cuore di un “mezzogiorno” che è troppo avvolto nel suo antico e dominante bozzolo dal quale non riesce a liberarsi per volare (foto a fianco, Di Fiore e Cuccurese si preparano all’incontro).
Un incontro al quale erano presenti Giacinto Mannarino, Sindaco di Longobardi , Orlandino Greco, Presidente del Consiglio provinciale di Cosenza, Franco Gaudio, già sindaco di Longobardi, ora delegato regionale del Partito del Sud, Giuseppe Spadafora, Presidente regionale del partito del Sud e Natale Cuccurese, Presidente nazionale del partito del sud, e che si è avvalso della relazione introduttiva e della acuta moderazione di Gigi Di Fiore, il brillante giornalista e scrittore, tra l’altro, autore della “Controstoria dell’Unità d’Italia”, della “Controstoria della liberazione” e de “Gli Ultimi giorni di Gaeta”, opere che intendono offrirsi agli Italiani ed al mondo come documenti rappresentativi di quella verità sull’Italia che non solo non viene detta ma che è stata finora nascosta.( foto media da sx Franco Gaudio, Natale Cuccurese, Gigi Di Fiore, Giacinto Mannarino, Orlandino Greco, Giuseppe Spadafora)
Sono mancati all'appuntamento il sindaco di Aiello Calabro, Francesco Iacucci, e l’ex Deputato Franco Laratta , entrambi sottratti all’incontro dalle problematici “piddine” connesse alla difficile elezione del segretario provinciale.

In incontro di alto spessore politico ma soprattutto culturale, sociale ed economico, durante il quale si è trattato della situazione del Sud d’Italia, ancora più Sud dell’Europa e dei suoi antichi e recenti malgoverni che hanno portato tutti i parametri vitali di una macro-regione verso il baratro, mentre intelligenze e cuori di questa “terra”, altrove, sono “vincenti”, indici della grande possibilità di “quel” riscatto che da solo può sovvertire una negativa storia attuale, se, solo, l’orgoglio di “uomini del sud”, che hanno contribuito a scrivere la storia dell’Italia, dell’Europa e del Mondo, comincerà ad essere fruito per superare le ingerenze pluriarchiche delle politiche, dei partiti e dei poteri, ostative dello sviluppo sociale e dell’uso delle intelligenze verso la costruzione del “nuovo Sud”, autarchico e libero da condizionamenti e sfruttamenti, interni ed esterni.

Un incontro che è servito per poggiare il piede di quella costruzione lenta ma inarrestabile del superamento della politica nullificatrice della stessa libertà necessaria ad un popolo per essere ancora tale, riscoprendo , o scoprendo, nella storia e dalla storia, antichi e mai domi valori e coscienze, elementi di unificazione e non di divisione.


Fonte: Tirreno news

giovedì 24 maggio 2012

Crediti a tutti ma non alla Campania: è ora di dire basta!!!



Ricevo e posto quest'articolo di Alessandro Citarella sull'ennesima beffa ai danni del Sud, con il meccanismo di esclusione dagli incentivi alle imprese che hanno crediti con la PA per le Regioni con deficit nella Sanità (oltre alla Campania, ci sono Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia per il Sud,  Lazio e Piemonte), si penalizzano ancor di più le imprese meridionali... 

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di Alessandro Citarella, Segretario Provinciale del Partito del Sud – Napoli
I più importanti giornali nazionali hanno esposto chi meraviglia, chi stupore, chi punti di vista a favore del Governo per l’esclusione della Campania dagli aventi diritto ai crediti d’impresa, ma almeno stavolta è andato in onda il vero volto coloniale di questo Stato, senza se e senza ma. Fino a ieri infatti c’era la Lega Nord a fare la parte del cattivo, adesso con parole dolci e suadenti ci pensano i “professori”, tutti ex stipendiati lautamente dal sistema tosco-padano e coloniale, lo stesso da 151 anni, di  “piemontesi che lavorano”!  Riprovano a sfilare al Sud non solo i soldi, ma il diritto a farla finita con la discriminazione coloniale una volta e per tutte.
Verrebbe da dire “signori, giù la maschera!” perché si sono finalmente mostrati anche loro. Parole tante: sud, meridione, sviluppo, crescita, infrastrutture, credito, ma appena si arriva al nocciolo della questione resuscita il senatore Carlo Bombrini con le sue parole: “Il Mezzogiorno non dovrà più essere in grado di intraprendere.”  Bombrini, senatore del Regno d’Italia e cofondatore della Banca nazionale del Regno d’Italia e membro dell’Ordine Mauriziano, oltre a essere comproprietario della “Gio. Ansaldo & C.”, a quanto pare vive ancora attraverso i suoi nefasti insegnamenti, conditi da attualissime amenità tecnico-giuridiche, che servono per negare ai meridionali quello che serve per intraprendere in modo autonomo e indipendente.  E’ ovvio che i fondi arrivano a Sud, invece, quando, come nel caso della Cassa per il Mezzogiorno, servono per far arricchire gli imprenditori del Nord come dimostra la storia italiana del dopo guerra ad oggi.
Senza scendere in ragionamenti tecnici, è fondamentale che le istituzioni campane, dal Presidente della Regione al Sindaco del comune più piccolo, dai parlamentari campani di tutti i partiti, ai presidenti delle organizzazioni di categoria campane, fino agli intellettuali della nostra Regione, facciano un fronte unico nel dire ai rappresentanti del governo della Bocconi che la Campania non accetterà mai l’esclusione delle sue imprese dagli aventi diritto ai crediti d’impresa.  Una unione trasversale di tutti i campani, politici e non, darebbe un messaggio forte e chiaro al governo dei banchieri del Nord, forse ancora più forte dei fischi che i tifosi del Napoli hanno rivolto all’inno nazionale dell’Italia dei banchieri e degli industriali del Nord, quelli che hanno spolpato i territori dello Stato delle Due Sicilie da 151 anni a questa parte.