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mercoledì 4 febbraio 2015

Con il Sud si riparte...finalmente la presentazione del libro del Partito del Sud il 16 febbraio a Napoli! di E. Riccio



Finalmente ci siamo, il 16 febbraio a Napoli un'altra giornata importante per noi del Partito del Sud e senza falsa modestia, speriamo che lo sia per il Sud in generale.
Sono orgoglioso di aver dato il mio piccolo contributo ad una squadra valente e prestigiosa come quella dei Dirigenti del PdSUD che sono stati gli autori del libro "Con il Sud si riparte" che sarà presentato il prossimo 16/02 a Napoli con la presenza del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ed il candidato alla presidenza della Regione Puglia ed ex sindaco di Bari, Michele Emiliano.
(di seguito un articolo sulla presentazione del libro su www.webnapoli24.it)

Finalmente il Sud non viene raccontato solo per le cause storiche della "questione meridionale", da sempre noi del PdSUD diciamo che questa è nata nel 1861 ma è anche ora di cambiare strategia e unire le cause storiche con i programmi per il futuro e passare dalle analisi alle proposte. Basta con la sola litania con la sola sterile protesta, basta con la sola nostalgia dei bei tempi passati....per la nostra terra c'è bisogno di molto di più, di una seria e credibile proposta politica che, riprendendo gli esempi migliori del meridionalismo progressista da Gramsci e Salvemini a Dorso, sia attuale e concreta, non solo diffusione di tante belle pie illusioni per i tanti "rivoluzionari da tastiera" , quelli che abbondano su Facebook ma ahime' scarseggiano sempre nelle strade e nelle piazze e soprattutto quando c'e' bisogno di rimboccarsi le maniche e dedicare del tempo personale alla causa con tutte le esigenze personali, lavorative e familiari.
Per prima cosa, per noi c'è bisogno di politica...di buona politica ovviamente....le altre strade che prevedono solo l'aspetto storico o culturale che sono oramai battute da un ventennio, anche in maniera valida da alcuni ed in maniera un po' caciarona da altri, sono oramai fallite come dimostrato dal fatto che nonostante (fortunatamente) si sia diffusa la conoscenza della "malaunità" del 1861 rispetto a dieci anni fa, il Sud continua a sprofondare economicamente e come tenuta sociale. Poi ci sono quelli che vogliono continuare a fare la guardia al bidone e al sacro Graal che non c'è, continuano a sentirsi legittimati (da chi???) e legittimisti (che vuol dire nel XXI secolo questo termine? E hanno senso le accuse di "giacobino" per gli altri, sempre nel XXI secolo? Si sono accorti che non si combatte più "per il trono e per l'altare"?), magari continuano a dare "patenti" ed in modo incoerente, stupido e ridicolo affermano di non voler far politica ma poi criticano puntualmente chi ci prova....contenti loro, contenti tutti!!!
Poi sgombriamo il campo pure dalle pretese vane e illusorie come quelle a breve di fantomatiche indipendenze, della Napolitania o Due Sicilie....lontanissime dai bisogni e soprattutto dai desideri di oggi del nostro popolo...siamo italiani, in verità lo eravamo pure prima del 1861 (anche i Borbone si definivano principi e regnanti italiani) e l'ultima bandiera a Gaeta fu il tricolore con lo stemma borbonico al centro, e poi volente o nolente dobbiamo lottare nell'agone politico italiano con regole della Repubblica Italiana....il resto so' chiacchiere e perdite di tempo. Se poi un domani, dopo anni di seria battaglia federalista ed autonomista, come avvenuto in paesi come Scozia o Catalogna, avremo avuto la forza di cambiare lo scenario e soprattutto di cambiare e ricostruire un popolo (che oggi non c'è piu'...se caso mai ci fosse stato nel 1861....), allora (magari!!!) ne riparleremo. E se le battaglie velleitarie non ci interessano in campo italiano, figuriamoci quelle internazionali legate a complottismi vari...a noi interessa un paese migliore in primis dove le possibilità di sviluppo economico, culturale e sociale non dipendano dalla latitudine dove si nasce, il tutto in un'Europa migliore ed in un mondo migliore, con piu' attenzione alle persone ed alla solidarietà piuttosto che ai mercati e al liberismo sfrenato e senza regole.
Infine non ci interessano le ammucchiate da "armata brancaleone" senza strategie e valori di fondo, siamo meridionalisti progressisti e gli accordi per noi si fanno in quel campo e in quel contesto. Le strategie alla grillina senza Grillo non ci interessano, consideriamo abbastanza velleitarie pure i tentativi che vengono annunciati (e spesso solo annunciati....), a volte solo come slogan o per rivendere il contenitore vuoto con decine di sigle vuote (vecchissima tattica....) al potente di turno, di andare da soli contro tutto e tutti....insomma basta andare allo sbaraglio, anche le battaglie di testimonianza che abbiamo fatto in passato hanno un loro valore ma ci vuole onestà intellettuale nel farle e nel riconoscere anche che da sole ahime' non bastano.
Ricordiamo infatti che come Partito del Sud siamo l'unica lista meridionalista che in passato ha partecipato da sola alle elezioni politiche nazionali 2008 e 2013, in Sicilia e nel Lazio, poi alle comunali di Napoli nel 2011 in alleanza con le forze di sinistra che sostenevano De Magistris fin dal primo turno ed a varie altre competizioni elettorali amministrative in alleanza con le forze progressiste o da soli....non abbiamo nulla da dimostrare a nessuno, tanto meno a chi parla dei nostri pochi voti ma non ha mai avuto la forza di presentare una lista nemmeno al comune di Roccacannuccia (con tutto il rispetto per gli abitanti di quel comune....) ne' a quelli che ancora dicono "che vogliono unire le forze" senza accorgersi che in realtà tali forze non esistono o sono state sempre molto sovrastimate dall'effetto "rete" che gonfia e sgonfia i numeri in poco tempo.
Sull'aggregazione infine vorrei ricordare ai soliti smemorati l'ultimo tentativo al quale abbiamo partecipato nel 2012, per l'appello a Pino Aprile, tentativo forse condotto in modo un po' maldestro da chi l'aveva ideato e per molto tempo condotto con l'ambiguità di non sapere se il candidato bandiera avrebbe accettato o meno....alla fine non ha accettato, ovviamente era liberissimo di farlo o non farlo ma sarebbe stata gradita una chiarezza a priori di chi aveva ideato e di chi avrebbe dovuto accettare e non farci lavorare per mesi ad un progetto che non aveva concrete possibilità di riuscita. Quello per noi è stato l'ultimo tentativo di aggregazione, l'ultimo fallimento di una lunga serie di tentativi di aggregazione che evidentemente sono falliti per non essere chiari dall'inizio e dopo esserci "scottati" troppe volte in quasi 8 anni di vita del nostro movimento, abbiamo cambiato metodo e registro. Ora ci piace esser chiari dall'inizio e siamo sempre disponibili a discutere con chi condivide i nostri valori di fondo e le nostre strategie generali, per gli altri che vogliono seguire altre strade....buona fortuna a tutti!!!

Enzo Riccio
Vice-Presidente nazionale Partito del Sud

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Sarà presentato a Napoli in prima nazionale il 16 febbraio ore 17,30 al Maschio Angioino, il libro “CON IL SUD SI RIPARTE”, alla presenza di tutti gli autori e di due “firme” importantissime della politica del Sud di oggi: il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris che ne ha curato la prefazione e il candidato Governatore della Puglia ed ex Sindaco di Bari Michele Emiliano che ne ha curato l' introduzione.


Durante la presentazione svolgerà le funzioni di moderatore il giornalista Alessio Postiglione anche lui presente fra gli autori, insieme a lui e alle due firme già citate il Presidente Nazionale del Partito del Sud Natale Cuccurese, Il Vice presidente Andrea Balia e l'Editore Pietro Golia. 



Dopo i discorsi introduttivi e la presentazione del libro verrà dato spazio a tutti gli autori presenti, così che ognuno possa illustrare in sintesi il capitolo curato, essendo “Con il Sud si Riparte”, un libro scritto a più mani. Ecco tutti gli autori: A. Balia, L.Bianco, A. Ciano, V.Caratozzolo, S.Cozzolino, N. Cuccurese, G.Cutolo, M. Dell'Edera, G.Di Grezia, E. de Franciscis, R. Gadaleta, G. Lipari, A. Melodia, B. Pappalardo, A. Postiglione, E. Riccio , V. Romanelli, A. Rosato, G. Spadafora. 



"Con il Sud si riparte!" più che il titolo di un libro, dicono gli autori, è una convinzione tramutatasi in uno scritto propositivo che nasce dal lavoro e da un’idea di un Sud protagonista del rilancio economico e sociale che, partendo da Sud, sia volano di ripartenza per l’intero Paese.
E’ uno dei primi libri sul Sud che non si limita a denunciare solo lo stato in cui questo è stato ridotto, ma ne disegna in vari campi anche le potenzialità concrete e le politiche e soluzioni da adottarsi per una sua rapida e costruttiva ripartenza.



Il libro, edito dalla napoletana “Controcorrente” sarà disponibile per l'acquisto dal 16 febbraio e sarà reperibile oltre che on line, a partire dal sito dell'Editore, anche nelle oltre 600 librerie del circuito Mondadori ed Edicolè presenti su tutto il territorio nazionale. Gli Editori del sud sono il simbolo della nostra cultura secolare, noi siamo loro grati ed abbiamo scelto le Edizioni Controcorrente come Editore di "Con il Sud si Riparte!" anche per essere coerenti con il nostro messaggio politico a proposito di CompraSud.



Il Prezzo è di 10 € ed i proventi della vendita verranno automaticamente devoluti dagli autori a favore del Partito del Sud, al fine di propagandare sempre più l'ideale meridionalista tramite l'attività politica e culturale da questo svolta. Duecento pagine da leggere con attenzione.


mercoledì 18 dicembre 2013

Rizzo e Stella a Cosenza: noi c'eravamo...


Ottimo pezzo dell'amico Giuseppe Spadafora, Coordinatore calabrese del PdSUD, sulla presentazione del libro di Stella e Rizzo....hanno cambiato un po' strategia nelle presentazioni al Sud ma alcuni nostri dubbi e perplessità sulle loro tesi restano, non certo quelle contro la mediocre classe politica nazionale e locale ma ci sarebbe da dire molto altro...

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Nella sala “University Club” di Rende ,dove gli spazi vuoti erano tanti, ieri mattina ho preso contatto con Rizzo e Stella presenti per presentare il loro libro "Se muore il Sud"..
Il mondo Accademico di Arcavacata non mi è sembrato interessato alle tematiche dei suddetti. I due giornalisti rileggono cose conosciute e in maniera cauta ammettono qualche colpa del Nord, e chiedono di superare, di non rimestare più sul Risorgimento parlando di imprecisioni anche da parte dei “revisionisti”. Qualche intervento dei professori presenti era più una lamentela verso la società civile locale e verso una classe politica non assolvibile, mentre tra i relatori al tavolo di presidenza c’era genuflessione alle tesi esposte, a differenza di quanto recentemente capitato a Bari.

Nel pomeriggio Rizzo e Stella, presenti alla Feltrinelli di Cosenza sempre per la presentazione del loro ultimo libro, hanno cambiato leggermente rotta. Tra dati Europei, Italiani e dati riferiti solo alle Regioni Meridionali hanno attaccato una classe politica-burocratica nazionale e meridionale in particolare non presentabile, che certamente non siamo noi a dover difendere, d'altra parte è quello che ha fatto la loro fortuna sette anni fa ( “la Casta”).

Apriamo gli occhi, i due giornalisti certamente hanno cambiato strategia nel “vendere il loro prodotto al Sud”, dopo le recenti esperienze di Napoli e Bari.... Alla fine della presentazione e dopo un vivace ma civile dialogo con i presenti, dove come unica voce meridionalista era presente solo il PdelSud, come si conviene quando si hanno ospiti, mi sono recato da Rizzo e ho regalato ( in fotocopia) “la Provincia Subordinata” di Luigi De Rosa invitandolo ad un buon uso e a una proficua lettura... Non conoscendo il testo, lo ha accettato con un sorriso, aggiungendo: “Ricorda che per metà sono Lucano”...


Giuseppe Spadafora

Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord. Ed è ora di riscattarci! (articolo su "Tirreno News")



La questione meridionale è ancora una “questione”? Eccome se lo è! E per fortuna riarde il dibattito sulla “questione meridionale” al Museo della Memoria di Sambiase di Lamezia Terme lo scorso sabato 14 Dicembre 2013.


Il federalismo dei rifiuti tossici accende gli animi della gente del sud presente al dibattito pubblico organizzato dal Partito del Sud Calabria e dalla Associazione SS Pietro e Paolo rappresentata dal presidente Antonio Mangiafave.



Presenti per il Partito del Sud Giuseppe Spadafora Coordinatore Regionale, Franco Gallo e Franco Gaudio rispettivamente coordinatori per le province di CZ e di CS.



Graditissimi e molto ascoltati i relatori Giacinto Mannarino , Sindaco di Longobardi (CS), e Mario Talarico, Sindaco di Carlopoli (CZ) che hanno esaminato in modo puntuale e preciso le storture generate dal federalismo toscopadano a livello di amministrazione locale.



Si è spaziato dal pasticcio IMU ai costi elevatissimi dello smaltimento dei rifiuti, all’imperversare della casta nazionale e regionale ricchissima di privilegi e di arroganza ma del tutto incapace di risolvere i problemi reali dei cittadini.



Gravissima anche la situazione del credito bancario del tutto inesistente a queste latitudini.



Anche dopo la recente convenzione regionale con una banca nazionale i vantaggi si quantificano, come riferisce Mannarino, “in poche decine di euro del tutto trascurabili a fronte della mole di burocrazia da superare”; “lo stesso trattamento si otterrebbe”, così come sperimentato da Mannarino, “in qualunque banca anche senza l’intervento regionale”.



Molta attenzione da parte di Mario Talarico alla soppressione delle guardie mediche nelle zone montane con grave pregiudizio per la salute dei cittadini.



L’attacco nordista liberalmassone al sud si manifesta colpendo i meridionali nella salute (rifiuti tossici) e nei luoghi.



Propongono infatti la vendita delle spiagge, la distruzione di boschi per le centrali a biomassa, lo smaltimento abusivo e criminale dei rifiuti tossici e nucleari sulle nostre terre.



Insomma la questione meridionale, come ricordano i rappresentanti del Partito del Sud, anche se cancellata dalle agende politiche di tutti i partiti, esiste e come!



Il Sud è da 152 anni una colonia del Nord.



Il Partito del Sud chiede a gran voce il rispetto dell’art.3 della Costituzione da Aosta a Lampedusa.



Anche il Sud ha diritto all’alta velocità ferroviaria, alla salute, all’istruzione, alla ricerca, alla produzione.



Forte è l’appello alla creazione di una Macroregione Sud e ad un consapevole Comprasud, mirato a rafforzare l’acquisto di beni e prodotti delle regioni meridionali



Così come è vitale per la consapevolezza storica meridionale il riappropriarsi del proprio passato dimenticato intitolando i luoghi alla gente del Sud e non ai massacratori invasori piemontesi.



Obiettivi questi largamente condivisi dal presidente Mangiafave della SS Pietro e Paolo che annuncia altri incontri per parlare di Sud, da Sud.




Franco Gallo (Coordinatore Prov. CZ del partito del Sud)





Noi dobbiamo deciderci




Ecco,



io e te, Meridione,



dobbiamo parlarci una volta,



ragionare davvero con calma,



da soli,



senza raccontarci fantasie



sulle nostre contrade.



Noi dobbiamo deciderci



con questo cuore troppo cantastorie.



Franco Costabile



Fonte: Tirreno news

mercoledì 4 dicembre 2013

Report presentazione libro “Se muore il Sud” di Stella e Rizzo


Ottimo e condivisibile articolo del mio amico Andrea Balia sul libro di Rizzo e Stella con le loro luci e le loro tante ombre di un Sud visto sempre dal punto di vista del Nord...

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Cambiano i rapporti…il prodotto resta lo stesso

A Napoli c/o la Feltrinelli vi è stata ieri Martedì 3 Novembre 2013 la presentazione del nuovo e ultimo libro di Stella e Rizzo “Se muore il Sud”.

Abbiamo presenziato come Partito del Sud per dovere d’informazione e per essere incuriositi dal fatto che si parlava da giorni d’un libro comunque diverso per i toni usati e l’approccio all’argomento/problema Sud. 

E nei fatti il metodo usato è davvero diverso, ma porta comunque abbastanza subdolamente allo stesso risultato di sempre. Eravamo abituati a libri di denuncia come quelli di Gigi Di Fiore e Pino Aprile, visti dalla parte d’un meridionalismo di denuncia sui mali subiti dal meridione d’Italia, o dall’altro verso a prodotti editoriali in salsa leghista di condanna del Sud, delle sue eventuali malefatte e della sua inefficienza, mancanza di reazione e quindi alla valutazione d’un territorio ormai condannato e irrecuperabile, più danno che risorsa per l’Italia.

“Se muore il Sud”, in maniera ancor più chiara dalle parole e presentazione dei due autori è stato sorprendentemente capace di stupirci, dandoci la sensazione di qualcosa costruita con metodo a tavolino, in modo nuovo e furbo, “cerchiobottista” (se è possibile farci passare un inelegante terminologia al riguardo), per poi giungere ad una scontata e retorica soluzione. 

Il brigantaggio sì c’è stato (con tanto di foto ormai conosciute d’esecuzioni e teste mozzate…) ma quale guerra non ha fatto morti? 
I piemontesi hanno fatto danni e operato male… chi lo nega? 
Ma subito a seguire una furbesca dichiarazione di Salvemini di condanna all’inefficienza meridionale (scovata chissà dove) e glissando sulle tante altre fatte dal personaggio di ben diversa valutazione. 
La prima ferrovia fu fatta al Sud? Vero…ma il Nord aveva una rete ferroviaria più estesa… anche qui sorvolando su tanti altri primati meridionali….
Qualche fandonia sparsa qua e là per cui la mortalità infantile sarebbe stata superiore al Sud (è comprovato esattamente l’opposto!) 
Il Sud non stava così male? Vero (sempre parole loro tra sorrisi e piacioneria in cerca di consensi…) però il Nord non era poi messo così’ male…
Il Sud ritenuto una dei paesi più ricchi e meglio amministrati? Secondo loro un falso e una valutazione eccessiva…
Il Piemonte era indebitato? Vero…ma perché investivano (questa davvero bella e fantasiosa!) 
Perché le Baleari hanno più turismo della Sicilia? (questa davvero incredibile, da stropicciarsi gli occhi e sturarsi le orecchie…) 
poi un piagnisteo davvero insopportabile di studiata e finta partecipazione sui bambini deceduti per cancro nella Terra dei Fuochi, senza una parola sulle colpe delle aziende del Nord per l’invio dei loro rifiuti tossici…
Garibaldi non era poi il personaggio eroico che si racconta? Vero…ma smettiamola di far passare immagini, vignette e considerazioni così cattive sui social network….
Il Governo non pensa a ristrutturare Carditello? Vero…ma perché la camorra s’impadronirebbe dei lavori…

Per finire dicendo che l’auspicio e l’invito è che i meridionali si diano una mossa a impegnarsi e a creare una nuova e valida classe dirigente (e qui potremmo condividere…) e che il libro sarebbe per il desiderio e la necessità d’avere un Sud redento.

Siamo stati tentati più volte d’abbandonare la sala gremita (d’un auditorio al 80% molto borghese e silente e al 20% di borbottii di dissenso…) 
Perché siamo rimasti? Ricordate Totò? “Volevamo vedere Pasquale dove voleva arrivare…”.

Andrea Balìa
Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud





martedì 26 novembre 2013

La denuncia dei Verdi e del Partito del Sud: Emanuele Filiberto ambasciatore di Pompei nel Mondo, un affronto!

Ricevo e posto quest'articolo su NapoliVillage che parla dell'iniziativa comune di Verdi e Partito del Sud contro la vergognosa nomina per Pompei al Principe dei cetriolini...


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NAPOLI- "Il Sindaco di Pompei Claudio D’Alessio - denunciano il leader degli ecorottamatori Verdi Francesco Emilio Borrelli e Andrea Balia del Partito del Sud - ha avuto l'idea "geniale" di nominare Emanuele Filiberto di Savoia 'Ambasciatore di Pompei nel Mondo'.

Non è stato ancora nominato il supermanager annunciato dal ministro Bray nel'ambito del Grande progetto Pompei ma intanto è arrivato Filiberto a risollevare le sorti di uno dei siti monumentali più visitati al mondo.Il rampollo della dinastia sabauda a fronte non si comprende di quali meriti personali e financo dinastici e storici debba ricevere questa nomina e riconoscimento. Proprio Pompei, la cui scoperta la si deve ad altra dinastia vittima di quella cui appartiene il “ragazzo”, distintosi per juventinate, balletti in Tv e pubblicità di sottaceti e olive, deve ricevere, assieme a tutta la gente del Sud, tale affronto. Un curriculum vitae che non comprendiamo cosa abbia a che fare con Pompei.Il solito strisciante minoritarismo frutto del malvezzo, dello strusciarsi al nome alla moda, alla sudditanza al "nobile" di turno del tutto fuori luogo.Tante altre donne ed uomini del sud con storie e titoli di altro spessore avrebbero potuto svolgere questo ruolo al meglio. Purtroppo una certa cultura mediatica e da sudditi ha permesso l' ennesimo schiaffo alla storia e dignità dei nostri territori".

martedì 29 ottobre 2013

A Fuscaldo (CS) altra iniziativa del Sud Project Camp


Si è svolto sabato 26, a Fuscaldo in provincia di Cosenza, nel giardino del Park Hotel, l'incontro "Sacco del Sud", promosso dal Partito del Sud. 
Un evento che si inquadra nelle manifestazioni del Sud Project Camp, vero laboratorio di pensiero politico, e che si è articolato in una discussione aperta a tutti e divisa in tre fasi: passato, presente e futuro. 
Sul passato ha relazionato la cirotana Francesca Gallello, che ha affrontato il tema delle "Radici" del Mezzogiorno d'Italia, in particolare della Calabria. 
L'imprenditore cosentino Emilio Cozza ha invece parlato della "Importanza delle infrastrutture" e della loro influenza su sviluppo ed economia nel nostro presente. 
Il futuro è dell'Europa, è stato detto, e il giovane Andrea Signorelli ha relazionato su "Progetti e fondi europei". Dopo gli interventi del pubblico, conclusioni affidate a Giuseppe Spadafora, Coordinatore regionale del Partito del Sud. 
L'incontro è stato moderato da Francesco Straticò.


Fonte: Cn 24 tv



Servizio su Telecosenza

lunedì 21 ottobre 2013

Il Sud non è un “peso” ma una ”occasione” per il futuro dell'Italia e dell’Europa (da "Tirreno news")


Un interessante articolo che evidenzia il ruolo sempre più importante del Partito del Sud in terra calabrese, non solo sul fronte della protesta ma anche e soprattutto sul versante della proposta meridionalista....

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E’ questo il senso profondo dell’incontro svoltosi sabato 19 ottobre in Longobardi, la cittadina del Tirreno cosentino che sembra diventato il fulcro della leva per aprire cervello e cuore di un “mezzogiorno” che è troppo avvolto nel suo antico e dominante bozzolo dal quale non riesce a liberarsi per volare (foto a fianco, Di Fiore e Cuccurese si preparano all’incontro).
Un incontro al quale erano presenti Giacinto Mannarino, Sindaco di Longobardi , Orlandino Greco, Presidente del Consiglio provinciale di Cosenza, Franco Gaudio, già sindaco di Longobardi, ora delegato regionale del Partito del Sud, Giuseppe Spadafora, Presidente regionale del partito del Sud e Natale Cuccurese, Presidente nazionale del partito del sud, e che si è avvalso della relazione introduttiva e della acuta moderazione di Gigi Di Fiore, il brillante giornalista e scrittore, tra l’altro, autore della “Controstoria dell’Unità d’Italia”, della “Controstoria della liberazione” e de “Gli Ultimi giorni di Gaeta”, opere che intendono offrirsi agli Italiani ed al mondo come documenti rappresentativi di quella verità sull’Italia che non solo non viene detta ma che è stata finora nascosta.( foto media da sx Franco Gaudio, Natale Cuccurese, Gigi Di Fiore, Giacinto Mannarino, Orlandino Greco, Giuseppe Spadafora)
Sono mancati all'appuntamento il sindaco di Aiello Calabro, Francesco Iacucci, e l’ex Deputato Franco Laratta , entrambi sottratti all’incontro dalle problematici “piddine” connesse alla difficile elezione del segretario provinciale.

In incontro di alto spessore politico ma soprattutto culturale, sociale ed economico, durante il quale si è trattato della situazione del Sud d’Italia, ancora più Sud dell’Europa e dei suoi antichi e recenti malgoverni che hanno portato tutti i parametri vitali di una macro-regione verso il baratro, mentre intelligenze e cuori di questa “terra”, altrove, sono “vincenti”, indici della grande possibilità di “quel” riscatto che da solo può sovvertire una negativa storia attuale, se, solo, l’orgoglio di “uomini del sud”, che hanno contribuito a scrivere la storia dell’Italia, dell’Europa e del Mondo, comincerà ad essere fruito per superare le ingerenze pluriarchiche delle politiche, dei partiti e dei poteri, ostative dello sviluppo sociale e dell’uso delle intelligenze verso la costruzione del “nuovo Sud”, autarchico e libero da condizionamenti e sfruttamenti, interni ed esterni.

Un incontro che è servito per poggiare il piede di quella costruzione lenta ma inarrestabile del superamento della politica nullificatrice della stessa libertà necessaria ad un popolo per essere ancora tale, riscoprendo , o scoprendo, nella storia e dalla storia, antichi e mai domi valori e coscienze, elementi di unificazione e non di divisione.


Fonte: Tirreno news

giovedì 25 luglio 2013

Ad ANTONIO CIANO…di A. Balia

Bell'articolo, sentito e per me molto condivisibile, dell'amico Andrea Balia sul nostro maestro Antonio Ciano...


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In questi giorni abbiamo pubblicato la bella notizia del premio dell’Associazione Culturale internazionale “RADICI” al nostro Presidente Onorario del Partito del Sud Antonio Ciano. Abbiamo anche pubblicato l’articolo valido ed esaustivo di Pino Aprile in merito, e letto al riguardo le belle frasi del Presidente della sezione napoletana “Guido Dorso” del nostro partito Bruno Pappalardo dedicate sempre al nostro Antonio.

Va anche a me scrivere qualcosa cui da tempo penso e colgo quest’occasione per farlo. Nessun premio mi pare innanzitutto più appropriato per le finalità e la titolazione dell’associazione…”RADICI”… e chi meglio d’uno come Ciano poteva ricevere questo onore? Uno che ha dedicato la vita a ricercare, scrivere, fare dibattiti, conferenze, sulla verità delle nostre, appunto, radici…a disvelare eventi e malefatte sconosciute o poco note. Nel 2007, il giorno in cui Ciano fondò il Partito del Sud a livello nazionale (localmente a Gaeta era già in essere dal 2002) non potei partecipare a quella riunione per un attacco influenzale  come quello che di cui sono vittima in questi giorni. Fu un’occasione persa per buona parte del mondo meridionalista. Da una parte il mondo neoborbonico, sempre sospettoso e critico col complesso della sottrazione di meriti e primogeniture che lo affligge da sempre e più alcuni perenni distinguo di meridionalisti alla ricerca di rappresentatività e protagonismi mortificati, ancora in vita nonostante il passare del tempo. Io subentrai a cavallo fine 2009 inizio 2010 alla squadra del PdelSUD. Quel giorno nacque quello che ancora oggi è l’unico vero partito politico a rappresentanza onesta e identitaria del meridione d’Italia. Attenzione : partito e non movimento! Quello voleva essere e quello è stato ad oggi e ci auguriamo e lavoriamo per il futuro. I movimenti, rispettabili e meritori, facciano i movimenti, nessuno li ostacoli ma anche loro evitino di chiedere al PdelSUD di essere quello per cui non è nato. Il partito conquistò, insieme alla lista civica del prof. Raimondi, il comune di Gaeta con Ciano assessore al Demanio. Molte cose ben fatte, e come dice Aprile, alla nuova tornata elettorale fu schiacciato al ballottaggio da quelli che oggi costituiscono il governo detto delle “larghe intese”… primi segnali! Il PdelSUD ha vissuto varie esperienze elettorali…a Latina, Suzzara (Mantova)…per poi ridare un colpo d’ala a Napoli, contribuendo nella coalizione vincente con una sua lista alla elezione di Luigi de Magistris a Napoli. Collaborazione in atto e nomina del sottoscritto come delegato diretto del sindaco nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli. Un po’ d’assessori in giro per l’Italia..la Rossi al Bilancio a Gambellara (Vicenza), due Consiglieri comunali in paesi calabresi, sedi e iscritti in 12 regioni italiane, ecc…iniziative, eventi… Insomma Ciano ce l’ha fatta! Buono, ma non stupido, a disagio (tranne che con la telecamera) con e mail e diatribe tecnologiche/organizzative. Un Presidente Onorario perfetto! Per ruolo, meriti, competenze e per una grande dote. Il nostro Antonio è tutto quello che le belle frasi di Bruno Pappalardo hanno detto e in più ha un suo “tom tom”, navigatore satellitare interno che lo guida nei rapporti e nella fiducia dei suoi fedelissimi che non gli fa sbagliare strada! Talvolta ha anche lui fallito credendo in alcuni, ma ha il grande dono dell’autocritica e del fidarsi e credere e condividere le scelte di chi, come il sottoscritto, l’ha aiutato in questi anni nel gestire il partito. Più di qualche corpo “estraneo” non sincero o strumentale alla causa è stato liberato dal suo sentirsi “stretto” nel partito. Nell’Agosto del 2012 in suo comunicato Ciano scriveva : I nemici di questa aggregazione possono essere tra noi, tra i nostri amici e compatrioti. Il direttivo del Partito del Sud, si sta spendendo per questa causa, come il sottoscritto, da anni e non permetteremo a nessuno di ostacolare il processo in atto. Se qualcuno ha idee diverse, può liberamente andare dove la loro ideologia è parte integrante.”  E in uno precedente d’alcuni giorni aveva difeso la nostra dirigenza (Balìa, Riccio, Cuccurese), con nomi e cognomi, dicendo che chi non era con noi non era con lui. Era stato cooptato in un incontro di contestatori dove, se pur da solo, aveva fiutato puzza di bruciato di sommossa di chi voleva decapitare il partito per impadronirsene. Grande fiuto d’un uomo semplice, onesto, dedito alle sue ricerche e alle sue giornate tra i campi a coltivare olive e pomodori, ma col senso di squadra e lo sguardo dritto a difendere i suoi obiettivi, la sua creatura politica e chi era con lui in questa battaglia quotidiana. Nei fatti un grande ricercatore, scovatore di documenti d’archivio, ma anche un capo fedele, fiducioso dei suoi uomini, un uomo d’abbracciare ogni volta col piacere vero di farlo, guardandolo dritto nei suoi occhi azzurri e sinceri come sono quelli d’un vecchio lupo di mare come è stato nella sua vita lavorativa, sapendo d’abbracciare un uomo vero! Coinvolto assieme a noi suoi uomini da sempre, ultimamente, in avventure progettuali rivelatesi ambigue, ha saputo anche là difenderci da accuse e offese, non tentennando un attimo a condividere le nostre decisioni di proseguire da soli. Il Partito del Sud già c’è, chiunque vuole contribuire ad esserci e ad aiutarlo troverà sempre porte aperte. Altri progetti, pur rispettandone gli intenti, non sono i nostri. Il partito politico lo abbiamo reso operativo dal 2009, gramsciano come il suo capo (il suo “Dx e Sx sono solo indicazioni stradali” è ancora valido, ma riferito ai partiti non alle aree di valori, progressiste e conservatrici, che restano ancora in essere e presenti come valori ed aree di riferimento). Ed il PdelSUD, quello di Ciano, è progressista, così come dichiarato anche nel suo logo aggiornato.

Grazie Antonio, ancora complimenti, fratello maggiore e nostro vero capo brigante!

Con tutto l’affetto possibile

Andrea Balìa
Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud

giovedì 27 giugno 2013

Gabriella e la triste storia delle assicurazioni auto al Sud


Ricevo e posto quest'interessante articolo sul caro assicurazioni al sud che abbiamo già trattato più volte, oramai è diventata la battaglia di molti meridionalisti e molte associazioni, non possiamo non aderire a questo fronte di protesta meridionalista...

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many cars on road
L’avevamo detto anche noi un po’ di tempo fa, se l’Italia vuole tenere fede veramente all’articolo 3 della Costituzione nel quale, bontà dei padri costituenti, si prevede l’uguaglianza tra tutti i cittadini senza alcuna differenza di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali, allora molto probabilmente questa stessa Italia deve porre fine alle diseguaglianze e ingiustizie legate al mondo delle assicurazioni e in particolare alle assicurazioni auto. Si perché, se le assicurazioni auto sono obbligatorie, allora il libero mercato non centra più, centra il diritto di tutti i cittadini di pagare nelle stesse condizioni e posizioni contrattuali le stesse cifre su tutto il territorio nazionale. Oggi non è così  tanto è vero che, secondo uno studio portato avanti dall’associazione “Mobast” di Napoli, i cittadini del capoluogo campano pagano dal 130% al  338% in più rispetto ai cittadini di Milano. Ma allora i padri costituenti hanno dimenticato di scrivere nella Costituzione “senza nessuna differenza di territorio” ? E si perché se siamo uguali immaginiamo che un cittadino onesto e un cittadino che non fa incidenti di Napoli sia esattamente uguale a un cittadino di Milano nelle stesse condizioni, o no ?

Non si è mai visto in nessun paese civile che le responsabilità personali di alcuni individui debbano essere “condivise territorialmente” con gli altri cittadini che queste responsabilità non hanno. Tra l’altro da qualche hanno i dati ISVAP dicono anche che i teoremi delle assicurazioni sulle incidenze territoriali dei costi sono errati. Ma, ammettiamo pure per un attimo che siano veri, allora chi sbaglia o, peggio, chi froda è lui a doversene accollare l’onere non tutti i cittadini, o peggio un singolo territorio.
Le agenzie qualche giorno fa hanno battuto la notizia che di questa questione, molto probabilmente, se ne occuperà la Commissione Europea che potrebbe avviare un’indagine sui prezzi RcAuto in Italia. 
Il tutto grazie a una petizione promossa a livello europeo dall’Associazione “Mobast”, fondata dalla napoletana Gabriella Gambardella esperta del ramo assicurazioni  e impegnata da anni in questa battaglia relativa al caro assicurazioni al Sud e sostenuta da alcuni parlamentari europei.
All’audizione che si è tenuta a Bruxelles, oltre all’eurodeputata Erminia Mazzoni ha partecipato anche la Gabardella che alla fine della riunione e forte del buon risultato raggiunto ha dichiarato: ”Le compagnie assicurative sono obbligate alla trasparenza nel rapporto con il proprio assicurato, ma il meccanismo di determinazione delle tariffe non e’ affatto trasparente. La mancanza di concorrenza e trasparenza hanno portato l’Italia ad avere primati negativi in Europa relativamente a maggiori tariffe e maggiore evasione assicurativa”.


Fonte: Sud24.it

venerdì 14 giugno 2013

Napoli: cambiamenti nella toponomastica di Angelo D'Ambra


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La neonata Commissione Toponomastica per la Città di Napoli ha approvato tra i suoi primi atti la cancellazione della strada intitolata a Liborio Romano in zona Piazza Mercato e l’intitolazione di un’area da individuare ai Martiri di Pietrarsa. Una scelta dal chiaro segno meridionalista: Liborio Romano, tradito Francesco II, assegnò al capo camorra “Tore ‘e Crescienzo” il compito del mantenimento dell’ordine pubblico a Napoli affinchè il popolo non insorgesse contro Garibaldi, mentre a Pietrarsa il 6 Agosto 1863 per mano di Bersaglieri e Guarda Nazionale caddero i primi morti sul lavoro dell’Italia, sette operai che protestavano per la forte riduzione del personale e per l’aumento dell’orario di lavoro.

“La commissione Toponomastica, al di là della sua ovvia importanza, assume a Napoli un peso specifico molto interessante per la volontà del sindaco de Magistris di dargli una linea guida improntata alla memoria di Napoli e del Sud e alla sua travagliata storia. Lo dimostra il fatto che abbia voluto il sottoscritto in commissione come suo delegato diretto ed il prof. Caratozzolo, altro meridionalista e figura di alto prestigio professionale, e che tra le prime 10 richieste abbia subito inserito i 2 temi sollecitati e relazionati dal Partito del Sud. Colpisce altresì che abbia sostenuto e  motivato i 2 temi, col supporto del sottoscritto. Il lungo lavoro di rapporti, politico e d’approfondimento sui temi cari al nostro partito e al meridionalismo sortisce i suoi frutti in una consapevolezza e condivisione del sindaco, a dimostrazione della sua disponibilità, frutto d’una palese onestà intellettuale e del continuo e, oseremmo dire positivo, lavoro del Partito del Sud. Altri temi, con pazienza e costanza verranno affrontati in futuro”, ha sostenuto Andrea Balia del Partito del Sud e membro della Commissione toponomastica.

lunedì 10 giugno 2013

La Banca del Mezzogiorno, ma forse intendevano l’orario di sportello...di M. Dell'Edera

Ricevo e posto con condivisione quest'interessante articolo di Michele Dell'Edera, Coord. PdSUD per la Puglia e facente parte della Segreteria nazionale del movimento....


Banca-del-Mezzogiorno
L’Onorevole toscano Marco Causi del Pd ha avuto il merito, nei giorni scorsi, di riaccendere i riflettori sulla fantomatica Banca del Mezzogiorno, banca pubblica voluta e annunciata dal Governo Berlusconi e, in particolare dal Ministro Tremonti per “risollevare le sorti del sud”.
Anzi di più. Se andiamo oggi sul sito della banca, che poi diventa un sottosito di Poste Italiane ecco cosa troviamo scritto in pompa magna: Banca del Mezzogiorno nasce per sostenere i progetti di sviluppo delle PMI del Mezzogiorno aumentando la disponibilità di credito a medio – lungo termine”.
Ebbene, Marco Causi, ha chiesto al Ministero del Tesoro che fine avesse fatto il progetto e se questo stava andando avanti.
Da quanto apprendiamo il Governo con estrema chiarezza e quasi con candore ha dichiarato più o meno nella sostanza che: nessun “Tremonti bond” è stato emesso a favore del sud, che il progetto per quelle che erano le sue finalità iniziali è fallito “perché sono cambiate le condizioni economiche”, che la Banca eroga fondi solo alle grandi aziende (del Nord diciamo noi e non solo noi) che investono nel meridione (in realtà realizzano opere appaltate al sud), ed eroga prestiti ai dipendenti di Poste Italiane.
Il Partito del Sud si chiede se questo sia il modo di intervenire nel Sud Italia e se è pensabile che ci sia una banca pubblica, pagata dai contribuenti che operi in questo modo, facendo tra l’altro credere nelle sue pagine descrittive che sta aiutando le PMI del Mezzogiorno.
Se lo Stato Italiano non comprende che l’investimento vero nel sud è quello che consente a imprese e imprenditori del sud, con sede legale a sud, con cuore e testa a sud di crescere allora vuol dire che ci si riempie la bocca di sud e le tasche di altre zone d’Italia.
E ci chiediamo anche se e quale sia stata la reazione a queste comunicazioni da parte di tutti quegli onorevoli che al sud prendono il loro voto, ma che presto dimenticano…
E ci chiediamo: se la mission della banca è fallita, perché e per chi bisogna tenerla ancora in piedi ?
A questo punto non ci resta che pensare che la Banca del Mezzogiorno non sia stata pensata per indicare un’area geografica, ma semplicemente l’orario di sportello.
Segreteria Nazionale del Partito del Sud