Visualizzazione post con etichetta Stella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Stella. Mostra tutti i post

mercoledì 18 dicembre 2013

Rizzo e Stella a Cosenza: noi c'eravamo...


Ottimo pezzo dell'amico Giuseppe Spadafora, Coordinatore calabrese del PdSUD, sulla presentazione del libro di Stella e Rizzo....hanno cambiato un po' strategia nelle presentazioni al Sud ma alcuni nostri dubbi e perplessità sulle loro tesi restano, non certo quelle contro la mediocre classe politica nazionale e locale ma ci sarebbe da dire molto altro...

---------------------------------------------------------------

Nella sala “University Club” di Rende ,dove gli spazi vuoti erano tanti, ieri mattina ho preso contatto con Rizzo e Stella presenti per presentare il loro libro "Se muore il Sud"..
Il mondo Accademico di Arcavacata non mi è sembrato interessato alle tematiche dei suddetti. I due giornalisti rileggono cose conosciute e in maniera cauta ammettono qualche colpa del Nord, e chiedono di superare, di non rimestare più sul Risorgimento parlando di imprecisioni anche da parte dei “revisionisti”. Qualche intervento dei professori presenti era più una lamentela verso la società civile locale e verso una classe politica non assolvibile, mentre tra i relatori al tavolo di presidenza c’era genuflessione alle tesi esposte, a differenza di quanto recentemente capitato a Bari.

Nel pomeriggio Rizzo e Stella, presenti alla Feltrinelli di Cosenza sempre per la presentazione del loro ultimo libro, hanno cambiato leggermente rotta. Tra dati Europei, Italiani e dati riferiti solo alle Regioni Meridionali hanno attaccato una classe politica-burocratica nazionale e meridionale in particolare non presentabile, che certamente non siamo noi a dover difendere, d'altra parte è quello che ha fatto la loro fortuna sette anni fa ( “la Casta”).

Apriamo gli occhi, i due giornalisti certamente hanno cambiato strategia nel “vendere il loro prodotto al Sud”, dopo le recenti esperienze di Napoli e Bari.... Alla fine della presentazione e dopo un vivace ma civile dialogo con i presenti, dove come unica voce meridionalista era presente solo il PdelSud, come si conviene quando si hanno ospiti, mi sono recato da Rizzo e ho regalato ( in fotocopia) “la Provincia Subordinata” di Luigi De Rosa invitandolo ad un buon uso e a una proficua lettura... Non conoscendo il testo, lo ha accettato con un sorriso, aggiungendo: “Ricorda che per metà sono Lucano”...


Giuseppe Spadafora

mercoledì 4 dicembre 2013

Report presentazione libro “Se muore il Sud” di Stella e Rizzo


Ottimo e condivisibile articolo del mio amico Andrea Balia sul libro di Rizzo e Stella con le loro luci e le loro tante ombre di un Sud visto sempre dal punto di vista del Nord...

------------------------

Cambiano i rapporti…il prodotto resta lo stesso

A Napoli c/o la Feltrinelli vi è stata ieri Martedì 3 Novembre 2013 la presentazione del nuovo e ultimo libro di Stella e Rizzo “Se muore il Sud”.

Abbiamo presenziato come Partito del Sud per dovere d’informazione e per essere incuriositi dal fatto che si parlava da giorni d’un libro comunque diverso per i toni usati e l’approccio all’argomento/problema Sud. 

E nei fatti il metodo usato è davvero diverso, ma porta comunque abbastanza subdolamente allo stesso risultato di sempre. Eravamo abituati a libri di denuncia come quelli di Gigi Di Fiore e Pino Aprile, visti dalla parte d’un meridionalismo di denuncia sui mali subiti dal meridione d’Italia, o dall’altro verso a prodotti editoriali in salsa leghista di condanna del Sud, delle sue eventuali malefatte e della sua inefficienza, mancanza di reazione e quindi alla valutazione d’un territorio ormai condannato e irrecuperabile, più danno che risorsa per l’Italia.

“Se muore il Sud”, in maniera ancor più chiara dalle parole e presentazione dei due autori è stato sorprendentemente capace di stupirci, dandoci la sensazione di qualcosa costruita con metodo a tavolino, in modo nuovo e furbo, “cerchiobottista” (se è possibile farci passare un inelegante terminologia al riguardo), per poi giungere ad una scontata e retorica soluzione. 

Il brigantaggio sì c’è stato (con tanto di foto ormai conosciute d’esecuzioni e teste mozzate…) ma quale guerra non ha fatto morti? 
I piemontesi hanno fatto danni e operato male… chi lo nega? 
Ma subito a seguire una furbesca dichiarazione di Salvemini di condanna all’inefficienza meridionale (scovata chissà dove) e glissando sulle tante altre fatte dal personaggio di ben diversa valutazione. 
La prima ferrovia fu fatta al Sud? Vero…ma il Nord aveva una rete ferroviaria più estesa… anche qui sorvolando su tanti altri primati meridionali….
Qualche fandonia sparsa qua e là per cui la mortalità infantile sarebbe stata superiore al Sud (è comprovato esattamente l’opposto!) 
Il Sud non stava così male? Vero (sempre parole loro tra sorrisi e piacioneria in cerca di consensi…) però il Nord non era poi messo così’ male…
Il Sud ritenuto una dei paesi più ricchi e meglio amministrati? Secondo loro un falso e una valutazione eccessiva…
Il Piemonte era indebitato? Vero…ma perché investivano (questa davvero bella e fantasiosa!) 
Perché le Baleari hanno più turismo della Sicilia? (questa davvero incredibile, da stropicciarsi gli occhi e sturarsi le orecchie…) 
poi un piagnisteo davvero insopportabile di studiata e finta partecipazione sui bambini deceduti per cancro nella Terra dei Fuochi, senza una parola sulle colpe delle aziende del Nord per l’invio dei loro rifiuti tossici…
Garibaldi non era poi il personaggio eroico che si racconta? Vero…ma smettiamola di far passare immagini, vignette e considerazioni così cattive sui social network….
Il Governo non pensa a ristrutturare Carditello? Vero…ma perché la camorra s’impadronirebbe dei lavori…

Per finire dicendo che l’auspicio e l’invito è che i meridionali si diano una mossa a impegnarsi e a creare una nuova e valida classe dirigente (e qui potremmo condividere…) e che il libro sarebbe per il desiderio e la necessità d’avere un Sud redento.

Siamo stati tentati più volte d’abbandonare la sala gremita (d’un auditorio al 80% molto borghese e silente e al 20% di borbottii di dissenso…) 
Perché siamo rimasti? Ricordate Totò? “Volevamo vedere Pasquale dove voleva arrivare…”.

Andrea Balìa
Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud