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martedì 15 marzo 2016

Il socialismo democratico rinasce in USA con Bernie Sanders...e in Europa? E in Italia?

Nobody who works 40 hours a week should be living in poverty.

(berniesanders.com)



Leggendo questo slogan sul sito di Bernie Sanders quasi non ci credevo...allora mi sono incuriosito e sono andato a leggere il programma e alcune dichiarazioni del candidato democratico che ha il coraggio di sfidare alle elezioni primarie in USA la candidata democratica più forte Hillary Clinton, di certo sostenuta dall'establishment del Partito Democratico americano e da alcuni "poteri forti" e lobbies. e soprattutto di sfidare quell'America reazionaria e maccartista che ancora oggi è diffusa e trova negli atteggiamenti clowneschi del candidato  repubblicano Donald Trump la sua incarnazione più genuina (purtroppo...) e secondo il mio personale parere quella che è davvero più inquietante.

Ebbene andando a leggere un po' di punti programmatici e un po' di dichiarazioni davvero non si puo' rimanere che stupiti e ammirati per un candidato che non ha mai smentito la sua dichiarata natura di "socialista", ecco alcuni dei punti che mi hanno più colpito:

1) più tasse per i ricchi e per le transazioni finanziarie, al fine di avere un istruzione universitaria gratuita e una copertura sanitaria pubblica di base per tutti, praticamente l'allargamento e superamento del programma di Sanità pubblicata già avviato molto a fatica da Obama;
2)  un nuovo programma "new deal" di investimenti pubblici per ammodernare le infrastrutture e soprattutto per creare nuova occupazione;
3) tassare più pesantemente le emissioni di CO2 non solo per reperire nuove risorse ma soprattutto per favorire uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso dell'ambiente;
4) eliminazione o almeno revisione di tutti quei trattati internazionali di libero scambio come NAFTA (o il futuro nefasto TTIP...) che di fatto non hanno ne' arricchito i paesi emergenti ed in via di sviluppo ne' hanno favorito i lavoratori dei paesi più ricchi, come gli USA nel caso del NAFTA ma potremmo parlare di vari accordi Europei coi paesi extraeuropei molto attuali in questi giorni, che si sono visti ridurre il salario o diminuire i posti di lavoro con una concorrenza al ribasso, hanno favorito sempre e solo multinazionali, la grande distribuzione e la finanza globale.

Incredibile....negli USA c'è chi ha il coraggio di parlare di tasse e del bisogno di più tasse per chi guadagna di più, cosa del resto stabilito anche nella nostra Costituzione repubblicana ma che a Berlusconi a Renzi oramai è diventato demode'..., , c'e' chi ha il coraggio di ribadire l'importanza dell'educazione e di almeno una sanità di base accessibile a tutti e non solo per i ricchi, c'è chi ha il coraggio di lottare contro Wall Street in casa loro....e noi?

Se si guarda il quadro europeo e quello italiano in particolare, il confronto è davvero desolante....soprattutto per il belpaese ed il centro-sinistra (???) di governo renziano, sempre più ambiguo e sempre più democristiano, nel senso più deleterio del termine ahime'....

Credo che alcuni punti di socialismo democratico di Sanders dovrebbero essere adottati anche dalla sinistra europea ed italiana senza il timore di essere considerati dei pericolosi "comunisti" ma nella consapevolezza che oramai il capitalismo globale, le multinazionali e le oligarchie finanziarie hanno allargato e stanno allargando sempre più il divario tra i più ricchi e i più poveri ed è in corso un gigantesco programma di impoverimento della classe media europea, già avvenuto nella società americana. E ovviamente questo gap sempre più largo non e' sostenibile nel medio periodo e può portare a conseguenze davvero disastrose, sia per l'equilibrio democratico con pericolose tendenze neonaziste e razziste che si diffondono in tutta Europa sia per la pace interna e internazionale.

Il Partito del Sud secondo me dovrebbe sostenere queste posizioni socialiste o per meglio dire social-democratiche che difendono la classe media sempre più impoverita ed in definitiva i più deboli, è necessario difenderli da un capitalismo globale e finanziario sempre più rapace ed insostenibile nel medio-lungo termine sia per i lavoratori che per l'ambiente. Il compito della buona politica dovrebbe essere proprio quello di mitigare quest'effetto di evidente squilibrio del "libero mercato", oramai dovrebbe essere chiaro che la "mano invisibile" del mercato non riequilibra affatto le differenze tra ricchi e poveri,come pensavano i padri del pensiero liberista, ma è necessario un intervento dello Stato e della Politica, nel senso alto del termine, per rendere effettivamente democratico e sostenibile il sistema paese e.
E' mai possibile che il rapporto lo stipendio tra un Marchionne e l'ultimo dei suoi operai è passato da 1 a 100 a 1 a 1000 nel migliore dei casi? E' mai sostenibile un'economia con aziende private e banche dove c'e' una ristretta schiera di top manager lautamente ricompensati, a volte anche al di là delle effettive prestazioni e meriti, e una classe impiegatizia sempre più povera e insicura del lavoro? E' evidente in sintesi che bisogna riequilibrare una situazione oramai già insostenibile e difendere le classi medie e meno ricche e dare più e pari opportunità per tutti, in una parola trasformare la società in una vera società democratica di pari opportunità e non falsata da condizioni pre-esistenti di squilibri di classe , di reddito o geografici....oltre che il rapporto tra classi, questo non vi fa venire in mente qualcosa pure sul rapporto tra il nostro Sud ed il resto del paese?


Enzo Riccio
Partito del Sud



lunedì 21 ottobre 2013

Il Sud non è un “peso” ma una ”occasione” per il futuro dell'Italia e dell’Europa (da "Tirreno news")


Un interessante articolo che evidenzia il ruolo sempre più importante del Partito del Sud in terra calabrese, non solo sul fronte della protesta ma anche e soprattutto sul versante della proposta meridionalista....

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E’ questo il senso profondo dell’incontro svoltosi sabato 19 ottobre in Longobardi, la cittadina del Tirreno cosentino che sembra diventato il fulcro della leva per aprire cervello e cuore di un “mezzogiorno” che è troppo avvolto nel suo antico e dominante bozzolo dal quale non riesce a liberarsi per volare (foto a fianco, Di Fiore e Cuccurese si preparano all’incontro).
Un incontro al quale erano presenti Giacinto Mannarino, Sindaco di Longobardi , Orlandino Greco, Presidente del Consiglio provinciale di Cosenza, Franco Gaudio, già sindaco di Longobardi, ora delegato regionale del Partito del Sud, Giuseppe Spadafora, Presidente regionale del partito del Sud e Natale Cuccurese, Presidente nazionale del partito del sud, e che si è avvalso della relazione introduttiva e della acuta moderazione di Gigi Di Fiore, il brillante giornalista e scrittore, tra l’altro, autore della “Controstoria dell’Unità d’Italia”, della “Controstoria della liberazione” e de “Gli Ultimi giorni di Gaeta”, opere che intendono offrirsi agli Italiani ed al mondo come documenti rappresentativi di quella verità sull’Italia che non solo non viene detta ma che è stata finora nascosta.( foto media da sx Franco Gaudio, Natale Cuccurese, Gigi Di Fiore, Giacinto Mannarino, Orlandino Greco, Giuseppe Spadafora)
Sono mancati all'appuntamento il sindaco di Aiello Calabro, Francesco Iacucci, e l’ex Deputato Franco Laratta , entrambi sottratti all’incontro dalle problematici “piddine” connesse alla difficile elezione del segretario provinciale.

In incontro di alto spessore politico ma soprattutto culturale, sociale ed economico, durante il quale si è trattato della situazione del Sud d’Italia, ancora più Sud dell’Europa e dei suoi antichi e recenti malgoverni che hanno portato tutti i parametri vitali di una macro-regione verso il baratro, mentre intelligenze e cuori di questa “terra”, altrove, sono “vincenti”, indici della grande possibilità di “quel” riscatto che da solo può sovvertire una negativa storia attuale, se, solo, l’orgoglio di “uomini del sud”, che hanno contribuito a scrivere la storia dell’Italia, dell’Europa e del Mondo, comincerà ad essere fruito per superare le ingerenze pluriarchiche delle politiche, dei partiti e dei poteri, ostative dello sviluppo sociale e dell’uso delle intelligenze verso la costruzione del “nuovo Sud”, autarchico e libero da condizionamenti e sfruttamenti, interni ed esterni.

Un incontro che è servito per poggiare il piede di quella costruzione lenta ma inarrestabile del superamento della politica nullificatrice della stessa libertà necessaria ad un popolo per essere ancora tale, riscoprendo , o scoprendo, nella storia e dalla storia, antichi e mai domi valori e coscienze, elementi di unificazione e non di divisione.


Fonte: Tirreno news

martedì 20 novembre 2012

Torino e Milano le città più indebitate! Non ne parla nessuno?

Secondo un recente articolo de "Il Sole 24 ore", notoriamente un giornale non tenero con i commenti verso il Sud e le sue amministrazioni e da sempre vicino agli ambienti bancari e finanziari milanesi, le città più indebitate d'Italia sono Torino e Milano.
Davvero strano che questa notizia non venga riportata da nessuno in TV...strano per modo di dire, visto che siamo abituati a vedere le notizie peggiori su Napoli ed il Sud in generale sempre amplificate mente le notizie sui problemi del nord e delle sue amministrazioni vengono quasi censurate, talvolta quasi sussurrate ma mai strillate come avviene per "migliaia di forestali alla Regione Sicilia" o per gli "sprechi della sanità della regione Campania con la siringa che costa il doppio che al nord" solo per citare due dei tormentoni dei media nazionali o meglio italian-padani.
Pochi giorni fa a PiazzaPulita su La7 facevano vedere immagini di un ospedale piemontese che davvero era poco invidiabile perfino per alcune fatiscenti strutture sanitarie meridionali, alla fine di ottobre un altro articolo su "Il Mondo" citava uno studio di Banca Italia che nella graduatoria delle regioni più indebitate metteva in fila prima il Lazio, poi il Piemonte e poi la Campania solo terza, in questa si poco invidiabile, classifica.


Insomma il mito della buona amministrazione del nord vacilla sempre più, dopo aver perso con gli scandali della Lega Nord e della Regione Lombardia un primato etico di una maggiore onestà, primato che era totalmente inventato fin dall'unità d'Italia e cioè da quando iniziarono le ruberie del nord ai danni del Sud. Mi chiedo cosa dobbiamo aspettarci ancora per evitare le insulse chiacchiere dei vari legaioli alla Salvini o i vaneggiamenti di altri giornalisti "padani", sarebbe meglio che stessero zitti ed evitassero di continuare con la propaganda alla Goebbels che diceva "ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".





Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud



mercoledì 30 maggio 2012

CRISI GRECA E MEZZOGIORNO di V. Mungo



Ricevo e posto questo nuovo articolo di Vincenzo Mungo

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La grave crisi che si è aperta all’interno dell’Unione Europea a causa della crescente difficoltà da parte della
Grecia a rispettare le regole relative al bilancio ed al debito pubblico annuale e complessivo riguardano per
piu’ di un motivo, anche  l’Italia meridionale. Non intendiamo riferirci solo alle questioni di politica eeconomica relative ai riflessi che potrebbe avere il possibile  “default“ di Atene o la sua uscita dall’euro sui cconti pubblici dei vari Paesi che potrebbero  risentire degli attacchi della speculazione  internazionale.  
Questi problemi , come è ovvio, riguardano tutti i Paesi dell’Unione e l’Italia come stato unitario.
Qui intendiamo riferirci alla polemica esplosa tra Grecia e Germania sulle responsabilità della crisi e sul modo stesso in cui si deve stare all’interno delle istituzioni comunitarie.  Il governo tedesco guidato da Angela Merkel  è tra i piu’ accesi fautori di una linea di rigore verso la Grecia. Le istituzioni finanziarie internazionali e quelle europee hanno chiesto ad Atene di effettuare manovre economiche, per rispettare i requisiti necessari a restare nella moneta unica, molto dure che hanno drasticamente ridotto il potere di acquisto di stipendi e pensioni, aumentato fortemente l’età pensionabile e  portato ad aumenti generalizzati delle tasse. 
I governi greci degli ultimi anni guidati dai socialisti del Pasok e dai conservatori di Nuova Democrazia,  accusati tra l’altro di avere truccato i conti pubblici, hanno  per un certo periodo di tempo accettato di varare manovre economiche che facessero fronte alle richieste delle istituzioni finanziarie internazionali. Ma di fronte alle proteste di piazza, dovute al crescente impoverimento della popolazione, i due principali partiti hanno dovuto affidare ad un governo “ tecnico”  guidato da Papadimos, un banchiere legato alla finanza internazionale, il compito di varare le rigide misure di austerità che anche molti Paesi dell’Unione, Germania in testa, chiedevano alla Grecia. 
La popolazione, tuttavia, ha respinto chiaramente questa impostazione ed alle elezioni politiche ha duramente ridimensionato i partiti considerati  piu’ vicini alle classi dirigenti politiche finanziarie capitalistiche europee (Nuova Democrazia e Pasok) ed ha assegnato la vittoria a forze  “antagoniste“ rispetto all’attuale “sistema" non solo greco, ma “occidentale” nel suo insieme.  Il partito che ha tratto maggiori benefici dal voto di protesta della popolazione è stato, come è noto, Syriza , una formazione di estrema sinistra che non chiede  formalmente l’uscita del Paese dall’euro, ma che poen condizioni tali per rimanere all’interno del sistema monetario europeo da essere praticamente inaccettabili da parte delle autorità monetarie del Vecchio Continente : A tale proposito si tenga presente che Syriza ha promesso,nel corso della campagna elettorale  l’integrale ripristino dei diritti dei lavoratori dipendenti intaccati dalle misure si austerità. Tra essi il ritorno a 53 anni come età minima per andare in pensione, ed il ripristino dei livelli retributivi ante – crisi , che, secondo l’OCSE, ponevano la Grecia davanti anche a Paesi piu’ industrializzati come Spagna ed Italia. E’ chiaro che si tratta di richieste in pare provocatorie considerata la situazione debitoria della Grecia, dove  il deficit di bilancio è superiore al 160% del PNL.  
Syriza per raggiungere gli obiettivi menzionati ha chiesto alle autorità politiche ed economiche europee di rinegoziare le condizioni per ottenere i prestiti necessari ad evitare la bancarotta del paese. Ma è chiaro che si tratta di richieste praticamente inaccoglibili, non solo perchè graverebbe molto sui bilanci di altri Paesi, in primo luogo la Germania, dove i politici e gran parte della popolazione sembrano essere poco intenzionati a pagare, ma anche perché il loro accoglimento costituirebbe un pericoloso precedente rispetto ad eventuali richieste simili di altri Paesi.
Il nuovo partito della sinistra, i cui dirigenti certo non ignorano il fatto che le loro richieste quasi certamente non verranno accolte,  sembra quindi essere piu’ europeista in teoria che in pratica . Si consideri, inoltre, che alle elezioni hanno riportato un discreto successo anche i comunisti “ortodossi“ del KKE, che sono invece espressamente contrari alla partecipazione del Paese all’”euro”. Una formazione con caratteristiche identitarie che ha ottenuto un certo successo, circa l’8% dei voti alle elezioni è stata  “Alba dorata”, che non è un partito neo-nazista come definito da molti media europei con l’evidente intento di criminalizzarla, ma una formazione dall’ideologia piuttosto confusa e in alcuni casi non condividibile, che comunque evidenzia  l’esigenza di radicale cambiamento sentita anche da greci di destra  (si consideri che Syriza ha avuto contatti con Alba dorata durante le consultazioni per la formazione del governo).
        Quello che sta avvenendo in Grecia deve, a nostro avviso, interessare anche  gli abitanti dell’Italia meridionale, anche perché molte citta’ del Sud (ad iniziare da Napoli)  furono fondate da coloni greci e fino a circa novecento anni fa  i rapporti tra il meridione della penisola (ad iniziare dal ducato di Napoli) e l’impero bizantino erano assai stretti e consentirono  ad entrambi di fronteggiare con successo, per diversi secoli,  sia i tentativi di invasione che venivano dal mondo germanico, sia quelli che venivano dal mondo arabo – islamico. Anche in epoca contemporanea  i due popoli mediterranei sembrano avere un destino comune, nel senso che entrambi devono fronteggiare le intromissioni neo-colonialistiche nella loro vita  politica e sociale che spesso vengono dall’Europa centro-settentrionale . Ed il Mezzogiorno d’Italia per essere piu’ ascoltato, anche per quel che riguarda i problemi economici, dovrebbe seguire l’esempio greco:  partire dalle proprie radici  culturali per costituire movimenti politici ideologicizzati che contestino i modelli sociali ed economici dominanti imposti dalla cosiddetta “globalizzazione”. Solo in questo modo sarà  possibile contrastare seriamente le classi dirigenti capitalistiche  settentrionali che, nella loro divisione del lavoro a livello internazionale, hanno considerato sempre  il Sud Italia come un’area da “ colonizzare “ culturalmente e  la cui funzione economica dovrebbe essere solo  quella di fornire manodopera a basso costo (oggi soprattutto intellettuale) alle aziende del  Nord e di fungere da “mercato di consumo“. 
Per criticare il sistema economico-sociale che ha permesso le menzionate ingiustizie, è necessario partire da teorie politiche che ne contestino la legittimità e che propongano anche delle alternative che riguardino sia l’aspetto politico istituzionale, che quello economico –sociale. Solo in questo modo sarà possibile portare al centro dell’attenzione la questione del Sud Italia e, piu’ in generale, delle altre regioni mediterranee. Le sole rivendicazioni basate su motivi pratici e contingenti (ad es. quelle dei vari movimenti dei disoccupati a Napoli, o quelle dei lavoratori  della FIAT a Termini Imerese) sono destinate a non  raggiungere alcun risultato, poiché non appoggiate da movimenti che si pongono il problema della  “critica dell’esistente”. Le classi dirigenti del capitalismo “occidentale“, in mancanza di movimenti socio culturali in grado di contestarle alla radice, al massimo daranno qualche “contentino”, ma preferiranno sempre avvantaggiare le aree del Centro-Nord Europa e del Nord America dove, nei secoli hanno trovato una maggiore legittimazione popolare.

di V. Mungo

sabato 26 maggio 2012

La corruzione viene da lontano di M. d'Ambrosio


Ricevo e posto con condivisione questo stupendo articolo, ironico e sagace, di una nuova amica della sezione napoletana del PdSUD, sui furti di libri in quel vero e proprio gioiello che e' la Biblioteca dei Gerolamini a Napoli...e scopriamo chi e' il ladro... il "solito meridionale"??? 
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di Margherita d’Ambrosio
Quando in Italia si parla di corruzione, viene immediato a tutti pensare alle “tangenti” ed al giro di appalti e di speculazioni di cui le pagine della cronaca italiana trasudano ogni giorno. Viene da pensare ad affari loschi, all’universo dei politici prezzolati ed entrati in politica per perseguire il proprio tornaconto. Alle cosche mafiose, ai camorristi, alla ‘Ndrangheta ed alla Sacra Corona Unita, tristemente assurta agli onori delle cronache di questi ultimi giorni. Viene da pensare alle inefficienze della pubblica amministrazione, agli enormi sprechi di denaro pubblico, alle opere faraoniche incompiute ed a quelle che mai si faranno, come il Ponte sullo Stretto e che comporteranno altro sperpero di denaro pubblico ed altri oneri a carico dei contribuenti per le clausole risolutive dei contratti. Viene da pensare ai faccendieri, agli immobiliaristi, agli intermediari, ai consulenti, ai banchieri, alla pletora di portaborse, segretari, buffoni, giullari di corte e ballerine ed a quanti a vario titolo sono al seguito del potente di turno e beneficiano di privilegi acquisiti non per proprio merito, ma per una più o meno millantata “conoscenza” con l’uomo del momento. Viene da pensare alle nomine dei primari negli ospedali, quasi mai per merito e sempre più spesso dovute alla militanza in un partito. Viene da pensare ai fannulloni del Ministro Brunetta, all’universo dei dipendenti pubblici sfaticati, indolenti, sempre pronti a frodare lo Stato ed a rubare lo stipendio. E così via.
Ed invece no. Non c’è solo questo tipo di corruzione.
In Italia, il nostro Paese, la nostra Patria, il “giardin de lo imperio” di dantesca memoria, il fenomeno della corruzione assume miriadi di sfaccettature e talvolta si connota semplicemente con la nomina di “dirigenti”, di uomini risolutivi, di deus ex-machina individuati per i loro curricola ed inviati sul territorio nella salvifica missione di rimetter a posto gli scempi prodotti da intere schiere di lavoratori totalmente inadeguati. Regola che vale ancor più per un Meridione martoriato, sprecone e lavativo che contribuisce in bassa percentuale alla formazione del Pil del Paese e produce un aggravio di tasse per i cittadini del Nord.
L’antica biblioteca dei Girolamini in via Duomo, nel centro antico di Napoli.
Accadde così che un giorno, nell’intento di riparare l’ennesimo malfatto nel Meridione, venne nominato il Dott. Marino Massimo De Caro quale direttore del Complesso Monumentale della Biblioteca dei Girolamini di Napoli, che verteva in stato di degrado ed abbandono dagli anni '80.
La Biblioteca dei Girolamini fu aperta al pubblico nel 1586 e custodisce circa 160.000 testi antichi, tra cui incunaboli, cinquecentine, manoscritti rarissimi, l’intera collezione privata di Giuseppe Valletta, il Fondo Agostino Gervasio, il Fondo Filippino e le opere di Giambattista Vico, donate dal grande filoso ai Padri Oratoriani. Una collezione antica rarissima, di valore inestimabile e totalmente abbandonata ed incustodita, al punto da non poter identificare con certezza a quanto ammonti il patrimonio di libri sottratti negli anni e negli ultimi mesi, dalla nomina di cotanto genio.

Quello che è certo è che pochi giorni fa, in un deposito di proprietà dell’esimio Dott. De Caro, nei pressi di Verona, sono stati ritrovati scatoloni con migliaia di libri, di cui 279 provenienti senza ombra di dubbio dalla Biblioteca dei Girolamini di Napoli.
Oggi si scopre che i millantati titoli del Dott. De Caro non esistono, non sono mai esistiti e pare sia sì insignito di una laurea, ma ottenuta in Sudamerica dall’Universidad Abierta Interamericana, ma dopo donazione di alcune opere di Galileo Galilei e di un presunto pezzo di meteorite del deserto. Anche questi doni trafugati, vien da chiedersi?
Ma chi è il Dott. Marino Massimo De Caro, oggi arrestato dalla Procura di Napoli con l’accusa di furto di intere collezioni di libri e suppellettili dell’antico oratorio partenopeo?
Il Dottore senza titoli è un amico intimo dell’Onorevole Dell’Utri, già nominato consulente esperto dal Ministro Galan per le tematiche più varie. Il suo immenso sapere spazia dalla cultura all’editoria, dall’esperienza consolare alla costruzione di impianti di produzione di energia dalle fonti rinnovabili.
Un genio incontrastato, insomma, un asso, un jolly nella manica, l’uomo chiave per la risoluzione di problemi difficili. L’uomo chiave invischiato in precedenti accuse di ricettazione, che avevano impedito la sua nomina a Console Onorario del Congo e riconfermato per la sua insostituibile competenza dal Ministro Ornaghi.
Un illuminato, piombato nella Terronia ed in quel di Napoli, città emblema del degrado e della corruzione dilagante, nonché dell’incompetenza con il preciso intento di dilapidare un patrimonio librario inestimabile e che solo per un soffio non è approdato a far bella mostra di sé nelle librerie private dei collezionisti di mezzo mondo. Città in cui è presente un’Università degli Studi Filosofici delle più antiche e prestigiose d’Italia, nota in tutto il mondo e nella quale sicuramente non era possibile reperire risorse umane locali più che qualificate ed in grado di poter riqualificare tale tesoro e riportarlo agli splendori ed ai fasti dei tempi che furono.
Si è preferito scegliere un uomo la cui intenzione era quella di scavare le povere ossa di Giambattista Vico. Voleva vendere all’Estero anche quelle come preziosa reliquia?
Ai posteri l’ardua sentenza.

martedì 20 marzo 2012

SEDICESIMA EDIZIONE MONITOR CITTÀ: SUL PODIO DE MAGISTRIS (NAPOLI), TOSI (VERONA), FASSINO (TORINO)

Ottimo risultato per de Magistris, che relega al secondo posto, fra i Sindaci più apprezzati d'Italia, il leghista Tosi...siamo certi che c'è chi non gradirà..ma a noi del PdSUD questa classifica fa molto piacere anche perchè, grazie a LDM, in questa particolare classifica il Sud vince il confronto con il Nord...inoltre da notare che de Magistris è l'unico Sindaco sul podio in aumento di gradimenti. 

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Di Elena

Fonte: Datamonitor

La sedicesima edizione dell’indagine Monitorcittà, dell’istituto di ricerca Datamonitor, sull’apprezzamento dei sindaci vede al vertice della classifica Luigi De Magistris (Napoli, IDV) che con il 69, 8%, un +4,8% di gradimento, balza al primo posto. Mantiene la seconda posizione Flavio Tosi (Lega Nord), primo cittadino di Verona, con 66,1%, in calo dello 1,5%. Completa il podio Piero Fassino (Torino, PD) con il 64,8% di gradimento (-3,7%). In crescita, +3,6%, Massimo Zedda (Cagliari, SEL) con il 63,9% si piazza al quarto posto. Supera Vincenzo De Luca (Salerno, PD) che scende al quinto posto con 63,5% (in calo del 2%).
Monitorcittà è il sondaggio semestrale che enumera i sindaci dei capoluoghi di Provincia al di sopra del 55% di gradimento sull’operato, calcolato sulla base di un giudizio espresso dai cittadini. Sui 110 comuni capoluogo monitorati sono 47 i sindaci che entrano nella “top 55%” – erano 48 nella precedente edizione.
Le curiosità. Nessuna donna sindaco ha superato la soglia del 55%. I primi dieci sindaci nella “top 55%” sono del centrosinistra, a parte Flavio Tosi (Verona, LN, secondo in classifica). Nel complesso, dei 47 sindaci presenti in classifica 31 sono di centrosinistra e 16 di centrodestra. La “top 55%” è composta da 22 Sindaci del nord (erano 19 nell’ultimo rilevamento), 11 del centro (in calo di uno), e 14 del sud (erano 17). Luigi De Magistris (Napoli) è quello che ha fatto registrare la crescita di consensi più cospicua, + 4,8%, della sedicesima edizione di Monitorcittà. Michele Emiliano(Bari), Massimo Zedda (Cagliari), Federico Berruti (Savona) hanno incrementi di consenso importanti oltre il 3%.

martedì 25 gennaio 2011

Il 17 marzo noi non festeggiamo anzi manifestiamo! Tutti i meridionali e meridionalisti al Pantheon!



A seguito della vergognosa notizia delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia previste per il 17 marzo con il festaggiamento di una data nefasta per i meridionali tutti, previsto addirittura l'omaggio di Napolitano al Pantheon a Vittorio Emanuele II...la sezione romana "Lucio Barone" del Partito del Sud annuncia che protesterà il 17 marzo con un sit in a Piazza della Rotonda.
Ovviamente chiameremo a raccolta tutti i nostri amici e simpatizzanti e vogliamo organizzare una protesta pacifica e gandhiana, senza insulti verso nessuno o grida separatiste, nel rispetto delle regole della nostra repubblica, delle nostre leggi e della nostra Costituzione, ma sottolineando che:
1) l'Italia e' una Repubblica e non si può omaggiare un Re...in particolare per i meridionali e' offensivo omaggiare Vittorio Emanuele II
2) Vittorio Emanuele II ed i Savoia sono stati una vergogna per l'Italia intera e sono gli artefici ed il simbolo di un Regno piemontese che ha depredato le ricchezze meridionali e massacrato il Sud con centinaia di migliaia di morti in una guerra civile tra il 1860 ed il 1870...il 17 marzo 1861 è stato l'inizio e l'origine della "questione meridionale", purtroppo non ancora risolta...
3) l'unità che si festeggia ancora oggi e' solo formale, perchè non siamo affatto un paese unito...e non lo saremo mai fin quando un giovane meridionale non avrà le stesse possibilità di trovare lavoro al Sud rispetto al centro-nord, fin quando non avremo le stesse cure mediche, le stesse infrastrutture, le stesse condizioni per i prestiti bancari...in una parola quando finirà, in un modo o nell'altro, questa colonizzazione del Sud che dura da 150 anni.

Daremo maggiori dettagli organizzativi nei prossimi giorni...chiunque interessato alla manifestazione per contributi o suggerimenti può scrivere all'indirizzo email.
partitodelsud.roma@gmail.com

Partito del Sud - sez. "Lucio Barone" Roma