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giovedì 5 dicembre 2013

Non c'e' strada facile per la libertà....ciao Nelson!

Oggi ci ha lasciato un grande uomo, un uomo che ha fatto la storia, e non solo suo paese, Nelson Mandela è stato e sarà sempre per tutti un esempio di lotta per l'uguaglianza e la libertà.
Se in Sudafrica non c'è più la vergogna del regime dell'Apartheid lo si deve a lui e alla lotta dell'ANC fino alla fine degli anni '80.

Non c'è libertà senza uguaglianza....in Sudafrica come in Italia, con un parte del paese colonizzato e di fatto in condizioni di forte disuguaglianza, e sperando che noi meridionalisti possiamo imparare la sua lezione...non mi rimane che salutarlo e citare la sua famosa frase:
"Non c'è strada facile per la libertà"


Enzo Riccio
Vice-Presidente Nazionale
Partito del Sud

martedì 6 agosto 2013

COMUNICATO PDSUD NAPOLI: 6 AGOSTO 2013...PIETRARSA PER SEMPRE

Comunicato Partito del Sud su Pietrarsa...per non dimenticare...!


per  non  dimenticare...



COMUNICATO

6 Agosto, 2013



PIETRARSA  PER  SEMPRE

Il PARTITO DEL SUD invita al ricordo in omaggio alla memoria degli operai (ufficialmente 4, ma probabilmente circa una decina) fucilati a Pietrarsa, vicino Napoli, fuori la gloriosa fabbrica di locomotive vanto dell’ex Regno delle Due Sicilie e leader in Europa. La fabbrica fu smantellata per favorire la crescita dell’Ansaldo di Genova. L’opera iniziò riducendo le maestranze, inasprendo l’orario lavorativo e tagliando parte della retribuzione. Vi fu la prima rivolta operaia d’Italia, repressa il 6 Agosto 1863 con la fucilazione di alcuni operai, prime vittime dell’industria del neonato Regno d’Italia.

Il PARTITO DEL SUD, come da comunicato del 13 Giugno 2013 u.s., a fronte della nomina, come delegato del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, di Andrea Balìa nella Commissione Toponomastica del Comune di Napoli per nomina diretta, ha ottenuto 2 importanti risultati nella prima seduta del 12 Giugno 2013 su relative proposte dello stesso partito :

-          - la cancellazione della strada di Napoli intitolata a Liborio Romano:

-          - la titolazione di strada/piazza in fase d’individuazione, ai “Martiri di Pietrarsa”

Il PARTITO DEL SUD ritiene che il pensiero di tale triste evento debba essere ben presente nella memoria d’ogni meridionale e vada omaggiato in modo concreto come da nostro impegno ad ottenere la titolazione d’una strada/piazza che renda costante e tangibile il segno dell’omaggio in memoria del sacrificio dei nostri fratelli.

mercoledì 5 giugno 2013

Oggi ricorre l'anniversario della nascita di Carmine Crocco...5 Giugno 1830...

Ricevo dall'amico Andrea Balia e posto...






A Rionero in Vulture (Potenza) nasceva 183 anni fa Carmine Crocco detto "il Donatelli", mitico capobrigante, forse il più famoso. Leggendarie le sue gesta e le sue battaglie a capo di squadre coraggiose di briganti contro l'esercito piemontese e i potenti, i ricchi, i latifondisti prezzolati al soldo dei nuovi padroni italici.
Avo da parte di mia madre (Elisa Crocco), di cui ho sentito da piccolo in casa di mio nonno raccontarne le imprese. Fiero di questa significativa appartenenza che ho sempre letto come un filo del destino che mi lega a cotanta progenie. A lui va un ricordo forte di riconoscenza e, pur se sprovvisti di tromboni (i fucili dell'epoca) e del coraggio per imbracciarli, ho sempre pensato che almeno l'esempio, la tenacia e l'impegno per difendere le nostre terre non dovessero andare dispersi ed illuminare il percorso dell' impegno politico e meridionalista del sottoscritto e dei suoi compagni di ventura del Partito del Sud.


Andrea Balìa
Vice Presidente Nazionale del Partito del Sud

giovedì 14 febbraio 2013

"Gaeta 152 anni fa, la fine delle Due Sicilie e le 2 rievocazioni di associazioni e storici" di Gigi Di Fiore




Dal blog di Gigi Di Fiore su Il Mattino online, un bell'articolo su Gaeta e sull'importanza della memoria....

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E' un luogo simbolico per la storia del Mezzogiorno. Ogni anno, a Gaeta, si riuniscono associazioni e cultori di storia, a ricordare che, in quella città (oggi nel Lazio, ma 152 anni nel regno delle Due Sicilie), la storia secolare del Sud autonomo divenne storia d'Italia.

L'assedio di Gaeta, tre mesi con oltre mille morti in divisa e centinaia di civili massacrati dalle bombe. Italiani contro italiani, due eserciti regolari contrapposti: quello piemontese del re Vittorio Emanuele II e quello delle Due Sicilie del re Francesco II cugino del primo. Oltre 55mila granate furono scaricate sulla piazzaforte, che rispose con 35250 colpi. Dodicimila irriducibili in divisa pensarono che il loro giuramento fosse a Francesco II di Borbone e che la loro vera patria fosse quella delle sei regioni peninsulari del sud più la Sicilia. Contro di loro, ad assediarli, trentamila militari dell'esercito ancora sardo-piemontese.

Alle 18,30 del 13 febbraio del 1861, fu firmata la capitolazione. Solo tre ore prima le ultime bombe piemontesi distrussero una batteria di cannoni a Gaeta, la Transilvania, uccidendo centinaia tra militari e civili. Morì anche un giovane alfiere diciassettenne, Carlo Giordano, uno di quegli adolescenti allievi della Nunziatella che abbandonarono la scuola militare di Pizzofalcone a Napoli per correre a difendere la loro patria. 

Storia e storie, quelle che si ricordano nel 22esimo Convegno nazionale a Gaeta, che comincerà domani e finirà domenica. Anche quest'anno, i convegni, in polemica tra loro, sono due. Il secondo si terrà il mese prossimo e conterrà, come sempre, una riflessione sull'attuale condizione del Mezzogiorno. Tante sigle insieme o divise, compresi quei famosi neoborbonici che videro tra i fondatori di 20 anni fa anche Riccardo Pazzaglia. O l'Associazione degli ex allievi della Nunziatella. Ci sarà anche Pino Aprile.

Nostalgie, revanchismo, ansie separatiste? C'è chi lo pensa, ironizzando. Ma la maggioranza dei partecipanti ai convegni annuali è invece a Gaeta, spinta solo dalla voglia di ricordare la storia poco raccontata del Sud e riflettere sull'attuale realtà del Mezzogiorno. Non è una bestemmia, la memoria: a Gettysburg, ogni anni gente in divisa grigia ricorda con gente in divisa blu la carneficina della guerra civile americana. Musei confederati affiancano musei unionisti. L'America fa sempre i conti con la sua storia, quella da esaltare e quella da nascondere, come dimostrano le riletture degli eccidi dei pellerossa o delle stragi in Vietnam.

Da noi, la storia nazionale fa paura ancora, divide. Eppure, si dovrebbe capire che, dalla conoscenza dei differenti percorsi storici delle varie aree del Paese, si possono ritrovare ancora le ragioni per stare insieme. Al nord, al centro e al sud. Non conoscere, ignorare, divide. Su Gaeta e la regina Maria Sofia scrissero Proust, D'Annunzio, Croce, Ferdinando Russo. A Gaeta, ogni anno il 14 febbraio arrivano sempre in tanti per ricordare. E non c'è da meravigliarsi, se nel Sud è ormai aumentata la voglia di conoscere la vera storia dell'unità d'Italia.

venerdì 3 agosto 2012

Tutti alla commemorazione e ricordo dell'eccidio di Pietrarsa lunedì 06 Agosto 2012!




con l'Associazione PROTENEO

Il PARTITO DEL SUD, assieme al Comune di Napoli, quello di San Giorgio a Cremano e quello diPortici, all'associazione "Insieme per la Rinascita", a "Cronache Meridionali", alle associazioni sindacali UILCISL e CGIL e ad altre associazioni ....organizza Lunedì 6 Agosto 2012 il ricordo e l'omaggio agli operai di Pietrarsa, prime vittime sul lavoro del nuovo regno d'Italia, cadute il 6 Agosto 1863 a difesa dei propri diritti e contro lo scempio ai danni della industria meridionale. 


domenica 19 febbraio 2012

Gaeta, 17 febbraio, il sindaco Raimondi ricorda al Presidente Fini l'assedio di Gaeta. Svelare il passato per costruire il futuro.




http://www.youtube.com/watch?v=QFSi2AUecPE&feature=youtu.be

Davanti a una folla strabocchevole, al Presidente della Camera dei Deputati On. Gianfranco Fini e al Presidente della Provincia Dott. Armando Cusani il Sindaco di Gaeta, Dott. Antonio Raimondi,ha elevato all'Italia tutta una lectio magistralis...ascoltiamolo.

venerdì 27 gennaio 2012

"Il giorno della memoria ?...Io sono Calabrese mi ricordo tutto .....e aspetto." di G. Lipari



  • Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
  • Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
  • La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
  • Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
  • Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
  • A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c’è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
  • Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
  • Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
  • Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
  • Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
  • Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
  • L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
  • Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
  • Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
  • I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)

Giuseppe Lipari