martedì 27 marzo 2012

ALDO VELLA, SAN GIORGIO E IL SUO RINASCIMENTO



Ricevo e posto questa bella intervista ad Aldo Vella, nella città del grande Massimo Troisi, il PdSUD sostiene chi ha pensato e realizzato già in passato ad un premio Troisi ed ad una piazza Troisi...e quindi non possiamo che dire...Ricomincio da Vella!

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A San Giorgio a Cremano si scaldano i motori per la tornata elettorale di maggio. Tra scissioni e dissidi di centro-destra e centro-sinistra spicca l’immagine pacata e cristallina dell’ex Sindaco della città di Massimo Troisi.

Giovedì scorso s’è tenuta al Club 1946, in Via Cavalli di Bronzo, la conferenza stampa del candidato a sindaco Aldo Vella. È un gradevole pomeriggio di primavera, si attende il candidato nel salottino all’aperto del locale prossimo ai giardini di Villa Vannucchi, nell’attesa, accoccolato al tepore dell’ultimo sole del giorno, attendo. Un po’ mi rincresce la puntualità dell’architetto di Lacedonia che invece non si fa attendere. All’interno del club si apre subito la presentazione del programma, per opera stessa di Aldo Vella, lo affiancano i candidati Francesco Menna e Tommasina La Rocca e il segretario nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa. Senza preamboli precostituiti, l’ex amministratore delinea la sua linea di pensiero. Potendolo sintetizzare: la cultura sopra tutto.

Sì perché per l’attivo Vella, con un intenso curriculum di politico ma anche di scrittore e giornalista, «La cultura è l’asse portante della politica stessa». Nei “sette punti capitali” del suo programma tutto è in funzione della cultura «… che genera gli altri sei …», la trasparenza, la vivibilità, lo sviluppo, la macchina comunale e la Città Vesuviana. Ma tornando alla cultura il candidato meridionalista sostiene: «A San Giorgio, prima e dopo Massimo Troisi, ci sono stati centinaia di operatori culturali che non hanno ritrovato rispondenza nelle loro proposte. Qui si consuma cultura di altri e non si incentiva la produzione culturale autoctona. Incentriamo quindi il nostro progetto culturale, la nostra campagna elettorale su questo tema perché da questo discende tutto il resto. Se vogliamo prendere ad esempio la trasparenza, proprio in questo campo, se non si è convinti di ciò che si dice, non si può convincere gli altri. Se vogliamo prendere poi ad esempio i servizi, non li si possono offrire al cittadino se non si guarda a questo come un essere umano, nello stesso spazio vitale in cui vive chi governa».

Aldo Vella si presenterà alle amministrative del 6-7 maggio con una lista civica, “Ricomincio da Vella” «forse la sola coalizione che non è appoggiata dai partiti tradizionali», appoggiata in primis dal Partito del Sud che «nasce nel momento in cui gli altri hanno la loro decadenza.»
Segue Aldo Vella nella descrizione della sua compagine «Siamo un corpo, adesso elettorale, ma dopo le elezioni sarà un corpo politico e culturale. Con noi ci sono esponenti della società civile non impegnati mai in politica, la cui età media rasenta i trentatré anni (mi escludo per non alzare la media!). C’è da chiedersi allora perché dei giovani vengono da un settantunenne? Qualcuno di questi mi ha risposto: “perché ho bisogno di un riferimento e di una guida.” Non è vero quindi che i giovani vogliono fare per conto loro, vogliono essere autonomi a tutti i costi e si vogliono scrollare di dosso le vecchie generazioni».
«Noi abbiamo invece la colpa di non aver fatto apprendistato per questi giovani, di non aver dato un esempio, anche morale. Abbiamo fatto crescere una generazione di ventenni e di trentenni che si sono impegnati in politica e hanno preso gli stessi vizi dei padri, che siamo noi! Per cui io non riconosco i giovani esponenti degli attuali partiti, non li riconosco come gli elementi giovanili che servono alla politica e al suo rinnovamento. Preferiamo chi è maggiormente disposto ad accettare chi ha memoria come noi e vuole trasmettere questa memoria, questa esperienza, niente di più. Pensate forse che io possa avere una vita politica decennale? Non lo penso affatto, pensavo infatti di aver chiuso! Ma un intellettuale che è abituato a vedere a trecentosessanta gradi, vede anche i mali della politica, vede anche un disfacimento generazionale, vede che non c’è futuro, non c’è ricambio e quello che c’è è la copia esatta dei padri! Così come anche qualche impegno femminile è recuperato sul maschilismo! Tradotto in termini falsamente femminili!».
Devo dire che non sempre ho sentito parole tanto estranee al lessico dell’attuale politica e decido quindi di approfondire l’argomento.

Architetto, stasera ho ascoltato dei concetti che a mio parere sono in controtendenza rispetto agli stilemi politici normalmente in voga, come ad esempio il suo discorso sulla partecipazione giovanile, tanto decantata ma poi poco applicata. Non ho sentito quegli slogan che normalmente circolano in questi contesti, ma essendo abituati a tanta retorica non pensa che quest’atteggiamento possa crearle delle difficoltà per la sua novità?
«Lo slogan è astrazione, quando invece uno si trova davanti a una persona reale e ha un rapporto diretto con questa …»
Come avviene questo contatto diretto con le persone?
«Le domeniche abbiamo dei gazebo nelle varie piazze cittadine e poi nei giorni infrasettimanali ci muoviamo nel nostro camper, noi abbiamo il comitato elettorale mobile, nel camper! E poi io cammino sempre a piedi e devo per forza incontrare le persone!»
Decido poi di fare una domanda più maliziosa. Su ilmediano.it sono state riportate le seguenti dichiarazioni, di un suo antagonista, Renato Carcatella: “Vogliamo mettere in primo piano il Premio Troisi ” e “Piazza Troisi deve diventare un luogo vivo”. Come suonano queste parole alle orecchie di chi ha creato tale premio e cambiato il nome alla piazza?
«Non è difficile creare un nuovo Premio Troisi migliore di questo, così come non è difficile creare una piazza più pulita dell’attuale Piazza Troisi.»
Tutto sommato, menzionando queste idee, in un certo modo, gliene si da’ atto della loro bontà … 
«Non se ne può fare a meno».
Un’ultima cosa. Cos’è mancato per compattare la sinistra?
«Non è in campagna elettorale che si sciolgono nodi tanto ingarbugliati. L’impossibilità di svolgere azione democratica e dibattito all’interno della sinistra, sia quella del PD sia da parte della Federazione delle Sinistre ha fatto sì che ci fosse una trasfusione nella mia lista di piccoli gruppi di scontenti e non sono certo io la causa della crisi dei partiti.»
Era a Renato Carcatella che alludeva a riguardo di una certa baldanza giovanile?
«Là c’è la somma dell’età del padre e del figlio, che è superiore anche alla mia!»

Ciro Teodonno

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