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martedì 19 marzo 2013

Consiglieri comunali di Napoli in sciopero della fame...



Riceviamo dalla sezione napoletana e dall'Ufficio Comunicazione di Luigi de Magistris e, postiamo :


PIENO SOSTEGNO INIZIATIVA CONSIGLIERI 

"Un'iniziativa che non può che trovare il sostegno del sindaco e che aspira a sensibilizzare un governo che, ancora oggi, risulta sordo al grido di allarme proveniente da Napoli. Un governo che non ha preso in considerazione le istanze che da mesi stiamo portando avanti, sollevando tutta la nostra preoccupazione per l'acuirsi del conflitto sociale, esortando al rispetto dei diritti dei cittadini, invitando all'attuazione della Costituzione per tenere viva la nostra democrazia. L'amministrazione ha fatto la sua parte, predisponendo il piano di riequilibrio finanziario, adesso la responsabilità è del governo ed, in particolare, del ministero dell'Economia. I tempi sono stretti perchè i bisogni dei cittadini non possono più aspettare: da questa settimana, quindi, apriremo una stagione di mobilitazione senza precedenti, affinchè il governo proceda all'anticipazione del fondo di rotazione a cui la città ha diritto avendo aderito al decreto 174". Lo afferma il sindaco di Napoli commentando l'iniziativa odierna intrapresa dai consiglieri della maggioranza.

NIENTE FONDI A COMUNE NAPOLI, OCCUPATO CONSIGLIO COMUNALE CONSIGLIERI DI DIVERSI GRUPPI INIZIANO SCIOPERO DELLA FAME NAPOLI

(ANSA) - NAPOLI, 19 MAR - I gruppi consiliari di Italia dei valori, Verdi e Napoli è tua hanno occupato l'aula del 
Consiglio comunale di Napoli e hanno iniziato lo sciopero della fame. All'origine della protesta, il mancato sblocco dei fondi previsti a seguito dell'adesione al decreto 174. L'iniziativa è stata promossa dal gruppo dell'Idv e ha subito ottenuto l'adesione delle altre forze politiche. In aula anche l'assessore alle Pari opportunità Giuseppina Tommasielli. Secondo quanto riferito dal capogruppo Idv Franco Moxedano hanno dato disponibilità ad aderire alla protesta anche il gruppo di Federazione della sinistra e le forze di opposizione.(ANSA).



Fonte : Marzia Bonacci
Portavoce sindaco Luigi de Magistris

giovedì 19 luglio 2012

Sosteniamo la protesta dei sindaci calabresi di Riace e di Acquaformosa!



Dalla bacheca facebook di Pino Aprile, posto quest'ennesima vergogna nazionale e la protesta di due coraggiosi sindaci calabresi...

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Catalogo delle vergogne nazionali: ricevo questo comunicato, che fa ribollire il sangue. I sindaci che con la loro 
efficienza e accoglienza hanno reso onore all'Italia, mentre il ministro leghista Maroni la sputtanava, facendo ammassare profughi e rifugiati a Lampedusa, per creare una “emergenza” da lui stesso annunciata, sono costretti a fare lo sciopero della fame!
Abbraccio Mimmo e Giovanni; e sono fiero di averli fra i miei amici.
Facciamo loro sentire che non sono soli; e che non hanno sbagliato a obbedire alle leggi dell'umanità, oltre che a quelle dello Stato che li ripaga così male.

COMUNICATO STAMPA

Domani mattina alle ore 11.00 a Riace, i Sindaci: Domenico Lucano di Riace, Giovanni Manoccio di Acquaformosa, il già sindaco di Caulonia Ilario Amendolia ed il responsabile di RECOSOL – Calabria - Giovanni Maiolo, terranno una conferenza stampa per spiegare l’ormai annoso problema dei mancati pagamenti della Regione Calabria, dipartimento della Protezione Civile, per l’emergenza Nord-Africa.
Da oggi i sindaci di Riace ed Acquaformosa hanno iniziato uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto le criticità dei progetti denominati “Emergenza Nord-Africa” che hanno visto i Comuni e le Associazioni accogliere i Migranti provenienti dai paesi sub sahariani nella passata primavera-estate.
A distanza di un anno la Protezione Civile Regionale non ha ottemperato agli impegni assunti per un contrasto Amministrativo con la Corte dei Conti sezione Calabria, con questo atteggiamento si sta distruggendo il sistema “Asilo” ed il sistema di “Accoglienza” della Calabria.
Già ad Amantea come a Rogliano iniziano le sofferenze dei migranti con gli enti gestori che hanno enormi difficoltà ad erogare i servizi.
I sindaci di Riace ed Acquaformosa avevano nei mesi scorsi denunciato la possibilità di nuove “Rosarno” , convinti che senza un adeguato intervento delle istituzioni, il pericolo di rivolte potesse crescere nonostante l’impegno degli amministratori e dei tanti operatori che con dedizione, senza alcun compenso da mesi, continuano ad operare per rispettare il diritto all’accoglienza.

Riace, 18.07.2012
Domenico Lucano
Giovanni Manoccio
Giovanni Maiolo

giovedì 15 marzo 2012

Lo scempio della reggia di Carditello, all'asta per 15 milioni



l gioiello dell'architettura settecentesca borbonica, depredato e saccheggiato dei suoi marmi e dei suoi gioielli, rischia di finire nelle mani della camorra. O nella "migliore" delle ipotesi trasformarsi in resort turistico di lusso


di Francesco Erbani

Sono ore decisive per il destino della reggia borbonica di Carditello, il gioiello dell'architettura settecentesca che sorge a San Tammaro, nella piana casertana. Abbandonata e saccheggiata la residenza voluta da Ferdinando IV per sé, come casina di caccia e come azienda agricola modello, potrebbe essere venduta all'asta il 15 marzo. Il prezzo è quasi irrisorio: 15 milioni per un capolavoro affrescato da Jakob Philip Hackert e al quale, uno dopo l'altro, hanno rubato tutti i pilastrini di marmo delle balaustre, oltre ai gradini delle scalinate, ai camini e agli stemmi. La zona è presidiata dalla camorra (Casal di Principe è a pochi chilometri) e la reggia potrebbe far gola per ripulire un po' di quattrini.

Circolano però anche altre voci, del tutto diverse e non si sa quanto fondate. Interessata all'acquisto si dice sia Cristiana Coppola, figlia di Cristoforo, uno dei protagonisti della disastrosa avventura del Villaggio Coppola, la città interamente abusiva sorta negli anni Sessanta sul litorale domiziano. Cristiana Coppola, che opera nel settore del turismo e dell'edilizia, è anche vice presidente di Confindustria. Vere o meno che siano le ipotesi, resta che un patrimonio d'arte, di proprietà di un ente regionale oberato dai debiti (il Consorzio di bonifica del Basso Volturno) potrebbe essere ridotto a resort di lusso, quindi sottratto a ogni fruizione pubblica. O diventare una sala per matrimoni. L'asta è stata decisa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che ha in custodia la reggia e che impedisce a chiunque di entrare (ma i ladri non si son fatti mai problemi). I proventi dovrebbero finire nelle casse di una società di recupero crediti del Banco di Napoli, che ora è Banca Intesa. Fino all'ultimo la Soprintendenza ha cercato di bloccare la procedura, ma il Tribunale ha respinto il suo ricorso.

Nei giorni scorsi il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino, ha iniziato uno sciopero della fame negli uffici del Comune, rivolgendo un appello a tutte le forze politiche. "Non mi muovo da qui, fino a che il presidente della Regione Stefano Caldoro non prenderà un provvedimento definitivo", dice il sindaco. Ma Caldoro e la sua giunta non danno segni di vita. Eppure, segnala il consigliere del Pd Nicola Caputo, "3 milioni di euro sono stati stanziati per l'acquisizione della reggia". Ma ne servono almeno altri 6 perché la società di recupero crediti si dichiari soddisfatta, stando a un intesa raggiunta anni fa. "È stata proposta anche l'istituzione di una Fondazione", aggiunge Caputo, "che dovrebbe poi gestire la reggia". Ma la Fondazione è solo sulla carta, senza un euro stanziato.

Intorno alla reggia e alla sua salvaguardia si muovono molte iniziative. Sono impegnate le organizzazioni ambientaliste (nei giorni scorsi è stato lanciato un altro appello da Italia Nostra), i comitati di cittadini. Una petizione promossa su Facebook dall'associazione Orange revolution ha raggiunto quasi seimila firme. La stessa associazione sta cercando di sensibilizzare migliaia fra Comuni, Province e Regioni, soprattutto dell'Italia meridionale, affinché stanzino una cifra anche simbolica per consentire l'acquisizione della reggia, avviando poi un progetto per il suo restauro e la sua fruizione. "Dopo aver inviato il nostro appello alla soprintendente di Caserta e non aver ottenuto neanche una risposta, ci rivolgeremo al presidente della Repubblica, al presidente del Consiglio e al ministro dei Beni Culturali, affinché sia emesso un provvedimento urgente per salvare la reggia", dice Raffaella Forgione di Orange revolution.

Il tempo stringe per sottrarre la reggia a un destino solo speculativo. Se dovesse andare deserta l'asta di domani, un'altra verrebbe fissata di lì a qualche settimana. Intanto non si arresta il degrado dell'edificio e delle sue decorazioni. L'acqua penetra dai tetti sfondati, impregnando i muri. Dopo i saccheggi degli ultimi mesi è stato istituito un servizio di vigilanza. Ma i controlli sono sporadici. E la residenza borbonica resta alla mercè di chiunque la voglia saccheggiare.


Fonte: La Repubblica

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