giovedì 4 dicembre 2008

Antonio Ciano al TG2 delle 13 di oggi!

"La verità attraversa sempre tre fasi. Dapprima viene ridicolizzata. Poi violentemente contrastata. Infine accettata come una cosa ovvia" (Schopenhauer).

Finalmente la nostra voce inizia ad arrivare ai TG nazionali, il patetico tentativo dei savojardi e dei loro degni eredi di ridicolizzare l'iniziativa del comune di Gaeta e di Antonio Ciano ci fa pensare che Schopenhauer aveva ragione!

TUTTI A GAETA IL 6 DICEMBRE!

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martedì 2 dicembre 2008

TUTTI A GAETA IL 6 DICEMBRE! PAGATE SAVOIA!



Sabato 6 dicembre 2008, ore 16:00 Consiglio Comunale a Gaeta
All'ordine del giorno c'e' la decisione del Comune se costituirsi in causa contro gli eredi Savoia, per i danni patiti dalla Città durante l'assedio del 1861.

Sono invitate tutte le Persone, i Partiti e i Movimenti che hanno a cuore la nostra Terra martoriata!

Antonio Ciano - segretario nazionale Partito del Sud

giovedì 27 novembre 2008

GLI APPARENTAMENTI - Comunicato di Antonio Ciano



Ricevo e pubblico il comunicato diramato da Antonio Ciano, segretario nazionale del Partito del Sud. Negli ultimi giorni su troppi blog si e' parlato, in modo un po' distorto secondo noi, di questo nostro apparentamento con Alleanza Federalista (in realtà ancora in fase di trattativa...) e addirittura con la Lega Nord (???). Quindi e' meglio chiarire ancora una volta la nostra posizione e cosa vogliamo fare, il nostro segretario lo ribadisce con questo comunicato...


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"Il PdSud - spiega Ciano - guarda con interesse all'esperienza di Alleanza federalista promossa dall'onorevole Giacomo Chiappori, rivolta a favorire, come noi, la nascita di un soggetto politico dei meridionali.
Per questo motivo abbiamo nominato, sulla base di una mozione presentata a tal proposito dal vicecoordinatore Erasmo Vecchio, approvata all'unanimità, un comitato di coordinamento nazionale che apra con Af una fase interlocutoria rivolta a verificare, sia l'opportunità di dare vita al Parlamento del Sud, quale organismo unico di proposta e confronto, sia la possibilità di una partecipazione congiunta alle europee 2009..."

Questo è il comunicato emesso dopo la riunione avvenuta a Gaeta ai primi di ottobre 2008.
Abbiamo aperto con Chiappori una discussione, a volte anche aspra, a palazzo Marino, come abbiamo aperto altre discussioni con movimenti meridionalisti (Lega Sud, Per il Sud).
I CDS a Gaeta, un anno fa ci comunicarono attraverso Fiore Marro che non intendevano partecipare alla vita politica italiana, che era loro intenzione fare cultura, convegni e dibattiti per dare coscienza al popolo duosiciliano.
(non intendevano partecipare ad un "Partito del Sud" ma poi vogliono partecipare anzi presentarsi nelle Liste di un partito finto meridionalista come l'MPA...n.d.r.)

Il PdSud, come Sud Libero, la Lega Sud e Per il Sud si è presentato da solo alle elezioni politiche in Sicilia.
Questa è la realtà.
Se poi, un movimento politico non debba avere rapporti con altri partiti questo è veramente una cosa originale. Non dovremmo nemmeno presentarci alle elezioni, sia politiche che amministrative e chiedere l'autonomia con i fucili.
Nel Sud Italia lo abbiamo fatto nel 1861 e ci hanno massacrati; la Sicilia si è svegliata dopo sei anni, nel 1866 e le truppe savoiarde hanno bombardato Palermo per sette giorni e mezzo mietendo oltre settemila morti.
La Sicilia ci ha riprovato con l'Evis e tutti sappiamo come è finita.
Lombardo è prigioniero della destra, ha uno Statuto speciale da adottare, ma non lo fa. Quindi segue la linea liberale e massonica di questo Stato nato 147 anni fa.
In questi giorni stiamo dialogando con i Liberal Democratici, siamo stati interpellati anche dall'IDV provinciale.
Forse è peccato.
Un anno e mezzo fa ci siamo presentati alle elezioni amministrative di Gaeta, abbiamo vinto, amministriamo la nostra città assieme alla lista civica del Sindaco.
Dobbiamo amministrare la città con leggi imposteci dal sistema liberale, fascista, e sabaudo. Ci tocca far applicare imposte, tasse e balzelli dettateci dalla Corte dei Conti. Il sistema risorgimentale sta implodendo, non ce la fa più.
Il sistema centralista è morto.
Ci vuole un federalismo sano, che dia autonomia impostiva ai comuni, le altre sono solo chiacchiere.
Chiappori ha dato una mano ai comuni italiani, si è impegnato, con la legge sul federalismo fiscale approvata dal consiglio dei ministri il 3 ottobre del 2008, all'art. 16: il ritorno alla mia città e a tutte le altre dei beni demaniali che i piemontesi e i giacobini francesi ci avevano espropriato, è una realtà.
Per questo lo ringrazio.
La politica è altra cosa: è fatta di confronti, di aperture e di chiusure, di strategie, di impegni, di storia.
Noi stiamo cercando di dare anima alla nostra storia passata, ma di costruire il futuro dei nostri figli, costretti all'emigrazione da questo sistema sin dal 13 febbraio del 1861.
Le recrudescenze e le spernacchiate dei Blog non ci interessano, anzi, se servono a costruire il fronte di un Sud unito, ben vengano. Ma è difficile.
Non cerchiamo posti, nè prebende.
Come Partito del Sud stiamo costruendo qualcosa di positivo.
Erasmo Vecchio sta dando vigore ai "Compra Sud", in pochi anni migliaia di operatori meridionali venderanno i loro prodotti in una struttura nata al Sud, in quella Sicilia fucina di menti, di gente coraggiosa che combatte la mafia ogni giorno, che lavora nei campi, nelle fabbriche, negli enti, sulle navi che ogni giorno solcano i mari di tutto il mondo.
Stiamo costruendo il nostro partito sul territorio.
Abbiamo bisogno di comunicare, abbiamo a disposizione solo Internet.
Berlusconi ci ha chiuso TMO Gaeta, la prima telestreet italiana.
Si, proprio quello del popolo delle Libertà, ma il suo sistema è alla frutta.
Un giorno si alleerà con questa sinistra per difendere l'economia tosco-padana. In Italia esistono due partiti, quello del Sud e quello del Nord.
Loro sono organizzati, hanno costruito il consenso con le loro malefatte, con i loro affari, con le loro industrie.
Tocca a noi organizzare e costruire la coscienza meridionalista al nostro popolo, unirci con gli altri gruppi.
Nel 1860 avevano 350 bande di partigiani, non abbiamo battuto i piemontesi perchè non c'era un capo che le guidasse.
Uniamoci, e vinciamo.
Questo è il mio appello.
Forse il 6 dicembre ci sarà un consiglio comunale per discutere una eventuale denuncia contro casa Savoia per i danni di guerra subiti da Gaeta nel 1860-61, pensate che se non ci fosse stato il PdSud al governo della città sarebbe stato possibile?
Invito tutti i partiti e movimenti meridionalisti a presenziare a detto consiglio, venite con i vostri simboli, con le bandiere dei nostri avi, contiamoci, uniamoci.

A. Ciano
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lunedì 24 novembre 2008

Sangue e oro...solidarietà al popolo palestinese!

Mentre, nel disinteresse generale, la nostra classe dirigente si occupa dell'abbronzatura di Obama,delle labbra polifunzionali della Carfagna e degli appiccicosi glutei di Villari...a Gaza, e nel poco che è rimasto della Palestina ufficiale, si sta consumando l'ennesima tragedia del popolo arabo.

La politica israeliana che intende tirare definitivamente il cappio intorno al collo del popolo palestinese sta conducendo, nella striscia di Gaza in particolare, una manovra di chiaro sterminio di quelle popolazioni. Nella Striscia non si può lavorare la terra perchè i soldati israeliani con i carri armati distruggono i raccolti, nelle acque di Gaza non si può pescare perchè i pescherecci vengono sequestrati ed i pescatori arrestati, a Gaza non ci si può curare perchè i medicinali non ci sono più e le ambulanze non vengono fatte entrare in Israele, a Gaza manca la corrente elettrica e scarseggia l'acqua potabile, nella Striscia la mortalità infantile e senile ha raggiunto livelli da record.

Un Natale di sangue attende la Palestina e l'Europa, vittima e strumento dell'imperialismo nord-americano che da sempre appoggia Israele, sta a guardare.

Noi DuoSiciliani, che ben conosciamo il tallone dell'oppressione, ritroviamo nel popolo Palestinese tutte quelle emozioni e quei sentimenti che agitarono orgogliosamente il nostro popolo contro la politica di sterminio che l'aggressore piemontese adottò nei nostri confronti. Il popolo DuoSiciliano dovrebbe pertanto partecipare alla manifestazione di sabato 29 novembre a Roma (Appuntamento in Piazza della Repubblica ore 15) di solidarietà al popolo palestinese. Manifestazione per portare la solidarietà a chi soffre sotto il peso della violenza e per chiedere a voce alta:

LA FINE DELL'OCCUPAZIONE E DEL FURTO DELLE RISORSE NATURALI,IN PRIMIS L'ACQUA!
IL DIRITTO AL RITORNO, NELLA PALESTINA STORICA,PER I RIFUGIATI PALESTINESI
LA FINE DEL BLOCCO ECONOMICO CONTRO LA POPOLAZIONE DI GAZA
LA NASCITA DI UNO STATO PALESTINESE CON GERUSALEMME CAPITALE
LA DISTRUZIONE DEL MURO CON IL QUALE GLI ISRAELIANI GHETTIZZANO I PALESTINESI
LO SMANTELLAMENTO DEGLI INSEDIAMENTI COLONICI ISRAELIANI
LA REVOCA DEGLI ACCORDI DI COOPERAZIONE MILITARE CON ISRAELE
LA LIBERAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI

Enrico Viciconte - PARTITO DEL SUD "Sez. Lucio Barone" Roma

martedì 18 novembre 2008

Quando il sangue e' sangue...una bella storia...

Ricevo e pubblico, autorizzato dall'autore, una bella storia di famiglia.
Ed arriva da un nostro compatiota che vive in Spagna, emigrato come tanti meridionali della diaspora bibblica post-unitaria...

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La mia famiglia è sempre stata patriotticamente per il Regno di Napoli e poi per il Regno delle Due Sicilie. Un patriottismo che portò i miei antenati a parteggiare per i guerriglieri ed aiutarli in ogni modo fornendogli cibo, vestiario, informazioni sul nemico e raccogliendo fondi per la loro lotta. Un aiuto che gli occupanti non potevano tollerare.
Una notte il nonno di mio nonno era nei boschi per portare viveri ai guerriglieri, contemporaneamente i bersaglieri assaltarono la casa. Uccisero i suoi genitori e i fratelli minori che avevano 11 e 5 anni, gli zii, due cugine di sette e due anni ed un cugino di quattro anni. Il nonno di mio nonno era il più grande ed aveva, all'epoca nel 1862, 14 anni e già faceva il suo dovere per la Patria Napolitana.
Ricordo i racconti del mio bisnonno e quelli di mio nonno circa il trisavolo che fuggì nel 1862 alla strage della sua famiglia. Dovette a soli 14 anni fuggire nello stato pontificio per non essere ucciso dai bersaglieri.
Riuscì a superare il confine pontificio ed arrivare a Roma dove c'era la zia, sorella del padre unica sopravvissuta della famiglia. Lì incontro le loro maestà Francesco II e Maria Sofia, che rimasero molto colpite dalla sua storia.
Il mio avo avrebbe voluto tornare in patria a combattere ma S.M. Francesco II lo esortò ad apettare un momento più propizio dicendogli che comunque il suo dovere lo aveva fatto.
Il padre del mio trisavolo aveva comunque messo in salvo a Roma parte delle sue sostanze e questo servi alla sopravvivenza del mio avo.
Dopo Roma con la zia si trasferì nel principato di Monaco e poi in Spagna dove la mia famiglia vive ancora.
Un voto fatto dal mio bisnonno sul letto di morte al mio trisavolo diceva che, come gli usurparori sarebbero caduti, il primo nascituro doveva venire al mondo a Napoli. Questo è stato possibile solo diversi anni dopo l'inizio del loro esilio.
Infatti dopo 105 anni dalla fuga del nonno di mio nonno sono nato a Napoli.
Io sono il primo dopo il 1860 che è nato nell'ex Regno delle Due Sicilie, giusto il tempo di nascerci e poi i miei genitori sono tornati in Spagna. Ho vissuto a Napoli per un anno grazie al progetto Erasmus e vivendoci ho capito cosa è stato levato a me, ai miei avi e ai miei figli.
Non mi ritengo un neoborbonico ma solo un semplice Napolitano della diaspora, nemmeno un patriota, perchè tale aggettivo non bisogna attribuirselo da soli ma te lo danno gli altri se veramente hai servito la patria.


Goffredo Zenobio Volpe


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