lunedì 21 aprile 2008

Il Partito del Sud partecipa al V2 Day di Beppe Grillo a Roma

La lotta continua e il Partito del Sud partecipa al V2 Day di Grillo, appoggiando la sua raccolta firme contro la casta dei giornalisti.

NO AL FINANZIAMENTO PUBBLICO DELL'EDITORIA!

Oltre a dover leggere gli insulti dei Feltri e Giannino di turno, li dobbiamo pure sovvenzionare!!!

A breve pubblicheremo online anche il nostro volantino per il V2 Day.

2 commenti:

Orazio Vasta ha detto...

a rarika
Blog di Orazio Vasta,blog libero e pensante,siciliano nazionalitario e internazionalista,nonviolento e antimafioso,zona franca per la poesia e per il gusto di vivere...

mercoledì 23 aprile 2008
Se il Vesuvio non esaudisse i LORO pensieri...


Stamattina,abbiamo pubblicato lo "scritto" che segue,volutamente,senza fornire alcun dato sulla fonte. Volevamo vedere la reazione...Abbiamo ricevuto tante e-mail...Qualcuno crede che l'abbiamo realizzato noi del blog... Diciamo subito,che tale "scritto" è stato segnalato a questo blog da una giovane professoressa della Romagna, indignata ,anzi :"come dite voi siciliani, SCHIFIATA!". La professoressa,che ringraziamo per la segnalazione,si dice "SCHIFIATA" anche "dal consenso elettorale che in Terra di Romagna ha ricevuto il 13-14 aprile la Lega Nord"... Ma,la prof. si chiede e ci chiede: "come può l'Mpa allearsi con la Lega di Bossi?"...Ritornando alla paternità dello "scritto",ecco la fonte: http://celticwarrior4.splinder.com
...e,di seguito il post così com'è pubblicato dal sito denominato "TRINCEA PADANA" ,dove,nella home, domina il simbolo elettorale della Lega-Mpa (SIC!)... COMMENTATE GENTE,COMMENTATE...!
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10/01/2008
Se il Vesuvio non esaudisse i nostri desideri...
L'arma segreta della Padania contro la Terronia: la catena di vulcani padani sommersi che tiene sotto scacco il Mar Tirreno
"Proprio nel mezzo del Mar Tirreno, ad una latitudine che corrisponde all’incirca a quella della città di Cosenza, il fondo marino è fratturato e si espande ad una velocità di circa 20 cm all’anno. Il fenomeno è così particolare che suscita la meraviglia dei ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Nuovo materiale risale dalle profondità della Terra e fuoriesce da una lunga frattura creatasi nella crosta del mare, spingendo a destra e a sinistra quella già presente. Il processo è del tutto simile a quello che avviene nel cuore dei grandi oceani, come nell’Oceano Atlantico e nell’Oceano Pacifico. Le "immagini magnetiche" cui fanno riferimento i ricercatori sono quelle che si ottengono, attraverso strumenti posti su aerei e navi, rilevando l’intensità del campo magnetico a destra e a sinistra della frattura. Tale valore varia in rapporto all’evolversi nel tempo del campo magnetico della Terra e rimane impresso nelle rocce vulcaniche ricche di ferro che, salendo dal mantello terrestre, solidificano ai bordi della frattura. Poiché le anomalie sono esattamente simmetriche rispetto alla faglia, ciò permette di seguire l’evolversi dell’apertura della crosta marina. Le ricerche hanno dato modo di capire che fino a poco più di un milione di anni fa la frattura del Mar Tirreno ha spinto a destra e a sinistra la crosta marina ad una velocità che non ha confronti sul nostro pianeta. Di solito infatti, l’espansione degli oceani avviene ad una velocità di pochi centimetri all’anno (il record era di 6 cm annui) e dunque 20 cm annui supera di gran lunga ogni misura sin qui fatta. Che il Mar Tirreno fosse soggetto ad un processo di "padanizzazione oceanica" era noto da tempo ai geologi. Il fenomeno è iniziato ben dieci milioni di anni fa e con accelerazione e rallentamenti è andato avanti fino ai nostri tempi, accompagnato dalla nascita di vulcani padani sottomarini, dall’apertura di fratture profonde e dalla rotazione in senso antiorario dell’Appennino meridionale. Le nuove elaborazioni sviluppate dai ricercatori INGV, non solo confermano che il fenomeno è avvenuto in tempi geologicamente recentissimi, ma anche che è avvenuto a velocità superiore al previsto, tanto da segnare il record mondiale delle velocità di espansione dei fondali oceanici. Questa scoperta, al di là del valore scientifico, confermato dalla tempestiva pubblicazione sulla prestigiosa rivista internazionale "Geology", assume una particolare importanza perché la zona interessata dall’espansione si trova a ridosso del più grande vulcano europeo: il Marsili, un gigante padano sommerso ancora più grande dell’Etna (50 km di lunghezza e 3000 m di altezza). Lì, alla profondità di 3500 metri, c’è la piana abissale su cui si è innalzato il Marsili meno di un milione di anni fa. Grandi eruzioni di questo vulcano padano ancora attivo causerebbero maremoti e disastri vari in tutta la Terronia!"

Pubblicato da Orazio Vasta mercoledì, aprile 23, 2008

Anonimo ha detto...

giovedì 3 aprile 2008
Su Malpensa e sul “sistema paese”


Il caso Malpensa è l’esempio chiarissimo su come funzioni il concetto di “sviluppo economico” e “sistema paese” in italia.
Lo scalo lombardo è stato deliberatamente sabotato da Roma capitale fin dalla sua attivazione.
Ricorderete le continue notizie, per lo più ingigantite, sugli incidenti e furti ai bagagli per scoraggiare i viaggiatori. Come se a Fiumicino queste cose non avvenissero. Negati i finanziamenti per i collegamenti stradali e ferroviari veloci con il Piemonte e perfino con Milano.

Se Malpensa avesse ricevuto UN MILLESIMO delle risorse destinate dallo stato per le finte grandi opere del Sud come nella piana di Gioia Tauro, stabilimenti Fiat vari, leggi per Roma Capitale, cassa per il Mezzogiorno, Giubileo e via elencando, sarebbe divenuto il più efficiente aeroporto d’Europa a livello degli scali giapponesi. Per non dimenticare il colossale costo della cosiddetta “lotta alla mafia”, una messa in scena criminosa per celare che a 150 dall’unità “nazionale” il Mezzogiorno non è stato ancora integrato.

Usuale la tattica.
Prima il tricolore ha sabotato ogni opera pubblica a cominciare dalla TAV per collegare Malpensa con il resto della Padania, ostacolando in ogni modo il Corridoio 5. Poi ha fatto enunciare dai suoi STRISCIANTI CAMERIERI come Beppe Grillo che lo scalo è una “cattedrale nel deserto” poiché privo di infrastrutture di collegamento.
L’Alitalia è l’unica compagnia aerea che perde sull’hub lombardo, quindi il problema è la compagnia di bandiera-zombie dello stato-zombie, non l’aeroporto della brughiera.

La verità è singolarmente banale; Roma Capitale non ha voluto che la Padania avesse il suo aeroporto per timore forse che ciò portasse a una qualche forma di secessione.
Ah, SECESSIONE, il vocabolo più temuto lungo le sponde del Tevere. Lo stesso motivo per cui l’Urbe supporta e incoraggia le opposizioni “locali” ad ogni velocizzazione del trasporto passeggeri e merci dalla Padania verso l’Europa.
La questione degli slot è paradossalmente indicativa su cosa si intenda per “liberalizzazioni” in questo paese.
Nello stato in cui non si riescono a espellere neanche i clandestini riottosi si vorrebbe OBBLIGARE, bloccando gli slot a Malpensa, i cittadini del Settentrione ad andare a Roma usando le peggiori ferrovie e le più care autostrade d’Europa. A dispetto di ogni logica di mercato, regolamento europeo, uso del buon senso sulla gestione delle rotte aeree; a dispetto del fatto che Il 70% di tutto il traffico aereo passeggeri ed una percentuale perfino maggiore del traffico merci sia richiesta nel Settentrione. L’unico stato al mondo che vuole ubicare l’hub lontano dalle zone a maggiore richiesta di trasporto via cielo.

L’ Alitalia è la compagnia di bandiera comunale di Roma, preferisce spostare i passeggeri piuttosto che i dipendenti che sono per l’80% ROMANI e probabilmente per il 95% entrati in compagnia dietro raccomandazione come costume diffuso nella “capitale”.
La casta vorrebbe costringere merci e passeggeri ad andare a Fiumicino, nell’aeroporto che qualche anno fa fu giudicato il peggiore d’Europa dopo Atene. Addirittura limitando PER LEGGE non PER MERCATO i voli internazionali dagli aeroporti minori. La nuova legge sul trasporto aereo promossa dal governo Prodi è stata definita testualmente “ridicola” da un portavoce di Ryanair.

Roma capitale vaneggia di “statalismo” e “assistenzialismo” per Malpensa. Non considerati invece “assistenzialismo” i MILIARDI DI EURO REGALATI all’acquedotto pugliese, per il salvataggio del Banco di Napoli e Banca 121, Sicilcassa, e MOLTISSIMI altri casi. E che dire dei 250 milioni di euro recentemente erogati, A FONDO PERDUTO, dall’esecutivo unionista per il SOLO stabilimento Fiat di Termini Imerese in Siclia. Dopo che l’azienda “torinese” aveva stabilito di chiuderlo assieme ad Arese.
A chiudere è stato solo Milano, come al solito.

Prendersela solo con Roma è troppo comodo, tuttavia.
La decadenza di Malpensa è anche colpa dell’ottusa mentalità lombarda che antepone le autostrade alle ferrovie, gli interessi privati ai servizi pubblici.
Quello che i leghisti, in particolare, non capiscono è che in tutto il mondo chi deve prendere l’aereo PREFERISCE raggiungere l’aeroporto sui MEZZI PUBBLICI a non dovere scomodare amici e parenti per farsi dare uno “strappo”. Oppure lasciare l’automobile abbandonata nei parcheggi aeroportuali a rischio intemperie, danneggiamento o furto anche nelle strutture a pagamento, teoricamente sorvegliate.

Malpensa doveva e dovrebbe esere ben collegata SOLO dalle ferrovie e metropolitane. Il Malpensa Express dovrebbe partire anche da Torino, Genova, Bologna, Verona su binari TAV. Sicchè la gente non vuole partire da case 12 ore prima per andare a prendere un volo, scontate le attese tecniche del checkin e altro.
E con BIGLIETTI RIDOTTI. Come succede per le vergognose “promozioni” che i fanatici di Trenitalia smerciano per andare a Roma a o nel Meridione o sulla TAV Roma-Napoli.
Ci vuole così tanto a capirlo?
Evidentemente sì.

Il sistema aeroportuale lombardo sconta la stupidità dei polentoni che per anni non hanno capito che fino dall’inizio il progetto di Roma capitale era QUELLO DI FARE FALLIRE l’hub.
Adesso è troppo tardi. E’ troppo tardi per tutto.
Per Malpensa e per l’Alitalia. In verità per tutta l’italia terminale destinata ad divenire una penisola desolata, un simulacro di stato sviluppato, all’oblio della storia con la esse maiuscola.
L’approdo finale del “sistema paese” discende dal cielo verso l'inferno del terzo mondo.

F. Maurizio Blondet