lunedì 12 ottobre 2009

La Poli Bortone, Donnici... e la sindrome del portaborse...



Giovedì scorso ho assistito alla conferenza stampa della sen. Adriana Poli Bortone a Roma e devo dire che non sono rimasto particolarmente entusiasta, anche se la mia posizione personale andrà ovviamente verificata con quella degli altri amici del PdSud al prossimo congresso nazionale del 17 e 18 a Gaeta.
Anche se ci sono state alcune proposte interessanti, come quella delle "gabbie fiscali" come alternativa alle "gabbie salariali", l'aria che si respirava non era certo quella di una rivoluzione meridionale ma si tratta di un meridionalismo molto molto moderato senza l'ombra di una critica al "sistema Italia", che pure e' la base della nostra colonizzazione da circa 150 anni. Un momento di gelo è sceso quando poi la Poli Bortone ha accennato alla sua entrata nel gruppo misto con UDC, SVP e Autonomie.
In sala c'erano pure personaggi improbabili, come il presidente di un fantomatico movimento meridionale (che ha un simbolo con le freccie tricolori!!!) e che spera in una qualsiasi operazione di "visibilità", mi confessa senza pudore "magari pure cu' Berlusconi!". Ovviamente inutile aggiungere che certi compagni di strada meglio perderli...
Mi sono guardato intorno, e ho cercato un cenno di intesa con un noto architetto napoletano leader di un movimento a noi amico che sta pensando ad alleanze elettorali con quest'aggregazione, sospirando "Ma nuje ccà che c'azzeccamm'???"
Io credo " 'O Rest' 'e niente" , come recita il titolo di un bellissimo romanzo di Enzo Striano...soprattutto perchè è ambigua la collocazione politica di quest'aggregazione, si parla di soggetto "autonomo" ma poi in tante occasioni si apre a possibili alleanze con UDC o MPA o chi capiterà, e poi ancora una volta non mi sembra un'operazione che nasce dal "basso" ma principalmente dal patto tra due politici noti (Poli Bortone e Donnici) che sicuramente hanno il merito di abbandonare i loro vecchi partiti, ma mi sembrano ancora molto distanti, nei metodi e nelle intenzioni di programma, da quella società civile meridionale che lotta contro degrado ambientale, mafie-partiti, corruzione etc etc....
Quindi detto che personalmente non voglio unirmi subito al carro dei "portaborse" che vedo che già si sta affollando, se e' l'unica alternativa seria per il meridionalismo di oggi, e, in mancanza di altro meglio curare il febbrone con un'aspirina che con niente, lo vedremo a Gaeta e decideremo insieme, per il bene del Sud...abbiamo aspettato quasi 150 anni, la nostra lotta non finirà certo con le prossime elezioni regionali.

Enzo Riccio
PARTITO DEL SUD - sez. "Lucio Barone" Roma

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