venerdì 29 luglio 2011

I ladroni che danno lezioni al Sud di Lino Patruno


Stupendo articolo di Lino Patruno, un amico e grande giornalista meridionalista, autore di "Fuoco del Sud".
Articolo che trovo condivisibile al 100% e che riprende un tema spesso trattato dal Partito del Sud, bisogna scrollarsi di dosso la supposta "minorità meridionale", visto che dal Nord non arrivano altro che scandali ed episodi poco edificanti, questo è sicuramente il primo passo per una riscossa neo-meridionalista....

----------------------------------------------------------------------------------

Dunque per il ministro Calderoli, i ministeri dovrebbero essere distribuiti un po’ ovunque in Italia, anche al Sud oltre che nella sua farsesca Monza. Con le dovute eccezioni: per esempio a Napoli, ha specificato. non potrebbe mai andare il ministero del Lavoro perché non sanno cosa sia (il lavoro). Difficile dire se faccia più piangere o ridere un ministro della repubblica italiana che continua a fare il ragazzone mai cresciuto a parlare come se fosse il ministro solo di mezzo Paese. Ma tant’è. Bossi continua ad alzare il dito medio quando risuona l’inno nazionale. E radio Padania continua a vomitare intolleranza, odio, razzismo.
Sobillata dalla Lega, che insiste a seminare paura e rabbia per ricavarne voti, la società “rancorosa” del Nord ricco vive solo di risentimento e di egoismo. E vorrebbe circondarsi tutta di filo spinato e fuochi per evitare che non entri neanche una mosca, dovesse essere terrona o marocchina.
Mentre riprende a parlare di una secessione che non farà mai, per non diventare il Sud di un Nord europeo.Anche perché la secessione c’è già, e quella economica che conta: il Sud continua a comprargli il 60 per cento dei prodotti. E il Sud va lasciato così, dovesse venirgli in testa di mettersi a fare la concorrenza. E di passare da consumatore a produttore. Su questo mercato sicuro e garantito il Nord si è arricchito. Sulla condizione che il Sud non venisse messo in grado di fare da sé.
Questo vollero e vogliono i poteri forti, dalle grandi industrie alle grandi banche. E per mantenere il sistema bisogna dire che i napoletani non vogliono lavorare invece di dire che vorrebbero eccome ma non ce ne sono le possibilità. E vorrebbero lavorare a casa loro, eccome. anche i professori precari meridionali che abbandonano le graduatorie locali per cercare fortuna altrove. Benedetti ancorché compatiti quando i lorsignori di lassù a fare gli insegnanti morti di fame non ci pensavano neanche, e meno male che venivano i sudisti.
E’ un’incessante fuga di cervelli dopo i bastimenti per terre assai lontane, dopo le terre al sole africane, dopo le valigie di cartone. Ora vanno con trolley e computer: Per i terroni non c’è mai stato posto, devono sempre partire per sopravvivere. Devono essere emigranti nati per mantenere in piedi un Nord ricco e un Sud povero. E, ora neanche poi tanto, visto che la crisi morde anche i ricchi, che in onore all’Italia unita vorrebbero circondare di filo spinato anche le scuole. Con la rivolta dei romani che si sentono minacciati dopo aver lasciatole sedi vacanti perché mica fessi lavorare per 1200 euro al mese. E col solito Bossi che vuole regalare punteggio in graduatoria ai suoi perché in questo Paese ci deve essere sempre più diritto per il Nord.
E poi questo Sud malavitoso, sbottano che non se ne può più. Avvilito e prosciugato, per la verità, da una criminalità neanch’essa meridionalistica: rapina qui per andare a investire al Nord. Senza che nessuno colà se ne accorgesse in vent’anni. Assistevano al vorticare di soldi in un tempo in cui non c’è una lira, ma nessuno a fiatare perché, diciamoci la verità, fanno proprio comodo. Quando poi Vendola rinfaccia che la Lombardia è la regione più mafiosa d’Italia. apriti cielo. Mafiosa anche per il comportamento verso la mafia: non vedo, non sento, non parlo.
Ma poi, facciamola finita: quando questo Sud si sarà messo in testa che deve governarsi meglio, dicono ancóra, allora vedrà che la finirà di piangere. Sanno tutti che è sottosviluppato per colpa delle sue classi dirigenti. Dovrebbe anche in questo prendere esempio dal Nord, imparate da noi. Tangentopoli è roba del Nord, e nessuno che ricordi mai che i danni li ha avuti anche il Sud, perché se devi pagare tangenti, da qualche parte ti devi rifare: aumentando la spesa per le opere pubbliche (quindi soldi anche delle tasse del Sud) o alzando il prezzo dei prodotti (acquistati in gran parte al Sud).
E poi: l’ex assessore lombardo che si dimette dopo essere stato beccato con la busta dei soldi in mano pare che se la facesse in Lombardia. E anche l’ex presidente della Provincia di Milano. Penati, cui un imprenditore avrebbe dovuto versare per anni 20-30 milioni di lire al mese, pare che operasse in Lombardia. E la Cricca che si arricchiva di soldi di tutti (anche meridionali), dal terremoto dell’Abruzzo alla Maddalena in Sardegna, non pare che fosse sudista. E il signor Bisignani presunto spione per evitare il processo ad amici ladroni, era anche cosa loro. E l’on. Milanese delle Ferrari, delle barche e dei soggiorni superlusso a Montecarlo in cambio di nomine e di appalti, anche affare loro. E Pronzato dell’Enac, ancóra tangenti loro.
Epperò cosa volete, sono episodi. Il problema vero è il Sud furbetto, malandrino e malavitoso. Impari magari a governarsi dai Milanese e dai Penati, e capirà finalmente come si campa.


“La Gazzetta del Mezzogiorno” del 29 luglio 2011

Nessun commento: