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lunedì 8 novembre 2010

150esimo Unità d'Italia, inaugurato monumento ai Caduti dell'Assedio di Gaeta

Inaugurato a Gaeta il 6 novembre il monumento per i Caduti dell'assedio di Gaeta (novembre 1860 - febbraio 1861) alla presenza delle autorità civili, religiose e militari e di circa 10 sindaci provenienti da tutto il Sud Italia e dal comprensorio che 150 anni fa subirono le tragiche conseguenze delle rappresaglie delle truppe piemontesi.

La cerimonia è iniziata in aula consiliare con il saluto del vice sindaco di Gaeta Salvatore Di Ciaccio ai rappresentanti dei comuni presenti tra cui Pontelandolfo (BN), Tufo (AV) e Civitella del Tronto (TE). "Oggi - ha detto il vice sindaco - è una giornata importante per la nostra città che ha voluto commemorare i momenti drammatici dell'assedio alle cui vittime è dedicato il monumento vicino Porta Carlo III".

Nel suo intervento, il Sindaco Raimondi ha ricordato che l'obiettivo di questa manifestazione non è quello di "andare contro alle cerimonie ufficiali, ma di ristabilire la verità storica di quegli anni taciuta per troppo tempo". Riguardo alle polemiche sulla collocazione del monumento, secondo Raimondi si tratta di affermazioni che vanno "oltre il ridicolo - ha affermato Raimondi - Parlare di abuso edilizio per un ceppo commemorativo testimonia il basso livello a cui è giunta la politica".

Altro momento intenso vissuto in aula consiliare è stata la lettura della poesia, da parte del consigliere Mimmo Guerra, di Ferdinando Russo «'O surdato 'e Gaeta» che, attraverso il racconto di un militare borbonico, ripercorre i mesi dell'assedio e i primi momenti dello Stato unitario. Successivamente, i Sindaci si sono recati in corteo presso porta Carlo III dove è stato scoperto il monumento ai Caduti dell'Assedio di Gaeta.

"Questo monumento, nella sua semplicità, vuole ricordare le vittime civili e militari di quella battaglia ed anche tutti i morti che ci furono nel Meridione a cause dei saccheggi e degli eccidi delle truppe piemontesi. Fu una guerra fratricida e non dichiarata: l'assedio del 1860 non fu l'unico che subì Gaeta ma fu sicuramente il più terribile per violenza e disumanità - ha affermato il Sindaco di Gaeta - Non vogliamo portare avanti uno sterile revisionismo storico ma fare luce sugli eventi che portarono all'Unità nazionale per capire da dove nascono quelle fratture che sembrano dividere in maniera insanabile il nostro Paese. Capire come è avvenuta l'Unità d'Italia, senza mettere in discussione il suo valore, ci premetterebbe di capire di cosa ha veramente bisogno la nostra nazione".

"Viviamo in un'Italia libera e democratica grazie alla Resistenza, la vera guerra di liberazione dal nemico straniero, che vide protagonista il nostro territorio che si trovava nei pressi della linea Gustav: molti comuni del comprensorio del Golfo, infatti, furono decorati con le medaglie al valor civile - ha concluso Raimondi - L'Italia che vogliamo è quella repubblicana nata il 2 giugno 1946 i cui valori sono l'Unità, la Democrazia ed il rispetto dei diritti costituzionali".

Infine, come gesto simbolico, Porta Carlo III è stata chiusa dal Sindaco Raimondi e dagli altri sindaci presenti a ricordare come il 6 novembre 1860 il re Francesco II dichiarò lo stato di assedio e iniziò la resistenza dei sodati che durò fino al 13 febbraio del 1861. E proprio in quella data sarà riaperta la porta che conduceva alla fortezza di Gaeta.

giovedì 4 novembre 2010

"Tutti a Gaeta il prossimo 6 novembre" di A. Ciano



Tra le prime iniziative che si svolgeranno a Gaeta per ricordare il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, sabato 6 Novembre alle ore 15,30 presso la Porta di Carlo III verrà inaugurato il monumento “alle vittime dell’Assedio di Gaeta del 1860-61”, in ricordo di quelle tragiche vicende che si conclusero il 13 Febbraio 1861 lasciando nella nostra città e nel nostro borgo morte e distruzioni.

Alle ore 17,30 al Club Nautico ci sarà la presentazione del libro di Gigi Di Fiore “Gli ultimi giorni di Gaeta” (Rizzoli), alla presenza dell’Autore, che ha descritto con lucidità e competenza (abbiamo avuto modo di sentirlo anche sul TG1 e sul TG2 Mizar), il dramma della nostra città, le dinamiche e le conseguenze dell’Unità d’Italia.
Dal 4 novembre sarà attivo il sito www.150gaeta.org all'interno del quale potranno essere consultati tutti gli atti, i cenni storici, i documenti e gli eventi che il Comune sta elaborando per questa ricorrenza. Da questa data verrà pubblicato "Il giornale dell'assedio" di Carlo Garnier, sotto forma di un’originale cronaca telematica che riporterà quotidianamente i drammatici avvenimenti che si svolsero a Gaeta dal 4 novembre 1860 al 13 febbraio 1861. Il Comitato cittadino sta valutando tutti i progetti pervenuti entro la scadenza del 15 ottobre, e con il prezioso lavoro degli uffici comunali è stata già inoltrata richiesta di finanziamento alla Regione Lazio sul bando dei grandi eventi culturali.
Facendo seguito alle delibere di Consiglio Comunale abbiamo inoltrato formale richiesta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di conferimento della Medaglia d'oro al valore civile, abbiamo inoltrato alla struttura di missione della Presidenza del Consiglio una richiesta di finanziamento e di considerazione del ruolo svolto dalla città di Gaeta nelle vicende che portarono all'unità. Al tempo stesso va chiarito però che il Comitato Interministeriale, istituito con DPCM il 24-4-2007, subito dopo finanziò diversi progetti faraonici e poco attinenti al 150°, a Venezia, Firenze, Perugia, Torino, Novara, Imperia, Reggio Calabria ed Isernia esaurendo praticamente tutte le risorse disponibili. Per Gaeta poi oltre al danno la beffa perché il sito ufficiale del 150° mai fa riferimento al ruolo della città di Gaeta, alla sua importanza ed al suo sacrificio nell'assedio del 1860-61, denotando un ripetuto tentativo di rimuovere una pagina importante dell'unità o quantomeno un'ignoranza storica imbarazzante; e questo sin dalla primavera del 2007, quando cioè ancora non amministrava Raimondi. Noi tutti abbiamo il dovere morale di valorizzare la nostra storia che è parte importante della Storia dell'Italia; il sacrificio dei nostri avi, le morti e le distruzioni non possono essere cancellate ma al contrario si rende fondamentale ridargli il giusto valore e dignità. E’ questo il senso del monumento che verrà collocato in Porta Carlo III, sobrio e realizzato con pezzi storici, dal forte contenuto simbolico e senza connotazioni particolari se non quella di ricordare le vittime dell’assedio. Abbiamo invitato, oltre a tutta la cittadinanza ed alle Autorità civili, militari e religiose anche i Sindaci delle città che hanno subito la nostra stessa sorte per riunire in un unico gesto il senso profondo che vogliamo venga attribuito al 150°, cioè una diversa considerazione ed una nuova conoscenza delle vicende che determinarono l’Unità.
“La verità rafforza l’Unità” è di conseguenza il simbolo con il quale la città e tutto il Sud chiedono fortemente un riconoscimento del sacrificio di intere popolazioni che credevano in un percorso che avrebbe dovuto portare all’unione tra gli italiani e che invece non si è mai avviato. E’ lo stesso Di Fiore, al termine di un’intervista, ad affermare che “subito dopo la caduta di Gaeta il PIL del Centro Nord era pari al PIL del Mezzogiorno d’Italia, quindi si partiva in condizioni economiche paritarie e quella parità fu dissipata”. Forse la questione meridionale inizia proprio in quel periodo.

A. Ciano