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lunedì 28 gennaio 2013

Continua la battaglia del Partito del Sud contro il Comune di Roma per le strade comunali intitolate a Lombroso e Cialdini!



Cari amici, continua la nostra battaglia contro il Comune di Roma e l'ufficio Toponomastica per 
le vie intitolate a Lombroso e Cialdini, dopo la nostra prima richiesta con una mail del giugno scorso
e la prima risposta di luglio scorso....





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Egregio Sig. Enzo Riccio,

La informo che la Commissione Consultiva di Toponomastica, nella riunione del 7.11.2012,  all’unanimità, ha espresso
parere sfavorevole alla soppressione dei toponimi in oggetto.
Tale decisione tiene conto della storicizzazione delle denominazioni e anche delle problematiche di natura anagrafica
che si verrebbero a creare, poiché nelle  vie in oggetto risultano assegnati oltre un centinaio di  numeri civici per
circa 535 cittadini residenti.

Cordiali saluti
Partito del Sud_ Roma 



Gentile Dr.ssa ....,
la ringrazio per la risposta ma ovviamente non siamo soddisfatti dell'esito della Vostra riunione e continueremo
la battaglia contro il Comune di Roma per la soppressione delle strade intitolate a Lombroso e Cialdini che per
noi sono un'offesa per la memoria dei meridionali.

Per fare un paragone, che non è esagerato mi creda, è come se gli ebrei accettassero una Via Mengele....
chiediamo altresì che in una prossima riunione sul tema possiamo essere invitati noi del Partito del Sud insieme a
storici, Comitati ed Associazioni che combattono da anni sulla verità storica del cosiddetto "risorgimento".
Nessuno di noi ha nostalgia di antiche monarchie o vuole tornare agli stati pre-unitari oppure discutere sull'Italia unita...
ma dopo più di 150 anni di bugie alla De Amicis su quel periodo, è il momento di dire la verità sulle stragi e sugli
eccidi commessi da italiani contro italiani nella guerra al "brigantaggio" che tra il 1860 ed il 1870 ha causato
centinaia di migliaia di morti meridionali.

Cordiali saluti

Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

venerdì 15 giugno 2012

Cancelliamo i nomi di Lombroso e di Cialdini dalla toponomastica di Roma!!!




Dopo aver osservato con sgomento che anche a Roma esistono ancora una via Lombroso ed una via Cialdini, è stata mandata una mail ufficiale di protesta al competente ufficio del Comune di Roma per la rimozione di questi nomi nefasti per il popolo meridionale....ecco il testo della mail e la mail di risposta del Comune di Roma...prepariamoci ad insistere se la nostra richiesta non verrà accolta...rialziamo la testa, avanti SUD!

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Egregia Dott.ssa Puntieri e dirigenti dell'ufficio Toponomastica del Comune di Roma, e p.c. Egregio Sindaco Alemanno,
come sezione romana del Partito del Sud, chiediamo cortesemente di modificare i nomi delle strade romane intitolate a persone che offendono la memoria del popolo meridionale, in primis il nome di Cesare Lombroso e di Enrico Cialdini.

Per quanto riguarda Cesare Lombroso, padre dell'antropologia criminale razzista e autore di teorie oggi considerate pseudo-scientifiche, è assurdo vedere ancora oggi nel XXI secolo una strada di Roma intitolata a chi considerava i meridionali come delinquenti "atavici" per i tratti fisiognomici...in particolare la sua teoria della "fossetta occipitale" che spiegava il carattere delinquenziale "atavico" dei calabresi è oggi considerata scientificamente sballata e culturalmente è un'offesa a tutti i meridionali. Non a caso ci sono state nostre proteste, insieme ad altri movimenti ed associazioni meridionaliste, contro il Museo Lombroso a Torino e c'è un Comitato No Lombroso con migliaia di sottoscrizioni sia di privati che di comuni e di associazioni di tutt'Italia (www.nolombroso.org).

Crediamo sia arrivato il momento di non celebrare più un razzista come Lombroso, un degno progenitore del Dottor Mengele!

Per quanto riguarda Enrico Cialdini invece, si tratta invece del generale del Regno d'Italia che fu il principale colpevole del massacro di centinaia di migliaia di meridionali nella cosiddetta "guerra al brigantaggio" tra il 1861 ed il 1870. Solo in un anno le cifre "ufficiali" del massacro, fornite dallo stesso esercito regio, furono:

"Enrico Cialdini, plenipotenziario a Napoli, nel 1861, del re Vittorio. In quel suo rapporto ufficiale sulla cosiddetta "guerra al brigantaggio", Cialdini dava queste cifre per i primi mesi e per il solo Napoletano: 8 968 fucilati, tra i quali 64 preti e 22 frati; 10 604 feriti; 7 112 prigionieri; 918 case bruciate; 6 paesi interamente arsi; 2 905 famiglie perquisite; 12 chiese saccheggiate; 13 629 deportati; 1 428 comuni posti in stato d'assedio.

Crediamo sia arrivato il momento di non celebrare il macellaio di Gaeta, chi dette l'ordine di distruggere e bruciare Pontelandolfo e Casalduni, chi fu  un vero e proprio criminale di guerra.
Siamo a disposizione per un incontro per spiegare ancora più nel dettaglio i motivi della nostra proposta.

Enzo Riccio
Segr. Org. nazionale
Partito del Sud
www.partitodelsud.eu
http://partitodelsud-roma.blogspot.com
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Gentile signor Riccio inoltro la sua mail alla Dott.ssa ..... responsabile della Commissione Consultiva di Toponomastica.

Saluti.
Arch. Anna Maria Puntieri