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martedì 10 gennaio 2012

“Rifiuti meglio in Olanda che ad Acerra” per "Medici per l’Ambiente" anche loro contrari a nuovi inceneritori...già contrari all'ecomostro di Acerra...e

Secondo il sodalizio partenopeo quello dell'impianto inaugurato nel 2009 da Berlusconi "è uno smaltimento altamente tossico e costoso, che in venti anni costerà circa 262 milioni di euro per circa 5239 anni di vita persi dai cittadini acerrani e napoletani"
L'inceneritore di Acerra
“I rifiuti di Napoli? Meglio in Olanda che nell’inceneritore di Acerra“. Lo scrive in un documento il direttivo napoletano dell’associazione indipendente Medici per l’Ambiente, che da anni studia (e critica) le politiche di smaltimento dei rifiuti campani e denuncia lo scempio ambientale in atto, con il conseguente, drammatico, picco delle patologie tumorali sui territori del napoletano e del casertano. “Quello di Acerra – sostiene il sodalizio – è uno smaltimento altamente tossico e costosissimo, che in venti anni costerà circa 262 milioni di euro per circa 5239 anni di vita persi dai cittadini acerrani e napoletani: cioè circa 35mila euro al giorno e circa 7 mesi di vita persi ogni giorno dai cittadini di Acerra e Napoli. Le navi della spazzatura verso l’Olanda sono un’iniziativa incongrua, ma ci auguriamo che servano a far trionfare la verità sulle bugie”. La presa di posizione degli esperti di un’associazione schierata al fianco dei comitati antidiscariche e ‘rifiuti zero’ arriva a poche ore dall’attracco a Napoli dellaNordstern, la prima nave dei rifiuti, voluta fortissimamente dal sindaco Luigi de Magistris e dall’assessore all’Ambiente Tommaso Sodano. Nei prossimi giorni la Nordstern verrà caricata con circa 3000 tonnellate di ‘secco’ e prenderà il largo verso i Paesi Bassi. L’obiettivo è quello di far parte una nave ogni fine settimana.

L’analisi dei dottori Comella, Marfella, Esposito e Ciannella prende spunto da alcuni studi indipendenti, e in particolare da quello ‘Externe’ della Comunità Europea. Secondo i quali l’inceneritore di Acerra è da considerarsi “impianto insalubre di classe I”, cioè il massimo della tossicità industriale. Da qui deriverebbero i dati sopracitati. Danni che secondo i Medici per l’Ambiente colpiscono solo i cittadini della provincia napoletana. L’associazione, infatti, ricorda come nel maxi inceneritore di Acerra “che pone da solo la Campania al terzo posto in Italia come potenza di incenerimento, si smaltiva e si smaltiscono i rifiuti solidi urbani (rsu) della intera Regione Campania e non della sola Napoli. Quindi era ed è una bugia che Napoli con la sua inciviltà pretendeva di smaltire i propri rifiuti presso le altre Province campane laddove, in modo ordinario, oltre i due terzi delle 1650 tonnellate al giorno incenerite ad Acerra/Napoli provengono da tutte le altre Province della Regione Campania”.

Il gruppo di medici allarga le sue riflessioni anche al versante dei costi, promuovendo l’operazione olandese. “Per smaltire una tonnellata di rsu in Olanda il costo massimo è di circa 80 euro a tonnellata (ma secondo altri addetti ai lavori è di circa 140 euro a tonnellata, ndr) che è invece, in Campania, soltanto l’incentivo minimo con il quale lo Stato finanzia la ditta lombarda A2A e cioè i Comuni proprietari della A2A, (al 60 per cento) Milano, Brescia, Bergamo e Varese”. Città “che da sempre hanno negato solidarietà a Napoli e alla Campania per smaltire tale tipologia di rifiuti, preferendo, per i propri impianti in Lombardia, smaltire oltre 500mila tonnellate l’anno di rifiuti speciali e industriali, ma non rsu campani”.

La conclusione è condita da una polemica. “Smaltire i rsu in Olanda, a nostro parere, è una iniziativa incongrua, ma sollevando per circa un anno le amministrazioni del Comune e della Provincia di Napoli dalle necessità quotidiane di fronteggiare con efficacia il pluridecennale scorretto sistema di smaltimento dei rsu a Napoli e in Campania” può servire a tutti, in particolare al Comune di Napoli e alla Regione Campania “per intervenire in modo rapido sulla volontà di perpetuare sistemi di smaltimento tossici e costosissimi come i maxi inceneritori, finanziati con il sistema dei CIP6 per favorire ben individuati gruppi di potere lobbistico del nord. E indirizzare non solo il Comune di Napoli ma la intera Regione Campania verso la realizzazione dei necessari impianti, che non sono i maxi inceneritori (contro i quali si sono schierati anche de Magistris e Sodano, che hanno fatto stralciare l’inceneritore di Napoli est dal piano del governo Monti, ndr), ma ad esempio gli impianti di compostaggio”.

domenica 8 gennaio 2012

Un'altro passo avanti storico per la risoluzione del problema dei Rifiuti a Napoli: arriva la nave olandese e dalla settimana prossima parte il primo viaggio!


Il 7 gennaio attraccherà nel porto di Napoli la nave Nordstern, lunga 88 metri, viene dall'Olanda e viaggia a dieci nodi all'ora: porterà via i rifiuti cittadini. Costo: molto inferiore rispetto a quello previsto per Acerra o per altre regioni italiane. 
Lunga 88 metri, 13 di larghezza e ha una stazza di 3700 tonnellate. Costruita nel 1994, la Nordstern viaggia a una velocità massima di 10 nodi l'ora. La bassa velocità è giustificata dal fatto che è una nave adatta alla navigazione fluvio-marittima, con un pescaggio povero per i fiumi Ad occuparsi del trasporto dei rifiuti napoletani in Olanda, è la società tedesca Wessels Shipping Company che fa capo ad una famiglia tedesca, la Wessel che opera in diversi settori impreditoriali. 
Costi: trasferire i rifiuti in Olanda costerà 80 euro a tonnellata (tutto compreso, anche il trasporto). Attualmente il trasporto dei rifiuti napoletani in altre regioni costa 160 euro a tonnellata, mentre bruciarli nell'inceneritore di Acerra costerebbe 109 euro a tonnellata. Il risparmio quindi è notevole, per non parlare della sottrazione del business alle ecomafie locali che, purtroppo, ancora sono fortemente radicate nel territorio. 
Come più volte ribadito da Raphal Rossi, ormai ex Presidente Asia, e prossimo direttore Osservatorio Rifiuti Zero 2020, la nave trasporterà l'indifferenziato, compreso l'umido, e non solo il secco come erroneamente sostenuto da qualcuno.
Tale trasporto consentirà alla città di evitare nuove emergenze, in attesa del potenziamento della raccolta differenziata e del "Porta a Porta" (il modello di raccolta differenziata che già copriva ca. il 10% del territorio e della popolazione del comune di Napoli e che la nuova giunta ha iniziato ad estendere e che gradualmente verrà esteso all'intera città...ndr). Si è scelto, dunque, di utilizzare un inceneritore già esistente e fortemente sottoutilizzato e gli olandesi sono ben contenti di utilizzare i nostri rifiuti perché non ne hanno abbastanza da bruciare.

Fonte: Sostiene de Magistris

venerdì 28 ottobre 2011

Rifiuti, a Parma pronti a prendere esempio da Napoli


Rifiuti, a Parma pronti a prendere esempio da Napoli


Rifiuti, a Parma pronti a prendere esempio da Napoli
L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti critica le scelte del Comune di Parma relative ai costi dello smaltimento della spazzatura e loda la scelta di Magistris ricaduta sull'Olanda

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di Mario Parisi


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Fonte: Napolitoday.it

Chi lo avrebbe mai detto che nella civile ed ordinata Parma ci fossero comitati di cittadini pronti a chiedere ai propri poltici di prendere esempio da Napoli per lo smaltimento dei rifiuti? La città partenopea, tanto vituperata nel Nord Italia per la questione spazzatura, dopo pochi mesi dall'insediamento della nuova giunta comunale, sembra addirittura diventata un "modello" da cui attingere, per organizzare la raccolta dell'immondizia, sia dal punto di vista ambientale che da quello dei costi.
Ad evidenziare la questione, con dovizia di particolari, ci ha pensato l'Associazione Gestione Corretta Rifiuti di Parma.
"Il comune di Parma paga ad Iren 160 euro per ogni tonnellata di rifiuti indifferenziato da smaltire prodotto dai cittadini da avviare a discariche o inceneritori. Il comune di Napoli per gestire l'emergenza di oggi e smaltire le tonnellate di rifiuti accumulate nei tempi recenti, ha concluso accordi con un consorzio di aziende olandesi con il pagamento di 109 euro a tonnellata incluso il trasporto via nave, con considerevoli risparmi rispetto alla gestione in loco. Nel frattempo gli inceneritori olandesi sono a caccia di rifiuti in giro per l'Europa e il costo di smaltimento negli impianti è sceso a 40 Euro a tonnellata, praticamente un quarto di quanto paghiamo qui a Parma. Fame di rifiuti ce l'hanno anche in Danimarca dove negli inceneritori di Nykobing e Falster sono costretti ad importare monnezza dalla Germania per far funzionare la rete di teleriscaldamento delle 2 cittadine", si legge sul sito ufficiale dell'associazione emiliana.
La foto sottostante, tratta dal sito della GCR, spiega nel dettaglio con un prospetto numerico, la differenza di costi tra il comune ducale e quello partenopeo:
rifiuti-Grc-2




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Fonte: Napolitoday.it