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martedì 21 gennaio 2014

Italicum o Chiavicum? L'ipocrisia all'italiana e l'inutilità del vagheggiare a Sud...

In questi giorni non si fa altro che parlare della nuova legge elettorale e dell'incontro/accordo tra Renzi e Berlusconi...un po' di considerazioni bisogna farle anche sul fronte meridionalista del PdSUD.

Personalmente ritengo inutili e ipocrite le polemiche di chi dice che Renzi non doveva parlare con Berlusconi, visto che oggi Renzi o Berlusconi rappresentano le due forze politiche in Italia più consistenti (purtroppo è così, oggi ci sono tre poli dominanti, con l'altalena a seconda dei sondaggi tra Forza Italia e M5S al secondo posto e poi altri partitini che si dividono gli spiccioli...) e l'altro terzo polo del M5Stelle chiuso in uno sterile e assurdo atteggiamento autistico di chi non parla con nessuno (che ci stanno a fare in Parlamento se "dialogano" solo con i quattro sfigati registrati al blog del loro dux?). Ancora più paradossali sono le critiche da sinistra, spesso portate avanti da chi con Berlusconi, già condannato ed anche conosciuto per la sua nefandezza da un ventennio oramai, ha pensato di fare un governo che è cosa ben più impegnativa che trovare un accordo per la riforma della legge elettorale o ha fatto una serie di veri "inciuci" in passato, bicamerale di D'Alema o mancata legge sul conflitto di interessi docet.

Premesso questo, nel merito della proposta invece, a parte il superamento del bicameralismo perfetto che potrebbe essere positivo, sul meccanismo elettorale non posso che considerarla negativamente...visto che non risponde ne' alle esigenze di maggiore partecipazione dei cittadini che non scelgono direttamente il loro rappresentante e ne' risponde alle critiche al "Porcellum" della Corte Costituzionale, sull'esagerato premio di maggioranza ad esempio, inoltre cosa ancor più grave restringe ancor di più gli spazi di democrazia con l'innalzamento delle soglie di sbarramento. Questo significherebbe per un partito meridionalista come il nostro un compito ancora più difficile per far sentire la propria voce, una vera e propria "mission impossible"...non basterebbe più nemmeno il 4% a livello nazionale o l'8% a livello locale per avere un rappresentante.

Il paese è frammentato politicamente, lo è sempre stato storicamente tra l'altro, e non ha la tradizione del sistema bipartitico all'anglosassone e senza false illusioni non lo avrà mai, inutile forzare troppo la situazione reale con costruzioni artificiose visto l'esempio del finto bipolarismo degli ultimi 20 anni, piuttosto dovremmo imparare (ovunque, sia in Parlamento che nei singoli partiti) a sintetizzare posizioni leggermente diverse e a dividerci solo su questioni sostanziali, altrimenti si rimane impantanati in innumerevoli riunioni di condominio. Per garantire la governabilità ci sono tanti metodi, basterebbe prendere l'esempio del voto per i Sindaci delle grandi città a doppio turno, ma non si può sacrificare tutto per questo ragionevole obiettivo ed avere altre nefandezze come il "listino" al posto del "listone" o soglie di sbarramento che bloccherebbero per anni il Parlamento a 3 movimenti in lotta o con due sempre alle larghe (finte) intese ed il terzo che aspetta di fare qualcosa solo quando avrà il 51%!!!

Una proposta come PdSUD la faremo nel Direttivo nazionale e sono abbastanza fiducioso che contenga i punti che ho espresso, no a listini e listoni e no ad alte soglie di sbarramento, sia a livello locale che nazionale, e alti premi di maggioranza....si alle scelte dirette del popolo sugli eletti che andranno in Parlamento.

In tutto questo scenario, è davvero deprimente osservare il vagheggiare di alcuni "Grilli del Sud" che tornano alle armate brancaleone, senza una linea politica e senza un vero progetto per la nostra terra, si accontentano di un paio di slogan, spesso riciclati dal grillismo o da altri demagoghi che esistono solo come avatar in rete, per pensare di muovere masse di meridionali e poi si accorgono di non avere la minima organizzazione finanche per la raccolta firme come già successo l'anno scorso, figuriamoci per il resto con la necessità di fondi per la campagna elettorale e noi ci siamo già passati nell'eroico tentativo da soli alle Politiche nazionali dell'anno scorso...o ci sono i maccartisti tipici del nostro mondo del revisionismo storico sul risorgimento, che va tutto bene fin quando restiamo contro i "comunisti", insomma zavorra cioè gente che ha fatto già parecchi danni ed ha contribuito non poco all'ulteriore affossamento del Sud negli ultimi anni schierandosi a fianco del leghismo e del berlusconismo, nostri nemici "naturali". Infine c'è pure chi vagheggia di "indipendenza", senza specificare il cosa (non può essere un ritorno nostalgico alle Due Sicilie con la questione dell'autonomismo siciliano che ha una sua storia peculiare pur recente nel 1943-45...) e soprattutto il come ovviamente...il tutto, senza passare per un movimento politico meridionalista autonomista o indipendentista di massa come avvenuto in Spagna, sia in Catalogna che nei Paesi Baschi, ed in tutti i paesi con forti identità nazionali che reclamano indipendenza alla fine di un percorso di forte autonomia e di forte azione politica da parte appunto di un movimento di massa, ultimo esempio quello dello Scottish Party in Scozia. I nostri "indipendentisti" e rivoluzionari da tastiera invece credono di continuare a crescere con le petizioni su facebook e i movimenti con più troll che persone...mah beati loro, noi non contrastiamo nessuno e crediamo che ognuno debba perseguire la sua strada...in bocca al lupo a tutti!

Il PdSUD si è allontanato da questa palude con il suo dichiararsi "federalista" e "progressista", quest'ultimo aspetto non significa appiattirsi sulle proposte del PD come anche quest'articolo dimostra, ma significa allontanarsi da questo mondo asfittico che per anni non ha combinato niente di concreto per portare una voce del Sud in Parlamento, nel duplice atteggiamento perdente dell' "Aspettando Godot" di chi aspetta il "risveglio del nostro popolo" oppure di chi ci prova solo con bluff e trucchetti, raggruppando sigle inesistenti con operazioni di facciata, senza scelte di linea politica o pensando di unire tutti da rifondazione comunista a forza nuova, cosa che è già fallita innumerevoli volte e l'ultimo tentativo è stato solo l'anno scorso.

Il tempo delle chiacchiere è finito, resterà solo uno o al massimo due movimenti meridionalisti con caratteristiche precise sulle scelte autonomismo/indipendentismo o progressista/conservatore, sarà o saranno quelli che nei prossimi anni saranno giudicati dai fatti e non dai proclami in rete, chi crescerà come forza in qualità e quantità dei suoi uomini e con idee, progetti, programmi ed organizzazione, puntando non solo ai trafiletti sui giornali o restando in attesa dell'apparizione da 3 minuti in TV.



Enzo Riccio
Vice-Presidente Partito del Sud

lunedì 1 ottobre 2012

Dopo gli scandali della sanità lombarda, il Laziogate....a quando altri esempi di civiltà per il il Sud?





Dopo aver assistito ai tanti scandali della sanità lombarda, poi le vergognose vicende della Regione Lazio, le notizie riportano di indagini della Guardia di Finanza sia in Campania ma anche in Piemonte ed Emilia-Romagna. Davvero lunga la lista degli scandali regionali, un elenco si può ritrovare su un altro blog di un amico meridionalista.

Non ho letto della stessa indignazione di Rizzo e Stella come quando si parlava dei forestali siciliani o dei falsi invalidi al Sud....è ovvio che la corruzione e' diffusa ovunque ma e' anche abbastanza ovvio che l' "epicentro" del malaffare è al Centro-Nord, del resto la prima Tangentopoli esplose a Milano (chi ricorda il famoso Albergo Pio Trivulzio...) così come Vallettopoli ad Arcore coi suoi Corona e Lele Mora tipici personaggi della "Milano da bere" degli ultimi anni oppure Calciopoli a Torino. La cosa poi pare abbastanza ovvia visto che la maggior parte dei fondi pubblici viene spesa a Roma o a Milano ma anche su questo c'e' sempre un pò di (padano? padan-romano?) pudore per dirlo a chiare lettere. Questo fatto così evidente, inoltre, stranamente non è mai sottolineato dai commentatori dei principali TG nazionali, mai discusso nei principali talk show e mai evidenziato in chiave geografica come succede per altri fatti di criminalità organizzata o altri mali "endemici" che, si dice sempre sui media nazional-padani, sono caratteristiche peculiari del Sud.

Fin quando non ci sarà un movimento politico meridionalista forte, affiancato da un vero giornale che sia voce del Sud, possiamo essere certi che la censura continuerà. Per questo il recente evento a Bari con il suo duplice risultato, quello politico e l'annuncio del giornale del Sud di Pino Aprile, è stato un successo ed è una speranza fortissima per molti meridionali, speranza che abbiamo il dovere di non deludere.

Sul fronte delle proposte da portare nell'aggregazione meridionalista, queste vicende impongono altre riflessioni. Il fallimento della riforma del titolo V della Costituzione fatta dal governo di centro-sinistra e le misure di devolution e federalismo fiscale varate dal governo di centro-destra per porre fine agli sprechi (chi non ricorda "la famosa siringa che al Sud costa il doppio"?) sono naufragate tra scandali e scene vergognose come i leghisti imboccati con i rigatoni alla pajata...scene davvero emblematiche degli ultimi anni (speriamo!) della seconda Repubblica.


In questa serie di scandali si sono alternati sia governi di centro-destra che di centro-sinistra (ricordiamo il caso Penati), ma non è difficile notare oggettivamente che in quelli di centro-destra con i suoi festini, con le nipoti di Mubarak ad Arcore o er Batman che già da solo dà l'idea del magna magna ed i party con le antiche romane nella Capitale, c'è qualcosa di più vergognoso, c'è davvero tutta la volgarità, tutta la decadenza italiana ed i segnali della fine di un'epoca come ai giorni del crollo dell'impero romano. Davvero emblematica e profetica la foto della Polverini, in alto, proprio quella già citata con Renata la "moralizzatrice" che imbocca i rigatoni alla pajata a Bossi!



Assodato che noi meridionali non abbiamo bisogno di lezioni di buona amministrazione, di etica e moralità da Lusi o da Belsito, da personaggi come er Batman o il Trota, da Roma o da Milano, dobbiamo prepararci a presentare le nostre proposte per uscire da questo sfacelo. Per prima cosa dobbiamo perfezionare un'idea di riorganizzazione federale dello Stato, superando il nefasto regionalismo che tanti danni ha prodotto anche al Sud. Ed è arrivato il momento che noi meridionali dobbiamo pretendere la nostra autonomia, cacciando la classe dirigente attuale ascara e servile degli interessi del centro-nord garantiti dai partiti tradizionali, e dobbiamo pretendere di gestire da soli i fondi europei, senza l'intermediazione del governo centrale che può dirottare i soldi sui traghetti del Lago di Garda come ha fatto Tremonti o per altre priorità di rigor di bilancio come sta facendo il governo Monti. Per ottenere ciò, bisogna proporre una macroregione del Sud continentale, una regione autonoma federata con la Sicilia e con il resto d'Italia, rispettando le storiche identità e non le varie confuse "azzeccagarbugliate", fatte dal Regno d'Italia prima e dal ventennio fascista dopo, che hanno artificiosamente cambiato gli antichi e storici confini di alcune provincie. A proposito di sprechi poi, una macroregione al posto di 6 regioni sarebbe un bel risparmio, unitamente alla soppressione ed accorpamento dei comuni sotto i 1000 abitanti ed il riordino delle Province già avviati che forse sono tra i pochi "fatti" del governo Monti, anche se specie per le Province andrebbero rivisti in alcuni criteri, infine dovrebbe essere rilanciato il ruolo dei comuni e delle municipalità storicamente artefici dei migliori risultati ed un rinnovamento radicale sia della politica che della sua classe dirigente (e finalmente abbiamo al Sud esempi virtuosi di buona amministrazione e di impegno civile, superando gli interessi di partito e solamente al servizio dei cittadini) tutto ciò sarebbe davvero il segnale di rivoluzione che parte da Sud e non subita, come accade da più di 150 anni, dalla nostra martoriata terra.



Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud

giovedì 2 agosto 2012

Anche il Prof. Massimo Costa aderisce all'appello a Pino Aprile!


Con grande piacere annunciamo l'adesione all'appello a Pino Aprile del Prof. Massimo Costa, docente di Economia Aziendale all'Università di Palermo, uno dei massimi esperti di autonomia siciliana che da tempo combatte la sua battaglia per l'applicazione integrale dello Statuto di autonomia siciliana.

Ecco un suo appello a favore proprio dell'applicazione integrale dello Statuto siciliano che, se applicato integralmente, consentirebbe ai siciliani oltre che un'autonomia tributaria ed economica, perfino una moneta complementare!


Ecco il suo messaggio:

La Sicilia ha bisogno di una propria forza politica. Perché è una Nazione. Ma molti di noi siciliani vedrebbero molto volentieri l'affermazione di una federazione tra una forza siciliana e una forza meridionale, per le tante questioni che ci affratellano. Specialmente se condotta da una persona della credibilità di Pino Aprile.