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domenica 27 maggio 2012

Botta e risposta con Marco De Marco...tanto per schiarirsi un pò le idee...


Alle solite insinuazioni strumentali del giornalista De Marco risponde benissimo il nostro co/Presidente Andrea Balia....riporto il botta e risposta ripreso dal blog del giornalista del Corriere del Mezzogiorno che appartiene a quella sinistra che proprio non vuol capire che la voglia di verità storica non e' reazionaria e "nostalgica"...


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Venerdì 25 Maggio u.s. il direttore del Corriere del Mezzogiorno Marco De Marco ha pubblicato sul blog del Corriere:
http://vedinapoli.corrieredelmezzogiorno.corriere.it
un suo articolo che prendeva spunto dall'episodio dei fischi all'Olimpico all'inno italiano per la finale di Coppa Italia Napoli - Juventus. Il pezzo s'intitola "I fischi sudisti e il Terronismo", ed in un passaggio che riportiamo si riferisce chiaramente a noi del Partito del Sud :  


“Nel frattempo, mentre il rimbombo dei fischi all'Olimpico era ancora assordante e un umore protestatario antigovernativo e neoborbonico si diffondeva su siti e blog , Di Pietro si congratulava con Orlando per la vittoria a Palermo, seguita a quella di Napoli, e freudianamente inneggiava al ritrovato Regno delle Due Sicilie. Scherzava, naturalmente, e di certo non ricordava che tra i primi convinti sostenitori di de Magistris a Napoli c'era, oltre all'Italia dei valori, anche un partito nostalgico proprio di quel Regno. Ma come ha commentato i fischi allo stadio lo stesso sindaco di Napoli, lui che non ha mai mancato di censurare analoghe intolleranze padane? Con sorprendente nonchalance: "Allo stadio succede di tutto", ha detto.

Insomma, l'egregio direttore finge di non ricordare, e fa il solito giochetto di fare tutto un calderone dei vari movimenti meridionalisti buttando tutto dentro il pentolone del nostalgismo monarchico. Gli abbiamo scritto e riportiamo di seguito risposte e controrisposte già pubblicate sul blog del Corriere del Mezzogiorno tra i commenti al suo articolo :

"Caro De Marco,

ci siamo sentiti per iscritto tempo fa, ma, visto che Lei insiste con il solito errore di pressapochismo buttando tutto in caciara nel polverone del nostalgismo borbonico, mi tocca ritornare a richiarire sperando che intenda e non se ne dimentichi, perchè in assenza di ciò mi toccherà ripeterglielo (a mò di cura) magari settimanalmente fin quando non se ne faccia una ragione. Orbene Lei dice, ancora una volta come tempo fa, che " tra i primi convinti sostenitori di de Magistris a Napoli c'era, oltre all'Italia dei valori, anche un partito nostalgico proprio di quel Regno." Allora, ascolti bene : quel partito è il "PARTITO DEL SUD" (di cui sono co/segretario e presidente nazionale), il quale - legga bene e memorizzi - è : IDENTITARIO, MERIDIONALISTA,FEDERALISTA, REPUBBLICANO E UNITARIO, nonchè PROGRESSISTA!Si rifà alle lezioni di Gramsci,Salvemini, Dorso, ma ciò, senza diventare nostalgici, non c'impedisce di raccontare le verità storiche, svelare le contraffazioni sulla memoria e batterci per il riscatto del Sud, che è stato mortificato da governi sabaudi, fascisti e repubblicani. Non perchè la cosa ci tolga il sonno, ma La pregheremmo di non ripetere la solita manfrina dove ci accomuna ad un mondo salottiero, nostalgico e da "riserva indiana", al quale appartengono una serie di movimenti e associazioni. Si visiti il nostro sito, i nostri 6 blog e forse, una volta e per sempre, comprenderà (facendosene una ragione) perchè abbiamo deciso d'essere con de Magistris e lui ha individuato in noi la parte progressista d'un meridionalismo maturo e non accattone!"

Cordiali saluti

Andrea Balìa

co/segretario e Presidente Nazionale del PARTITO DEL SUD

Postato da Marco Demarco | 26/05/2012
"Caro co/segretario, ricordo bene la nostra discussione. E ricordo anche che l'ispirazione neoborbonica del suo partito mi fu suggerita da un fatto di cronaca. Ricorda? Un vostro iscritto, nonchè candidato alle elezioni comunali di Napoli, ebbe il suo attimo di notorietà quando, intervistato da Il Mattino a proposito di un fantasmello da lui fotografato al museo nazionale, rivelò, tra l'altro, la sua passione, oltre che per i fantasmi, anche per i Borbone. A quel tempo, è vero, lei mi spiegò che si trattava di un caso isolato e non rilevante, e tuttavia su di me quell'episodio ha fatto più presa dei vostri propositi ufficiali. Me ne scuso. Le chiedo, allora, perchè mi è sfuggito, qual è il suo pensiero a proposito dei fischi contro l'inno nazionale. Può essere così gentile? Grazie."
"Egregio De Marco,
grazie innanzitutto per la risposta. Un partito è fatto da tante persone e, vivaddio, esiste la libertà d'opinione e d'espressione. L'architetto Oreste Albarano a cui fa riferimento è un appassionato di storia borbonica e ne ha tutto il diritto. Ora s'è allontanato dal partito, forse proprio perchè ha verificato che, pur battendoci per la verità storica, non siamo monarchici o con la volontà di restaurare vecchi regni anche se sono stati portatori di ottime cose assieme ad altre discutibili. Altrimenti avevamo già la casa in cui alloggiare tipo il Movimento Neoborbonico. Il Partito del Sud non a caso è attaccato da tutti gli altri movimenti pseudo meridionalisti  perchè ritenuto troppo a sinistra e poco rispettoso dei riti e della retorica spesso troppo intrisa di nostalgia. Altrettanto mal visti da quelle forze che usano la parola Sud solo per cavalcare l'onda e gravitano a destra pappa e ciccia con Zio Silvio e la Lega. Il nostro partito cresce in tutt'Italia con un bel 5,67% a Moglie (Mantova) in terra leghista alle ultime amministrative o un 2,5% a S. Giorgio (Na) da soli con Aldo Vella. Persone di qualità, meridionalismo maturo attraverso la strada istituzionale. Progetti a breve comunicati con la giunta de Magistris, rapporti con Emiliano, ecc...Riguardo ai fischi vorremmo che Schifani si fosse altrettanto indignato ai cori (esistono i video) di "Napoli merda" pre partita come tutti quelli che i tifosi napoletani ricevono tipo " Forza Vesuvio" in tutt'Italia. Se etica deve esserci che ci sia sempre. A ciò accoppi che oggettivamente i napoletani in Italia non sono degni di attenzioni politiche e sociali così positive e la frittata è fatta. Ma sui fischi condivisi o no crediamo si costruisca poco e noi vogliamo i fatti : dei governi, e dall'altra parte dei meridionali che si battono per un riscatto che determini un'Italia più equa e rispettosa della dignità del Sud".
Cordialmente Andrea Balìa

Andrea Balìa   


Fonte: Partito del Sud - Napoli

martedì 22 maggio 2012

Hanno fischiato l'inno di Mameli: che c'e' di male? di P. Sansonetti

Ho letto in rete e posto quest'articolo di Piero Sansonetti, articolo che spiega benissimo secondo me i motivi dei fischi all'inno di Mameli, che venivano principalmente dal settore dei napoletani, domenica sera prima della finale di Coppa Italia Juve-Napoli, vinta poi dai partenopei...alla retorica dei "fratelli d'Italia" bisogna sostituire risposte serie e concrete alla crisi economica e morale di questo paese che non e' mai stato unito da 151 anni...per non parlare di Schifani che si indigna per i fischi di domenica e non ricorda di essere stato alleato fino a pochi mesi fa con chi col tricolore si puliva le parti meno nobili o dei tanti moralisti da strapazzo che condannano i fischi ma non gli striscioni e i cori razzisti contro i napoletani...
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Hanno fischiato l'inno di Mameli: che c'è di male?
di Piero Sansonetti

Gerardo Greco era un signore di 57 anni, napoletano. Era un operaio e da tanti anni era andato a lavorare al Nord, perché dalle sue parti, in Campania, non c'era lavoro. Aveva trovato un posto in una fonderia, vicino a Ferrara. L'altra notte stava pulendo il forno della fabbrica quando è arrivato il terremoto. Per lui non c'è stato scampo. La moglie ha raccontato che stava contando i mesi che gli mancavano alla pensione. Perché voleva tornare a casa, a Napoli.
Gerardo aveva passato la sua vita al Nord, aveva offerto le sue braccia al Nord, la sua capacità di lavoro, la sua fatica, la sua intelligenza, il suo talento, le sue notti insonni. Si era fatto sfruttare dal Nord, aveva prodotto molta ricchezza per il Nord e forse aveva mandato qualche spicciolo al Sud. Non coronerà mai il suo sogno, è morto per quel maledetto terremoto e non rivedrà più Napoli.
Se avete ascoltato al telegiornale le interviste ai lavoratori della fonderia emiliana, avrete notato che gli operai, quasi tutti, o avevano un accento meridionale oppure un accento arabo. C'erano i napoletani, i calabresi, i tunisini i pakistani.
Ieri sui giornali, accanto alle notizie sul terremoto di Ferrara, c'erano le informazioni sulla partita Napoli-Juventus, la finale di coppa Italia vinta dai partenopei. E tra le notizie relative alla partita campeggiava quella sullo scandalo dei fischi. E' successo che i tifosi del Napoli hanno allegramente fischiato l'inno di Mameli. E questo ha suscitato l'indignazione del presidente del Senato, del Presidente della Repubblica, delle autorità costituite, dei giornali. E' sconvolgente – ha detto Schifani – è inaccettabile. Chissà perché Schifani (che era siciliano...) non riesce a capire. O chissà se finge di non capire. Perché mai i meridionali dovrebbero amare l'Inno di Mameli? Perché dovrebbero sentirsi romanticamente rapiti dalla retorica nazionale di una nazione che sin dal primo momento del suo esistere si è divisa in due: al Nord la ricchezza e il potere, al Sud il lavoro duro, lo sfruttamento, l'emigrazione, la povertà.
L'Italia non è una nazione unica: l'Italia è due nazioni, una di sfruttati e una di sfruttatori. Non vi pare abbastanza naturale che gli sfruttati, se gli capita di sentire l'Inno di Mameli, cioè l'Inno del Nord, non si commuovano per niente, anzi gli venga da bestemmiare?