giovedì 10 giugno 2010

BRIGANTI VI CHIEDIAMO IL PERMESSO....





Il Partito del Sud da il benvenuto alla delegazione di Briganti che interverrà a Gaeta il 19 giugno alla 1^Conferenza programmatica della Confederazione Sud Euromediterranea!




Fonte: Gruppo Facebook Briganti


Cari Briganti,
è venuto il momento di dirvi qual è l’ iniziativa che faremo insieme.

Il 19 giugno a Gaeta ci sarà la prima conferenza programmatica della prima federazione meridionalista della storia, la Confederazione Sud Euromediterranea .

Il Brigante Lucano e Il Brigante Rianese (all’anagrafe Valerio e Nico) andranno a Gaeta e porteranno le 12 proposte emerse nella NOSTRA PAGINA in questi mesi.

Le porteremo a nome del POPOLO DEI BRIGANTI , a nome di tutti noi, questo sarà il primo atto della nostra azione di lotta, dobbiamo far capire alle associazioni meridionaliste che c’è un POPOLO che non ha più voglia di chiacchiere, non vuole più giochetti ma vuole FATTI CONCRETI .

Da adesso fino al 17 giugno commentate e migliorate le 12 proposte, ovviamente non aggiungetene altre altrimenti facciamo un romanzo, ma focalizziamoci su queste e miglioriamole al meglio.
QUINDI SERVONO TUTTI I BRIGANTI per fare un lavoro eccellente!!!

Al termine Valerio e Nico le rilegheranno e le porteranno al Congresso consegnandole al Presidente, mentre una copia semplice la consegneranno agli altri membri delle varie associazioni.
Ma non solo, PARLERANNO DI FRONTE ALL’ ASSEBLEA a nome dei BRIGANTI .
Porteranno anche una bandiera che abbiamo creato, LA NOSTRA BANDIERA , la bandiera del popolo dei briganti!!

ATTENZIONE : i Briganti stanno per invadere Gaeta!!!!
Per questo vi chiediamo LA DELEGA E IL PERMESSO a nome di tutti voi per fare tutto ciò.


ORA MIGLIORIAMO AL MEGLIO LE 12 RICHIESTE DEL POPOLO DEI BRIGANTI


1. Diffusione delle verità storiche sul risorgimento. Sviluppo della cultura in qualsiasi modo si manifesti poiché è la nostra forza maggiore.


2. Comprare solo prodotti made in Sud e sensibilizzare chi ancora non lo fa e impegnarci a far crescere la nostra economia per far si che i nostri figli non emigrino più. Sensibilizzare i produttori a collaborare, sensibilizzare lo sviluppo dell’agricoltura. Puntare all'agricoltura come una ricchezza, valorizzarla non come tradizione ma come nuova svolta.


3. Contrastare con ogni mezzo le discriminazioni e le offese e i soprusi contro i meridionali, che siano giornali, tv, partiti politici o pennivendoli di regime.


4. Partecipare a tutte le manifestazioni che riguardano il SUD, fuoriuscire dal web e coinvolgere media nazionali alla causa meridionalista.


5. Contrastare la costruzione dei centrali nucleari nelle nostre regioni e ogni altra forma che degrada e rovina il nostro territorio. Sviluppare forme di energia alternative per essere indipendenti energeticamente.


6. Riprenderci la nostra autonomia.


7. Abbiamo tante bellezze naturali al Sud che ci invidiano in tutto il mondo,sfruttiamole per incentivare il turismo che in questo momento può essere il maggiore gettito per una ripresa della nostra economia.


8. Liberiamoci di tutta questa classe dirigente locale e centrale che da decenni ci sta distruggendo. Loro non amano il Sud,e l'hanno dimostrato, e sostituiamola con gente capace ed onesta.


9. Nessuna alleanza con i partiti nazionali che per 150 anni hanno distrutto il Sud.Coinvolgere il popolo nelle decisioni mediante referendum.


10. Dire basta alle mafie, combatterle ovunque.


11. Denunciare quello che non va nella nostra terra.


12. Trovare punti fermi e di aggregazione (unità dei gruppi meridionalisti).



« E intorno a noi il timore e la complicità di un popolo. Quel popolo che disprezzato da regi funzionari ed infidi piemontesi sentiva forte sulla pelle che a noi era negato ogni diritto, anche la dignità di uomini. E chi poteva vendicarli se non noi, accomunati dallo stesso destino? Cafoni anche noi, non più disposti a chinare il capo. Calpestati, come l'erba dagli zoccoli dei cavalli, calpestati ci vendicammo. Molti, molti si illusero di poterci usare per le rivoluzioni. Le loro rivoluzioni. Ma libertà non è cambiare padrone. Non è parola vana ed astratta. È dire senza timore, È MIO, e sentire forte il possesso di qualcosa, a cominciare dall'anima. È vivere di ciò che si ama. Vento forte ed impetuoso, in ogni generazione rinasce. Così è stato, e così sempre sarà...CARMINE CROCCO»

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