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sabato 20 ottobre 2012
martedì 29 maggio 2012
A Cosenza il PdSUD ha presentato il nuovo libro di Gigi Di Fiore "Controstoria della Liberazione"
http://www.youtube.com/watch?v=9aCcVZSwcCs
Gigi Di Fiore, giornalista de "Il Mattino", alle prese con la "Controstoria della Liberazione", il suo nuovo volume presentato a Cosenza per iniziativa del Partito del Sud. Dopo aver esaminato in altri libri le origini dei guai del Mezzogiorno, che affondano le radici nell'unità, o meglio nell'annessione, da parte del Piemonte, Di Fiore analizza ciò che accadde alla fine della Seconda Guerra Mondiale. E dimostra, documenti alla mano, che anche la Liberazione è stata diversa, tra Nord e Sud. E ha marcato ancora di più il divario tra le due "Italie".
martedì 22 maggio 2012
II Partito del Sud Calabria presenta l'ultimo libro di Gigi Di Fiore il 28 maggio a Cosenza
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lunedì 7 maggio 2012
"L’Italia libera ricomiciò da Sud eppure se lo dimenticò subito" di L. Patruno
di Lino Patruno
C’è un altro e misconosciuto periodo nero nel lungo calvario dei danni al Mezzogiorno italiano: lo sbarco in Sicilia e gli 800 giorni di occupazione anglo-americana dal 10 luglio 1943. Del tutto opportuno quindi che Gigi Di Fiore lo abbia ripercorso con la sua Controstoria della Liberazione. Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del Sud (Rizzoli ed., pagg. 352, euro 19,00). Come un altro Risorgimento tradito, del resto per primo già ripercorso dallo scrittore e giornalista napoletano (inviato del «Mattino») con la sua fortunata Controstoria dell’Unità d’Italia. Un Paese a malapena unificato fu di nuovo spaccato non solo dall’armistizio dell’8 settembre fino alla pace, ma dalle sue conseguenze. Perché quella che poteva essere una resurrezione del Sud senza nazifascismo, fu anche una tragedia in più atti che segnò pure il futuro del Sud, non diversamente da ciò che avvenne dopo il 1861.
Il primo atto furono le stragi di soldati italiani considerati tutt’altro che alleati nonostante la non belligeranza: anche peggio delle stragi e delle fucilazioni sommarie della lotta al brigantaggio. Poi i crimini contro la popolazione civile addirittura odiata e considerata non meno incivile e «affricana» (con due effe) di come la descrisse Nino Bixio dopo la risalita di Garibaldi. Poi i bombardamenti indiscriminati che distrussero il 64 per cento delle industrie. Poi un’inflazione selvaggia provocata dalla diffusione incontrollata delle Am-lire e la spaventosa miseria. Fra un atto e l’altro, una interessata collaborazione delle due potenze trasformò i boss di Cosa Nostra (a cominciare da Lucky Luciano) in galantuomini e addirittura sindaci, facendo crescere il potere della mafia come mai prima. Lo spudorato oltraggio alle donne violentate dai marocchini è rimasto una cicatrice e una vergogna mai cancellate. Il contrabbando, le malattie veneree, violenze di ogni genere martirizzarono soprattutto e ancòra una volta Napoli sempre meno ex-capitale. Altro che il mito soprattutto cinematografico degli «Hey, man» con le tavolette di cioccolata, le chewing gum e le sigarette per tutti di cui si è sempre detto che il Sud si fosse innamorato.
Furono più conquistatori che liberatori (anche in questo ancòra una volta), padroni assoluti e arroganti, sospettosi e brutali in una torbida retrovia di bordelli e puttane prima di andare a morire a Cassino. Del resto il cinema se ne è anche occupato con lo struggente La ciociara del premio Oscar a Sophia Loren. E Napoli milionaria di Eduardo proprio partendo da quei giorni ci ha lasciato un quadro indimenticabile e universale della guerra e dei suoi orrori. Di Fiore non è autore che arrangi fonti e documenti. La sua impressionante precisione è figlia di una ricerca addirittura spasmodica, non c’è episodio in cui manchino una data e un nome. E così un periodo finora considerato solo controverso viene fuori con una luce ben più cupa. Soprattutto, è quel che conta, più cupa per il domani di un Sud che dalla guerra e dal dopoguerra uscì con le ossa molto più rotte del resto del Paese. E che pagò dopo non meno di prima. Davanti al boom della ricostruzione, nessuno tenne conto delle sue condizioni peggiori, meno che mai i governi nordisti figli della lotta partigiana al di là del Rubicone.
Per l’ennesima volta il Sud era da rimuovere, forse colpevole di essere stato con Pescara, Brindisi e Salerno sede di un regno voltagabbana e vile. E quando gli americani, consci di ciò che avevano combinato, fecero arrivare i soldi del Piano Marshall soprattutto per il Sud, quei soldi andarono per il novanta per cento al Centro Nord. Una ennesima Questione Meridionale di cui il Sud non doveva lamentarsi. Tranne poi le pezze della Cassa per il Mezzogiorno per cercare di rimediare a ciò che era stato quasi irrimediabilmente compromesso. Di Fiore non usa toni partigiani di rivendicazione, ed è un altro dei pregi del suo racconto. Nel quale la Puglia compare non solo come vittima (vedi la vicenda oscura del generale Bellomo, la terra bruciata di Foggia, l’attacco al porto di Taranto) ma addirittura, con Bari, come faro della nuova Italia della speranza, della democrazia, della rinascita. Radio Bari, il congresso dei Comitati di Liberazione nazionale. L’Italia ricominciò da Sud, ma lo si dimenticò sùbito.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
Furono più conquistatori che liberatori (anche in questo ancòra una volta), padroni assoluti e arroganti, sospettosi e brutali in una torbida retrovia di bordelli e puttane prima di andare a morire a Cassino. Del resto il cinema se ne è anche occupato con lo struggente La ciociara del premio Oscar a Sophia Loren. E Napoli milionaria di Eduardo proprio partendo da quei giorni ci ha lasciato un quadro indimenticabile e universale della guerra e dei suoi orrori. Di Fiore non è autore che arrangi fonti e documenti. La sua impressionante precisione è figlia di una ricerca addirittura spasmodica, non c’è episodio in cui manchino una data e un nome. E così un periodo finora considerato solo controverso viene fuori con una luce ben più cupa. Soprattutto, è quel che conta, più cupa per il domani di un Sud che dalla guerra e dal dopoguerra uscì con le ossa molto più rotte del resto del Paese. E che pagò dopo non meno di prima. Davanti al boom della ricostruzione, nessuno tenne conto delle sue condizioni peggiori, meno che mai i governi nordisti figli della lotta partigiana al di là del Rubicone.
Per l’ennesima volta il Sud era da rimuovere, forse colpevole di essere stato con Pescara, Brindisi e Salerno sede di un regno voltagabbana e vile. E quando gli americani, consci di ciò che avevano combinato, fecero arrivare i soldi del Piano Marshall soprattutto per il Sud, quei soldi andarono per il novanta per cento al Centro Nord. Una ennesima Questione Meridionale di cui il Sud non doveva lamentarsi. Tranne poi le pezze della Cassa per il Mezzogiorno per cercare di rimediare a ciò che era stato quasi irrimediabilmente compromesso. Di Fiore non usa toni partigiani di rivendicazione, ed è un altro dei pregi del suo racconto. Nel quale la Puglia compare non solo come vittima (vedi la vicenda oscura del generale Bellomo, la terra bruciata di Foggia, l’attacco al porto di Taranto) ma addirittura, con Bari, come faro della nuova Italia della speranza, della democrazia, della rinascita. Radio Bari, il congresso dei Comitati di Liberazione nazionale. L’Italia ricominciò da Sud, ma lo si dimenticò sùbito.
giovedì 26 aprile 2012
"A sud, bombe al Napalm e gas chimico" di Gigi Di Fiore
Di Gigi di Fiore
I MARINAI che si gettavano in mare dalle altre navi colpite furono ben presto investiti e impregnati dalla micidiale sostanza. I vapori dell’iprite si sparsero in tutto il porto, bruciando la pelle e contaminando i polmoni dei sopravvissuti. Oltre ottocento militari furono ricoverati per ustioni o ferite. Tra questi, 617 risultarono intossicati dall’iprite. A Bari ne morirono 84, gli altri persero la vita in altri ospedali in Italia, in Nordafrica e negli Stati Uniti, dove erano stati trasferiti a causa della gravità delle loro condizioni. I civili morti per le stesse cause furono non meno di 250. L’ultima vittima si spense, fra atroci sofferenze, un mese dopo il bombardamento. Racconta Augusto Carbonara, un barese protagonista di quelle ore: “All’ospedale neozelandese installato nel non ancora finito Policlinico della città, cominciarono ad arrivare i primi feriti. Molti, piu che colpiti dalle esplosioni, erano provati dall’effetto del gas vescicante. Ma non si sapeva che fosse stato il gas a provocare tali effetti, perché, sul momento, nessuno lo intui. Chi non poté cambiarsi di sua iniziativa rimase con gli abiti zuppi d’iprite, che non solo agì sulla pelle, ma fu assunta attraverso le vie respiratorie. I primi inspiegabili collassi si ebbero dopo cinque o sei ore dalla contaminazione. Dopo, seguirono le prime morti, quasi improvvise, di gente che qualche minuto prima sembrava stesse per riprendersi. Tutti avevano la pelle piena di vesciche. Sulle ascelle, linguine e i genitali la pelle si staccava come per le ustioni piu gravi”. Gli angloamericani cercarono di coprire la verità, ma non potevano far finta di nulla: c’era chi sollecitava spiegazioni su quelle morti insolite. Così fu spedito a Bari un esperto per studiare una versione credibile sull’accaduto. A pochi giorni dal bombardamento, arrivò nel capoluogo pugliese il colonnello Stewart Alexander, già consulente medico per il settore della chimica di guerra nel quartier generale di Eisenhower. Presentò una prima relazione al quartier generale di Algeri il 27 dicembre 1943. Il rapporto, rigoroso pur senza approfondire le ragioni della presenza del gas sulla nave americana, fu approvato da Eisenhower che lo fece archiviare senza alcuna conseguenza.
di Gigi Di Fiore, IFQ
(tratto dal libro "Controstoria della Liberazione" di Gigi Di Fiore, Ed. RIZZOLI - 360 PAGINE, 19 EURO).
Fonte: Il Fatto Quotidiano del 26 aprile 2012 pag. 4
giovedì 19 aprile 2012
Napoli 24 Aprile 2012: Presentazione del nuovo libro di Gigi Di Fiore, "Controstoria della Liberazione”
Ricevo e posto dagli amici dalla sezione napoletana...
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Siamo a segnalare la presentazione del nuovo libro di Gigi Di Fiore, "Controstoria della Liberazione”, che si terrà martedì 24 aprile 2012, alle ore 18,00, presso la libreria La Feltrinelli in Piazza dei Martiri, Napoli.
Gigi Di Fiore, membro della Commissione Cultura del Partito del Sud, è un giornalista de "Il Mattino" ed è l'autore di diversi saggi cari a tutto il movimento meridionalista, fra cui
--“Controstoria dell'unità d'Italia - Fatti e misfatti del Risorgimento”, BUR saggi Rizzoli 2010
--“I vinti del Risorgimento” (terza ristampa), Utet 2011
--“Gli ultimi giorni di Gaeta - L'assedio che condannò l'Italia all'unità”, BUR saggi Rizzoli 2012
Il nuovo libro dell’amico Gigi descrive quello che è successo nel nostro Sud durante la liberazione del territorio dalle truppe nazi-fasciste durante l’ultimo conflitto mondiale. Dalla quarta di copertina si legge:
“Siamo stati liberati, sì. Ma anche calpestati, uccisi, violentati. Dopo aver affrontato il mito del Risorgimento nel bestseller “Controstoria dell’Unità d’Italia”, Gigi Di Fiore riapre le ferite inflitte al nostro Paese dall’esercito di Liberazione. Scopre così il volto meno glorioso, dimenticato dai resoconti oleografici più o meno ufficiali, degli Alleati salvatori: collusioni con la mafia e la delinquenza, la corruzione, i regolamenti di conti, i colonnelli cinici che fecero i loro affari senza andare troppo per il sottile. Vicende scomode e a lungo taciute, che ci obbligano a ripensare squilibri e fallimenti dell’Italia di oggi: i diversi modi in cui nord e sud furono liberati dal nazifascismo alimentarono nuovi divari 83 anni dopo il Risorgimento tra le due aree del Paese.”
Il co-Segretario Nazionale del Partito del Sud, Andrea Balìa, e il Segretario Provinciale di Napoli del PdSud, Alessandro Citarella, v’invitano a partecipare numerosi martedì prossimo a questa importante presentazione.
24 aprile 2012, ore 18, La Feltrinelli,
Piazza dei Martiri, Napoli
Scheda
Titolo: Controstoria della Liberazione
Le stragi e i crimini dimenticati degli Alleati nell’Italia del sud.
Autore: Gigi Di Fiore
Editore: Rizzoli
Pagine: 356
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo copertina: 19,00 €
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