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giovedì 29 marzo 2012

Per amore del Sud, shakeriamoci...di B. Pappalardo



Il Ministro alla Coesione Territoriale Fabrizio Barca ha scritto giorni fa su "Affari e Finanza", ricevendo consensi in merito da alcuni giovani politici napoletani del PD:


"Destabilizzare il Sud parola di Fabrizio Barca"


"Destabilizzare il Sud, il suo endemico equilibrio tra clientela e rendita parassitaria, liberare energie intellettuali e imprenditoriali con un conflitto di idee anche duro ma vivo, partecipe. Non un rito, il solito che si conosce. E non un euro se non ci sono idee ma solo palmi di mano che si tendono nel segno dell’elemosina.
Se riusciamo a innestare un conflitto positivo, ampliare la base dell’elaborazione progettuale, dare schemi e offrire realtà che possano essere emulate, romperemo i tanti monopoli locali, i feudi che si elevano grazie al malgoverno. C’è bisogno di mobilità del pensiero, di dare potere alla conoscenza e gambe ai talenti del Sud"



Ricevo e posto quello che il nostro amico e dirigente napoletano del Partito del Sud, Bruno Pappalardo, ha commentato in merito:


Per amore del Sud, "shakeriamoci..."


di Bruno Pappalardo

Verrà più tardi il tecnico, un amico, a portar via il computer. E’ infetto. E’ come togliermi la finestra nella stanza. Potrei scrivere una ultima cosa. Ma che dire stavolta? I temi sono a migliaia e s’affollano come un formicaio che basta toccarlo e la moltitudine dei pensieri diventa gelatina inafferrabile. Ah,…ecco! Ho letto di un’intervista al ministro Fabrizio Barca per la “Coesione Territoriale”. Era la poltrona di Umberto Bossi. Pare abbia la soluzione per il Sud. Tutto quadra (con le parole) I mosaici delle idee sono magnifici!
Quelli del mausoleo di Galla Placidia impallidirebbero nonostante prevalga l’oro. L’organicità dei disegni, dei progetti mi hanno sempre affascinato come quella della Fornero e di Monti che dimenticano sul vuoto del baratro 350mila esodati. Quisquiglie, però, è tutto ordinato, funzionale, come la capacità scientifica di certuni ad acchiappare le mosche.
Ovviamente sosteneva che il Sud doveva cambiare mentalità, formarsi.
Avendo avuto la bella cifra da spendere in queste maledette terre, circa 3mld e mezzo, ebbene, diceva che nulla, neppure un euro sarà dato se non in presenza di nuove idee e solo dopo realizzate. Bello! “...e, allora”, continuava, “stenderemo la mano”. Forse alludeva alla solita elemosina!
Già perché queste identiche parole le sento da almeno un 40ennio, dai tempi della Casmez. Beh, nel 49-50 ero solo un’idea anch’io. Tuttavia volevo porre a voi la stessa domanda che da tempo remoto mi faccio tutti i giorni.
Perché quando si parla degli antichi e nuovi finanziamenti (dall’AgendSud ai Fas e a tutte le altre erogazioni europee solitamente chiamati “aiuti”) si dice che il meridione li ha rubati? Che sono stati sprecati senza che questo popolo realizzasse qualcosa di realmente concreto? Che siamo i soliti sfaticati e rassegnati??!
Ma chiedo ai miei dirigenti Balia, Cuccurese, Riccio, Cutolo ma per caso sti soldi, di cui si parla da una vita, li avete presi voi? Se è così ditelo accidenti e chiudiamola qui! Noo?? Allora chi, i due Esposito, Citarella, Argenio, Pisapia, De Franciscis, Godano, Amato. Un’idea ce l’ho! Il suo comportamento amorevolmente distaccato, serbato ma forse un po troppo riservato nell’incedere verso le cose, chissà che non nasconda altro,…ci sono è la Castellano. Insomma chiedo ai tanti del mio partito se ne sanno qualcosa? No, neppure voi? Pare, però, che tutti sappiano, storicamente, che c’era stata una valigia ingrossata di lire che cadde a pioggia sulle teste dei meridionali. Credo anche che confondano con quella di qualcun altro tra il ‘92 e ’94.
Ma che sciocco, Questi sono giovani, o per meglio dire non tanto vecchi per essere stati soggetti requisenti della nazional-truffa. Allora, furbo, ho bussato al mio vicino, E’ un simpatico ottantenne ma manco lui ne sa niente! Mi ha detto: “.. ma io aggio fatto semp' ‘o prufessore comme ‘ttè” Allora, mi sono detto, sarà per questo che siamo colpevoli!
Ho, sfrenatamente percorso le due scale del mio condominio. Niente, neppure loro sapevano di questi soldi! Omertà, …Boh.? Mi dico , l’amministratore, però, non me la racconta giusta, qualcosa sa, quello sa sempre tutto di quello che non deve sapere!
Sono passato dal giornalaio e al bar. Erano entrambi stipati. Non sapevano neppure cosa fosse la Cassa del Mezzogiorno. Ma allora? Chi li ha presi? Chiunque sia stato è un ladro, un furfante.
Ma perché se vado a Firenze, sono io quel malvivente? Ma io che c’entro ammesso che fossi il figlio del ladro? Ma mio padre esercitava la nobile arte del “guantaio”. Era sempre in casa! E gli altri, quelli della mia età come possono entrarci? Per questi cari signori sono sessant’anni che sono un mariuolo. Ma come si fa a non sapere, diciamocela, chi ha preso quei soldi.
Insomma non voglio continuare con la stupida retorica! L’ho intrapresa perché ho risentito le stesse parole d’allora dal nuovo ministro! Sono quelle di un Fanfani, un De Gasperi, Almirante, Berlinguer d’allora, Ve lo ricordate Emilio Colombo, i Gava, et cetera! Chissà di cosa e come si alimentavano questi partiti.
Ma c’è una differenza però. Il ragionamento del Barca veleggia, prima di me, nella precettistica più malevola, si contraddice! Se io, meridionale, avessi delle splendide idee, dovrei anticipare personalmente i costi. Ovvero dimostrare che queste funzionino? E i soldi, qui al sud chi me li allenta? Le banche? Per avere un credito “fetente” (ossia piccolo) devi prima garantire per un valore corrispondente a quello dei bilanci della stessa banca e poi firmare per la concessione degli organi. Bene, se ho un’idea devo anche essere società. Se sono società nuova forse potrei avere qualche chance dopo aver combattuto, sul territorio, (non certo con la camorra che si presenta solo dopo) con una concorrenza di società che sono sul posto e negli enti ma solo come l’occhio di società del nord per penetrare l’appalto e poi proporsi. Se sono una vecchia impresa non sarà formata e sarà anche creditore delle Amm.ni ma sarò anche scafata e collusa. Dicono che non investono, dicono dell’art.18, ma sono qui ancora dal 1860, ve lo giuro! Dice che dobbiamo parlare tutta un’altra lingua, ci sto! Ovviamente allude sia ad una “nuova concezione del fare” che delle lingue straniere. Questo è giusto ma è banale. Si sgomenta dei 40mld europei non spesi (solo il 20% è stato investito) imputandola però all’indolenza e non già il timore che molti hanno sia per/che per i funzionari, mafie, partiti e per gli appalti pilotati e rientranti al Nord.
Caro ministro credo veramente nella Sua Buona Fede ma lei non sa nulla del meridione. Perché non ficca tutto in uno sheker, sbatte con cura e tira fuori la soluzione. Farà prima e forse meglio!

 Bruno Pappalardo
 Partito del Sud - Napoli 
27.03.2012

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sabato 25 febbraio 2012

"Lo sviluppo del Sud non è roba da scimmie" di Lino Patruno



di Lino Patruno

Il ministro del Sud, Barca, è venuto in Puglia e ha detto che occorre raddoppiare il numero delle industrie. Già è una notizia. C’è chi continua a sognare un Sud tutto sole e mare, più un buon piatto e un buon vino: fate turismo perché è la vostra vocazione. Non si è mai vista al mondo una economia che si sia sviluppata saltando l’anello dell’industria. Sarebbe come noi umani che, senza l’ultimo anello dell’evoluzione, saremmo ancòra scimmie. E c’è chi continua a farneticare di una Taranto senza l’Ilva, 26 mila famiglie che aprono B&B, un letto e una prima colazione.

Il ministro ha anche detto che per creare industrie è sbagliato invocare, come in passato, incentivi alle imprese. Si danno e poi non si sa che fine facciano. Ha ragione. Meglio migliorare le condizioni di accesso, cioè creare l’ambiente adatto.

Il che vuol dire infrastrutture: materiali (esempio strade), immateriali (esempio banche), sociali (esempio scuole). Barca è venuto in Puglia in aereo. Avesse scelto il treno, lo avremmo trovato imbufalito.

Come si fa ad avere condizioni di accesso se al Sud tagliano appunto i treni? E’ possibile che le Ferrovie non rispondano a nessuno e che continuino a pensare ai profitti infischiandosene della funzione sociale che svolgono? E’ possibile che Bari e Napoli siano lontane come la Luna fra loro, così come 150 anni fa? Allora si decise di lasciarle appunto lontane, nel caso si fossero messe in testa di creare un Sud unito e capace di difendersi dall’abbandono.

Ma condizioni di accesso significa anche altro, come il ministro per primo sa. Significa, ad esempio, giustizia civile meno lenta. Il primo motivo che tiene lontani gli investimenti stranieri dal Sud è proprio il tempo che ci si metterebbe a farsi pagare una cambiale in protesto o a risolvere una vertenza di lavoro: non si può stare cinque anni. E però questo è il Paese in cui, per stessa ammissione di Barca, una delibera Cipe (che riguarda, mettiamo, un’opera pubblica) ci mette otto mesi e 14 passaggi burocratici prima di cominciare a funzionare.

Ma è solo l’inizio della Via Crucis. Poi ci sono i tempi degli appalti e dei maledetti e puntuali ricorsi al Tar. Poi il progetto: preliminare, definitivo, esecutivo (quando non è necessario uno studio di fattibilità prima). Poi il cantiere, che cinque volte su dieci si ferma perché l’impresa non ce la fa (dopo aver fatto la furbata di assicurare un ribasso del 40 per cento sul costo base). Per una media opera, ci vogliono dieci anni. Con i cantieri aperti e mai chiusi, anzi dopo un po’ arrugginiti. Del resto, per aprire una pizzeria ci vogliono una trentina di autorizzazioni.

Insomma, tutto c’è tranne il disco verde o la corsia preferenziale. Ora si assicura un giorno per aprire un cantiere: visti i precedenti, non esageriamo. Perché è vero che, se Steve Job fosse stato da queste parti, al massimo avrebbe fatto l’elettricista. Incredibile Steve: nasce nella contea di Santa Clara, California. Per finanziare, insieme a un amico, l’idea della Apple Computer, lui vende un suo pulmino, l’amico una calcolatrice. La prima sede è un garage dei genitori. Vendono i primi computer sulla carta, solo in base all’idea. L’idea finisce a un industriale il quale, annusata aria di genio, gli dà subito 250 mila dollari. In poco tempo le prime vendite toccano il milione di dollari. In Italia li avrebbero sfrattati dal garage per violazione della licenza edilizia.

Per non parlare, scusate, del mitico articolo 18, quello che impedisce alle imprese con più di quindici dipendenti di licenziare se non c’è giusta causa. E sul quale il Belpaese si sta aggrovigliando da settimane. Senza che nessuno dica che riguarda solo il cinque per cento delle imprese. Senza che nessuno dica che si possono contare le imprese per le quali quell’articolo è un problema. Senza che nessuno dica che se un’impresa vuol crescere, si divide in due (evitando di superare i quindici dipendenti) e il problema è risolto all’italiana. Senza che nessuno dica che in rarissimi casi il licenziato è riassunto anche dopo la sentenza del giudice, perché passa tanto di quel tempo che il licenziato fa altro e l’impresa lo risarcisce. Senza che nessuno dica che l’art. 18 sarebbe il primo caso al mondo in cui per creare lavoro (come si sostiene) si licenzia.

Ma tant’è. La cosa più esaltante è che Barca è venuto in Puglia (diciamo in generale al Sud) e, nonostante tutto, è stato in tre aziende che gli avranno aperto il cuore. Una esporta nel mondo le sue scarpe da lavoro. La seconda disegna per tutto il mondo le mappe ricavate dai satelliti. La terza è di due trentenni che hanno inventato l’aereo superleggero più veloce del mondo: in fibra di carbonio (prima dell’aereo, avevano pensato di usarla per farne palazzi. Come, palazzi in fibra di carbonio? Sì, non lo sapevate?).

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

giovedì 16 febbraio 2012

"Il Nord è la palla al piede politica e culturale dell'Italia" di Marco Esposito

L'intervento di Marco Esposito a Roma alla presenza del Ministro Barca!

"Il Nord è la palla al piede politica e culturale dell'Italia". Intervento a Roma nella Biblioteca del Senato.



Marco Esposito

Cerca e ascolta l'intervento di Marco Esposito su Radio Radicale al Convegno di ieri 15/02/2012 su "Il Sud, i Sud. Geoeconomia e Geopolitica della Questione Meridionale".

http://www.radioradicale.it/scheda/345819/il-sud-i-sud-geoeconomia-e-geopolitica-della-questione-meridionale

Fonte: www.radioradicale.it