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mercoledì 12 marzo 2014

Il 17 marzo noi del Partito del Sud non festeggiamo...ed a teatro a Roma c'è Terroni di Roberto D'Alessandro!

Ancora una volta ci tocca sorbire la retorica risorgimentale ed una valanga di falsità e inesattezze sulla nostra vera storia con la "giornata dell'Unità (quale???) d'Italia" che ci vogliono far festeggiare il 17 marzo.
E ancora una volta noi del Partito del Sud ribadiamo che non festeggiamo e non festeggeremo mai tale data, che ricordiamo celebra un'annessione ed una conquista militare del Regno di Sardegna ai danni del Regno delle Due Sicilie ed il 17 marzo 1861 ci fu l' inizio dell'VIII legislatura (come mai fu mantenuta perfino la numerazione del parlamento sabaudo? E perché Vittorio Emanuele II non divenne Vittorio Emanuele I Re d'Italia?) che si definì "italiana" ma era in realtà piemontese in tutto e per tutto, ricordiamo infine che all'epoca in "Italia" non c'era Roma e neppure il Veneto....insomma una celebrazione davvero fuori luogo, tanto più che segna l'inizio di un periodo nefasto per il Sud con una guerra civile in corso e che diventò ancora più crudele, durò circa 10 anni e fu relegata dalla storiografia ufficiale a "guerra di repressione del brigantaggio". Fu invece molte cose, ma in sintesi rivolta sociale e legittima resistenza ad un'invasione militare che depredò la nostra terra e la relegò al ruolo di colonia interna.

Lontani da nostalgie reazionarie e separatiste, noi del Partito del Sud da sempre affermiamo la nostra identità meridionale, che deve essere fondata sulla verità storica e non sulla farsa risorgimentale, ancora oggi raccontata in modo deamicisiano. Su quest'identità dobbiamo costruire, o meglio ricostruire, la nostra natura di popolo con la voglia riscatto per terminare una colonizzazione che oramai dura da più di 150 anni. Noi possiamo e sappiamo farlo solo con il metodo democratico con la crescita di un forte movimento meridionalista, progressista e solidale per il nostro Sud e per tutti i Sud del mondo, solo così per noi si potrà realizzare la "rivoluzione meridionale" e non con i proclami e le rivoluzioni dietro un PC continuamente annunciate in rete, giornali e giornaletti, libri e libretti....tutte cose che possono essere contorno...ma non la portata principale di un impegno politico per un movimento di massa.

Proprio per scoprire la nostra "vera storia", invitiamo tutti allo spettacolo del nostro amico Roberto D'Alessandro, basato sul best-seller di Pino Aprile....sarà un raggio di luce e di verità in una giornata retorica e funesta. Tutti al Teatro dei Servi, in via del Mortaro al centro, alle ore 21 del 17 marzo per vedere Terroni!


Enzo Riccio
Vice-Presidente Nazionale Partito del Sud



sabato 17 marzo 2012

Io non festeggio - 17 marzo 2012


 
Io non festeggio una data che ricorda un'invasione militare e l'inizio di una colonizzazione per una parte del paese, condizione che continua ancora oggi, con altri mezzi e metodi.
Io non festeggio una falsa "Unità", fino a quando le possibilità di trovare un lavoro dignitoso saranno molto più scarse al Sud, fino a quando si spenderà di meno al Sud per infrastrutture e tutto il resto, fino a quando le banche e le assicurazioni faranno pagare di più il Sud rispetto al più ricco centro-Nord, non ci sarà vera unità.
Io non festeggio una dinastia nefasta come i Savoia ed un Regno sabaudo che ha trattato i meridionali come "briganti", e ne ha ucciso centinaia di migliaia, ha deportato ed ha imprigionato altre decine di migliaia, ha distrutto ed incendiato decine di paesi, ha massacrato la nostra economia e la nostra agricoltura meridionale per favorire la nascita dell'industria al Nord e ci ha trascinato nelle disastrose guerre coloniali, e poi verso le tragedie del XX secolo come le due guerre mondiali ed il fascismo.
Io non festeggio le bugie ma amo la verità e la giustizia, continuerò con tutte le mie forze a combattere per cambiare le cose, in modo democratico e pacifico, senza offendere nessuno e senza avere la presunzione che la mia cultura e la mia storia sia migliore di altre, ma di sicuro con la dignità, l'onestà e la forza di pretendere che non sia considerata inferiore e che nessun Borghezio o Calderoli o Buonanno si permetta più di offenderci.
E non continuerò solo con i proclami, come questo che sto scrivendo, mi organizzerò con altre persone che non vogliono alzare steccati o ridisegnare confini, o peggio ancora continuano a fare guerre e rivoluzioni solo su Facebook, ma con chi vuole costruire qualcosa di concreto nella vita reale e che sia proponibile per il XXI secolo, che si possa vederne passo dopo passo la crescita...allora il nostro sogno potrà diventare realtà..."mai è durato lungamente l'opera dell'iniquità, né sono eterne le usurpazioni"*.


Enzo Riccio
Segr. Org. Nazionale
Partito del Sud


Immagine da gruppo Facebook Briganti

*Dal proclama di Francesco II a Gaeta, 8 dicembre 1860