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mercoledì 12 dicembre 2012

APPELLO DI UNIONE MEDITERRANEA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA





Al presidente della Repubblica
on. Giorgio Napolitano

oggetto: legge elettorale

Egregio Presidente,
il precipitare della situazione politica porterà l'Italia al voto con la legge elettorale approvata il 21 dicembre 2005, il Porcellum. Il Suo tentativo di far modificare al Parlamento tale legge, dettato dalle migliori intenzioni, purtroppo non ha avuto buon fine.

Intanto però i cittadini e i movimenti politici intenzionati a presentarsi nella competizione elettorale hanno atteso l'annunciata approvazione delle nuove regole, in modo da poter raccogliere le firme su liste di candidati compatibili con le norme date per imminenti. Un conto, converrà, è chiedere a una persona di candidarsi in una lista bloccata, magari in una posizione di rincalzo, un altro è sapere che dovrà misurarsi con le preferenze.

Si andrà con tutta probabilità al voto a febbraio, con la vecchia legge e con nessuna riduzione rispetto al numero di firme da raccogliere, visto che lo scioglimento delle Camere si verificherà a meno di 120 giorni dalla scadenza naturale. Ciò significa che i movimenti che non vorranno ricorrere all'escamotage di trovare due parlamentari in carica disposti a sottoscrivere la lista, dovranno raccogliere in un mese scarso almeno 4.000 firme per circoscrizione elettorale.

A nome del movimento politico Unione Mediterranea, Le chiediamo di intervenire affinché si tenga conto di tale anomala chiusura di legislatura: intervenga nel Suo ruolo di garante affinché si possano dimezzare le firme, come accade ogni volta che si modificano le regole in corso. Annunciare - come hanno fatto i principali partiti - accordi sulla legge elettorale a pochi mesi dal voto influenza il regolare svolgimento del principale appuntamento di una democrazia. Adesso non si può far finta che in Italia non si sia mai parlato di riforma elettorale e che ci sia stato tutto il tempo di organizzarsi per la competizione elettorale.

Confidando in una risposta positiva, Le inviamo i più cordiali saluti

Antonio Ciano - presidente di UM
Lino Patruno - portavoce di UM
Marco Esposito - coordinatore di UM

domenica 20 marzo 2011

Lettera al Presidente della Repubblica di una giovane meridionale emigrata


G.ssimo Sig. Presidente,
il mio nome è Rullo Emanuela e sono nativa di quella meravigliosa terra che si chiama Irpinia. Mentre le scrivo percorro la A1 in direzione Roma dove da ben ormai otto anni ho dovuto per motivi di lavoro stabilire la mia dimora, emigrata come la quasi totalità dei miei coetanei, saluto dopo un fine settimana le mie montagne e la mia famiglia.
Quest’anno Sig. Presidente mi si chiede di festeggiare la ricorrenza dell’unificazione di questo paese, dell’unità d’Italia.
Premetto che non sono monarchica e non auspico il ritorno di alcun sovrano, premessa quanto mai dovuta poichè purtroppo troppo spesso la voce dissenziente del mio popolo viene messa a tacere e sminuita con l’appellativo di nostalgica o monarchica, quando essa in verità, non esprime né l’uno né l’altro sentimento.
Il recupero della verità storica che a 150 anni dovrebbe essere niente più che un atto di civiltà e democrazia e che non dovrebbe spaventare un paese unito, è un atto che viene richiesto unicamente per restituire dignità ed orgoglio ad un popolo e ad una terra e non per nostalgia. Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla scriveva Seneca.
Ebbene, a quale futuro sig. Presidente, questo paese si sta preparando se a distanza di 150 anni ancora teme la propria storia? Se a distanza di 150 anni ancora la stessa è intrisa di menzogna e camuffata e nascosta ed oltraggiata?
Eppur dobbiamo festeggiare! Festeggiare senza ricordare i morti, senza ricordare i corpi esposti, i saccheggi, le bombe, le violenze, e festeggiare passando sopra gli insulti.
Studi accreditati che si sono susseguiti in questi 150 anni hanno dimostrato come in questo paese il divario non esistesse al momento dell’unificazione se non in misura minima e come esso invece sia andato formandosi proprio nel corso di questi 150 anni per effetto dello sviluppo di una economia di tipo dualistico. Devo citarLe Nitti, ancora oggi attualissimo? Devo citarLe i recenti studi pubblicati dalla Banca D’Italia, devo farle l’esempio della Germania che in dieci anni ha unito un paese che era diviso? E’ talmente evidente sig. Presidente come il mio popolo (che dovrebbe essere anche il suo) sia annichilito dal peso di questa mancata verità manipolata e trasformata in una colpa, in un peccato originale incancellabile, giustificativo perenne e risolutivo di un sottosviluppo che ha ben altre origini.
Devo festeggiare sig. Presidente gli insulti dei ministri di questo paese? Devo festeggiare la monnezza, e non mi riferisco ai rifiuti urbani quanto bensì, ai rifiuti tossici industriali e nucleari che avvelenano la mia terra e ne uccidono il futuro? Devo festeggiare i giovani meridionali che hanno lasciato la propria terra per trasferirsi nelle regioni del nord del paese, o devo festeggiare la disoccupazione e la criminalità organizzata che collusa con la politica crea catene che nessuno manifesta intenzione a spezzare? E ancora Sig. Presidente devo festeggiare che Matera nell’anno 2011 ancora non ha una stazione e l’alta velocità arriva solo fino a Napoli e che dopo Napoli si viaggia con il binario unico dove i moscerini vanno più veloci dei treni? E allora mi toccherà festeggiare anche che i soldi per l’ammodernamento e la messa in sicurezza del raccordo autostradale AV-SA sono scomparsi in corrispondenza della firma del protocollo di intesa fra Italia e Slovenia ove sono riapparsi per la progettazione della tratta ferroviaria tra Trieste e Lubiana, o che i fondi FAS che dovevano servire a favorire processi di sviluppo di zone sempre più povere e abbandonate a se stesse sono andati alla copertura delle multe sulle quote latte o alla realizzazione di interventi di ammodernamento della flotta di traghetti turistici per il lago di Como, non proprio una regione sottosviluppata o per la Agenzia alimentare a Parma?
E ancora Sig. Presidente mi toccherà pure festeggiare che in occasione di questo anniversario ben 145 milioni di euro sono stati spesi per un museo che offende il mio popolo quale il Museo Lombroso e questo mentre Pompei crolla e la Reggia di Carditello viene messa all’asta.
Non Le sto imputando colpe Sig. Presidente, il suo è un ruolo istituzionale, ma non potevo non manifestarLe la mia indignazione e illustrarLe i motivi per i quali mi spiace ma Io non ho proprio nulla da festeggiare, festeggiare qualcosa che per me non ha mai avuto luogo, perché unità non v’è mai stata e ancora tarda a venire.
Grazie
R.E.