Visualizzazione post con etichetta lettera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta lettera. Mostra tutti i post

martedì 2 luglio 2013

LETTERA APERTA AL MINISTRO BEATRICE LORENZIN - di Antonio Marfella


Ricevo e posto questa condivisibile lettera del Dottor Marfella a seguito delle dichiarazioni poco felici del Ministro Lorenzin....con un commento iniziale della Presidenza del PdSUD (in rosso) che come al solito trovo molto equilibrato e sensato....


Non c'è giornata che questo governo, o suoi male assortiti componenti, non ci riservi qualche spiacevole sorpresa.
Dopo l'espressa volontà di acquistare, in un piano folle ed anticostituzionale, aerei e fregate , si passa alle tasse sempre di più e di nuove, preferendo ad uno sviluppo vero una lenta devastazione del tessuto economico e sociale, poi il provvedimento sugli "incentivi alle assunzioni giovanili" che ci fa capire come i padroni del vapore, avvolti nei loro grembiulini, preferiscano ad un paese di cittadini colti ed informati uno di servi stolti ed abbruttiti, per passare infine alle improvvide dichiarazioni della lombrosiana ministro della Sanità Lorenzin che non trova di meglio che accanirsi contro i soliti meridionali brutti , sporchi e cattivi..
Ad una sola settimana dalla manifestazione sul Garigliano contro i rifiuti tossici che ha visto presente il Partito del Sud ecco la pronta risposta del governo dell'inciucio..la solita che ci viene data da 152 anni..ne terremo conto !
PdelSUD

-----------------------------------------------------------------------------------------------

Egregio Signor Ministro della Salute
On. Beatrice Lorenzin,
ho ascoltato le sue dichiarazioni a Napoli in data 28 giugno 2013 e sono costretto a dedurre che anche Lei, a mio parere molto male informata  dai suoi “tecnici”  non vuole ne’ sapere, ne’ minimamente considerare le conseguenze sulla salute pubblica che in tutta italia, ed in particolare a napoli nord e caserta (discariche industriali ufficiali di italia !) ha provocato e provoca  la criminale gestione di una consistente parte degli oltre 140 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti industriali e tossici prodotti, di cui almeno 35smaltiti scorrettamente e illegalmente, rispetto ai meno di 30 solo urbani (dati Legambiente) .
Lei, come suggeritole evidentemente dai suoi “tecnici negazionisti”,  offre spiegazioni anche  patogenetiche sull’eccesso delle nostre malattie croniche e tumorali in Campania, ma continuate a non voler vedere, a non voler sapere ne’ considerare patogeneticamente, e neanche  discutere , sul disastro ambientale da rifiuti tossici industriali che in Campania da oltre venti anni sono stati tombati e continuano ad essere sversati  nelle nostre terre.
Ormai, ben  oltre trenta milioni di tonnellate di rifiuti tossici industriali del nord (!) ci avvelenano ogni giorno lentamente , ed oltre questi , ogni giorno,  ci uccidono anche le circa 1000 tonnellate al giorno di rifiuti tossici delle industrie campane che lavorano in nero, per esempio le scarpe e le borse.
Come sapete benissimo, ma fate sempre finta di non sapere,  questa e'  “Terra dei Fuochi" di Gomorra, che uccide in Campania, ma che ha sede al nord.
Tutto il mondo ormai lo sa, e ormai ogni nostra famiglia, tra Napoli nord e Caserta sud, paga con un parente col cancro  questa tragedia di mancato controllo dello smaltimento dei rifiuti industriali e tossici di tutta Italia e della Campania.
Siamo stanchi di essere ancora presi in giro parlando di stili di vita individuali diversi da quelli degli altri cittadini italiani e dalle inutili discussioni sul corretto smaltimento dei rifiuti urbani con maxi-inceneritori che servono per bruciare quello che sino ad oggi si e' interrato e siamo stanchi che, disperatamente ormai,  non volete ammettere che l'eccesso, non la media, di tutte le nostre patologie cronico degeneretive, sono dovute anche a questa immane tragedia ambientale provocata da quella categoria di rifiuti industriali di cui non parlate mai, mai, mai !
Continuate a prenderci in giro con stili di vita e deprivazione economica ,  pur di non parlare dello scorretto smaltimento e del mancato controllo di ben 140 milioni di tonnellate l’anno di soli rifiuti industriali e tossici.
Il valore patogenetico del parametro deprivazione economica è sin troppo ovvio e certo, giacche' nessuno di noi, avendone le possibilita' economiche, continuerebbe a vivere dove tutta l'industria italiana del nord continua a sversare, e di certo compreremmo anche noi casa a Ravello come il veneto On . Brunetta: terra campana meravigliosa come erano anche tutte le zone di Campania Felix oggi diventate squallide discariche industriali “fuori norma”.
Ravello e costiera amalfitana,  luoghi splendidi e soprattutto protetti da tortuose strade provinciali dove  i TIR  anche veneti , che vi guardate bene dal controllare, non riuscirebbero di certo a passare inosservati per sversare l’eccesso della produzione industriale in regime di evasione fiscale.
I dati ISPRA 2012 attestano senza pieta' che per ogni cittadino campano esiste una produzione industriale di 1.26 tonnellate/anno (!) di cui non vi interessa conoscere ne' i flussi né i movimenti, ne' di controllare in quali impianti vengano effettivamente riciclati e/o smaltiti, ma soprattutto vi guardate bene dal farci sapere che, per ogni cittadino veneto e toscano, esiste una produzione industriale di oltre 4 tonnellate l'anno di rifiuti industriali (!) , prodotti e poi riciclati e/osmaltiti senza controlli affidabili e certi (vedi il fallimento del SISTRI! ), ma solo con bolle cartacee facilmente aggirabili come ormai sanno bene in tutto il mondo!
Considerata una evasione fiscale media nazionale del 30%, signor Ministro della Salute della Repubblica Italiana, ne' Lei ne'soprattutto i "tecnici" che la tengono completamente all'oscuro, volete neanche immaginare che per ogni cittadino veneto e toscano (compreso quindi il veneto Brunetta) esiste ben oltre una tonnellata l'anno di rifiuto industriale e tossico che cercherà in ogni modo  di essere “smaltito” “economicamente”  in qualche luogo del Sud di Italia, a cominciare dalla Campania !
Ormai noi poveri cittadini massacrati  sappiamo tutto, e voi  Responsabili dello Stato, continuate a fare finta di non sapere, di non vedere, di non capire, di non trovare il nesso di causalita' tra smaltimento di rifiuti tossici ed eccesso di cancro in Campania!
Ormai, con le analisi pagate di tasca nostra, ognuno di noi , che vive nei comuni di Caivano, Acerra, Gricignano, Aversa, Giugliano, ecc ecc sa bene di avere nel proprio sangue, per esempio, piu' policlorobifenili cancerogeni della ditta Caffaro di Brescia del peggior avvelenato cittadino bresciano, grazie alle centinaia di migliaia di tonnellate di policlorobifenili della ditta Caffaro smaltiti dalla camorra, confessati dai pentiti e riscontrati dalla Magistratura intombati nelle nostre terre, ma mentre a Brescia lo stato italiano ha fatto e fa analisi individuali, in Campania lo stesso Stato si nasconde dietro studi mai pubblicati come il Sebiorec, dove oltre tre milioni di persone sono state analizzate alla ricerca di quei veleni lombardi, come se fossero bufale o vacche, a pool di dieci sieri messi insieme, e i suoi "tecnici" si nascondono ancora dietro questo miserevole e patetico studio !
Signor Ministro, io credo nella sua buona fede, e' troppo giovane e Donna per essere cosi cinica da non volere capire e sapere che danno fa sulla salute degli italiani , e dei campani in particolare,  tanti milioni di tonnellate di rifiuti tossici smaltiti illegalmente ogni anno specie al Sud, ma credo sia necessario, a tutela innanzitutto della Sua Coscienza, e  come hanno fatto i ministri Cancellieri, Orlando e Balduzzi,  che abbia il coraggio, la correttezza e il patriottismo di parlare direttamente con noi massacrati cittadini campani e venire , con i suoi “tecnici” che non vogliono vedere, sentire e studiare i flussi dei rifiuti industriali e tossici e il loro ovvio danno sulla nostra Salute, nelle nostre Chiese, nelle nostre meravigliose Terre ridotte a discariche industriali tossiche “fuori norma”  di tutta Italia.
Non le chiediamo certo di chiederci scusa come ha liberamente scelto di fare qualcun altro dei suoi Onorevoli Colleghi,ma  almeno venga a rendersi conto di persona, senza fidarsi di asettici e ciechi numeri predisposti ad arte  con strumenti scientifici per nascondere la Verità soprattutto alla  Magistratura,  e a piangere insieme a noi i nostri malati e i nostri morti che i suoi "tecnici" ignavi ed omertosi si porteranno sulle proprie coscienze anche all'altro mondo!
Che Dio sia in grado di perdonarli! Io non ci riesco!


Napoli, li 29 giugno 2013

Antonio Marfella
Tossicologo Oncologo


martedì 2 ottobre 2012

Lettera del Coord. per la provincia di Reggio Calabria del PdSUD



Senza nessuna volontà di auto-celebrarmi o di auto-celebrare il Partito del Sud, movimento nazionale di cui faccio parte con orgoglio come socio fondatore fin dal dicembre 2007, pubblico questa bellissima lettera dell'amico Pasquale Mesiti, Coordinatore per la Provincia di Reggio Calabria del nostro movimento. 

Pasquale ha capito benissimo l'essenza del nostro movimento, la sua carica rivoluzionaria ed il suo spirito di squadra, e anche la novità della svolta di Bari....da leggere!!!

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

         Sento il dovere morale  di ringraziare  gli Amici della Direzione Nazionale e della Direzione Regionale  per avere avuto fiducia nella mia persona  affidandomi  questo prestigioso incarico  nel Partito. In particolare un grazie  sentito ad Enzo Riccio e a Giuseppe Spadafora.

            Naturalmente un doveroso pensiero  al nostro Presidente  onorario Antonio Ciano  e a quanti, in questi anni,  hanno lavorato  e portato avanti  con generosa determinazione e convinzione  la difficile battaglia della causa Meridionale. Sono veramente  onorato di trovarmi insieme a queste straordinarie persone.

            Lo stesso  affettuoso saluto a quanti si riconoscono nel Partito del Sud  e,quindi, nel pensiero e nell’azione di Uomini come Guido Dorso, Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo, Antonio Gramsci e Nicola Zitara.

            In questa prospettiva l’abbraccio  è esteso a tutti i  Liberi e Forti che , anche militando in diverse esperienze associative Meridionaliste, condividono l’insegnamento Dorsiano della Rivoluzione Meridionale e Mediterranea portata avanti con l’arma della Democrazia.

            L’8 settembre tantissima gente, ragazzi e ragazze, anziani, professionisti, operai, pensionati, donne, si sono incontrati   a Bari  provenienti, con mezzi propri,  da tutte le parti d’Italia con un solo sogno: “dare voce  ad un Sud da sempre dimentico  accomunati dall’idea  di   un Meridione   finalmente e giustamente  protagonista in Europa e nel Mediterraneo.
Ecco il vero miracolo che è accaduto a Bari l’ 8 settembre 2012 :il popolo Meridionale riunito ed unito in tutte le sue frazionate componenti  a discutere, con coscienza critica, sulla necessità dell’ affermarsi di una classe politica meridionale capace di agire autonomamente e compiutamente, rifiutando trasformismi e compromessi.
            Chi non c'era aveva evidentemente altri interessi: non ho visto Miccichè, non ho visto la Poli Bortone, non ho visto Scotti e Iannaccone, non ho visto Raffaele Lombardo ed Agazio Loiero , non ho visto altri che si dicono meridionalisti nel tentativo di  sopravvivere al loro fallimento  sapendo bene  che nei Governi dove loro erano  presenti  si sono comportati nei confronti del Mezzogiorno come ascari al servizio  dei Partiti del palazzo con delega di “ Kapò” per il Sud. Queste persone  erano altrove mascherati sotto  sigle inventate ad arte come il sedicente “ Grande Sud” di Miccichè o il fallimentare MPA dei trasformisti Raffaele  Lombardo ed Agazio  Loiero o , ancora , come “ Noi Sud”  i cui rappresentanti , in questa legislatura, si sono distinti per essersi  venduti al migliore offerente e   per un piatto di lenticchie.
Queste formazioni di inganno ,  foraggiate  dai poteri  plutocratici  che hanno tutto l’interesse di continuare ad escludere il Sud dai circuiti di progresso a Bari non c’erano,  e non potevano esserci perchè  create a  servire e conservare agli ascari di regime   franchigie e  privilegi. Bene hanno fatto questi personaggi  a non farsi vedere anche perché la loro presenza non sarebbe stata  certamente gradita.
   Ma loro presenza nel panorama politico Nazionale, con le  loro formazioni politiche di inganno,  ha dato  ulteriore  motivazione, ai numerosi convenuti   a Bari, a riprendere seriamente l'ammonimento Dorsiano di non abbassare la guardia e a  "tenersi in contatto" perché solo la realizzazione di un vero, autentico, grande Movimento Meridionalista  può evitare e scongiurare l’ennesimo grande imbroglio dei Partiti del palazzo.
Pino Aprile ha detto a Bari  che  sono le “persone ordinarie che fanno le cose straordinarie” il che vuol dire: “Attenzione, siete voi il Sud, siete voi il movimento non io, lo siamo tutti”. 
            Pino Aprile ha invitato  ciascuno di noi a   mettere a disposizione della causa meridionale e del movimento che si va a formare le proprie capacità i propri talenti. Ciascuno per quello che può, ciascuno per quello che può e sa fare.
Ha  ragione Piero Sansonetti  quando scrive,  in un suo editoriale del 24 maggio scorso per Calabria Ora,  : “Vedete, a me sembra sempre più chiaro il nocciolo della questione meridionale: è l’assenza di strumenti di informazione”.
 Pino Aprile , da grande giornalista e  meridionalista , a Bari ha centrato   il nocciolo della questione meridionale e  asserendo   che  il Sud ha bisogno in primo luogo di essere raccontato all’Italia  non attraverso una visione distorta e piena di pregiudizi, come accade  nel sistema monopolizzato dell’informazione in Italia, ed    annunciando    testualmente “da questo momento in poi lavorerò per la causa meridionale e solo per quella, vi affiancherò facendo quello che so fare: Fonderò un quotidiano a levatura nazionale che abbia cuore e braccia al SUD”.

Pino Aprile  è uno dei migliori giornalisti d'Italia e  si  è reso disponibile , in prima persona , a dare  voce  autorevole e di prestigio   al Sud  attraverso un quotidiano che sostenga fortemente le ragioni del Meridionalismo vero promuovendo in questo modo  l’affermazione  di una classe politica meridionale che abbia le   idee chiare e sia, per dirla come Guido Dorso,  spietata  nella sua funzione critica e, comunque,   capace di agire autonomamente e compiutamente  rifiutando trasformismi e compromessi  per assicurare al Mezzogiorno sviluppo e libertà, progresso e giustizia.
Pino Aprile, quindi,  non si è tirato indietro e mai  come in questo  momento il meridionalismo della ragione, in tutte le sue diverse  componenti,  ha l’opportunità  di organizzare una   Assemblea Nazionale Costituente per la nascita di una  forza politica innovativa e moderna  che ponga con forza all'attenzione del Paese il problema del Mezzogiorno come  punto centrale e prioritario della politica nazionale.
Una assemblea costituente che ,oltre ad essere una irripetibile  occasione di confronto e di proposta  sia  anche e soprattutto  una forte risposta, in termini politici, della capacità di  riscatto del  popolo del Sud  che, rivendicando  una sovranità negata,  non  è più disponibile  ad  essere assoggettato alle logiche perverse di  poteri  che , grazie anche alla  complicità dell’attuale classe politica  meridionale inetta e vassalla,  vorrebbero  continuare  a trattarci da colonia.

             Seguendo l’esempio di  Pino Aprile e partendo da quanto emerso a  Bari  ogni Meridionalista può dare il suo contributo in questo senso ,  per quello che può e  per quello che  sa fare, scegliendo di essere protagonista attivo di  un progetto ambizioso ma non impossibile e cioè  la costruzione di  una  casa comune  le cui fondamenta  sono state già ben  tracciate da Uomini  come Guido Dorso, Luigi Sturzo, Gaetano Salvemini, Antonio Gramsci e  Nicola Zitara.
            Con questo spirito accetto con entusiasmo  l’incarico che il Partito mi ha voluto affidare   ritenendo , in questo modo, di potere dare anch’io il mio modesto contributo alla causa Meridionale, per quello che posso e per quello che so fare, scegliendo di essere  partecipe , insieme con Voi, ad una entusiasmante battaglia di civiltà.



Pasquale Mesiti

martedì 6 marzo 2012

Lettera a Lino Patruno di B. Pappalardo


LETTERA  A LINO PATRUNO

Caro Lino.
Ricordo ancora una delle ultime volte che ti ho incontrato. Circostanza direi anche piacevole. Certo non la ricorderai per il lungo lasso. Tuttavia provo a ricostruirla. Si era al teatro Sannazzaro per la rappresentazioni di “Terroni” e sedevi proprio in prima fila accanto a Pino. Io ero nella seconda e proprio allineato alla tua testa. Devo riconoscerti una capacità statolitica ( non credo esista il termine) fermo come un masso, contrariamente a pino che invece seguiva l’irrompente ritmato di Mimmo Cavallo proprio con l’epistrofeo.
Lino Patruno.jpgDopo il primo tempo, quando i fari food, smisero di illuminare, a piombo, la montagna nera come un Vesuvio di Roberto D’Alessandro che aveva appena eruttato, urlando, tutti i nomi dei paesi massacrati dai piemontesi… Pontelndolfo, Montefalcione, Scurcola, Pietralcina…,ebbene si accesero le luci in sala e tu,  girandoti mi chiedesti: “ ma come è possibile che la gente, il sud non reagisce?”     
Ecco, il tuo articolo del 2 marzo scorso “Caro Sud me ne vado per farti pentire”.
Era uno scritto annunciato. Sentivo che sarebbe giunto qualcosa di simile!
L’articolo, credo sia stura di un sentimento che spesso si ripresenta; quello snervamento, sfinimento verso le infinità di chiacchiere sulle risorse del meridione e su programmi che vengono propalati da tutti all’opportunità ma anche di un certo dire e fare,  sia del governo/i  che di partiti e movimenti meridionalisti. Spesso in disaccordo, quest’ultimi, invero, par siano propriamente ingessati.
Dunque, il monito“ragazzi andate via, lasciamo insieme queste terre …se vogliamo salvare il Sud possiamo farlo dall’Olanda come da Pordenone
Citi un libro, che non ho letto, di Piercamillo Falasca di Rubbettino editore che induce a riflettere sull’  assioma e domanda “come cambiare il Sud vivendo altrove?”. L’ipotesi prevalente è quella, ad esempio, attraverso nuovi mezzi tecnologici  (la rete, internet) per una nuova generazione definibile come , ossia terroni anche loro tecnologici, che potrebbero cambiare il proprio paese d’origine e la sua cultura. L’esempio che un eccellente medico lasciando il Sud, potrà a Milano o a Londra salvare un uomo o donna del Sud, beh, per la verità  è un po forzata.
Indicare un libro che va sostenendo una tesi è come chiedere a qualcun altro  che ne opponga un’altro di tesi contraria, quindi poco utile.
Basterebbe dire della Canzone Napoletana tanto apprezzata in tutto il mondo ma che ha fatto di noi; “quelli che cantano solo e non lavorano”
So bene che l’argomento è messo sul tavolo intorno al quale, si spera, si possa discutere, pungolare tutti a ragionare sulla problematica del mondo del lavoro perché è tutto vero ciò che sostieni, soprattutto al sud, la terra dei compromessi e  del voto per il posto.
Nei “nipotini di Lombroso”, l’autore Giovanni Russo, libro di qualche anno fa inascoltato e poco letto (sono caduto anch’io nella trappola della citazione) che, al di là dei riferimenti dei grandi meridionalisti del passato Fortunato, Dorso, Salvemini,…”critici inflessibili della borghesia del ceto politico meridionali” chiede di lottare per la Restanza, ma come? Collegandosi a tutti quelli che anche al Nord, affrancati dalle fiammate razziste, chiedono e vogliono battersi per un rinnovamento della politica.
Ecco ciò può avvenire anche attraverso la rete internet, come dici ma con la piccola differenza che la vera rete sarà fatta da uomini, da giovani e neppure necessariamente del Sud.
No! Non voglio risentirlo più quel “Fujtevenne ‘a Napule “ di Eduardo De Filippo quando, vent’anni fa, quella sera, dalle tavole del San Ferdinando lanciò il grido-disperazione non certo di speranza ma di rassegnazione e dolore, che mi lasciò pietrificato. Certo era lo stesso dolore della Ortese e di tanti altri, che pur  abbandonò ma nulla riuscirono a fare da lontano, pur accreditandosi premi ed elogi per l’alta letteratura. Non metto numeri di statistiche per avvalorare quanto siano necessari e vitale i nostri giovani.
Ci occorrono!. Sono la nostra ricchezza, stanno riempiendo le sezioni delle associazioni e movimenti meridionaliste, hanno idee nuove, sono preparati e sono un’irrinunciabile linfa produttiva per questa terra “paradiso abitato da diavoli” più delle semine di pomodori e d’olivi obliqui ed eterni.
Non lasciamo tutto nelle mani di disinvolta scaltrezza di  vecchi Gava e Bassolino, emblema di un destino ineluttabilmente consegnato alla deriva morale. Potremmo, senza di loro, ritrovarci tutti coinvolti  in un appalto dell’Impregilo.
Pino Aprile ci racconta di una Calabria di giovani che restano giovani. La Sicilia scoppia della loro rabbia.  
No! Supplico che non passi questo messaggio! Non lasciate il Sud all’arcaismo di vecchi scafati della politica nelle  migliaia di periferie ostaggi della corruzione, alla mistificazione di opere benefiche che mascherano opportunistiche alleanze in una gestione di meridionalismo parassitario
Chi potrà insegnare  loro la nostra vera storia.? Andranno via senza la loro vera ombra. Lasciamo, invece, proprio ai giovani la responsabilità della “rinascita e del riscatto” che già dichiarano di voler collocare al primo posto il primato della nostra cultura e della ricerca per nuove conoscenze, elaborazioni etiche di una nuova visione del lavoro e della vivenza.
Tuo Bruno Pappalardo

Partito del Sud - sez. "Guido Dorso" Napoli              

domenica 20 marzo 2011

Lettera al Presidente della Repubblica di una giovane meridionale emigrata


G.ssimo Sig. Presidente,
il mio nome è Rullo Emanuela e sono nativa di quella meravigliosa terra che si chiama Irpinia. Mentre le scrivo percorro la A1 in direzione Roma dove da ben ormai otto anni ho dovuto per motivi di lavoro stabilire la mia dimora, emigrata come la quasi totalità dei miei coetanei, saluto dopo un fine settimana le mie montagne e la mia famiglia.
Quest’anno Sig. Presidente mi si chiede di festeggiare la ricorrenza dell’unificazione di questo paese, dell’unità d’Italia.
Premetto che non sono monarchica e non auspico il ritorno di alcun sovrano, premessa quanto mai dovuta poichè purtroppo troppo spesso la voce dissenziente del mio popolo viene messa a tacere e sminuita con l’appellativo di nostalgica o monarchica, quando essa in verità, non esprime né l’uno né l’altro sentimento.
Il recupero della verità storica che a 150 anni dovrebbe essere niente più che un atto di civiltà e democrazia e che non dovrebbe spaventare un paese unito, è un atto che viene richiesto unicamente per restituire dignità ed orgoglio ad un popolo e ad una terra e non per nostalgia. Estremamente breve e travagliata è la vita di coloro che dimenticano il passato, trascurano il presente, temono il futuro: giunti al momento estremo, tardi comprendono di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla scriveva Seneca.
Ebbene, a quale futuro sig. Presidente, questo paese si sta preparando se a distanza di 150 anni ancora teme la propria storia? Se a distanza di 150 anni ancora la stessa è intrisa di menzogna e camuffata e nascosta ed oltraggiata?
Eppur dobbiamo festeggiare! Festeggiare senza ricordare i morti, senza ricordare i corpi esposti, i saccheggi, le bombe, le violenze, e festeggiare passando sopra gli insulti.
Studi accreditati che si sono susseguiti in questi 150 anni hanno dimostrato come in questo paese il divario non esistesse al momento dell’unificazione se non in misura minima e come esso invece sia andato formandosi proprio nel corso di questi 150 anni per effetto dello sviluppo di una economia di tipo dualistico. Devo citarLe Nitti, ancora oggi attualissimo? Devo citarLe i recenti studi pubblicati dalla Banca D’Italia, devo farle l’esempio della Germania che in dieci anni ha unito un paese che era diviso? E’ talmente evidente sig. Presidente come il mio popolo (che dovrebbe essere anche il suo) sia annichilito dal peso di questa mancata verità manipolata e trasformata in una colpa, in un peccato originale incancellabile, giustificativo perenne e risolutivo di un sottosviluppo che ha ben altre origini.
Devo festeggiare sig. Presidente gli insulti dei ministri di questo paese? Devo festeggiare la monnezza, e non mi riferisco ai rifiuti urbani quanto bensì, ai rifiuti tossici industriali e nucleari che avvelenano la mia terra e ne uccidono il futuro? Devo festeggiare i giovani meridionali che hanno lasciato la propria terra per trasferirsi nelle regioni del nord del paese, o devo festeggiare la disoccupazione e la criminalità organizzata che collusa con la politica crea catene che nessuno manifesta intenzione a spezzare? E ancora Sig. Presidente devo festeggiare che Matera nell’anno 2011 ancora non ha una stazione e l’alta velocità arriva solo fino a Napoli e che dopo Napoli si viaggia con il binario unico dove i moscerini vanno più veloci dei treni? E allora mi toccherà festeggiare anche che i soldi per l’ammodernamento e la messa in sicurezza del raccordo autostradale AV-SA sono scomparsi in corrispondenza della firma del protocollo di intesa fra Italia e Slovenia ove sono riapparsi per la progettazione della tratta ferroviaria tra Trieste e Lubiana, o che i fondi FAS che dovevano servire a favorire processi di sviluppo di zone sempre più povere e abbandonate a se stesse sono andati alla copertura delle multe sulle quote latte o alla realizzazione di interventi di ammodernamento della flotta di traghetti turistici per il lago di Como, non proprio una regione sottosviluppata o per la Agenzia alimentare a Parma?
E ancora Sig. Presidente mi toccherà pure festeggiare che in occasione di questo anniversario ben 145 milioni di euro sono stati spesi per un museo che offende il mio popolo quale il Museo Lombroso e questo mentre Pompei crolla e la Reggia di Carditello viene messa all’asta.
Non Le sto imputando colpe Sig. Presidente, il suo è un ruolo istituzionale, ma non potevo non manifestarLe la mia indignazione e illustrarLe i motivi per i quali mi spiace ma Io non ho proprio nulla da festeggiare, festeggiare qualcosa che per me non ha mai avuto luogo, perché unità non v’è mai stata e ancora tarda a venire.
Grazie
R.E.

venerdì 21 maggio 2010

Lettera a Gad Lerner...da De Franciscis del Partito del Sud di Napoli



Ricevo e posto, condividendolo totalmente, un articolo inviato dall'amico Emiddio a Gad Lerner, un ottimo sunto delle idee e dei progetti politici del Partito del Sud...a proposito di progetti...accompagno l'articolo l'immagine di un recente volantino ideato dalla sezione napoletana del P. del Sud insieme ai ragazzi di "Insieme per la Rinascita"!

---------------------------------------------------------------------------------

Di Emiddio de Franciscis di Casanova - Responsabile Comunicazione PARTITO del SUD

Il Partito del Sud già esiste.

Governa Gaeta e si è presentato alle elezioni politiche e amministrative in numerose regioni.
La ragione di esistere dei partiti identitari è quella di lavorare per la difesa degli interessi legittimi dei cittadini e organizzare lo sviluppo economico dei territori, occupandosi dei problemi della gente, invece che di gestire solo il potere. I partiti nazionali sono invece impegnati nella difesa e nella gestione del proprio potere e dei privilegi della "Kasta". E BASTA.

Non capisco perchè dopo 150 anni ancora si debba negare che l’unità è stata fatta con la violenza e la distruzione dell’economia dello Stato delle Due Sicilie. Dallo stabilimento di Pietrarsa, vicino Napoli, furono smontati anche macchinari modernissimi che servirono per fondare l’Ansaldo.
Solo riconoscendo tutti come è andata la conquista e successivamente la colonizzazione, poi si potrà lavorare assieme per risollevare le sorti del paese. Il federalismo fiscale va bene, ma va costruito diversamente. Non è giusto cosi come varato, perchè favorisce lo stato di fatto di un paese a due velocità. Verranno avvantaggiate le regioni nelle quali risiedono le sedi legali delle grandi aziende come la Lombardia, dove recentemente ad esempio è stata trasferita la sede Telecom che fatturerà, con i soldi di tutti gli italiani , solo a vantaggio dei lombardi. Ma il servizio telefonico si produce in Lombardia o, invece, in tutta italia ???

Bisogna ripartire i proventi dell’IVA in base ai centri di consumo.
Scateneremo la guerra alle aziende settentrionali e consumeremo solo prodotti meridionali!

Emiddio De Franciscis di Casanova

Fonte : Partito del Sud - Napoli