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lunedì 23 gennaio 2012

"La A3? Fatta per emarginare il Mezzogiorno", articolo del Corriere della Calabria sul convegno di sabato 21 gennaio 2012 a Cosenza organizzato dal Partito del Sud




I cinquant’anni dell’autostrada A3 come sintetica metafora del secolo e mezzo di Unità d’Italia. 
Per il Partito del Sud che predica un rinnovato orgoglio meridionale, sono entrambi il segno di un fallimento, perfino di un inganno, di una sorta di trappola ben congegnata per rallentare apposta il decollo del sud, consegnandogli un'autostrada impossibile.
Il Partito del Sud  nel documento distribuito subito prima di dare inizio alla discussione sulle opportunità perdute dell’A3, ci tiene a precisare che non è un movimento con nostalgie monarchiche o neo borboniche, ma i richiami carichi  di rammarico contro le «truppe sabaude che hanno conquistato il meridione», si susseguono con puntuale precisione nelle parole di Giuseppe Spadafora, coordinatore del partito, che dice di un Sud prima conquistato, e poi oltraggiato, anche dal governo Monti, che fin qui è apparso distratto circa le aspettative meridionali. 
Una tesi, quella del meridione tradito, che ritorna anche nell’intervento di Pietro Patracco, dell’università di Salerno, mentre Pietro Molinaro, presidente della Coldiretti racconta delle opportunità sprecate dalla politica nel campo dell’agroalimentare in Calabria. Eppure anche per quel settore, l’A3 doveva essere un volano di sviluppo.
Per la verità dell’autostrada, che era il tema principale del dibattito, si parla poco e quando tocca a chi parecchie cose avrebbe da dirle, il tempo tiranno che contingenta gli interventi non consente di approfondire la questione. Infatti Battista Iacino di cose da dire ne avrebbe e molte, fino ad affermare che rifarla da zero, l’autostrada, sarebbe stato meno costoso e forse meno lungo che tentare di adeguarla.
E alla faccia dei tanti politici che annunciano con sistematica puntualità la fine dei lavori, Iacino avvisa che se va bene occorrerà attendere il 2018. Sullo schermo beffarde scorrono le immagini di Berlusconi e Lunardi che da Vespa giurano che nel 2008 tutto sarebbe stato completato.


Michele Giacomantonio


Fonte: Il Corriere della Calabria

venerdì 13 gennaio 2012

Il 21 gennaio incontro a Cosenza organizzato dal Partito del Sud su 50 anni di SA-RC e 150 anni di questione meridionale




La mitica autostrada che è diventata un po' il simbolo della "questione meridionale",  per chi non vuole molto bene a noi meridionali (ma e' anche poco informato...) è l'esempio classico dello spreco di soldi che vengono dal Nord (ma è davvero così?) e della nostra scarsa efficienza....per me è l'esempio massimo della nostra sopportazione, della perversione quasi sadica del nostro sfruttamento e della nostra colonizzazione. 


Una colonizzazione che dura da più di 150 anni, dalla "malaunità" del 1861 noi meridionali siamo quelli da "civilizzare", allora con baionette dei bersaglieri ed oggi con l'intreccio malapolitica-criminalità organizzata-lobbies economiche del Nord. Il tutto per renderci e farci sentire inferiori, un'educazione alla minorità, come dice Pino Aprile nel suo best-seller "Terroni", che dura ancora oggi, per arrivare alla conclusione che noi meridionali "questa autostrada ci meritiamo".

Insomma non solo abbiamo un'autostrada che in realtà non e' una vera autostrada, ancora in larga parte un cantiere dopo 50 anni, ma dobbiamo anche sentirci in colpa per questo...insomma al solito "cornuti e mazziati".
Visto che la nostra sopportazione è in via di esaurimento e come dice il mio amico Lino Patruno inizia ad ardere un "Fuoco del Sud", noi del Partito del Sud abbiamo deciso di organizzarci per legittima difesa e cercare di capire i "perché" del nostro sottosviluppo, dalle radici storiche della "questione meridionali" nata con l'Unità d'Italia e non prima e passando per le varie fasi anti-meridionali del Regno d'Italia prima e della Repubblica poi.
E soprattutto vogliamo organizzarci per le nostre proposte per il futuro, la nostra rabbia va incanalata in progettualità e non può essere solo recriminazione (seppur giusta) del passato...per un futuro diverso dal degrado e dall'emigrazione dei nostri giovani.
In quest'ambito e con questi scopi il PdSUD ha organizzato, principalmente a cura del nostro Coordinatore per la Calabria Giuseppe Spadafora, quest'incontro per il 21 gennaio a Cosenza sul tema della SA-RC e sulla questione meridionale, un incontro secondo noi molto interessante e di cui a breve vi daremo ulteriori dettagli sui relatori presenti.
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Fratelli e sorelle calabresi, meridionali e meridionalisti, vi aspettiamo per discutere, capire ed approfondire...e dopo l'analisi, soprattutto organizzarci per l'azione....spezzare le catene si può...insieme!


Enzo Riccio
Segr. Org, Nazionale
Partito del Sud

sabato 25 giugno 2011

Il meridionalismo leghista di Cazzullo - di N.Salerno


Il 15 giugno 2011 sul Corriere A. Cazzullo critica le dichiarazioni di De Laurentis e il meridionalismo. Il seguente contributo vuole chiarire alcuni aspetti concernenti il tentativo di apostrofare come negativo e dannoso il vento del sud che inizia a quanto pare a farsi sentire.

Malgrado TV e giornali nazionali, troppo impegnati dal Bunga Bunga, e negli ultimi giorni dall’ampolla di Pontida, non se ne accorgono, una rivoluzione silenziosa sta avvenendo a Sud all’ombra appunto dell’indifferenza dei nostri media. Sempre pronti quando si tratta di confermare l’immagine negativa e prevenuta del meridione, ma completamente impreparati di fronte a quanto c’è di buono dal Garigliano in giù.

Quando poi, tranne rarissime occasioni se ne occupano, a guidarli è l’ ignoranza (quanto vera o presunta non lo sappiamo) sul tema e/o la loro miopia frutto del pregiudizio. Non è di certo l’attitudine di chi vuole veramente capire, ma l’atteggiamento di chi cerca e vede solo ciò che conferma la loro visione già formata e pregiudiziale appunto. Cazzullo tra l’altro scrive:

“È il mito di un immaginario regno felice, che aveva la prima ferrovia d' Italia (per quanto la Napoli-Portici fosse lunga una manciata di chilometri) e più oro degli altri Stati preunitari messi insieme (il che è vero, ma non era l' oro del popolo o anche solo dello Stato, ma del re; che infatti non lo spendeva, e non a caso mancavano strade e scuole).”

Penso sia sufficiente come prova della grossolana superficialità e anche irresponsabilità con cui vengono affrontati questi temi.

Per quanto riguarda le ferrovie, solo per fare un esempio, quando il Piemonte iniziò con i debiti a costruirle, comprava le locomotive a Napoli. Segno che, data anche la solidità delle finanze, i Borbone potevano, ma probabilmente scelsero scientemente di ritardarne la costruzione. Ricordiamo che la folta marina mercantile oltre ad asservire il floridi commerci con il resto del mondo, garantiva i collegamenti via mare all’interno del regno. La presenza del mare e di una flotta così consistente rendeva meno ansioso l’avvio della costruzione di ferrovie e strade.

Per la questione dell’oro, se fosse come dice Cazzullo, non ci sarebbe stato bisogno di imporre la legge sul corso forzoso e una tassazione esosa sul macinato oltre ad altre gabelle. Sarebbe bastato allo scopo Garibaldi con i suoi fantastici mille che come è noto si impadronivano della cassa di ogni nuovo stato annesso (si fa per dire) al nuovo regno. Inoltre viste le condizioni in cui vessava il popolo nel resto degli stati pre-unitari, ma anche in Francia e Inghilterra, se anche la ricchezza non era propriamente distribuita, non si può certo sostenere che tale stato di cose fosse peculiare del Regno delle Due Sicilie. Ricordo anche che nell’ Italia disunita di oggi, come rilevato da uno studio della Banca d’Italia (non da fanatici neo borbonici), più del 45% della ricchezza complessiva nel 2009 risultava nelle mani del 10% delle famiglie italiane.

D'altronde siamo d’accordo con Cazzullo e con quanti come lui criticano quel meridionalismo che è solo rancorosa e strumentale reazione alla Lega Nord e che, appunto, potrebbe definirsi Lega Sud. Da questo meridionalismo credo si dovrebbe essere guardinghi. Anche se bisogna sempre aspettare di valutare i fatti, a giudicare dalle mani che ne tengono le fila c’è poco di cui essere fiduciosi.

Il fatto è, ahimè, che noi umilmente leggiamo Cazzullo, ma lui sembra proprio non volerne sapere di informarsi. Se lo facesse capirebbe che oltre a quella che definisce Lega Sud (espressa dai noti gattopardi e ascari dei potentati del nord), esiste anche un meridionalismo altro che non si confà alla sua immagine preconcetta e che è espressione di un qualcosa di più profondo e autentico. E’, si potrebbe dire, l’espressione della consapevolezza di un popolo che sta prendendo coscienza del suo stato di sottomissione e si prepara a mettere in atto la sola azione pacifica che può scaturire da una tale consapevolezza: liberazione.

Se si prendesse il disturbo di approfondire, il caro Cazzullo scoprirebbe con sua sorpresa che viene sempre puntualmente apostrofato come negativo il tentativo di mettere sullo stesso piano, non sappiamo se subdolamente, il Meridionalismo e la Lega Nord. In genere lo scimmiottare e l’imitazione attengono alla mediocrità e il vero Meridionalismo è cosa seria e non mediocre. Solo per citare il più prossimo dei meridionalisti da cui trae ispirazione, già 40 anni orsono Nicola Zitara aveva le idee abbastanza chiare in merito. I vari Cazzullo, tra un libro di retorica risorgimentale e l ‘altro, dovrebbero prendersi la briga di conoscerne il pensiero. Allora forse capirebbero che le rivendicazioni meridionaliste e le accuse al nord non sono quello che loro vorrebbero far credere, e cioè l’altra faccia della medaglia degli insulti ai meridionali da parte dei leghisti. Troppo semplice e comodo.

Capirebbero anche che, semmai, a minare l’unità di questa Italia disunita è proprio questo falso cortocircuito, che si vorrebbe far passare come verità; è’ il non voler andare oltre il dualismo Lega Nord - Lega Sud; è l’ostinazione di chi troppo innamorato della retorica risorgimentale, non riesce o non ha interesse a metterla in discussione anche solo come esercizio, come ipotesi di lavoro per provare a capire; è il pensare che i meridionali non vedono nell’unità d’ Italia (non quella attuale, ma quella vera che deve ancora venire) un vantaggio per tutti.

Con questo non si intende che la politica colonial-leghista non vada combattuta. Quello che deve essere chiaro è che le rivendicazioni del meridionalismo (serio non quello a cui si riferisce Cazzullo) rimarrebbero legittime a prescindere dall’esistenza della Lega Nord. Rimarrebbero valide perché le vere cause del sottosviluppo meridionale non vanno cercate negli ultimi 20 anni. Vanno cercate in prossimità del risorgimento e nei decenni a seguire. Non solo la Lega Nord, ma tutta la politica italiana degli ultimi anni si è limitata e si limita solo a perpetuarne gli effetti.

Altro che Lega Sud e secessione, l’universo meridionalista serio rivendica non elemosina, ma rispetto e parità di condizioni. Rivendica l’avvento, si potrebbe dire, di un nuovo Risorgimento, anzi del vero Risorgimento. Rivendica la nascita di una nuova Italia, anzi della vera Italia. Un’ Italia che sia anche per i meridionali, non fatta solo sulla pelle dei meridionali. Un’Italia in cui anche ai meridionali venga data concretamente la possibilità di prendersi carico del proprio destino.

E’ questo meridionalismo che i vari Cazzullo dovrebbero avere l’umiltà di iniziare a conoscere, a esaminare da vicino. Capirebbero forse che sono loro a non voler guardare in faccia la realtà e non i meridionali che quella realtà la vivono ogni giorno e di cui adesso stanno iniziando a comprenderne anche la genesi. Capirebbero anche che, mentre è vero che la Lega Nord usa i meridionali come alibi per le loro proprie inefficienze, per i meridionali seri comprendere le cause del sottosviluppo non significa addossare ad altri le responsabilità per non farsene carico. La soluzione di un problema parte dall’analisi, e quanto più è accurata la diagnosi tanto più è alta la probabilità di riuscire a risolverlo. E se le responsabilità del sottosviluppo meridionale sono anche e soprattutto di una politica a trazione nord-centrica che ha amministrato il meridione a mo di colonia, questo non lo si può tacere solo per non far storcere il naso a Cazzullo. E chi lo denuncia non lo fa per scaricare sugli altri le proprie responsabilità che pure ci sono e vanno capite, lo fa perché se quelle cause non vengono ben comprese, sarà difficile rimuoverle e sarà difficile per il meridione riprendersi dal suo stato di sottosviluppo. I milioni di meridionali che hanno preso e che ancora oggi prendono la via dell’emigrazione sono la prova più limpida dello spirito intraprendente e non parassitario dei meridionali. Ma bisogna anche volerla vedere.

Un antico saggio sosteneva che ci sono tre cose che veramente misurano la statura di un uomo: la prima è saper aspettare (i meridionali aspettano da 150 anni); la seconda è saper pensare; la terza è ammettere di aver torto (ai meridionali glielo hanno fatto credere per 150 anni). Sulle prime due ci riserviamo il beneficio del dubbio, sulla terza forse stiamo chiedendo un po’ troppo ai nostri cari Cazzullo e mi verrebbe da dirvi: non ragioniam di lor, ma guarda e passa…

Nicola Salerno

Link articolo Cazzullo:
http://archiviostorico.corriere.it/2011/giugno/15/Sud_Laurentiis_Regno_Felice_Illusorio_co_9_110615045.shtml

venerdì 11 febbraio 2011

Tutti a Gaeta il 12 e 13 febbraio...e per chi non può...c'è la nostra WebTV!!!







GAETA ED IL SUD RICORDANO...A 150 ANNI DALLA CADUTA DELLA FORTEZZA E DALLA FINE DEL REGNO DELLE DUE SICILIE.
Una serie di eventi, mostre e dibattiti ricorderanno a Gaeta la caduta della fortezza a 150 anni dalla fine del Regno delle Due Sicilie, con il patrocinio del Comune di Gaeta con il nostro Antonio Ciano e con l'intervento di molti ospiti di prestigio come Pino Aprile, Gigi Di Fiore e tanti altri.
La WebTv del Partito del Sud seguirà da Gaeta in diretta e in mobilità i momenti più significativi del programma delle giornate del 12 e 13 febbraio 2011.
Ricordiamo che la nostra WebTv è visibile su tutti i blog aderenti al Network del PdSUD, compreso questo della sezione di Roma, sul blog nazionale e sul sito Nazionale del PdSUD.

Sul link http://www.livestream.com/partitodelsud?t=504600 è attivo anche il servizio Video On Demand, per scegliere quale video guardare.